Teramo. II° INCONTRO DEL PROGETTO DAFNE

19 marzo 2015 18:310 commentiViews: 15

La consuetudine alla violenza vista tramite la televisione o il web finisce per ingenerare una sorta di assuefazione, che si traduce in indifferenza anche nei confronti dei comportamenti violenti che si manifestano nella realtà che ci circonda. Un’ulteriore conferma dei rischi dovuti alla “globalizzazione dell’indifferenza”, soprattutto nell’ambito delle nuove generazioni, emerge dall’esame dei risultati di un questionario anonimo sulla percezione della violenza di genere che è stato proposto nei giorni scorsi agli studenti delle classi prime e delle classi quinte dell’Istituto di Istruzione Superiore “Alessandrini-Marino-Forti” di Teramo. Questo importante dato, insieme agli altri esiti dell’indagine, è stato presentato durante la mattinata del 17 marzo 2015 presso l’Auditorium dell’ITIS”Alessandrini” di Teramo, durante il secondo incontro del Progetto Dafne, finalizzato alla prevenzione della violenza di genere ed alla promozione di una riflessione a più voci sulla realtà della condizione femminile, promosso dal Soroptimist Club di Teramo e dalla ASL di Teramo. L’analisi e la presentazione dei risultati dell’indagine sono state curate dalla dott.ssa Alessia Di Febo, collaboratrice dott.ssa Italia Calabrese, psicologa, che successivamente è intervenuta sul tema “La violenza di genere e i processi della mente”, soffermandosi sulle varie tipologie di violenza di genere e sui loro possibili esiti psicopatologici, come, ad esempio, i disturbi post traumatici da stress, sottolineando la possibilità che queste conseguenze possano avere una ricaduta a livello psicologico anche sui figli delle persone coinvolte.  Questo intervento ha suscitato grande interesse da parte degli studenti, dei docenti e del Dirigente Scolastico dell’I.I.S. Alessandrini-Marino-Forti”, prof.ssa Stefania Nardini, convinta sostenitrice del Progetto Dafne, che ha presieduto l’incontro. Tuttavia l’attenzione ed il coinvolgimento dei presenti, sono stati veramente straordinari quando gli studenti hanno avuto l’opportunità di ascoltare la testimonianza di una persona vittima in passato di un abuso ed ora impegnata a contrastare il clima di indifferenza anche mettendo in gioco la propria personale esperienza.

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