Giulianova, In rilievo

Giulianova. Palazzo Gavioli. Il Sindaco Jwan Costantini risponde alle accuse del “Cittadino Governante” e sottolinea: “Il consigliere Arboretti parla di una materia che non conosce e non spiega perché, da sindaco, non fece nulla per tutelare l’area”.

Il Sindaco Jwan Costantini replica alle accuse rivolte all’ Amministrazione Comunale dal gruppo “Il Cittadino Governante”  per non essere ricorsa in Cassazione per veder annullata la sentenza della Corte d’Appello di Perugia che, lo scorso giugno,  hanno revocato la confisca e il dissequestro di palazzo Gavioli, in via di edificazione a nord del Kursaal
“Ricordo al Consigliere Arboretti – spiega il sindaco-  che la sentenza della Corte di Appello di Perugia fonda il proprio pronunciamento sulla base della cornice di diritto disegnata dalla Suprema Corte di Cassazione con la precedente sentenza del 8 aprile 2021 resa in sede di rinvio, e che la medesima Corte di Appello si sarebbe potuta pronunziare, come in effetti ha fatto, limitatamente ad un giudizio di legittimità sulla confisca e le statuizioni civili.  Pretendere, come invece inammissibilmente sostengono il consigliere ed il suo gruppo,  la riapertura nel merito della vicenda, sollevando il polverone delle presunte responsabilità urbanistico-amministrative del Comune e prevedendo una fantomatica vittoria in Cassazione, rappresenta una mostruosità giuridica che non trova cittadinanza nel nostro ordinamento. Le subdole affermazioni con cui si accusa la maggioranza di tutelare la speculazione edilizia ignorano che la condotta tenuta dall’Amministrazione fonda su un principio acclarato dalla Corte di Appello e sul quale neppure la Procura Generale ha inteso proporre ricorso. Tutte le accuse tornino dunque al mittente, a  meno di non voler ritenere che i principi di diritto siano essi stessi fonte di speculazione edilizia.

Il consigliere Franco Arboretti – conclude Costantini – non ha piuttosto ancora spiegato le ragioni che, nei giorni della sua breve sindacatura, lo convinsero a non adottare le misure che, definitivamente, avrebbero tutelato il Kursaal.

Da parte nostra, non ci resta che sollecitarlo a comportarsi da amministratore responsabile e non da eterno aspirante sindaco, disposto, pur di essere candidato da una (presunta) nuova sinistra, a maneggiare maldestramente anche l’anarchia. Conosce bene, visti i trascorsi, le regole della pubblica amministrazione. Restasse nel recinto della razionalità e della legittimità, allora, provvedendo intanto a sostituire i suoi consulenti che, evidentemente, mal lo consigliano e lo spingono ad avventurarsi in territori per lui assai rischiosi”.

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