Giulianova, Sabato 15 novembre presentazione in Sala “Buozzi” di “Triplo inganno” di Pino Nicotri.

13 novembre 2014 19:170 commentiViews: 23

 

 

Sabato 15 novembre, alle ore 17:30, verrà presentato in Sala “Buozzi” il volume “Triplo inganno. Il Vaticano, gli apparati, i mass media e il caso Orlandi ” di Pino Nicotri.

Copertina Triplo inganno di Pino Nicotri

Copertina Triplo inganno di Pino Nicotri

Dopo l’introduzione del sindaco Francesco Mastromauro e gli interventi dell’assessore alla Cultura Pierangelo Guidobaldi e del presidente del Consiglio comunale Jurghens Cartone, lo stesso Nicotri, noto giornalista già inviato del settimanale “L’Espresso” e caposervizio al “Mattino”, illustrerà i contenuti del suo  volume, di recente presentato alla biblioteca di Villa Leopardi a Roma.

Con “Triplo inganno”, che appena uscito in libreria è già alla seconda edizione, Nicotri intende ricostruire, oltre le versioni ufficiali e i depistaggi dei media, il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi, la quindicenne figlia di un dipendente del Vaticano di cui si persero le tracce nel 1983 e la cui vicenda ritorna periodicamente sulle pagine dei giornali.

Nelle 238 pagine del volume ci sono i documenti giudiziari e le testimonianze che per l’autore “sono stati dimenticati e ignorati”. L’idea di fondo di Nicotri, che sottolinea di aver studiato a lungo tutti i documenti relativi alla vicenda e aver avuto ripetuti colloqui con diverse persone coinvolte, è che quella di Emanuela Orlandi sia una “normale” scomparsa di persona, probabilmente dovuta a motivi sessuali, come ne avvengono molte ogni anno. Il primo inganno sarebbe la “fantasiosa” tesi del “rapimento a scopo politico” che, si legge nel libro, sarebbe stata imposta fin dai “primi giorni dal Vaticano”. Gli altri due inganni, sostiene ancora Nicotri, sarebbero “quello delle autorità italiane e vaticane impegnate ad assecondare la messinscena del rapimento” e, infine, quello dei mass media che “hanno trasformato il caso Orlandi in uno show mediatico di false rivelazioni e notizie inventate, trascurando costantemente il lavoro dei magistrati”.

 

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