Giulianova. Il sindaco ad Arboretti: “Analisi elettorali? Si, ma le faccia per comprendere le ragioni per cui i cittadini non gli hanno nemmeno assegnato il ruolo di leader della minoranza”.

4 luglio 2014 17:320 commentiViews: 29

 

 

Di norma chi, ritenendosi un rocciatore, precipita nel dirupo e si ferisce, prima si cura e poi cerca di capire in cosa ha sbagliato. Tanto più se pensa di essere, magari presuntuosamente, un abilissimo rocciatore. Come giudicare allora chi attribuisce la colpa del suo fallimento alle caratteristiche della roccia o delle scarpe, prendendosela magari anche con le avverse condizioni atmosferiche?”.

Esordisce così il sindaco Francesco Mastromauro in relazione ai due interventi critici diffusi alla stampa da Franco Arboretti e dal “Cittadino Governante”.

Fuor di metafora, è davvero singolare che una formazione attiva da un decennio, “Il Cittadino Governante”, che ha sbraitato in Consiglio e fuori, che ha cercato disperatamente di amplificare e diffondere in tutti i modi le sue posizioni, spesso solo  infarcite di critiche pretestuose ed espresse con virulenza e toni esacerbati, attraverso un giornale ed una web tv per poi lamentarsi senza ragioni di venire “oscurata”, continui testardamente ad evitare ogni seria analisi per comprendere le ragioni del suo megatonfo elettorale preferendo, al solito, arrampicarsi sugli specchi. I numeri parlano chiaro: il resto è solo il passatempo ozioso dell’alchimista. Invece di arrovellarsi sulle ragioni della vittoria”, prosegue Mastromauro, “che evidenzia in maniera netta la fiducia ribadita con grande decisione dalla stragrande maggioranza dei cittadini al sindaco ed al programma sottoscritto dalle forze politiche di maggioranza, Arboretti cerchi, con quella umiltà che gli ha sempre fatto difetto, di comprendere dove ha sbagliato. Analizzi le motivazioni, credo nemmeno troppo complicate da comprendere, per cui i giuliesi hanno frustrato il suo decennale sogno di tornare a fare il sindaco affidandogli unicamente, ancora una volta, il  mandato a fare l’oppositore. Peraltro nemmeno il leader dell’opposizione, visto che gli elettorali gli hanno preferito Retko, alla sua prima candidatura ma ritenuto evidentemente migliore in questo ruolo. Arboretti, insomma, dovrà continuare per il prossimo quinquennio a sedere da solo sui banchi dell’opposizione, senza nemmeno fare quell’auspicato passo indietro perché altrimenti la sua “creatura” scomparirebbe a vantaggio di Rifondazione Comunista che lo ha appoggiato. Una condanna e, insieme, un fatto che rende ancor più bruciante la sua sconfitta. Mediti, quindi”, conclude il sindaco, “e cerchi semmai di dare una direzione diversa al suo modo di fare opposizione giacché la via sinora seguita, e sono sempre le cifre a indicarlo impietosamente senza se e senza ma, si è rivelata fallimentare. Quanto a me, torno ad occuparmi, e con rinnovato impegno ed entusiasmo, dei problemi, quelli veri, della città. Cercando ogni soluzione”.

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