Val Vibrata. Sfruttamento del lavoro clandestino: per Flajani servono “pene certe e giustizia”

25 Gennaio 2013 00:410 commentiViews: 10

Sfruttamento del lavoro clandestino: per Flajani servono “pene certe e giustizia”

Il referente de La Destra Val Vibrata lancia appello: “Iniziare cammino socio-politico-economico per curare questa piaga”

Val Vibrata, 24 gennaio 2013 – “Senza pene certe, senza vere sanzioni, senza legalità e giustizia il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori clandestini non potrà essere arginato. È necessario che i cittadini, insieme agli amministratori di tutto il territorio nazionale, inizino un cammino socio-politico-economico per curare una piaga che sta creando danni sociali ed economici all’intero Paese”.

Stefano Flajani, referente La Destra Val Vibrata, interviene dopo la chiusura dell’opificio di Alba Adriatica da parte dei carabinieri, l’ennesimo caso di fabbrica che sfruttava il lavoro di immigrati senza permesso di soggiorno. Nel mese di settembre fu chiuso un altro opificio a Torano, che impiegava illegalmente lavoratori clandestini cinesi.

Flajani, che era già intervenuto sull’argomento nella veste di presidente dell’associazione di promozione sociale “Le Nostre Origini”, scrive: “Anche in questo caso si tratta di lavoratori cinesi clandestini, costretti a operare in posti in cui le norme igienico-sanitarie erano violate del tutto. Ai responsabili sono stati inflitti 190 mila euro di multa. Saranno mai pagati?”.

“La responsabilità – prosegue Flajani – è in primis dei tanti italiani che concedono gli immobili in ‘comodato’ a questi sfruttatori che costringono i clandestini a vivere in condizioni disumane in spazi angusti, trattandoli come se fossero bestie. Il tutto senza pagare ovviamente le tasse. Quanta Imu hanno versato? Quanto ottiene la Poliservice?”.

L’esponente de La Destra punta il dito sulla “competizione sleale che il lavoro nero clandestino genera. Con una concorrenza simile, poi, quanti Italiani riescono a stare sul mercato? Tantissimi posti di lavoro, seri e degnamente retribuiti, sono stati persi in questo modo”.

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