Giulianova. Prima guerra mondiale: Liberato Barlafante, morto sulle alture della Slovenia

1 gennaio 2018 23:110 commentiViews: 28

Il soldato Liberato Barlafante nasce alle 16,30 del 20 ottobre 1886 a Giulianova in Via Madonna al civico 30 dal 40enne agricoltore Antonio Barlafante e Maria Giuseppa Attili alla presenza dei testimoni: il 41enne proprietario Raffaele Del Nunzio, il 33enne proprietario Emidio Paolone e l’Assessore anziano Giuseppe De Martiis. Soldato di leva di 1° categoria per la classe 1894 perché renitente alla leva e lasciato in congedo il 31 agosto 1914 con le seguenti caratteristiche fisiche: alto 1,68 e torace 0,90, capelli e occhi castani, di professione agricoltore e illetterato con matricola 34857. Il 1 dicembre 1914 giunge al 25° reggimento fanteria di Teramo – Brigata Bergamo.

Liberato Barlafante

Il 24 maggio viene trasferito sul fronte all’altezza di Val Judrio sotto la 7° divisione per conquistare Tolmino. Alle ore 14,00 del 16 agosto 1915, agli ordini del Colonello De Simone, durante i duri scontri sulle alture di Santa Lucia a quota 588 (Oggi Santa Lucia d’Isonzo, frazione del comune sloveno di Tolmino), incontrava la morte e veniva sepolto sul posto il soldato zappattore Liberato Barlafante del 25 reggimento fanteria 2° compagnia, inquadrato nel 4° corpo d’armata Genova comandato dal Generale Mario Nicolis di Robilant, parte della 2° armata.

I Salmi della Patria di Francesco Manocchia stampato nel 1921

Quel giorno testimoniarono e seppellirono Barlafante: il Caporale Paolo Brandino, il soldato Giorgio Morre e il sottotenente Leosi D’Angiò. Per uno scherzo del destino, solo dopo un anno, 20 ottobre 1916 (stesso giorno e mese di nascita), il Ministero della Guerra comunicò la data di morte; inoltre anche per il distretto militare di Teramo risultava vivo dal 1919, giorno della licenza e fino al 19 marzo 1930 quando il Comune di Giulianova comunicò che avevano l’atto di morte del soldato.

Oggi Liberato Barlafante è ricordato sull’Albo d’Oro dei caduti della prima guerra mondiale; sulla lapide posta sulla facciata del Duomo di San Flaviano; sul libro “I Salmi della Patria”; nella foto ufficiale dei caduti della 1 guerra mondiale e nella ristampa del libro “Quando c’era la guerra” entrambi del giornalista giuliese Francesco Manocchia.

Walter De Berardinis

Liberato Barlafante

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