Abruzzo

Osservatorio emigrazione Abruzzo fa le nomine e punta ai fondi Ue

 

Antonio Innaurato (Uncem) rappresentante al Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram) e Goffredo Palmerini (Anfe) coordinatore dei due gruppi di lavoro dell’ Osservatorio per l’Emigrazione. Sono queste le nomine fatte dall’organismo in seno al Cram della Regione Abruzzo che s’è riunito al Consiglio regionale di Pescara, sotto la presidenza dell’assessore Donato Di Matteo che ha voluto attivare anche due gruppi di lavoro, uno istituzionale e l’altro economico-promozionale. “L’Osservatorio si deve impegnare nella realizzazione di progetti comunitari per finanziare idee utili allo sviluppo del turismo, della cultura, degli scambia giovanili e dell’anagrafe degli abruzzesi nel mondo che è cominciata con me nell’altra legislatura, s’è poi interrotta e deve essere assolutamente ripresa e realizzata” ha detto Di Matteo ai componenti dell’Osservatorio nato con la riforma 43/2012 della legge regionale 47/2004. “Altrimenti l’Osservatorio sarà sempre una scatola vuota – ha aggiunto – Invece, deve diventare lo strumento per realizzare quegli obiettivi economici utili a colmare l’assenza dei fondi al bilancio regionale del settore, in un momento di crisi e spending review in cui andiamo dietro a tappare i buchi della sanità e dei dissesti idrogeologici. Dobbiamo inoltre attivare strumenti per coinvolgere anche gli imprenditori italiani nel mondo per finanziare le iniziative utili al settore”.
Giuseppe Mangolini dell’Aitef (terzo da sinistra nella foto a destra) ha detto che se il settore Emigrazione di tutte le Regioni continua a non ricevere i fondi necessari è meglio che le deleghe vengano restituite a Roma mentre Palmerini (secondo da destra nela foto) ha sottolineato che il settore deve essere rilanciato anche perché sono 90mila l’anno gli italiani che hanno ripreso a emigrare all’estero per cercare il lavoro che in Italia non c’è. Antonio Bini (primo da destra nella foto), delegato di Mario Nardicchia dell’Unaie ed ex dirigente della Regione Abruzzo, ha parlato di settore che urge della banca dati completa dell’emigrazione, perché le associazioni riconosciute non sono più da tempo rappresentative del fenomeno, in quanto già le seconde, terze e quarte generazioni non vi si sono mai iscritte. Le Regioni devono sapere di più sugli emigrati e sugli oriundi. “Le patacche di ambasciatori d’Abruzzo nel mondo – ha detto Bini – non servono a niente”. Ben due italo-venezuelani nell’Osservatorio: Maria Claudia Lopez (nella foto d’apertura è a destra con Di Matteo e Assunta Janni, funzionaria del settore e segretaria del Cram) del patronato Inca ed Edoardo Leombruni (terzo da destra nella foto) per l’Associazione italo-latinoamericani in Italia (Ali) a significare la notevole emigrazione di ritorno dal Venezuela, Paese, hanno detto i due, colpito da tropo tempo da una crisi politica, sociale ed economica che sta facendo fuggire tanti emigrati verso l’estero “Ma molti imprenditori di origine italiana che vanno via non investono in Italia bensì negli Stati Uniti o Spagna, perché l’Italia e l’Abruzzo non fanno nulla per attirare capitali stranieri”, hanno detti i due all’unisono. All’incontro hanno preso parte pure i consiglieri regionali eletti nel Cram, Luciano Monticelli (Pd) e Lorenzo Berardinetti (Regione facile), assente Pietro Smargiassi (M5s). Monticelli ha rivelato di avere una moglie venezuelana e che sta lavorando a un evento nel 2017 in Abruzzo “che sia metà fra il raduno degli alpini e l’Expo, che riguarderà soprattutto la nostra emigrazione”.

I due gruppi di lavoro sono già operativi: Luciano Lapenna (sindaco di Vasto) che rappresenta l’Anci nell’Osservatorio ha già delegato per i progetti europeiMassimo Luciani (secondo da sinistra, nella foto), esperto in materia ed ex assessore comunale a Pescara della Giunta di Luciano D’Alfonso, oggi governatore d’Abruzzo. Un tecnico esperto di turismo ed emigrazione è pure Bini, così come importanti sono presenze come quella di Antonio D’Orazio(Cgil), che da poco ha lasciato la presidenza Inps di Chieti. Insomma, nella nuova era Di Matteo l’Osservatorio è destinato a essere più importante “economicamente” del Cram, che rimarrà la consulta degli abruzzesi nel mondo. Al momento senza fondi, se non quelli per riunirsi, in attesa che arrivino dall’Europa.

Pierluigi Spiezia

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