I 5 SENSI – Vision – “Abbiamo avvistato il nostro futuro” –

24 Marzo 2013 09:280 commentiViews: 10

I 5 SENSI – Vision – “Abbiamo avvistato il nostro futuro” –

“Abbiamo avvistato il nostro futuro” : primo appuntamento 2013 del ciclo formativo “HR in tutti i Sensi – Riflessioni sensate sul nostro lavoro”, promosso ed organizzato da AIDP Abruzzo e Molise.

“Aidp ha pensato di dedicare 5 dei 13 eventi in programma al tema della leadership” afferma il Presidente AIDP A&M Raffaele Credidio “e lo fa in modo originale, partendo dall’idea che per essere leader “in tutti i sensi” si devono saper sfruttare le 5 caratteristiche sensoriali: vista/visione, tatto/rispetto, udito/ascolto, olfatto/fiuto e gusto/forma”.

Il giorno 28 febbraio, presso il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara, abbiamo preso il via dalla “Vista” o metaforicamente dalla “Vision”.

La Vision è la proiezione sul futuro, più riusciamo a vedere lontano più sarà possibile scampare il pericolo o cogliere un’opportunità.

Per Wikipedia, enciclopedia online di riferimento per i nostri giorni, “il termine visione (Vision) è utilizzato nella gestione strategica per indicare la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi. Con il termine Vision si intende l’insieme degli obiettivi di lungo periodo che il Top Management vuole definire per la propria azienda, comprendere anche la visione generale del mercato e l’interpretazione di lungo periodo del ruolo dell’azienda nel contesto economico e sociale”.

Esempi illustri sono quelli di Bill Gates (1980) “Un personal computer su ogni scrivania, e ogni computer con un software Microsoft installato”, di NOKIA (2005) “Life goes mobile”, di NIKE “To bring inspiration and innovation to every athlete* in the world.”(* if you have a body, you are an athlete) e di McDonald’s “to be the world’s best quick service restaurant experience. Being the best means providing outstanding quality, service, cleanliness, and value, so that we make every costumer in every restaurant smile”.

Che cosa sia, invece, la Vision e come prenda forma nella quotidianità delle imprese, provano a raccontarcelo i direttori HR, soci AIDP A&M, tramite una survey interna.

La vision per il 62% degli intervistati è il risultato del mix di etica, cultura, strumenti ed obiettivi aziendali e ben il 54% degli HR interpellati, condivide quella della sua impresa.

Per il Presidente Credidio “la vision è un indirizzo, una meta, una visualizzazione della realtà che non ancora esiste, è un’intuizione, un sogno…etica e cultura guidano l’agire di ogni uomo a prescindere dalla sua capacità di avere una visione…strumenti e obiettivi sono la materializzazione del percorso per raggiungere la vision e quindi lavorano in un’altra dimensione”.

Ben più difficile è invece raccontare o sintetizzare la propria Vision, quali persone, professionisti, contemporanei di un’epoca in costante mutamento. Ecco alcune opinioni dei soci, La mia Vision è: «Creare sinergie per il cambiamento efficace» Marcello Vinciguerra,«Crescere» Lorenzo Dattoli, «Ambiente di lavoro condiviso e pronto a reagire alle mutevoli condizioni che impattano sull’Organizzazione» Alfonso Orfanelli, «La mia vision in HR è quella di raggiungere gli obiettivi prefissati valorizzando le persone e gestendo ed integrando tutte le diversità, spesso emarginate solo per pigrizia, scarsa organizzazione e mancanza di vision »Dante D’Alfonso, «Responsabilità» Luca Scipioni, «La mia Vision: LA PERSONA AL CENTRO attraverso la Valorizzazione, la Fiducia, la Condivisione. … generare energia positiva e farla circolare.»  Alberta Ranieri, «Pensa ai sacrifici fatti, impara dagli errori e cerca di migliorare sempre» Paolo Stanchieri, «La gestione delle persone al servizio della vision aziendale» Roberto Minenna,

«Avere un HR che si scrolla di dosso, per sempre, il ruolo di controllore o depositario del ruolo di chi fa rispettare le regole. Arrivare ad una gestione delle risorse umane in cui c’è una totale sovrapposizione tra vita privata e vita professionale… nel senso che si arrivi a valorizzare la persona attraverso il lavoro e valorizzare il lavoro attraverso la persona, si arrivi a star bene lavorando e lavorare per star bene» Raffaele Credidio.

Per avere una Vision però occorre essere un Visionario, che secondo Gianluca Nardone, è «colui che riesce a vedere il futuro credendoci come se fosse presente» e ciò è proprio quello che ha fatto Lorenzo Dattoli (Managing Director di Carbotech), che ha portato la sua azienda da una chiusura già annunciata ad uno sviluppo senza eguali, partendo dal ruolo di dipendente esterno. L’hanno intervistato per AIDP, Elisa Antonioni (vice presidente di Aidp A&M) e Silvia Mattioli (consigliere Aidp A&M).

Carbotech srl, azienda tutta “Made in Italy”, con sede a Martinsicuro (Te), è produttore di spazzole elettriche e sistemi per il mercato automotive e consumer appliance. Nata nel 1962, negli anni l’azienda ha avuto varie evoluzioni fino alla svolta nel 2009 con l’Ing. Dattoli. Il 12 febbraio infatti la Energy Conversion Systems Italy viene acquistata dalla ECS Holdings dal management italiano, che ne acquista anche tutti i diritti di utilizzo delle mescole sviluppate dal sito italiano nel tempo e quelle degli altri siti mondiali della ECS. Nel maggio dello stesso anno, viene definita nella Logotec Solution il partner commerciale di rappresentanza per il territorio tedesco, svizzero e austriaco (zone di maggior sviluppo del mondo automotive). Nel gennaio del 2010 la ECS Italy srl cambia nome in “Carbotech srl”. Il suo fatturato è passato dai 5,6 milioni di euro del 2009 (anno di svolta dell’azienda) ai 12 milioni del 2012. Anche il numero dei dipendenti è aumentato, passando dai 45 del 2009 agli 85 del 2012. E’ una chiara dimostrazione che in Europa, in Italia ma ancor più in Abruzzo (dove questo esempio nasce) si può produrre e si può fare impresa. Carbotech, grazie al suo imprenditore, ha saputo rinnovarsi rispetto al passato, applicando una “Vision” che da lì a poco sarebbe diventata realtà.

Cosa quindi ha visto Lorenzo Dattoli nel 2009 e come è nata la sua Vision? “è nata con un tocco di follia, in modo improvviso dopo averla cercata nel tempo. Volevo cercare di costruire un’azienda in cui i collaboratori potessero sentirsi sicuri di lavorare con continuità. Inizialmente ho convocato tre persone di fiducia a cui ho comunicato il mio piano di cambiamento e da lì siamo partiti”.

Partendo da questo stimolante Case History, il Presidente Credidio, ci propone l’esempio di Grandi Visionari del passato, allora incompresi: Galileo Galilei che dovette abiurare le sue scoperte scientifiche; Martin Luther King che fu assassinato per aver visto un mondo in cui bianchi e neri potessero facilmente integrarsi; ed in fine Van Gogh, che sfidò la società e la cultura del tempo, sicuro di vincere con la sua pittura rivoluzionaria, morendo solo ed in povertà.

Storie di Visionari, che hanno deciso di fare la storia del loro tempo piuttosto che viverla bene senza contribuire al cambiamento. Vittime delle “visioni a corto raggio” dei loro contemporanei, sono diventati i riferimenti dei posteri.

La conclusione è lasciata ad un interrogativo: Preferiamo vivere bene la storia dei nostri tempi… Oppure … fare la storia dei nostri tempi… ?

Aidp A&M vi invita al prossimo evento di “HR in tutti i Sensi”, il 27 maggio, per parlare di tatto, quel senso che a volte è mancato proprio ai Grandi Visionari.

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