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Ap – Eventi
Cento anni di vita
HAPPY BIRTDAY
CHEVROLET!
di Lino Manocchia
NEW YORK, 10 Marzo ’11
La Chevrolet compie cento anni; «e più la guardo e più mi sembra bella», come diceva il De Amicis nella poesia alla madre.
Quando cento anni fa fu fondata la Chevrolet Motor Company, l’automobile esisteva da meno di venti anni. Si trattava in genere di vetture grandi e lussuose, acquistate dai pochi fortunati che potevano permettersi questo mezzo di trasporto così strano e moderno. Ma veniamo alla nascita di Chevrolet. William Crapo Durant, uomo d’affari americano, che aveva già investito nella Buick e nella General Motors, divenne amico del famoso pilota e grande meccanico Louis Chevrolet e nel 1911 lo assunse come consulente affinché progettasse un auto di lusso a sei cilindri, in collaborazione con l’amico Etienne Planche.
Tutto iniziò con la Classic Six
Il risultato fu la Classic Six, vettura prestigiosa e all’avanguardia, sulla quale venne apposto il nome di Chevrolet per sfruttarne la notevole fama sportiva. La Chevrolet Motor Company fu fondata il 3 novembre 1911, a Flint, nel Michigan. La produzione della Classic Six iniziò l’anno successivo.
Nel 1917 Chevrolet presentò il primo motore V8, una configurazione che sarebbe diventata tipica del marchio a partire dagli anni Cinquanta. Un anno dopo, l’azienda entrò a far parte di General Motors, e lanciò il primo autocarro leggero. Queste mosse la portarono a diventare la seconda casa automobilistica degli Stati Uniti già nel 1919. Il milionesimo autoveicolo fu prodotto nel 1922.
Espansione globale
Negli anni Venti, l’azienda rivolse lo sguardo verso l’Europa, una strategia decisa da William S. Knudsen, presidente di origine danese della società. La Danimarca fu di conseguenza il luogo scelto per il primo impianto produttivo europeo di Chevrolet, dove all’inizio del 1924 venne costruito il primo veicolo, un autocarro. La domanda superò ben presto l’offerta e nel 1925 lo stabilimento belga di General Motors Continental produsse la prima Chevrolet.
La fabbrica si trovava in una vecchia abbazia, ed era in grado di realizzare non più di 25 vetture al giorno. Altri impianti seguirono in Svizzera (paese d’origine di Louis Chevrolet), Polonia, Germania e nel Regno Unito. Con stabilimenti in America Meridionale e Australia, la casa diventò una potenza mondiale, giungendo addirittura a scalzare Ford dalla vetta delle classifiche di vendita nel 1927, anno in cui costruì ben un milione di vetture.
Cruciale fu l’arrivo in Chevrolet nel 1926 di Harley Earl, a capo del nuovo centro di design di General Motors, denominato Art & Color. Le sue idee avrebbero trasformato l’aspetto delle Chevrolet nei successivi trent’anni, e Earl sarebbe stato riconosciuto come uno dei principali progettisti di automobili del XX secolo.
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Il primo SUV al mondo
Gli anni Trenta furono difficili per l’industria automobilistica e, a dire il vero, per tutto il mondo, a causa della grande depressione. Chevrolet riuscì comunque a superare la tempesta, mentre molti concorrenti si trovavano in difficoltà o erano addirittura costretti a chiudere. In quel periodo furono anzi introdotte diverse innovazioni, come le sospensioni anteriori indipendenti (1934) e, nel 1935, la prima station wagon, la Suburban, antesignana degli odierni SUV. Alla fine del decennio, tutte le Chevrolet avevano un aspetto nuovo, caratterizzato da un design aerodinamico e filante che le rendeva le più belle auto del mondo.
Dieci anni di progetti e innovazioni fondamentali
Un’altro importante progresso fu la trasmis-sione automatica, del 1950. Ma il meglio dove-va ancora venire, con quella che è probabil-mente la più grande Chevrolet di tutti i tempi, la Corvette. Ispirata ai roadster europei, la Corvette disegnata da Harley Earl fu la prima vera vettura sportiva prodotta da una grande casa americana, con l’allora innovativa carroz-zeria in vetroresina al posto dell’acciaio.
Nonostante le moltissime pecularietà, all’ini-
Zio la Corvette faticò a trovare acquirenti e fu
sul punto di essere cancellata dalla gamma. Il vero e proprio decollo si ebbe solo con l’inserimento del motore V8 nel 1955 e il restyling del 1956. Da quel momento in poi non ci sono più stati ripensamenti; resta l’unica auto sportiva ancora in produzione da allora, la sesta generazione viene ancora costruita e venduta in tutto il mondo. Il 1959 fu l’anno più spumeggiante per Chevrolet, quando il periodo delle pinne e delle cromature raggiunse il suo zenit. Icona di questo stile fu la Impala, una vettura imponente che nel 1958 consentì a Chevrolet di entrare nel segmento delle vetture di prestigio. Il suo design, caratterizzato dalle “ali di pipistrello” posteriori ripiegate, era straordinario. Nei dieci anni successivi la moda delle pinne declinò e Chevrolet fu ancora una volta in prima fila nell’abbandonare qualsiasi stravaganza.
Corvette e Camaro: due leggende di successo
La Corvair, del 1960, rappresentò la risposta a una clientela alla ricerca di vetture economiche e compatte; un modello dai tratti chiaramente europei e molto più piccolo delle Chevrolet che avevano invaso i mercati negli anni precedenti, caratterizzato dal motore posteriore. Fu uno stacco radicale rispetto ai classici modelli dell’azienda e trasse ispirazione un po’ da tutto il mondo. Chi voleva ancora una dose di estremismo poteva comunque scegliere la Corvette Sting Ray del 1963, che con le sue linee nette e squadrate si staccava completamente dalla versione precedente. L’altro modello fondamentale di quegli anni fu la Camaro del 1967; una vettura sportiva ma allo stesso tempo compatta ed economica che sarebbe diventata una delle più famose “pony car”, tanto da indurre Chevrolet a ripresentarla con grande successo, dopo aver abbandonato il nome nel 2002.
Piccolo è bello
Chevrolet approfittò della ripresa del settore automobilistico negli anni Ottanta per aggiornare nel 1983 la Corvette e aprire la strada al futuro con un crescente impiego dell’elettronica. Nel 1992, nello stesso anno in cui la Camaro festeggiava i 25 anni, fu prodotta la milionesima Corvette. Ma chi sperava in un fascinoso rinnovo della Corvette dovette attendere fino al 1997, quando la versione C5 trasformò la sportiva di Chevrolet quasi in una supercar.
Il rilancio di Chevrolet in Europa
Il XXI secolo è caratterizzato dal trionfale ritorno di Chevrolet sui mercati europei. Certo, le vetture erano sempre state disponibili anche al di fuori del mercato americano, ma in Europa i volumi di vendita erano sempre rimasti limitati. Con l’acquisizione di Daewoo Motors da parte di GM nel 2001,
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la casa americana si trovò ad avere a disposizione una solida rete di vendita europea, oltre a una consistente base produttiva. All’inizio del 2005, il marchio Chevrolet fu rilanciato in Europa, con l’offerta di una gamma di vetture compatte basate sui prodotti del marchio precedente.
Il futuro inizia adesso
Chevrolet festeggia i suoi primi 100 anni con gli stessi valori di sempre; tecnologia affidabile, design personale e ottimo rapporto qualità/prezzo. E come regalo di compleanno a se stessa e al mondo, affronterà le sfide ambientali presenti e future con una vettura innovativa come Volt, la prima automobile elettrica ad autonomia estesa. Si tratta di una tecnologia coraggiosa e innovativa, che dimostra la volontà di Chevrolet di cambiare il mondo dell’automobile ed esserne leader anche nel suo secondo secolo di vita.
L.M.



