Abruzzo

Pescara. L’AVIS RESTA A CASA …PER ORA.

L’AVIS RESTA A CASA …PER ORA.

L’udienza del 7 febbraio non costringe l’associazione a lasciare la sede di Pescara

Ma la questione con la Asl non è risolta.

Pescara, martedì 26 febbraio 2013 – L’udienza del 7 febbraio scorso, tenuta dal giudice Stefania Ursoleo, ha respinto tout court la richiesta della Ligestra 2, nei confronti dell’Avis comunale di Pescara, di lasciare il locale in cui l’associazione opera dal 1998, in via Vittorio Emanuele II al numero civico 10. Per ora è una buona notizia, perché l’associazione non ha più il tempo contato, ma la partita non è ancora finita.

«La situazione non si è risolta – spiega Marco Cozza, presidente dell’Avis Pescara – perché resta il fatto che il proprietario dell’immobile, Ligestra Due, si sta già muovendo per far valere i suoi diritti di proprietà. Ad oggi però non abbiamo ancora notizie sull’eventuale nuova destinazione della sede da parte della Asl. L’esperienza ci ha insegnato che, per svolgere la sua attività a regime minimo e a norma, l’Avis necessita di uno spazio di almeno 100 mq, che non è così facile da trovare. Di quanto apparso sulla stampa locale alcune settimane fa, in merito all’assegnazione di locali in via Tirino, io non ho mai ricevuto comunicazione ufficialee non so neanche se di quei locali sia stato verificato il possesso dei requisiti minimi per operazioni socio sanitarie».

«La sede attualmente utilizzata è concessa in comodato d’uso all’Avis Pescara dall’Azienda sanitaria locale, come da accordo con la stessa Asl risalente al 1998 – ricorda l’avvocato difensore Lorenzo Ronca – In realtà il suo vero proprietario era il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che nel febbraio 2009 lo ha ceduto a Ligestra Due Srl – Gruppo Fintecna. Naturalmente questo braccio operativo del Ministero ha chiesto di esercitare i diritti sull’appartamento e ha presentato una citazione in giudizio per occupazione senza titolo dell’immobile, avanzando al giudice richiesta del suo rilascio, da parte dell’Avis, e il pagamento degli affitti arretrati, con conteggio a partire dall’agosto 2009. Inutile dire che a dover risolvere la questione sarebbe chi ha concesso all’Avis l’uso dell’appartamento, cioè la Asl. Inoltre è ancora in vigore una convenzione del 1983 tra l’allora Ulss e l’associazione, in cui l’Azienda sanitaria si fa formalmente carico delle spese che sostengono le attività dell’Avis comunale, provinciale e regionale. Eppure questi rimborsi non sono stati mai assegnati: l’Asl è ad oggi formalmente debitrice di oltre 3 milioni di euro nei confronti dell’Avis Pescara».

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