
La candidatura del presepe italiano nella lista del Patrimonio immateriale Unesco 2026 ha suscitato interesse anche in Abruzzo. In una nota del Ministero della Cultura si legge: ‘Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l’arte di crearlo valorizza la creatività artistica, l’artigianato e la spiritualità popolare delle comunità presepiali, con contributi dell’Associazione Italiana Amici del Presepio e dei luoghi simbolo di Greccio e Assisi”.
L’Abruzzo, forte di una tradizione presepiale antichissima, non può certo restare a guardare: a Penne, infatti, sarebbe stato allestito il secondo presepe della cristianità, appena due anni dopo quello di Greccio. Inoltre, al 1567 risale il primo presepe domestico abruzzese — tra i primi anche in Italia — composto da oltre cento pezzi e appartenente alla Famiglia Piccolomini, duchi di Celano.
La Regione vanta una tradizione artigianale secolare, tuttora viva grazie alla maestria di abili intagliatori e cesellatori. A ciò si aggiungono i numerosi allestimenti permanenti diffusi sul territorio, che rendono possibile la creazione di un itinerario dedicato, denominato “La Via dei Presepi d’Abruzzo”, promosso dallo storico Enrico Di Carlo e dal musicista Mario Canci.
Sarà quindi fondamentale presentare un Progetto di legge regionale volto a valorizzare e promuovere il patrimonio presepiale abruzzese come testimonianza culturale, artistica e storica; prevedere il censimento di tutte le espressioni artistiche ad esso collegate – compresi i presepi viventi – istituendo un apposito registro, e favorire così anche lo sviluppo del turismo.



