di Walter De Berardinis
Giulianova. Con notevole ritardo voglio esternare le mie più sincere condoglianze alla famiglia Calafiore per la perdita del caro Salvatore. Ho conosciuto Salvatore solo attraverso i racconti dei nipoti, Seby Carrubba, Dario Carrubba e gli altri familiari come le figlie Lucia Calafiore Natale Romano e l’altra figlia Teresa Calafiore, che lo scorso 28 aprile a Roma, nel Museo dei Granatieri insieme all’Esercito Italiano erano con me, Francesca Martinelli e Gan Erez Minelab, alla consegna della piastrina del bersagliere Paolo (morto il 5 luglio 1993 a 78anni, ritrovata a Tel Aviv in Israele dal ricercatore Gan Erez Minelab. Con Salvatore, nato nel 1939 (anticipato dalla dipartita delle sorelle: Lidia classe 1941 e Carmela classe 1947), scompare l’ultima testimonianza dei figli del soldato siciliano catturato dagli inglesi in Africa del nord e deportato in Palestina. La soddisfazione mia, insieme a Gan e Francesca, viene riposta in questa bellissima foto di famiglia con lui sorridente e le foto del papà in guerra con la storia ricostruita passo dopo passo.
Il bersagliere Paolo Calafiore, nato a Palazzolo Acreide il 12 dicembre 1914 (residente, all’epoca dell’arruolamento, in Via Cavour 28), matricola militare 18602, distretto militare di Siracusa (Sicilia), figlio di Salvatore Calafiore e Italia Ciliberto. Dopo la guerra residente nel comune Solarino in Via Bellini, 9. Matricola militare numero 18602 del distretto militare di Siracusa (59° distretto). A Siracusa, il 24 settembre 1934, è idoneo al servizio di leva con le seguenti caratteristiche: alto 1,66 e torace 0,82; capelli castani e ondulati; visto tondo e naso retto; mento giusto e occhi castani; sopracciglia castani, colorito roseo e dentatura sana; di professione contadino ed analfabeta. Viene chiamato il 6 aprile 1935 e l’8 aprile inquadrato nell’10° reggimento bersaglieri, 7° compagnia. Il 4 settembre 1936, per fine ferma, viene mandato in congedo illimitato. Il 1 giugno 1940 viene mobilitato dal XII Corpo d’Armata di Palermo e destinato prima al 10° reggimento bersaglieri a Palermo e poi, il 10 settembre, all’11° reggimento bersaglieri a Gradisca d’Isonzo (Gorizia) e l’8 novembre viene posto in congedo illimitato. Il 6 agosto 1941 viene richiamato in guerra con l’8° reggimento bersaglieri e il 7 agosto viene imbarcato a Bari con destinazione Tobruch in Libia dove arriva il 24 agosto. Dal 18 novembre al 30 dicembre 1941 riceve battesimo di fuoco nella battaglia della “Marmarica” durante l’offensiva inglese nelle zone di Sidi Omar, El Gaza, Sidi Rezegh, Trigh Capuzzo, Bir el Gobi, El Adem, Agedabia, El Agheila. 29 gennaio 1942, il suo 8º Reggimento bersaglieri fu il primo reparto a entrare a Bengasi nella controffensiva dell’asse insieme alla Volpe del deserto Rommel. Successivamente partecipa alle battaglie a Ain el-Gazala e El Cherma e la conquista di Dahar El Aslagh. Nel luglio inseguono gli inglesi fino a El Alamein. Gli ultimi mesi del 1941 fu un susseguirsi di attacchi e contro attacchi fino alla ritirata dalla Libia. Il 13 maggio 1943, a quota 141, presso Enfidaville in Tunisa, solo per ordine superiore, il Colonnello Gian Claudio Gherardini (poi prigioniero a Hereford (Texas), insieme al prof. Salvatore Tringali di Acireale e poi giuliese nel dopoguerra…anche il famoso pittore Burri), diede ordine del cessate il fuoco e la resa. E’ morto il 5 luglio 1993 a 78anni.
Walter De Berardinis











