Cultura & Società, In rilievo

A Casoli di Atri l’omaggio a Giuseppe Verdecchia, anello di congiunzione tra Padre Pio e un ingegnere atriano per la costruzione della Casa Sollievo della Sofferenza

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ATRI. Si è tenuta ieri mattina, domenica 8 gennaio 2023, a Casoli di Atri in Piazza San Rocco, l’inaugurazione del Busto dedicato a Giuseppe Verdecchia realizzato dal nipote Mario Verdecchia. All’iniziativa, moderata dal giornalista Antonio D’Amore, sono intervenuti per i saluti istituzionali il Sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti e l’Assessora alla Cultura Mimma Centorame. Successivamente il Vice Sindaco di Atri Domenico Felicione ha sintetizzato la poliedrica figura del dottor Giuseppe Verdecchia, focalizzando il suo intervento sui rapporti che ebbe con Padre Pio da Pietrelcina; il Professor Elso Simone Serpentini ha poi descritto i moti rivoluzionari del 1906 ad Atri e la partecipazione di Giuseppe Verdecchia, alla Rivolta del contado, tanto da meritare l’appellativo di “Re di Casoli“. Il professor Emilio Marcone ha quindi descritto il lato artistico di Verdecchia leggendo una sua poesia e infine Mario Verdecchia, che ha realizzato con il proprio contributo il Busto, ha concluso i lavori descrivendo i rapporti con Casoli di Atri del suo illustre nonno. Ad accompagnare la cerimonia il chitarrista Alessandro Cavallucci.

 

Giuseppe Verdecchia è stato veterinario, pittore, scultore, poeta, filosofo, scrittore, ebanista, primo Sindaco di Atri. La sua figura è legata anche alla nascita dell’ospedale voluto da Padre Pio. Nel 1945, il Santo di Pietrelcina decise di riprendere il progetto per la costruzione della Casa Sollievo della Sofferenza che era stato completato su carta nel 1940 dall’architetto Sirio Giammetta, ma per la sua vicinanza al fascismo questo nome doveva essere cancellato dal progetto. Nel 1945 Padre Pio e il primario chirurgo dell’ospedale di Atri, Federico D’Alfonso, stavano cercando qualcuno che fosse in grado di ricopiare quel progetto. Così Giuseppe Verdecchia, amico di D’Alfonso, e che aveva un figlio di nome Carlo, studente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Verdecchia propose al primario dell’ospedale di Atri il nome del figlio il quale dovette rinunciare per via di altri impegni. Carlo si impegnò comunque, insieme al padre, a trovare qualcuno che avrebbe aiutato Padre Pio.
E riuscirono a convincere un ingegnere 50enne di Atri che lavorava come ingegnere Capo al Genio Civile di Pescara: Gaetano Candelori. L’ingegner Candelori accettò l’incarico.
Così grazie a Giuseppe Verdecchia e suo figlio Carlo, Padre Pio poté procedere a San Giovanni Rotondo alla costruzione del suo ospedale. La scoperta di questo nesso tra Padre Pio e Atri è frutto del lavoro del Gruppo di Studio e Ricerche storiche coordinato dagli architetti Dario Zingarelli e Gaetano Lombardi di Foggia (ricerca condotta sulle “Opere di Architettura realizzate da Padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo“), che ha ritrovato materiale documentale inedito. La testimonianza diretta del figlio del dottor Federico D’AlfonsoPietro, all’epoca 15enne, è importante perché fu testimone oculare di quegli avvenimenti. Giuseppe Verdecchia e suo figlio Carlo erano spesso nello studio di suo padre.
Oggi Pietro ha più di 80 anni, vive a Roma, e ricorda insieme all’architetto Dario Zingarelli questa storia.

 

“La cerimonia di ieri – commenta il vicesindaco Felicione – è stata commovente e importante. Il nostro illustre concittadino ha ora un busto che lo ricorda e che spinge le nuove generazioni a scoprire la storia di Giuseppe Verdecchia. Un plauso va al nipote Mario per il suo impegno. Lui ha voluto celebrare il nonno con una mostra, un convegno, un importante catalogo e il busto disvelato ieri, che ricorda l’importanza di un uomo che, da Casoli, seppe guardare il Mondo. Il nesso con Padre Pio inoltre dà lustro alla sua figura e anche alla nostra comunità”.

 

“Ringrazio sentitamente – aggiunge l’assessora Centorame – quanti sono intervenuti. Tutti gli interventi hanno permesso di tracciare al meglio la poliedrica figura di Giuseppe Verdecchia. Era doveroso celebrarlo e far conoscere ai giovani il suo operato. Come Amministrazione comunale abbiamo sostenuto fortemente l’importante iniziativa storica, culturale e civica che si è svolta ieri, proprio per rimarcare il grande dono fatto a Casoli di Atri da Mario Verdecchia e in particolare per ricordare a tutti gli atriani, agli abruzzesi, che Padre Pio ha avuto un forte e importante legame con la città di Atri”.

 

“Esprimo le mie più sincere congratulazione alla famiglia Verdecchia per la realizzazione dell’opera – ha aggiunto il Sindaco di Atri, Ferretti – e accolgo con piacere l’appello a realizzare un altro busto di Giuseppe Verdecchia, in qualità di primo Sindaco di Atri, da posizionare al Palazzo Ducale”.

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