Taranto. ART MEDICA | ESSERE. VERBO IMPERFETTO 7-28 giugno 2014

4 giugno 2014 18:530 commentiViews: 19

ART MEDICA | ESSERE. VERBO IMPERFETTO

7-28 giugno 2014

 

A cura di ROSSOCONTEMPORANEO

Testi critici Amelì Liana Lasaponara

 

Artisti in mostra:

Massimo Festi

Erika Latini

 

LOCATION:

Studio Dermatologico Dr. Andrea Pastore

Corso Italia, 259 | Taranto

 

INFO:

http://rossocontemporaneo.wordpress.com

https://studiopastore.wordpress.com

 

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Dopo il primo appuntamento di maggio, arriva il secondo evento del calendario annuale di ART MEDICA.

Otto appuntamenti mensili per sedici artisti.

 

Lo Studio Dermatologico del Dottor Andrea Pastore, dopo la riuscita e partecipata apertura di maggio, si conferma spazio espositivo per la nuova figurazione, in una vincente sinergia tra mission medica e bellezza dell’arte contemporanea, tra corpo e passione, in una varietà di proposte in cui porre l’uomo al centro dell’attenzione, con le proprie paure, fragilità, ma anche certezze e potenzialità. La varietà stessa della vita, con valori letti secondo formule alchemiche diverse.

 

L’Arte e la Medicina sono sempre state correlate da un’idea preconcetta che le poneva l’una in opposizione all’altra; l’Arte con il suo mondo intuitivo, sensoriale e creativo, la Scienza quale regno razionale, pragmatico ed indubitabile, sia formalmente che sostanzialmente.

La cultura contemporanea riesce a percepire la porosità del confine di questa dicotomia dialettica, la cui finalità è l’esistenza dell’uomo.

 

ESSERE. VERBO IMPERFETTO

Ogni essere esistente ha qualità proprie, e connotanti la propria vera essenza. E quante più sono, tanto più completo sarà.

Sarà perfetto: completo e compiuto. Sarà finito.

Se ciò è vero, l’imperfezione rappresenterà la negazione delle qualità e l’espressione di tutti i limiti dell’essere.

L’imperfezione diventa, quindi, espressione dell’umanità smarrita.

Essere. Verbo imperfetto si veste di consapevolezza, assolvendo alla dote della propria maturità attraverso il paradosso della perfezione, secondo la quale “l’imperfezione” sarebbe perfezione.

Coppia nella vita, occasionalmente qui coppia creativa, Erika Latini e Massimo Festi esaltano, nella propria ricerca artistica, l’aspetto antropico dell’imperfezione e la sua incidenza nel quotidiano, proclamando “L’amore imperfetto quale quello più autentico”, vero e proprio manifesto d’amore e d’arte attraverso percorsi narrativi su stampe digitali, ricami, cuori in plastica, maschere. Gli artisti, marchigiana la prima e romagnolo il secondo, con grandissima ironia, danno vita ad una contaminazione di linguaggi e simboli che esaltano quello che è il loro legame privato che diviene, per forze universali, quello di tutti.

L’osservatore  si troverà a curiosare nella valigia dei ricordi custodita nella soffitta di ciascuno, quella che si riapre con trepidante nostalgia e che ci ricorda cosa sia l’amore: il detonatore della vita. E così rileggeremo le lettere di Erika, scritti d’amore intessuti dal filo rosso che diventa linea di sangue e memoria perpetua, come punti di sutura sul  cuore. O le maschere di Massimo “…attraverso le maschere della vita per non trovarsi mai slegati…”

Massimo Festi si estrinseca attraverso l’immagine digitalizzata che diventa galleria di “personaggi” costretti a celare l’umano non più percepito da una società ormai circo mediatico globale, passerella per soggetti in disperata ricerca d’autore e le cui  maschere, simulacri di una perfezione formale indossata, ne rivendicano la dignità dei diversi, degli imperfetti, dei “freaks” come la nota opera cinematografica di Tod Browning del 1932, nella cui colonna sonora riecheggia la frase, “Gobble, gobble, we accept her, we accept her, one of us, one of us!.”

Erika Latini ricerca attraverso la memoria, i ricordi, le sensazioni. L’immaginario è un puzzle di tessere mnemoniche, di istanti rielaborati e trascritti, tra schizzi, disegni pieni, e scarabocchi. La linea di Erika è sicura, dominante ma sempre addolcita dalla lettura ludica di chi ama la propria esistenza come apertura costante al mondo, la cui visione disincantata dell’adulto non ne sopprime il sorriso della fanciulla. Il ricamo è una soluzione linguistica percepita quale elemento tangibile che lega a sé gli eventi della vita.

 

“Se tutto è imperfetto in questo imperfetto mondo, l’amore invece è perfetto nella sua assoluta e squisita imperfezione”. (Jöns in Il Settimo Sigillo, 1957. Regia di Ingamr Bergman)

 

[Amelì Liana Lasaponara]

 

 

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MASSIMO FESTI

Massimo Festi (1972) vive a Ferrara. Diplomato nel 1998 all’Accademia di Belle Arti di Bologna con il teorico di mutazioni legate ai linguaggi visivi Francesca Alfano Miglietti (FAM).

Massimo Festi, artista multidisciplinare, sviluppa una ricerca incentrata sull’individuo e sull’identità attraverso una pluralità di mezzi: fotografia, video e performance. La sua ricerca si snoda attraverso figure che indossano una maschera/seconda pelle e il soggetto diventa una specie di icona collettiva che si sovrappone all’identità di ogni anonimo protagonista di  paure individuali e  piccoli/grandi drammi quotidiani. Un uomo la cui maschera è volto universale, frutto di una contaminazione irreversibile, a volte irreparabile.

PRINCIPALI MOSTRE RECENTI

 

2014- “Photography Now”, a cura di Sabrina Raffaghello. Palazzo del Monferrato, Alessandria;

2014- “Dimenticare a memoria”. Museoteatro della Commenda di Pré, Genova;

2013- “Extra-Ordinary-Day”, acura di Giorgio De Finis. Spazio Metropoliz, Roma;

2013- “L’amore imperfetto”,  a cura di Federica Mariani. Cripta Chiesa di San Croce, Serra de’ Conti (An);

2013- “Looking for Identità?”,  a cura di Rosa Maria Albino. Luz del Abyss Art Gallery, Jesi (An);

2013- “ALIENS”, a cura di Sergio Curtacci e Frattura Scomposta. Palazzo Pirola, Gorgonzola (Mi);
2010/2011- “IMperfetto Impossibile”, a cura di Erica Olmetto.Varie Sedi;

2010- “Impossible Love”. Cell63 Art Gallery, Berlino;

2010- “UNUSUAL”, a cura di Massimo Marchetti. Galleria del Carbone, Ferrara;

2010- “The invisibile monster”, A cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei. Skin Gallery, Brescia.

 

ERIKA LATINI

Erika Latini è nata nel 1975 a Chiaravalle in provincia di Ancona. Si è laureata nel 1999 all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel Corso di Pittura. Nel 2000 partecipa al  corso “Esperto in sistemi integrati di comunicazione dell’arte” realizzando Progetto Grey con Manuela Corti e Franco Berardi (Bifo). Ha conseguito, nel giugno 2006, l’abilitazione all’insegnamento per Discipline Pittoriche.

 

PRINCIPALI MOSTRE RECENTI

 

2013- “L’amore imperfetto” Nottenera, a cura di Federica Mariani. Cripta Chiesa di San Croce, Serra de’ Conti (An);

2013- “IlluVisioni_Art Human Dream_4”, a cura di Roberta Conti e William Vecchietti. Camerata            Picena (An);

2012- “FaberArtista #0”, a cura di Federica Mariani. Teatro la Fenice, Senigallia (An);

2012- “Ecoanimali”. ArteFiera OFF, a cura di Maria Letizia Tega, Un1co,Bologna;

2011- “Waiting for love, Wraiting of love”. ArteFiera OFF, a cura di Simona Gavioli, SpazioBlue,            Bologna;

2010- “Emozioni Morali”, a cura di C. Muccioli. Complesso monumentale Sant’Agostino, Mondolfo (PU);

2010- “Hand MAde”, a cura di Valerio Dehò. Dam Arte, Magenta (Mi);

2010- ”Premio Combat”. Bottini dell’olio, Livorno;

 

2009- “E- RIKama”, a cura di Melania Rossi e Vittoria Faro. Testaccio Lab, Roma;

2009- “La materia del segno”, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei. Galleria Grafique, Bologna.

 

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