Pescara. Premio Nazionale Paul Celan II edizione 2018: la premiazione

2 Dicembre 2018 21:090 commentiViews: 139

 

 

Giovedì 6 dicembre 2018, alle ore 17.30, presso la Sala “Figlia di Iorio” della Provincia di Pescara (in Piazza Italia 30), si svolgerà la cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale Paul Celan, II edizione 2018.

 

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Tracce di Pescara e dall’Istituto di Ricerche e Attività Culturali con il patrocinio della Provincia di Pescara, e dell’Associazione Culturale “Eremo Dannunziano”.

Il Premio, che si ispira alla figura e all’opera del grande poeta europeo Paul Celan, uno dei più significativi del Novecento, consiste nella pubblicazione in volume dell’opera vincitrice. Fanno parte della giuria il noto poeta e giornalista Davide Rondoni (Presidente della Giuria), Andrea Costantin (poeta e scrittore), Ubaldo Giacomucci (poeta e critico letterario), e Tania Santurbano (poeta e scrittrice).

Presenzieranno i componenti la giuria ed interverranno anche Antonio Zaffiri, Presidente della Provincia di Pescara, e Nicoletta Di GregorioPresidente dell’Associazione Culturale “Eremo Dannunziano”. La lettura di poesie sarà a cura delle autrici premiate e dell’attrice Sara Iannetti. Coordinerà Ubaldo Giacomucci, Presidente dell’Associazione Tracce.

Le opere vincitrici del 2018 sono dei seguenti poeti:

Prima classificata: Ada Pianesi (Pescara)

Secondo classificato: Sergio Soldani (Porto S. Giorgio – FM)

Terzi classificati ex aequo: Gianluca Garrapa (Empoli – FI) e Isabella Moretti (Pisa)

Segnalate con merito: Maria Teresa Barnabei Bonaduce (Montorio al Vomano – TE), Ester Maria Bonelli (Caltagirone – CT), Elena Varriale (Napoli)

 

Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), è stato un poeta rumeno ebreo, di madrelingua tedesca, nato nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell’Ucraina.

Todesfuge, ovvero “Fuga della morte”, rappresenta forse la più trasparente e conosciuta poesia dell’autore: è un potente grido di dolore che descrive la realtà del campo di concentramento, denuncia la condizione dei prigionieri, e mette a nudo la crudeltà dei carcerieri nazisti nella sua elementare banalità quotidiana.

Celan, vissuto a lungo a Parigi, è stato un traduttore da molte lingue: inglese, francese, russo, italiano, ebraico, portoghese e rumeno.

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