Semi e frutti antichi: Convegno a Rieti l’11 aprile presso l’Aula Magna del Polo Universitario

2 aprile 2019 22:420 commentiViews: 30

L’agricoltura è uno dei settori maggiormente coinvolti nel conseguimento dell’obiettivo di “Arrestare il declino della biodiversità” sancito nel Consiglio Europeo di Göteborg e ribadito come ambizioso obiettivo per il 2020 dal Consiglio dell’Unione Europea, nonché dal piano di implementazione della Convenzione Internazionale sulla Diversità Biologica.

I frutti “antichi”, selezionati per secoli dalle popolazioni locali italiane, portatori di elevate caratteristiche nutraceutiche, rappresentano un presidio e un riferimento per la tutela dell’agrobiodiversità e lo sviluppo di filiere sostenibili. Valori riconosciuti da convenzioni e strumenti normativi a livello internazionale, comunitario e nazionale ( per incentivare politiche di conservazione della biodiversità in ambito agricolo, miglioramento della sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e salute delle popolazioni.

La Regione Lazio tramite Arsial, in applicazione della L.R. 1 marzo 2000 n.15, da oltre 15 anni interviene sul proprio territorio con molteplici iniziative a protezione della biodiversità autoctona d’interesse agrario e zootecnico e a rischio di erosione genetica.

La sostenibilità ambientale è divenuta un asse portante dell’attività economica agricola. In tal senso sono orientate la Politica agricola comune europea e la normativa nazionale. Con l’approvazione della legge n. 194 del 2015 sulla biodiversità agricola e alimentare sono stati previsti nuovi strumenti per la tutela delle risorse genetiche autoctone o in via di estinzione. Anche grazie all’uso di varietà e portainnesti rustici e resistenti l’utilizzo dei fitosanitari è ormai orientato verso un uso sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale.

La diffusione di varietà adatte alla gestione integrata e biologica favorisce la sostenibilità delle attività agricole e l’eliminazione di sostanze dannose all’ambiente, mentre l’associazione con opportuni marchi di qualità rappresenta un’occasione economica in associazione al turismo. Purtroppo continua la loro rarefazione a favore di varietà brevettate o di interesse commerciale inadatte ai contesti locali e che necessitano di forti input esterni con ripercussioni sulla qualità ambientale e sulle emissioni.

Sta diffondendosi sempre più nell’opinione pubblica, e non solo tra gli addetti ai lavori la richiesta di cibi più genuini e per il consumo stagionale, apprezzati per valore nutrizionale, proprietà organolettiche e capacità di sopravvivere senza bisogno di fitofarmaci e concimi sintetici, che stanno snaturando le caratteristiche peculiari dei vecchi sistemi agricoli italiani e facendo scomparire le antiche varietà locali sopravvissute grazie alla loro evoluzione e adattamento all’ambiente.

Parallelamente a questa presa di coscienza collettiva le convenzioni e gli strumenti normativi a livello internazionale, comunitario e nazionale incentivano sempre di più politiche funzionali alla conservazione della biodiversità nel settore agricolo, al miglioramento della sicurezza alimentare, alla sostenibilità ambientale e alla salute delle popolazioni.

Per la fondamentale importanza di questi temi e per discutere di questi temi con esperti di importanti enti di ricerca che si occupano dello strategico argomento della protezione del germoplasma indigeno italiano è stato quindi organizzato dal Corso di Laurea in Scienze della Montagna dell’Università della Tuscia e da European Consumers il convegno Convegno Semi e Frutti antichi, che si terrà l’11 Aprile 2019 presso l’Aula Magna del Polo Universitario, Via A.M. Ricci 35/A Rieti, di cui si allega la locandina e per cui chiediamo opportuna attenzione e comunicazione sulle pagine relative agli Eventi della vostra Pubblicazione.

Siete invitati a partecipare e a pubblicizzare l’evento.

Parteciperanno al convegno come relatori:

Pietro Perrino (ex Direttore del Germoplasma di Bari, già Componente della Commissione Tecnico-Scientifica per la “Tutela del patrimonio di razze e varietà locali d’interesse agrario del terriotorio emiliano” (L.R. 1/2008); custode della Banca Genetica di Bari e Responsabile della rigenerazione del germoplasma presso l’IGV e l’ISPA del CNR di Bari)

Bartolomeo Schirone (Presidente del Corso di Laurea in Scienze della Montagna)

Valerio Cristofori (Professore associato di Arboricoltura presso il Dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia; si occupa di Conservazione e valorizzazione della biodiversità, studio delle risorse genetiche di specie da frutto, attività di reperimento, recupero e caratterizzazione in-situ e conservazione in vivo extra-situ di varietà autoctone di specie frutticole a rischio di erosione genetica.)

Marco Tiberti (Presidente di European Consumers, Associazione a Difesa dei Consumatori e del Territorio, impegnata anche per la tutela del cibo di qualità e per la valorizzazione dei consumi a chilometro zero)

Pietro Massimiliano Bianco (ISPRA, Servizio sostenibilità, pianificazione territoriale, aree protette e tutela paesaggio; si occupa di cartografia degli habitat, valutazione degli impatti con particolare riferimento a quelli agricoli, protezione dell’agrobiodiversità; già responsabile della serie Quaderni “Frutti antichi e biodiversità recuperata”).

Patrizia Gentilini (medico oncologo ed ematologo, membro del direttivo di ISDE, Medici per l’Ambiente – Italia che ha come filosofia e obiettivo di la prevenzione primaria cioè la tutela della salute pubblica attraverso la riduzione dell’ esposizione agli agenti tossici e cancerogeni.)

Daniela Altera (Ministero dell’ambiente, Direzione valutazioni e Autorizzazioni Ambientali Divisione III- Rischio rilevante e autorizzazione integrata ambientale; esperta in normativa ambientale e della sua applicazione per un’efficace tutela della biodiversità e del territorio)

Giulio Vulcano (ISPRA, Area conservazione e gestione flora, vegetazione, foreste, habitat e ecosistemi suoli e uso sostenibile risorse agroforestali; autore del Rapporto il rapporto sullo spreco alimentare, si occupa di filiere corte).

Paola Taviani (ARSIAL, Area Tutela Risorse, Vigilanza, Qualità Delle Produzioni; agronomo esperto in biodiversità agraria; si occupa di tutela e valorizzazione di risorse genetiche autoctone laziali)

Kevin Cianfaglione (Università della Bretagna Occidentali, ricercatore in Progettazione, sviluppo e gestione ambientale; ha pubblicato numerosi lavori su ecologia, componenti chimici e attività biologica di specie vegetali autoctone)

Tatiana Marras (Università della Tuscia, biologa; si occupa di Gestione delle risorse naturali, Suolo, Scienze ambientali, Ecologia forestale e gestisce il sito on line di Scienze della Montagna)

Chiara Madaro (IASSP, Istituto alti studi strategici e politici, protezione, studi strategici e politici dell’ambiente; attivista e ricercatrice della relazione esistente tra i crimini ambientali e i fondamentali diritti civili secondo un’ottica sistemica.)

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