
Ieri è scomparso un Maestro della ceramica di Castelli, un artista ed un uomo che ha sempre amato il suo luogo d’origine, questo in sintesi era Nino Di Simone. La nostra è stata un’amicizia brevissima ed intensa, costruita intorno alla figura del papà: Eugenio Di Simone, nato a Castelli il 13 maggio 1922, catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 in Croazia e deportato in Germania fino alla liberazione avvenuta il 1 novembre 1945. Era arruolato nel 53° reggimento fanteria “Umbria”. In precedenza era stato nel 153° reggimento Fanteria già dal novembre 1942 e nel maggio dell’anno successivo trasferito al 53°. Era nel sottocampo di Hermannschachtlager di Hindenburg (oggi Zabrze – Polonia), Stalag VIII-B, dove scese nei pozzi minerari di Ostfeld, Westfeld e Hermannschacht, per raccogliere il carbone che serviva per rifornire le industrie tedesche. Scampo alla strage del 27 gennaio 1945 quando, nelle fasi concitati della resistenza tedesca e successiva fuga degli stessi, il campo venne liberato dai soldati sovietici del 1° gruppo ucraino guidati dal famoso Generale russo Ivan Stepanovič Konev. Questa storia è stata ben raccontata nel libro: “Il lager di Hindenburg. La strage del 27 gennaio 1945” di Renzo Pellegrini, edito da Tra le righe libri nel 2020. La nostra conoscenza più approfondita è avvenuta proprio per ricordare il suo padre: “De Berardì, non facciamo scherzi, mi devi ritrovare notizie sul mio papà”, con queste parole iniziammo quel percorso della memoria che ancora deve concludersi con il posizionamento a Castelli della prima pietra d’inciampo dedicato ad un I.M.I. – Internato Militare Italiano. Non abbiamo fatto in tempo per una serie di coincidenze sfavorevoli ad entrambi. Ma sono sicuro che la nuova amministrazione comunale di Castelli, guidata da Paolo Tancredi, onorerà la figura di Eugenio e di Nino. Quando era felice il maestro Nino il 20 settembre 2025, quando nella sala del consiglio provinciale di Teramo, durante la Giornata degli internati italiani, istituita con la Legge n. 6 del 13 gennaio 2025, il Prefetto di Teramo Fabrizio Stelo gli consegnò la medaglia d’onore di Bronzo alla memoria della Repubblica Italiana – Presidenza del Consiglio dei Ministri (legge 296 del 2006). Poi arrivarono altri riconoscimenti alla memoria come: le due campagne di guerra 1940-1943 e 1943-1945 ed infine il diploma di Combattente per la Libertà d’Italia. La sua morte mi ha colto di sorpresa ieri sera, stentavo a credere alla notizia visto che eravamo in procinto di posizionare la pietra d’inciampo a Castelli. Alla moglie Rosanna, i figli Igor e Giantommaso, il fratello Franco, la sorella Anna Lucia, i nipoti Pietro ed Elia, le mie più sentite condoglianze.












