Il Sindaco dell’Aquila non partecipa alla conferenza stampa di Assergi. Diaconale chiarisce il ruolo dell’Ente e della Comunità del Parco

3 Marzo 2015 22:170 commentiViews: 8

 

Assergi 03/03/2015 – «Massima apertura al dialogo e al confronto ma senza forzature e intimidazioni». In merito alla nomina degli organi della Comunità e del rappresentante al Consiglio Direttivo del Parco Nazionale Gran Sasso-Laga, il Presidente Arturo Diaconale ha chiarito i ruoli dell’Ente e della  stessa Comunità, rigettando le contestazioni giunte nei giorni scorsi dal Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che non ha accettato l’invito di Diaconale a tenere una conferenza stampa congiunta.

«E’ stata  scambiata la Comunità del Parco per il Parco stesso – ha detto Diaconale.  Dal 2007 il Parco non ha avuto un Consiglio Direttivo: non è una responsabilità del Parco, perché si tratta di una materia su cui l’Ente non ha competenze, ma la mancanza del Consiglio Direttivo influisce negativamente sui rapporti con il territorio, di qui l’urgenza di convocare la Comunità del Parco per designare il componente mancante del Consiglio Direttivo. Il Sindaco dell’Aquila ha sollevato un problema che oggettivamente esiste: la presenza nel Consiglio Direttivo della città più importante dell’area protetta, ma purtroppo la legge non prevede nel caso dei parchi l’opportunità del voto ponderale».

«Non ho mai mescolato le mie convinzioni politiche con il mio ruolo istituzionale – ha continuato Diaconale –  ma svestendo i panni di presidente, da giornalista posso dire che una parte politica è giunta impreparata all’appuntamento; e un  risultato che nasce da una impreparazione politica semplicemente non si può scaricare sul Parco.  Un parco che, comunque, intende rispettare l’impegno assunto nel 2011,  nei confronti dell’assessore Alfredo Moroni, che allora rappresentava la città nella Comunità del Parco, e che prevedeva che il Comune dell’Aquila partecipasse come invitato permanente alle future riunioni del Consiglio Direttivo».

Le domande dei giornalisti hanno consentito a Diaconale di liberare il campo da alcuni preconcetti. Il primo relativo al Piano del Parco:  «Non è, come si dice, che l’Ente non ha il Piano, lo ha addirittura dal 1999, ma sono i tempi lunghi della burocrazia che ne hanno rallentato l’iter. Un iter che oggi, fatte le contro-deduzioni alle oltre 250 osservazioni pervenute, sta finalmente per concludersi, almeno per quanto riguarda le competenze del Parco,  perché sarà portato all’approvazione del prossimo Consiglio Direttivo».

Infine il progetto delle Fontari: «E’ un problema – ha risposto Diaconale – che non si può risolvere con le forzature va ma che va affrontato sì nel rispetto delle legittime esigenze di sviluppo dei territori ma anche nel rispetto delle norme. Ci sono leggi e regolamenti, con il rischio di incorrere in procedure d’infrazione».

 

Su tutte le questioni, comunque, il presidente Diaconale ha manifestato la più piena disponibilità a continuare il dialogo per  individuare delle soluzioni condivise.

 

 

 

 

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