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February , 2012
Monday

GiulianovaNews

"Giulianova News Notizie. www.giulianovanews.it Il primo giornale online sulla Città di Giulianova. Diretto da Walter De Berardinis"

Al Signor Sindaco del Comune di Giulianova Al Presidente del Consiglio Comunale del Comune ...
Si informa che il Comitato Regionale FIPAV ABRUZZO attraverso una nota trasmessa nei giorni scorsi a ...
Il Dirigente della 2^ Area, Avv. Andrea Sisino, ha convocato per Martedì 7 Febbraio 2012, ...
AVVISO URGENTE: TUTTE LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO PRESENTI SUL TERRITORIO COMUNALE RIMARRANNO CHIUSE ...
qa Elisa Di Biagio Coordinamento del Salotto culturale 64100-Teramo tel. 0861244763, fax 0861245982 www.prospettivapersona.it
Legambiente su Fater a Pescara: «Buone le politiche di sostenibilità dell’azienda, criticità nella ...
Discutere a proposito del mercato del lavoro risulta un’operazione complessa, tuttavia è doveroso considerare ...
On-line il bando di “COMUNICARE CON LE IMMAGINI”: 1° Corso nazionale gratuito per disabili ...
Emergenza neve, sospese attività didattiche anche martedì e mercoledì ...
Legambiente sul “Patto per il Territorio” proposto dal Comune di Vasto: «Iniziativa positiva per ...

Archivio della categoria ‘Lettere’

GLI STATI UNITI D’AMERICA VISTI DALL’ITALIA Tempo di primarie Emanuela Medoro

Postato da admin Il 2 febbraio 2012 LASCIA UN COMMENTO

GLI STATI UNITI D’AMERICA VISTI DALL’ITALIA

Tempo di primarie

Emanuela Medoro

Mentre lo staff del presidente in carica Barack Obama sta lavorando a tempo pieno per allargare e rinforzare il movimento di base a sostegno del presidente, rimotivare i vecchi elettori ed iscriverne di nuovi nelle liste elettorali, gli aspiranti repubblicani alla nomination di candidato si sfidano nelle primarie in corso negli stati dell’unione.

Importante il risultato della Florida, che rinforza la posizione preminente di Mitt Romney, a suo tempo governatore dello stato del Massachusetts. Ha vinto queste primarie respingendo la sfida di Newt Gingrich. Ha preso voti da un’ampia maggioranza di elettori di varia estrazione sociale, più di N. Gingrich e Rick Santorum, secondo e terzo, messi insieme. Il vincitore, uomo di opinioni moderate, intuitivo e rapido nel respingere i colpi,  nei suo comizi ribadisce la volontà  di redimere l’anima dell’America dal peccato di statalismo assistenziale commesso dall’attuale Presidente appartenente al partito democratico. Ha detto. “Mentre celebriamo questa vittoria, non dobbiamo dimenticare il fine di questa elezione: battere Barack Obama”, per lui questo è più importante che rimettere in moto l’economia, rendere più sicura l’ America, migliorare la vita della gente. Aggiungo che il suo avversario N. Gingrich nel suo discorso finale si è definito come il difensore del “people power” (potere del popolo) contro il “money  power” (potere del danaro) di M. Romney.

Stiamo dunque assistendo ad una battaglia interna che si svolge a colpi di accuse e contro accuse reciproche, soprattutto riguardanti il patrimonio personale ed il rapporto con  il fisco, non sempre chiaro. E’ una brutta battaglia, uno stretto intreccio fra anima in edizione protestante con tutte le  implicazioni sociologiche della parola cristiano, e portafoglio, quello in tasca e quello più importante custodito e celato nelle banche di mezzo mondo. In definitiva avrà un suo costo politico, visto che sta fornendo parecchia legna per il fuoco dell’avversario finale, Barack Obama.

Se non mi sbaglio, questi concorrenti alla nomination repubblicana parteciparono anche  alle primarie del 2008 e furono sconfitti da John McCain che poi perse le elezioni con B. Obama. E’ vero che i tempi sono cambiati, e che pochi credono ancora oggi nel rinnovamento promesso allora da Obama,  ma come può vincere oggi uno di quelli che  allora fu sconfitto da J. McCain? Viene quasi da pensare se per caso i Repubblicani  non stiano spianando la strada a qualche colpo di scena a sorpresa che dia loro più sicurezza di vincere la sfida finale.

Pensando alla scena politica italiana, oggi in rapida e profonda evoluzione, notiamo la larga diffusione dello stesso intreccio di fede, tradizioni,  profitti privati non dichiarati e paradisi fiscali, però declinato in modo diverso, con la obsoleta parola comunista tuttora usata come spauracchio di buoni cattolici ed anime semplici legate a tradizioni antiche, l’esibizione del lusso più appariscente e l’ evasione fiscale, ovvero il furto alla comunità, come prova d’intelligenza superiore, ma quanto rozza e volgare! , rispetto ai fessi a stipendio fisso che subendo prelievi alla fonte, pagano per tutti. Mi piacciono le misure antievasione dell’attuale governo Monti. Dovrebbero essere un impegno costante di tutti i governi.

emedoro@gmail.com

2 febbraio 2012.

SIMONA MOLINARI A FATTITALIANI: “LA MUSICA NON CAMBIA IL MONDO, MA FA SENTIRE MENO SOLI”. L’intervista di Giovanni Zambito.

Postato da admin Il 1 febbraio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Gentile direttore,

con il consenso di Giovanni Zambito, curatore dell’intervista e direttore di Fattitaliani.it, invio volentieri il link dell’articolo
intervista a Simona Molinari, giovane cantante di grande talento nata a Napoli, ma aquilana d’adozione. Infatti, è nel capoluogo
abruzzese che si è formata e vive sin dalla tenera età. La nota, per espressa autorizzazione del direttore Zambito,
può essere liberamente ed integralmente ripresa, citando la fonte.
Con viva cordialità
Goffredo Palmerini

L’INTERPRETAZIONE DI UN PERSONAGGIO STORICO: MARGARET THATCHER

Postato da admin Il 30 gennaio 2012 LASCIA UN COMMENTO

L’INTERPRETAZIONE DI UN PERSONAGGIO STORICO: MARGARET THATCHER

Emanuela Medoro

A proposito del film The Iron Lady, le interpretazioni da considerare sono due, la prima è quella di Phyllida Lloyd, regista del film. La regista rappresenta l’ex Primo Ministro  inglese Margaret Thatcher  nella sua attuale  dimensione domestica, nella terza età, quella in cui lei divenuta Baronessa, preda di una certa confusione mentale, rivive il suo passato. E così il film si svolge in un continuo alternarsi fra scene odierne di quieta ed agiata vita domestica e raggi di luce su un passato denso di avvenimenti che sono nella memoria di tutti e fanno orami parte della nostra storia. E’ rimasta nella memoria collettiva la Lady di Ferro, la signora curatissima e bionda che credeva ciecamente nel libero mercato privato, nello smantellamento della industria di stato e dell’apparato del welfare, con conseguenti licenziamenti, disordini di piazza, sempre sorda ad ogni osservazione dell’opposizione, che lei ostinatamente accusava di non produrre ricchezza e democrazia. Con particolare risalto è riproposta la guerra per la riconquista delle lontanissime isole Falkland, forse non necessaria da un qualunque punto di vista pratico, ma ottima per riaccendere l’orgoglio imperiale britannico, un po’ affievolito.   Commovente la scena in cui il giovane Primo Ministro David Cameron la fa rientrare nella residenza di 10, Downing Street, dove lei visse e governò per 10 anni, fino al ‘91.

Il verdetto del suo entourage sul film è stato negativo: una fantasia di sinistra, un insulto alla sua immagine. Penso che la deprecata fantasia di sinistra stia nell’insistenza sulle immagini dei disordini di piazza, delle manifestazioni di lavoratori licenziati etc. etc., che tuttavia sono un ricordo preciso dell’Inghilterra degli anni ’80.

La seconda interpretazione da considerare è quella dell’ attrice che interpreta il ruolo della protagonista, Merryl Streep. Credo che per definire le grandi attrici sia stato spesso usato l’aggettivo Divina, è di questo aggettivo che mi servo per definire con un termine chiaro a tutti l’interpretazione di Merryl Streep del personaggio Margaret Thatcher. Sul web circola un giudizio di un giornale inglese su questa interpretazione che mi piace riportare “difficile immaginare un’attrice, seppure inglese, che potesse fare un lavoro migliore”. Proprio così, eccellente, insuperabile l’americana Merryl Streep nel ricreare il personaggio, nelle varie età della vita, da giovane fino alla terza età, mutevole e ricco di espressione il volto: duro, autorevole, autoritario, orgoglioso, sarcastico, forte, ma anche dolce, ironico e amichevole a seconda delle necessità, cosa non facile, visto che la Lady di ferro è entrata nella storia negli anni ’80, quando già la politica era comunicazione mediatica, spettacolo televisivo, fotografi  e reporter al lavoro intorno a lei, scrittori e giornalisti impegnati a studiarne pensieri ed opere. Gran bel film, da vedere.

emedoro@gmail.com

30 gennaio 2012.

LETTERA AL DIRETTORE A proposito di Martone e di sfigati

Postato da admin Il 29 gennaio 2012 LASCIA UN COMMENTO

LETTERA AL DIRETTORE

A proposito di Martone e di sfigati

Il viceministro Martone provoca i fuori corso universitari: “Se a quell’età sei ancora all’università sei uno sfigato”. Ha ragione, eppure finisce alla gogna. Polemiche pretestuose da chi ha la coda di paglia sulla frase del viceministro al Lavoro, Michel Martone, secondo il quale un 28enne non ancora laureato è spesso «uno sfigato».

Ha ragione e lo dico io, Antonio Giangrande, uno che si è laureato a 36 anni. Sì, ma come?

A 31 anni avevo ancora la terza media. Capita a chi non ha la fortuna di nascere nella famiglia giusta.

A 32 anni mi diplomo ragioniere e perito commerciale presso una scuola pubblica, 5 anni in uno (non gliene frega a nessuno dell’eccezionalità), presentandomi da deriso privatista alla maturità assieme ai giovincelli.

A Milano presso l’Università Statale, lavorando di notte perché padre di due bimbi, affronto tutti gli esami in meno di 2 anni (non gliene frega a nessuno dell’eccezionalità), laureandomi in Giurisprudenza.

Un genio? No, uno sfigato. Sì, perché ho fatto sacrifici per nulla: fuori dall’università ti scontri con una cultura socio mafiosa che ti impedisce di lavorare.

Mio figlio Mirko a 25 anni ha due lauree ed è l’avvocato più giovane d’Italia (non gliene frega a nessuno dell’eccezionalità).

Primina a 5 anni; maturità commerciale pubblica al 4° anno e non al 5°, perché aveva in tutte le materie 10; 2 lauree nei termini; praticantato; abilitazione al primo anno di esame forense.

Un genio? No, uno sfigato. Sì, perché ha fatto sacrifici per nulla: fuori dall’università ti scontri con una cultura socio mafiosa che ti impedisce di lavorare.

Alla fine si è sfigati comunque, a prescindere se hai talento o dote, se sei predisposto o con intelligenza superiore alla media. Sfigati sempre, perché basta essere italiani nati in famiglie sbagliate.

Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ONLUS

GLI STATI UNITI D’AMERICA VISTI DALL’ ITALIA La costruzione di un mondo migliore

Postato da admin Il 26 gennaio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Riceviamo e Pubblichiamo

GLI STATI UNITI D’AMERICA VISTI DALL’ ITALIA

La costruzione di un mondo migliore

Emanuela Medoro

La costruzione di un mondo migliore è il tema fondamentale, il filo che lega tutto il Discorso sullo Stato dell’Unione, pronunciato dal Presidente Barack Obama il 24 gennaio 2012, otto pagine scritte fitte fitte, la trascrizione messa in circolazione dalla  Casa Bianca, insieme a materiali integrativi, quali il video del presidente e quello dello staff presidenziale al lavoro da un mese per la preparazione del discorso, coordinato da David Plouff, parecchi visi giovani, di donne ed uomini.

Leggendo il discorso di B. Obama  sullo stato dell’unione trovo  una frase che mi pare possa guidare la lettura del discorso: “Abbassare la temperatura di questa città” (Washington), con riferimento alla necessità   di farla finita con l’idea che i due partiti principali debbano essere chiusi in una perpetua campagna di reciproca distruzione, che la politica consista nel chiudersi in rigide ideologie invece che nella costruzione di consenso su idee largamente condivise per  fare progressi reali, se proprio non si possono superare le differenze di fondo.  Per questo il Presidente Obama cita, lui democratico, un’idea fondamentale di Abramo Lincoln, repubblicano: “Il governo dovrebbe fare per la gente quello che la gente non può fare meglio da sola, e niente più”. “Penso all’America possibile: un’America guida del mondo nell’educare il suo popolo, un America che attragga un nuova generazione di industrie high-tech, un futuro  in cui possiamo controllare le fonti di energia, in sicurezza e prosperità. Un’economia costruita per durare, dove il lavoro sia ricompensato, e la responsabilità premiata.”

Mi fermo su un punto del discorso particolarmente delicato, molto sentito in Italia , quello della redistribuzione del carico fiscale. Il Presidente osserva che ora,  a causa di trappole nel codice fiscale,  molti milionari pagano in tasse meno di milioni di famiglie della classe media. Warren Buffet paga meno della sua segretaria. La soluzione proposta è semplice, se si guadagna più di 1 milione l’anno, non si dovrebbe pagare meno del 30% in tasse, ed inoltre, come sostiene il repubblicano Tom Coburn, Washington dovrebbe smettere di sostenere i milionari…D’altra parte, se si guadagna meno di 250.000 dollari l’anno, come il 98% delle famiglie americane, le tasse non dovrebbero aumentare.

Nel frattempo i  Repubblicani combattono per la scelta dello sfidante del Presidente nel prossimo novembre: per ora le dispute sono centrate su rivalità interne fra sfidanti, emergono milioni di dollari nelle banche delle isole Caimane, evasioni fiscali, storielle più meno amene e quant’altro può riuscire a far emergere un uomo fra un gruppetto di quattro o cinque che lentamente si restringe.

Dal nostro punto di vista,  un pensiero grato va al Presidente Obama, da ora in poi sarà più difficile liquidare con la parola spauracchio comunista quelli che lamentano le crescenti e dannose differenze economiche fra ricchi e poveri e la  iniquità dell’eccessivo carico fiscale sulle classi medie, brillerà la rozza e volgare ignoranza di chi fa gesti di disprezzo per l’avversario. Seguitando a  sperare che anche in Italia emerga un vero talento politico capace di abbassare la temperatura della contesa fra poli opposti, e di diffondere modi più civili nella comunicazione politica a tutti i livelli.

emedoro@gmail.com

26 gennaio 2012.

LETTERA AL DIRETTORE A proposito di Martone e di sfigati

Postato da admin Il 26 gennaio 2012 LASCIA UN COMMENTO

LETTERA AL DIRETTORE

A proposito di Martone e di sfigati

Il viceministro Martone provoca i fuori corso universitari: “Se a quell’età sei ancora all’università sei uno sfigato”. Ha ragione, eppure finisce alla gogna. Polemiche pretestuose da chi ha la coda di paglia sulla frase del viceministro al Lavoro, Michele Martone, secondo il quale un 28enne non ancora laureato è spesso «uno sfigato».

Ha ragione e lo dico io, Antonio Giangrande, uno che si è laureato a 36 anni. Sì, ma come?

A 31 anni avevo ancora la terza media. Capita a chi non ha la fortuna di nascere nella famiglia giusta.

A 32 anni mi diplomo ragioniere e perito commerciale presso una scuola pubblica, 5 anni in uno (non gliene frega a nessuno dell’eccezionalità), presentandomi da deriso privatista alla maturità assieme ai giovincelli.

A Milano presso l’Università Statale, lavorando di notte perché padre di due bimbi, affronto tutti gli esami in meno di 2 anni (non gliene frega a nessuno dell’eccezionalità), laureandomi in Giurisprudenza.

Un genio? No, uno sfigato. Sì, perché ho fatto sacrifici per nulla: fuori dall’università ti scontri con una cultura socio mafiosa che ti impedisce di lavorare.

Mio figlio Mirko a 25 anni ha due lauree ed è l’avvocato più giovane d’Italia (non gliene frega a nessuno dell’eccezionalità).

Primina a 5 anni; maturità commerciale pubblica al 4° anno e non al 5°, perché aveva in tutte le materie 10; 2 lauree nei termini; praticantato; abilitazione al primo anno di esame forense.

Un genio? No, uno sfigato. Sì, perché ha fatto sacrifici per nulla: fuori dall’università ti scontri con una cultura socio mafiosa che ti impedisce di lavorare.

Alla fine si è sfigati comunque, a prescindere se hai talento o dote, se sei predisposto o con intelligenza superiore alla media. Sfigati sempre, perché basta essere italiani nati in famiglie sbagliate.


Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ONLUS

099.9708396 – 328.9163996

www.controtuttelemafie.itwww.telewebitalia.eu

Italia. La disoccupazione in Italia e sempre più elevata, la situazione è diventata preoccupante.

Postato da admin Il 11 gennaio 2012 LASCIA UN COMMENTO

La disoccupazione in Italia e sempre più elevata, la situazione è diventata preoccupante.

I più penalizzati sono i giovani e le donne, in parte anche i meno giovani, la crisi, economica e sociale li ha colpiti pesantemente, il trenta per cento di giovani è disoccupato, al sud la situazione è ancora peggio, la percentuale dei senza lavoro è molto più alta e diventata allarmante, siamo al record negativo. È ora che tutte le forze sociali, politiche, istituzione ad ogni livello, governo, facciano di più e meglio, per creare nuovi posti di lavoro e per fare ripartire l’economia del nostro bel paese. Alcune considerazioni, idee, proposte. Sblocco e rilancio dei lavori pubblici, infrastrutture grandi e piccole, strade, linee ferroviarie, nuove opere di utilità per il paese.

Investire sul riassetto idrogeologico per mettere in sicurezza il nostro territorio, da frane, alluvioni, e per la salvaguardia del ambiente. Tutti i comuni d’Italia dovrebbero promuovere piccoli lavori di manutenzione straordinaria, strade, sentieri, piste ciclabili, acquedotti, illuminazioni, piantagioni di alberi e tanti altri lavori utili, per contribuire in una piccola parte a far ripartire l’economia e creare nuovi posti di lavoro. Le banche dovrebbero dare una mano e fare una buona parte per aiutare le aziende in crisi, dare dei finanziamenti agevolati, anche alle aziende che investono per creare nuovi posti di lavoro e non pensare solo ai profitti.

Ci vorrebbe più etica da parte di tutte le aziende e quelle che non sono in crisi, ma chiudono le fabbriche qua in Italia per andare all’estero, dove la manodopera costa meno, che poi automaticamente le aziende sfruttano di più i lavoratori e guadagnano meglio, più profitti a scapito dei diritti dei lavoratori, che invece andrebbero rispettati e migliorati salvaguardando il posto di lavoro qua in Italia, se mai andrebbero aiutati i lavoratori nei paesi esteri dove le aziende Italiane si trasferiscono a conquistare i diritti e ad essere meno sfruttati.

Aiutare le aziende con sconti fiscali, da parte dello stato, per chi investe nella propria azienda, per creare nuovi posti di lavoro. Poi per facilitare le donne che lavorano a mantenere il proprio posto di lavoro, che sia veramente creata una rete di servizi socio assistenziali sul territorio, per le persone più deboli, ammalati,anziani, diversamente abili e bambini, promuovere asili nido anche aziendali, esempio in un’azienda ospedaliera avere un asilo interno, non solo faciliterebbe le donne mantenere il posto di lavoro , ma si creerebbe automaticamente anche nuovi posti di lavoro. Poi abolire la norma vergognosa che permette alle aziende di fare firmare una lettera preventiva in bianco per un eventuale licenziamento delle donne. Poi aggiungo, basta al precariato, non se ne può assolutamente più. Liberalizzazione degli ordini professionali e anche altre categorie, in modo che si crei una vera concorrenza, con effetto abbattimento dei costi e un risparmio per i cittadini, si favorirebbe la liberazioni di nuovi posti di lavoro per i giovani. Va combattuta a fondo l’evasione fiscale, che poi un parte dei soldi ricuperati, investirli per creare nuovi posti di lavoro e in parte per migliorare i servizi sociali. Investire di più e meglio nella cultura, nella ricerca , nella scuola, nel sapere, nello spettacolo, nell’arte e nella salvaguardia dei beni culturali, sarebbe una bella garanzia per il futuro del paese. Prestare molta più attenzione al turismo in Italia, favorire un turismo più economico, su tutto il territorio nazionale, favorirebbe la creazione di tanti nuovi posti di lavoro, l’Italia è uno dei paesi più belli al mondo, va valorizzato e utilizzato al meglio rispettando l’ambiente.

Investire nell’agricoltura collinare e di montagna, aiutando con un contributo quelli che ci lavorano e quelli che vorrebbero lavorare. Meno pese militare e in armamenti, sospendere l’acquisto dei 131 cacciabombardieri americani che anno un costo spaventoso di 15 miliardi di euro, investire invece in progetti di vita, di nuovi posti di lavoro per i giovani. Poi per i dirigenti pubblici e privati stipendi molto più bassi, idem per tante altre categorie, calciatori, allenatori, piloti di moto e auto, presentatori e tanti altri, e dare qualche euro in più ai lavoratori e pensionati che non c’è la fanno ad arrivare a fine mese, poi anche qui si potrebbe risparmiare dei bei soldi per investire nella creazione di nuovi posti di lavoro. Cari giovani cari cittadini, bisogna che tutti insieme fare di più, dare il meglio di noi, dobbiamo alzare la voce, con più energia, con più responsabilità, farsi sentire, adoperare tutti i mezzi di comunicazione a disposizione, T.V. radio, giornali, internet, con intelligenza, con maturità sociale e civile, rispettando le regole democratiche, far sapere le nostre idee, proposte, progetti, obiettivi, e il momento che bisogna impegnarci tutti al meglio, per costruire una società più giusta, più equa, più giustizia sociale e un mondo migliore, dove tutti possano avere un posto di lavoro dignitoso e vivere serenamente.

Francesco Lena

24060 Cenate Sopra (BG)

Italia. IGNOBILE ELOGIO DELL’ASSURDO di Giovanni Lafirenze

Postato da admin Il 7 gennaio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Sembra che il Senatore Roberto Calderoli in data 31 dicembre 2011 abbia presentato un’interrogazione parlamentare per mezzo della quale intende sollecitare il Presidente del Consiglio Mario Monti a fornire spiegazioni, dati e costi di una improbabile cena a Palazzo Chigi. Naturalmente il Premier nonostante l’imbarazzo per la gaffe politica del Senatore leghista smentisce la ridicola accusa, precisando ogni particolare e che l’onere della cena sia stato a proprio carico. Certo in questo preciso e grave momento storico a danno dell’economia italiana avremmo preteso da un Senatore della Repubblica impegni politici più seri, Calderoli compie il proprio capolavoro umoristico tramite l’assurda indagatrice richiesta parlamentare rivolta nei confronti di cotechini e lenticchie presenti a Palazzo Chigi, sembra incredibile, ma è tutto vero, una romanza pirandelliana ispirata e definita da regressi rancori politici/tributari. Infatti il  Senatore nei primi mesi del 2010 è un fattivo protagonista a sostegno del sempre discusso “scudo Fiscale”. Calderoli espone la teoria della manovra tremontiana. Non solo, Calderoli annuncia il rientro di 95 miliardi di euro, capitale  da trasformare in grandiosi investimenti in grado di rilanciare l’economia italiana. Grande Calderoli, immenso Tremonti ennesima bugia da far bere non solo a Milano, ma a tutto il bel paese, in verità l’Italia è già finanziariamente nel baratro e questi personaggi parlano di benessere. Oggi Calderoli esige a nostre spese (ogni politico è pagato dai contribuenti) la verità a proposito del cotechino consumato a fine anno dal Premier dimenticando parte del proprio passato, un vero elogio alla memoria volutamente persa. Un vero attore di prosa, Calderoli trasforma questa novella  politica in un vero “gioco delle parti”, Calderoli teatralizza ogni percorso politico, le sue performance esigono palcoscenici d’autore, lui non recita a soggetto, preferisce copioni convenzionali da far breccia nelle coscienze dei più creduloni.  Ma come tutti ben sanno la verità non sempre è condivisa e le bugie hanno le gambe corte, infatti il 17 febbraio del 2010 la banca d’Italia smentisce la coppia “più bella del mondo” per mezzo di un comunicato di routine: “i 95 miliardi annunciati da Tremonti/Calderoli non sono rientrati”. I due personaggi pirandelliani comprendono d’essere stati smascherati e in tutta fretta calano ( nonostante la crisi economica già trascina l’Italia nel baratro) il sipario su questa commedia dell’indecenza politica e sociale. Infatti sebbene sia Tremonti, sia Calderoli tentano di celare la realtà, Il Corriere Della Sera, Cecilia Guerra e Repubblica rendono di dominio pubblico le “Grandi Bugie” obbligando Calderoli a confessare d’aver raccontato un mare di paradossali frottole seguendo un perverso copione scritto a danno dell’Italia.  Ma non è finita, notizia di questi giorni è l’affermazione di Tremonti: “Considero Bossi uno degli uomini più intelligenti che abbia mai conosciuto”. Con tutto il possibile rispetto per il senatur, quest’ultima considerazione tremontiana è la prova che questa gente continua a proferire colossali fesserie nonostante ci sia un paese da salvare dai danni prodotti e procurati da codeste illuminate menti ( Borghezio docet).  Tremonti per mezzo della finzione ha incantato il proprio pubblico e non spende una parola sul dramma della disoccupazione, della recessione, sul futuro delle nuove generazioni, ma pensa a quanto sia intelligente Bossi, mentre Calderoli improvvisamente ignaro del proprio passato continua ad indagare sulla spesa privata di Mario Monti. Certo tutto ciò non possiede coerenza, logica, ordine, anzi la storia calderoliana e non solo, assume costumi e atteggiamenti quasi umoristici, al di fuori di ogni realtà politica e sociale, tuttavia è da risaltare che queste “autorevoli” figure perseverano a muoversi tra rispettive esigenze di partito o personali, ignorando del tutto l’attuale momento del Paese. Concludo queste righe invitando tutti Voi a riflettere su questa ignobile storia dell’assurdo.

Giovanni Lafirenze
Ps: ovviamente chiedo venia per l’accostamento all’arte teatrale del maestro Luigi Pirandello

Italia. Un sacrificio che renda di Danilo D’Antonio

Postato da admin Il 7 gennaio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Un sacrificio che renda
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Gentile Direttore,

ultimamente è entrata in vigore una norma, forse non scritta ma molto praticata, che collega strettamente le due parole SACRIFICI e TASSE, come se la prima stesse a significare univocamente la seconda. Noi italiani certo non ci tiriamo indietro, pur in massima parte non essendo responsabili di questa rovinosa situazione, di fronte alla necessità di rimboccarci le maniche per uscirne. Tuttavia, e penso stavolta di interpretare il pensiero di molti, vorremmo poter fare qualcosa di più che non essere spremuti come limoni incapaci di intendere e di fare.

Anche perché esiste un sacrificio che in molti faremmo volentieri e che sarebbe risolutivo per tirare fuori dai guai il nostro Paese. Questo sacrificio è svolgere noi cittadini il lavoro che da tempo si sono accaparrati, spesso con un atto di corruzione, gli assunti a vita nei ruoli pubblici. Giacché da tempo furoreggia il volontariato, possiamo dire che noi cittadini potremmo svolgere piccoli turni, dapprima perfino gratuitamente, con un coinvolgimento volontario civile, per impedire al debito pubblico di crescere ulteriormente.

Debito pubblico alle stelle significa denaro della collettività dissipato, rubato e speso male. Noi cittadini, nel nostro proprio interesse e quello dell’intero Paese, baderemo con ben altre priorità alla gestione della Cosa Pubblica, rispetto alla moltitudine di corrotti che s’è fatta assumere a vita in cambio della loro fedeltà in sede elettorale e di tutti gli altri che hanno fatto finta di niente. Più che un mero posto di lavoro, considereremo il pubblico impiego come un importante SERVIZIO RECIPROCO e come tale vi provvederemo.

Un tempo la parola SACRIFICIO quasi equivaleva a LAVORO. La si smetta allora di succhiarci il sangue e si aprano, si disserrino, si spalanchino, i portoni della Funzione Pubblica. Dall’attuale organizzazione, che replica ancora il vecchio disegno fascista della fidelizzazione a vita di una minoranza della popolazione per più a fondo sfruttare la rimanente parte a beneficio dell’Elite, la si faccia divenire finalmente quel luogo privilegiato dove apprendere e praticare i modi del vivere civile e collettivo. Allora sì che tornerà la fiducia su questo Pianeta.

Fuori gli assunti a vita nel Pubblico Impiego, dentro a rotazione cittadini preparati.

Facciamo vedere a questa gente di cosa siamo capaci noi cittadini che mai, mai ci siamo sognati di rubare la RES PUBLICA.

Danilo D’Antonio

Per una evoluzione
della comune concezione
di Pubblico Impiego

http://www.hyperlinker.com/ars/evoluzione.htm

Teramo. Natale 2011: gli auguri giunti in redazione

Postato da admin Il 8 dicembre 2011 LASCIA UN COMMENTO

Teramo. Gli auguri del Presidente della Camera di Commercio I.A.A. Teramo
Giustino Di Carlantonio

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