Sfilata delle maschere antropologiche a Tricarico MT

29 agosto 2015 12:200 commentiViews: 30

Tricarico è un comune italiano di 5.605 abitantidella provincia di Materain Basilicata. Posta a 698 m s.l.m., è nota come città arabo-normanna e possiede uno dei centri storici medioevali più importanti e meglio conservati della Basilicata. Il comune ha circa 2500 ettari di bosco di querce, alcuni privati, con una produzione di funghi porcini e tartufi neri. Un comune dove c’è cultura, tradizione, educazione e ambiente.

Nel mese di agosto si è rinnovata la quarta edizione del “Raduno delle Maschere Antropologiche”, una manifestazione interessante e un bell’esempio per la riscoperta della cultura popolare. Questo appuntamento è organizzato dalla Pro loco del paese insieme ad altri enti.  E’ inoltre una occasione di incontro e di confronto con le tradizioni di altre regioni d’Italia e d’Europa, per rafforzare il passaggio dellatradizione dal vecchio al giovane.

Oltre agli otto comuni lucani che aderiscono alla Rete delle maschere antropologiche lucane, (Aliano MT, con “Le Maschere Cornute”; Cirigliano MT, con “Le Stagioni”; Lavello PT, con “Il Domino”; Montescaglioso MT, con “Il Carnevalone”; San Mauro Forte MT, con “I Campanacci”; Satriano PT, con “U’ Rumit e l’Urs”; Teana PT, con “L’Orso” e Tricarico MT, con “Le Maschere), hanno partecipato le maschere  sarde provenienti da Samugheo OR con i “SOS Mamutzones”, e  i “SAS Mascheras Limpias” di Neoneli OR. Dal Piemonte, Rocca Grimalda AL, con la “lachera “, I KRAMPUS “(I Diavoli delle Alpi”) dal Tirolo Austria, dal Molise “L’orso di Jelsi” CB, dall’Abruzzo “I Pulcinella Abruzzesi”, provenienti da Chieti e Palombaro CH.

Il carnevale tradizionalmente inizia il 17 gennaio, proprio con la festività di Sant’Antonio Abate, patrono anche degli animali. La devozione popolare accomuna la festività alla benedizione degli animali domestici, oggi fuori moda! Però in alcune località italiane il carnevale inizia il giorno dell’Epifania, 6 gennaio. Infatti il lungo periodo carnascialesco inizia nel mese di gennaio quando gli animali si svegliano dal letargo e termina a febbraio quando si sveglia la natura. Il carnevale riesce ad unire la comunità locale e la fa socializzare, rafforzando la tradizione e la sua identità. C’è un legame in tutti i riti del carnevale, è quello di scongiurare, allontanare ed annullare gli influssi maligni. Con esso si celebrano i riti propiziatori, che dà sollievo ai malanni e procura l’abbondanza dei raccolti. La chiusura del carnevale si festeggia con il funerale e il lamento funebre del fantoccio bruciato.

Un altro momento comune è il rumore procurato dai campanacci che agitati potrebbero rappresentare un qualcosa per scacciare il malanno o forse per ricordare il ritorno delle greggi e delle mandrie, il suono della transumanza.

Le maschere vengono realizzate per rappresentare la tradizione animale o vegetale. La sfilata delle maschere dei 14 comuni, applauditi dal numeroso pubblico, ha procurato tante riflessioni. Il paese più piccolo è Cirigliano MT con 350 abitanti ed il più grande Chieti, capoluogo di provincia, con 50mila abitanti. Solo tre comuni superano i 5mila abitanti. Chieti, Lavello e Montescaglioso.

Una differenza enorme che non ha paragoni. Il lato positivo dei piccoli comuni è che si lavora facilmente insieme ed è facile tramandare la tradizione da padre, figlio, nipoti, essendo pochi. Il paese partecipa. Il comune grande ha di negativo che si lavora in incognito senza supporto e il menefreghismo dell’amministrazione e dei cittadini. Non c’è ricambio generazionale perché potrebbe avvenire solo fra i partecipanti, che essendo anziani, devono sperare solo nei nipoti. E’ difficile, …  La mia riflessione può sembrare di parte, ma è la fotografia della realtà. A Chieti, grazie al Professore Stoppa, c’è la ricerca appassionata degli abiti, dei gioielli, del portamento, dell’abbinamento e questo per ogni mese perché c’è un evento per ognuno di essi. Si è instaurato immediatamente fra i gruppi mascherati un clima di amicizia e collaborazione, tanto è vero che ci saranno dei gemellaggi.

 

E’ necessario fornire informazioni sulla ritualità delle maschere partecipanti, sia animali che vegetali. Non è stato facile sfilare per ore con gli abiti pesantissimi ed una temperatura che sfiorava i 35 gradi. Gli applausi della immensa folla alle persone sono stati tutti meritati.

NEONELI è un comune della provincia di Oristano con 676 abitanti. Ha sfilato con il Sas mascheras e cuaddu. Una maschera prevalentemente maschile tranquilla ed elegante che rappresenta la forma del bene.

SAMUGHEO è un comune della provincia di Oristano con 3.102 abitanti. Le maschere tipiche del carnevale samughese sono i cosiddetti mamutzones, riscoperte e portate alla luce all’inizio degli anni ottanta. Il costume è composto da una casacca di pelliccia nera di montone, pecora o capra, senza maniche, tipica dei pastori sardi, (bianca per il capogruppo), campane in bronzo e campanacci, scarponi artigianali, pantaloni in velluto nero, stretti da gambales in pelle nera, e il tipico copricapo Su Casiddu, di sughero, con autentiche corna caprine e rivestite in pelle di questo animale. Su Casiddu è un simbolo di fertilità e abbondanza.  Durante la sfilata il gruppo utilizza la propria danza cadenzata dal frastuono dei campanacci.

ROCCA GRIMALDA è un comune italiano della provincia di Alessandria in Piemonte, con 1548 abitanti. La lachera è un rito carnevalesco che consiste principalmente in una danza con accenni di teatro, dove i personaggi fissati dalla tradizione si confrontano e interagiscono tra loro con maschere e costumi differenti che richiamano diversi ruoli e significati caratteristici.

JELSI è un comune italiano di 1.801 abitanti della provincia di Campobasso in Molise. l’Uomo-Orso o “U’ Ball dell’Urz”, il Ballo dell’Orso è tenuto a catena da un domatore e un aiutante che gli impongono di danzare sotto la minaccia di percosse con un bastone. E’ un rito di propiziazione e di fertilità.

I PULCINELLA ABRUZZESI DI CHIETI E PALOMBARO fanno parte del CTC ” Carnevale Tradizionale Chietino”, che a ragione è entrato a far parte de CTT – Compagnia Tradizioni Teatine, che riunisce, tra gli altri, le associazioni Chietine “Camminando Insieme e Lu Ramajetto“. Spiega il professor Francesco Stoppa, docente universitario della Università D’Annunzio e direttore delCATA, il Centro di antropologia per il turismo abruzzese, che la maschera di Pulcinella Abruzzesi di Chieti e Palombaro, è il progenitore delle maschere attuali. E’ una maschera vegetale e rappresenta una figura mitologica. E’ un vero e proprio semidio che riporta ordine nel mondo vegetale, sulla terra, dopo l’inverno. L’abito si contraddistingue per un alto cappello a cono con lo scheletro di canna cheunisce la terra al cielo, ed è il simbolo di un personaggio con potere religioso. E’ arricchito da numerosi pon pon in lana, che rappresentano i fiori, mentre i nastri colorati sono i nuovi germogli. I pulcinella hanno anche una mazza fiorita, sempre con anima in canna, rivestita di nastri colorati, una frusta e bandoliera che rappresentano attributi di un potere apotropaico, per allontanare o annullare gli influssi maligni, come i campanacci che, agitati, scacciano il male. E’ una tradizione che trae origine dai riti dei popoli italici che, in questo periodo – aggiunge Stoppa – davano inizio a feste di propiziazione primaverili. Secondo lo storico Paolo Toschi, i pulcinella sono figure presenti nella cultura tradizionale italiana e sono i progenitori del teatro dell’arte. I costumi, una volta realizzati, sono indossati dagli iscritti e da chi ne farà richiesta, e sfileranno in manifestazioni storiche quali il carnevale di Chieti e quello di Palombaro.

SAN MAURO FORTE è un comune italiano di 1.658 abitantidella provincia di Matera in Basilicata – I CAMPANACCI è una festa di antichissima tradizione, si svolge a partire dal 16 gennaio ed ha origine sia nei riti pagani propiziatori legati al culto della terra ed alla transumanza e sia nelle celebrazioni sacre in onore di Sant’Antonio Abate. Hanno funzioni propiziatorie, di fecondità dei campi e di sollievo dai malanni. I campanacci sono di sesso maschile e femminile, dipende dalla larghezza finale del campanaccio. Il campanaccio femminile è più largo… i secondi più lunghi. I campanacci vengono suonati, con il loro fragoroso trambusto tenendoli tra le gambe

MONTESCAGLIOSO è un comune italiano di 10 078 abitantidella provincia di Matera in Basilicata. – IL CARNEVALONE risale al 7 febbraio del 1638 e rappresenta il vecchio destinato a finire sul rogo per propiziare il nuovo ciclo stagionale. Ci sono molti personaggi, a me ha colpito l’U’ fus, la Parca, una figura di origine greca. Tesse e regge il filo del destino e della vita. Altra figura è la ‘’Quaremma’’, moglie di Carnevalone, con in braccio ‘’Carnevalicchio’’ simbolo dell’anno nuovo che inizia.

LAVELLO è un comune italiano di 13.750 abitanti della provincia di potenza. – Il DOMINO è la maschera tradizionale, misteriosa ed affascinante. È realizzata da una lunga tunica in raso rosso con cappuccio che nasconde il viso e la mantella che copre le spalle. Legata a tracolla una sacca contenente cioccolatini e caramelle. Il colore del Domino cambiava in base al ceto sociale. Il rosso è il colore del Popolo.

TEANA è un comune italiano di 674 abitanti della provincia di Potenza – Il protagonista è L’ORSO, che simboleggia la natura selvaggia. Infatti il corteo parte dai boschi. Altri protagonisti sono una sposa, uno sposo, quattro carabinieri, un prete ed il suo sacrestano, un giudice, due medici. Appena carnevale è processato e morto, l’orso lo prende e lo restituisce al bosco, così la scena si conclude dove era iniziata.

CIRIGLIANO è un comune in provincia di Matera con 355 abitanti. LE STAGIONI sono rappresentate dalle maschere che simboleggiano una coltivazione tipica di ognuna dei mesi dell’anno, esaltando per ognuno di essi, le tradizioni proprie. Alla fine, la processione funeraria di Carnevale, che pone fine ai festeggiamenti e che si conclude con l’incenerimento del fantoccio e i pianti strazianti della moglie, Quaremma, che ha perso il marito.

SATRIANO è un comune italiano di 2.412 abitanti, della provincia di Potenza in BasilicataU RUMIT E LURS, la foresta che cammina, gli uomini albero. E’ ritenuto il più antico, caratteristico, suggestivo e misterioso carnevale della Basilicata. L’unicità di questo rito carnevalesco è data dalla presenza di tre maschere tipiche (L’urs) l’Uomo animale, vestito di pelli di pecora o di capra che rappresenta una maschera di prosperità, buona sorte e successo.  (U’rumit) l’Uomo vegetale, l’albero vagante, una maschera silenziosa coperta di foglie rampicanti e tralci d’edera, è un’altra maschera molto importante e rappresentativa, simbolo di povertà e penuria. (A Quares’m) Coperta da un manto nero di stoffa e porta sul capo una culla che contiene al suo interno il proprio figlio concepito durante il periodo del Carnevale, di cui però non si conosce il padre.  U’rumit vuole lanciare un messaggio ecologista universale che è un rovesciamento dei valori: ristabilire il rapporto con la terra per rispettare gli uomini e le donne che la abiteranno in futuro.  

ALIANO è un comune di 1.065 abitanti della provincia di Matera –LE MASCHERE CORNUTE sono infatti grottesche e diaboliche figure di animali. Hanno il volto coperto da una spaventosa maschera fatta di argilla e cartapesta con un grosso naso e grandi corna. Sulla testa portano penne di gallo sistemate a mo’ di capelli, ed in mano il “ciuccigno”, una sorta di bastone molle fatta di pelli di pecora rinsecchite ed arrotolate, con il quale colpiscono sulla schiena chi intralcia il corteo. Ad Aliano è sepolto Carlo Levi, che qui ha trascorso il confino impostogli dal regime fascista e qui ha scelto di dimorare per l’eternità.

TRICARICO co n Le maschere di Tricarico (L’màsh-k-r nel dialetto tricaricese), costituiscono una tradizione di culture ancestrali, legato, si ritiene, a riti di fertilità. Mucche e tori, impersonati da uomini (la partecipazione è interdetta alle donne) rappresentano una mandria in transumanza nella quale i partecipanti mimano l’andatura ed i movimenti degli animali, comprese le “prove di monta” dei tori sulle vacche.

Tirolo Austria.  I KRAMPUS, I diavoli delle Alpi, gli uomini caproni –  I Krampus quando vagano per le vie dei paesi provocano rumori ottenuti da campanacci o corni. Il divertente e tenebroso spettacolo offerto dai Krampus costituisce un’efficace sintesi di tradizione e cultura. Narra la leggenda che i giovani si accorsero che tra di loro vi era un impostore. Era il diavolo in persona, che approfittando del suo reale volto diabolico si era inserito nel gruppo e riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo di capra.Venne chiamato il vescovo Nicolò, per esorcizzare l’inquietante presenza. Sconfitto il diavolo, tutti gli anni i giovani, travestiti da demoni, sfilano lungo le strade dei paesi, non più a depredare ma a portare doni o a “picchiare i bambini cattivi”, accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male.

 

L’evento si è concluso il giorno successivo con la processione al Santuario della Madonna di Fonti, una contrada di Tricarico, con la croce, rigidamente portata da un uomo, le candele e gli attori. Il gruppo dei PULCINELLA ABRUZZESI DI CHIETI E PALOMBARO è stato l’unico a sfilare. Il santuario è ubicato nel bosco di Fonti MT. Una leggenda racconta che è stato costruito intorno ad una antichissima immagine della Madonna con Bambino dipinta su un muretto e scoperta, in mezzo ai rovi ed alla fitta vegetazione, da un allevatore di mucche, che dopo averne smarrito una la ritrovò, inginocchiata sulle zampe anteriori, a contemplare questa immagine.Il santuario è uno dei principali luoghi mariani della regione, meta di pellegrinaggi soprattutto nelle domeniche di maggio. Molti fedeli, per devozione, compiono il tragitto a piedi dai comuni di provenienza.

 

Tricarico è un comune ben amministrato e propone un notevole patrimonio monumentale ed artistico che si riallaccia al periodo arabo normanno, come il quartiere arabo saraceno. Sino al 1582 c’erano 52 chiese, oggi aperte al culto ce ne sono 14 e diversi conventi. Ci sono sei porte di accesso alla città, oltre a musei, monumenti, torri. La visita alla Torre Normanna, alta 27 metrie con pareti spesse oltre 5 metri, è stata interessante anche per una particolarità che attrae il visitatore. Arrivati in cima alla torre, se ci si mette sulla pietra posta al centro del piano, si sente la propria voce rimbombare come se si fosse in una caverna.  Il centro storico è pavimentato con ciottolato, manutentato e pulito. Il turista è accolto con educazione e può visitare la città a qualsiasi ora perché i negozi sono aperti.

 

Sulla strada di rientro a Chieti è stata prevista una sosta storica ed apprezzata a Melfi, per visitare la Chiesa o grotta rupestre di Santa Margherita, di tradizione normanna.

La costruzione della Chiesa rupestre risale all’anno 1200. E’ scavata nel tufo storicamente riconducibile alla cultura dei monaci orientali, seguaci di San Basilio. La chiesa, che oggi si presenta in tutta la sua forma rupestre, è ad unica navata. Ai fianchi ci sono quattro cappelle curve, a botte, di diversa profondità. La chiesa presenta, un articolato ciclo di affreschi che ricoprono tutte le pareti, tranne le due cappelle vicine alla zona absidale. Tra questi affreschi si evidenzia la rappresentazione del ‘Paragone tra i vivi e i morti”, con ladanza macabra fatta dagli scheletri.L’affresco rappresenta la fugacità delle vanità umane dinnanzi al trapasso verso la vita ultraterrena.La fortuna è che questa chiesa rupestre è ancora visibile, anche se sono state fatte opere di manutenzione discutibili sugli affreschi, ripararli con il cemento. La speranza è che si possa ripristinare l’affresco.

 

Un plauso alla città di Tricarico che riesce a far conservare la tradizione, invitando città che hanno nell’ animo lo scambio fra la cultura e la tradizione, perché la cultura crea la comunità.

 

Le foto sul link:

https://picasaweb.google.com/102927067766305302836/TricaricoMaschere1Ago2015

 

Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it

cell +393404904001

 

 

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