I #figli non si pagano, per una #moratoria Onu contro l’utero in affitto.

11 Aprile 2015 14:460 commentiViews: 6

 

 

Il giornalista e politico romano, fondatore e direttore responsabile del quotidiano La Croce, sarà a Pescara domenica 12 aprile per presentare la richiesta di #moratoria Onu contro l’utero in affitto e il libro “Voglio la mamma”, in cui contesta quelli che secondo lui rappresentano i falsi miti di progresso.

 

Domenica 12 aprile 2015 alle ore 17,30 nella sala consiliare del Comune di Pescara, Mario Adinolfi presenta il suo libro “Voglio la mamma. Da sinistra, contro i falsi miti di progresso”, edito da Youcanprint nella collana di saggistica e pubblicato nel 2014.

L’incontro, introdotto dai consiglieri comunali Vincenzo D’Incecco e Marco Presutti, è organizzato in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato di Pescara, l’associazione Stella del Mare, il Forum delle Associazioni Familiari dell’Abruzzo, l’associazione culturale San Benedetto, il Centro di Aiuto alla Vita e il Movimento per la Vita Abruzzo e sarà l’occasione per approfondire le tematiche legate a quelli che per Mario Adinolfi rappresentano i “falsi miti di progresso” (aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale, utero in affitto), oltre allo stato della moratoria Onu contro l’utero in affitto.

Giornalista e politico, nato a Roma nel 1971, Mario Adinolfi è fondatore e direttore responsabile del quotidiano La Croce, in edicola e online dal 13 gennaio 2015. In 122 pagine di “Voglio la mamma” Mario Adinolficontesta i “falsi miti di progresso”, invitando la sinistra a stare dalla parte dei più deboli: “Dei bambini che hanno diritto a una madre e a un padre e non a un ‘genitore 1 e genitore 2′, dei bambini che non possono essere abortiti per partecipare a un Grande Fratello o

scambiati nell’utero per l’eterologa di qualche sciatto apprendista stregone, ma anche degli anziani malati che non possono essere eliminati con il cloruro di potassio, pensando che quella sia una frontiera della libertà, e della donna indiana o ucraina che non deve essere costretta a vendere la propria dignità di madre e il proprio figlio perché dei ricchi occidentali se li comprano. Insomma a difesa dei senza voce erigiamo il muro della nostra nuova resistenza”, ha dichiarato Mario Adinolfi nel corso di recenti interviste.

L’autore di “Voglio la mamma” si batte contro la pillola abortiva, l’uso del preservativo e la legge sul cognome materno, definita «una boiata pazzesca»; combatte la propaganda transessuale, l’eutanasia e la fecondazione assistita; considera inoltre la stepchild adoption (la possibilità che, in una coppia omosessuale, un partner adotti i figli naturali dell’altro) una legalizzazione mascherata dell’utero in affitto.

 

Pescara, 10.04.15.

 

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