23
May , 2013
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GiulianovaNews

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Presentazione Consorzio Turistico DMC GRAN SASSO D'ITALIA, L'AQUILA E TERRE VESTINE Promuovere lo sviluppo turistico del Gran ...
I SOCIALISTI PIANGONO FULVIO DI BENEDETTO Il Partito Socialista Italiano di Sulmona e dell’intero Abruzzo, ...
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Archivio della categoria ‘Lettere’

Lettere di Redazione. Riconoscere il diritto di cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia.

Postato da admin Il 18 maggio 2013 LASCIA UN COMMENTO

Prima di tutto voglio esprimere piena solidarietà e sostegno al ministro Kyenge, dai continui ingiusti attacchi alla sua persona, senza avere il rispetto della sua dignità, che poi in concreto è una persona per bene, intelligente e molto brava.

Sta portando avanti, un progetto, una proposta di legge di alto contenuto sociali, civile, in cui contiene un grande valore umano, che i figli di immigrati nati in Italia abbiano il diritto di cittadinanza italiana e diventino da subito, cittadini italiani a tutti gli effetti. Sicuramente bisogna lavorare sul buon senso e dialogo con tutti, per arricchire di contenuti umani, sociali e civili, quel bel progetto, bisogna anche costruire una maggioranza che lo appoggi in parlamento per farlo diventare legge dello stato italiano. spero tanto che venga approvato al più presto possibile, perché farebbe fare al nostro paese l’Italia, un bel passo avanti di civiltà, un passo fondamentale verso la piena integrazione di tante persone che, di fatto sono già cittadini italiani.

Credo che la società civile, quella legge la vuole la stragrande maggioranza della gente è più che favorevole, è aperta, sono per il si al approvazione della legge che da il diritto di cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia, tra cui un bel si molto prestigioso, quello di Balotelli, bravo Balotelli è il più bel gol della tua carriera.

Invito tutti i cittadini a sostenere apertamente la proposta del ministro Kyenge, per contribuire da protagonisti per raggiungere l’obiettivo del diritto di cittadinanza italiana a tutti i figli di immigrati nati in Italia. Raggiungere anche l’obiettivo, di una società più giusta, solidale e aperta al futuro, dove ci sia veramente il rispetto dell’altro, della dignità delle persone e il grande valore umano della vita sia sempre messo al primo posto nella scala dei valori.

Abbiamo anche come punto fermo di riferimento per raggiungere l’obiettivo, la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, afferma che, ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.

C’è grande bisogno di una società, veramente aperta, piena di diritti e valori veri, accogliente, solidale, serena, ognuno di noi offra più disponibilità umana, più impegno costruttivo, più bontà, più gentilezza, dia sempre il meglio di sé, fare la propria parte per costruire un futuro migliore, dove tutti gli individui si possano sentire a pieno cittadini italiani, cittadini europei, cittadini del mondo, dentro una bella società, in cui tutti si possa vivere meglio.

Francesco Lena

24060 Cenate Sopra (Bergamo)

L’AQUILA: L’INCONTRO CON GLI STORICI DELL’ARTE, di Emanuela Medoro

Postato da admin Il 7 maggio 2013 LASCIA UN COMMENTO

L’AQUILA: L’INCONTRO CON GLI STORICI  DELL’ARTE

Emanuela  Medoro

5 maggio 2013, data da ricordare nella storia della nostra città. Gli storici dell’ arte sono arrivati all’Aquila da tutta Italia per vedere di persona, con i propri occhi, il centro storico della città distrutta, quattro anni dopo il sisma. L’incontro ha luogo per la prima volta, ispirato da un’idea di Tomaso Montanari e promosso dalle associazioni di categoria, per  dimostrare con la  presenza l’ impegno di tanti cittadini italiani, studiosi dell’arte e dell’ambiente, per la ricostruzione civile del centro storico del’Aquila. Insieme al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, hanno partecipato il Ministro della cultura Massimo Bray, il Professore Salvatore Settis, Vittorio Sgarbi, ricercatori, docenti di università e licei.

Luogo ed ora dell’appuntamento: ore 11, Fontana Luminosa. Sotto una pioggia battente, incomincia la passeggiata, da Via Garibaldi attraverso i vicoletti, fino a Piazza Duomo, e dintorni. Luogo dell’assemblea, chiesa di S. Giuseppe Artigiano in via Sassa, recentemente restaurata ed agibile, ore 14.

Mi sembra giusto riportare il testo integrale dell’articolo 9 della Costituzione,  originale motivo ispiratore e filo ideale che ha collegato tutti gli interventi dei relatori: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio ed il patrimonio artistico della nazione.

Dunque, oggi  la storia dell’arte, da praticare ed insegnare nelle scuole e nelle università,  non riguarda solo la fruizione estetica dei capolavori della pittura, scultura ed architettura di tempi lontani  collocati nei musei, non riguarda solo la promozione di mostre che muovono masse di turisti, ma vuole essere presente e partecipare alla ricostruzione di una città distrutta, delle sue pietre e, soprattutto, della comunità dei cittadini che in esse vivevano ed operavano. Efficaci ed appassionati gli interventi, applauditissimi dai tanti presenti, che ci hanno donato un po’ di speranza e di orgoglio.  

Qualche commento sullo slogan di Italia Nostra: “Ricostruiamo come era e dove  era.” Sentii questo slogan subito dopo il sisma ed allora pensai, e  penso ancora, una piccola aggiunta a quello slogan: nei limiti del possibile. Il centro storico è costruito in pietra, risultato di tecniche delle costruzioni oggi perdute, per cui mi sembra impossibile ricostruire oggi come  allora usando  il cemento armato, i materiali di oggi comportano stili e linee diversi.  Si potrà recuperare ciò che sta ancora in piedi, ma la parte in pietra che è crollata, anche parzialmente  richiederebbe interventi difficilissimi, eccezionali risorse umane e materiali.  Inoltre sembra assurda, “un impazzimento”, come ha detto il sindaco Massimo Cialente, la proposta di buttare giù  ciò che resta, esempio trasformare lo spazio della scuola E. De Amicis, la scuola elementare dell’Aquila centro, frequentata dai nostri nonni e padri prima di noi, per fare posto ad una piazza.

Efficacissimo a proposito dello spopolamento del centro storico l’intervento del Professor Salvatore Settis. Per spiegare la fondazione della città durante il medioevo ed il suo attuale spopolamento ha usato due parole del greco classico. Per la fondazione della città ha usato la parola sinecismo: un movimento contemporaneo di tanta gente verso un’unica meta, scelta come luogo di incontro e di scambi. E L’Aquila è l’unica città medievale italiana che ha avuto questa origine. L’opposto, exoitismo, cioè la diaspora, la dispersione, lo svuotamento del centro storico dai suoi abitanti, una offesa per la città,  una sconfitta, dovuta ad ignoranza e disprezzo dei suoi cittadini e delle sue tradizioni da parte del governo in carica al momento del terremoto.

Mi sono commossa quando alla fine dell’assemblea tanti giovani  hanno mostrato cartelli con la scritta, “Non c’è più tempo per aspettare domani”. E’ la stessa commozione che mi afferrò alla gola quando, due giorni dopo il sisma, a Giulianova, qualcuno mi offrì qualcosa con cui vestirmi. Allora mi commuoveva un atto di generosità, oggi mi commuove la presenza di tanti giovani che trovano nella rinascita della vita autentica, di sempre, del centro storico della nostra città un senso alla loro cultura ed al loro operare.

Questi studiosi, ricercatori, operatori dei musei e delle istituzioni preposte  alla cura del patrimonio artistico italiano,  hanno fatto uno straordinario dono alla città. La loro presenza, la loro cultura, il loro amore operoso per il paesaggio e l’ambiente naturale ed urbano ci hanno fatto sentire che non siamo soli nella immensa opera di ricostruzione, ci hanno fatto sentire che l’Aquila è oggi un problema nazionale, non più una piccola città di provincia sperduta fra i monti  e lontana dalla realtà delle grandi città.

Per chi ne volesse sapere di più, rimando al manifesto degli storici dell’arte, intitolato 5 Maggio 2013, L’Aquila. WWW.L’AQUILA5MAGGIO.WORDPRESS.COM  .

emedoro@gmail.com

6 maggio 2013.

Val Vibrata. Lettera/Appello al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano di martedì 23 Aprile 2013 Oggetto della missiva: Auguri di buon onomastico e settennato presidenziale ed istituzione del reddito di cittadinanza.

Postato da admin Il 28 aprile 2013 LASCIA UN COMMENTO

Lettera/Appello al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano di martedì 23 Aprile 2013

Oggetto della missiva:

Auguri di buon onomastico e settennato presidenziale ed istituzione del
reddito di cittadinanza.

Caro e da noi amato Presidente,

nell’oggetto della nostra missiva è riassunto quanto da noi augurato e
richiestoLe.

Più che mai ci preme sollecitarLa – insieme a tutto il preparato staff del
Quirinale – nell’informare/impegnare i 10 saggi, il costituendo e nuovo governo
nonchè entrambe le camere e chi giustamente riterrà più idoneo per la
preparazione e leggiferazione di norme per l’attuazione su tutto il territorio
italiano/europeo del reddito di cittadinanza, sconfiggendo una volta per tutte
le povertà che s’acutizzano ancor di più togliendo dignità e vitalità al
paese.

Nostro Presidente,

visti gli svariati e tristi accadimenti, ridare dignità ad ogni persona di
questo paese senza esclusione alcuna, questa è la vera priorità
italiana/europea oltre alla ripresa economica e delle attività produttive,
affinchè nessuno sia più solo ed abbandonato a se stesso ed alle solite
chiacchiere sterili che quotidianamente si sentono e fanno.

Avrei voluto delucidarLe personalmente i nostri studi sul campo, ma ahimè non
sò se la mia malattia mi permetterà nei tempi e nei modi di essere presente a
tempo pieno nelle azioni attive e fattive di solidarietà sociale.

Con affetto

un forte abbraccio fraterno

Settimio Ferranti

Info: settimioferranti@libero.it & +393382074265

Italia. Festa della liberazione. Il 25 Aprile 2013 bella festa della liberazione, della libertà e della democrazia.

Postato da admin Il 25 aprile 2013 LASCIA UN COMMENTO

*riceviamo e pubblichiamo

Festa della liberazione.

Il 25 Aprile 2013 bella festa della liberazione, della libertà e della democrazia.

Grazie a tutti quei politici e cittadini, che l’hanno conquistata, grazie ai padri fondatori della nostra bellissima costituzione italiana. Grazie a quei padri che hanno fatto della bella politica, quella alta, quella che ha costruito le basi per un’Europa unita, che ci ha garantito 70 anni di pace.

Hanno saputo portare avanti una politica in cui cerano grandi progetti, di civiltà, di giustizia, con l’obiettivo del bene comune. avevano grandi vedute di costruzione di un futuro di grandi ideali, di valori e di speranza, con l’obiettivo di una società libera , democratica, di collaborazione con tutti gli stati del mondo dentro un organismo istituzionale che è O.N.U. . per cercare sempre il superamento di tanti problemi tra cui quello della fame, delle malattie infettive, dello sfruttamento, delle ingiustizie sociali, dei conflitti, delle guerre. Si sono battuti e lavorato per costruire un mondo più giusto, migliore e di pace. anche se devo dire che ci sono anche oggi tante brave persone, che fanno politica con passione, trasparenza,e onestà, bisogna dirlo non sono tutti uguali, non siamo tutti uguali. Però io dico che ora dobbiamo tutti insieme riprendere con forza quella bella e alta politica, con responsabilità, entusiasmo, mettersi al servizio della gente, al servizio della società e dei cittadini, con umiltà, semplicità, naturalezza, essere al servizio in particolare dei più bisognosi, dei più deboli, dei poveri, per trovare e dare delle risposte e soluzioni ai loro bisogni. Dico che però per riprendere quella bella e sana politica dei fondatore, della costituzione italiana, dell’Europa unita, dell’O.N.U. , c’è bisogno di liberarsi della prepotenza, del malcostume, del non rispetto delle regole, delle volgarità, delle falsità, delle parolacce, degli insulti, degli urlatori. Sostituirli con l’intelligenza, con la gentilezza, con il rispetto della dignità delle persone, riempirla la nostra società con dei valori veri, di uguaglianza, di accoglienza, di solidarietà, di libertà, di democrazia, di diritti e doveri, utilizzare al meglio la ragione e il cuore, per risolvere i problemi, con l’obiettivo di contribuire a costruire una società veramente libera, dove ci sia più giustizia sociale e di pace, dove tutti si possano sentire a pieno cittadini del mondo.

W il 25 Aprile

W la festa della Liberazione

W l’Unità d’Italia, W l’Europa unita, W tutti i cittadini del mondo.

Francesco Lena

24060 Cenate Sopra (BG)

Giulianova. Caro Sindaco, mi permetta di fare qualche riflessione…..

Postato da admin Il 25 aprile 2013 LASCIA UN COMMENTO
Egregio Signor Sindaco Mastromauro,
sono Pietro Attilii, ho ascoltato la Sua intervista a TERAMOWEB segnalatami da alcuni amici, molti amici sapendo che lo scorso anno ho frequentato la spiaggia UNICA BEACH mi tengono informato su quanto accade al riguardo, anche perchè sanno che mi sono speso presso tantissimi amici di tutta Italia per la promozione di Giulianova e della sua spiaggia, peccato che, in attesa di una mia conferma della continuità del progetto, oggi si trovano a dover ancora prenotare, molto probabilmente altrove.
Mi permetta di fare qualche riflessione, come Lei ha giustamente sottolineato la spiaggia a nord è già occupata dai campeggiatori, unica spiaggia libera è alla foce del fiume, se non ricordo male, luogo assolutamente da evitare per le persone e tantomeno porterei il mio amico peloso data la situazione ambientale “dell’arenile”. Lei continua a parlare di toni alti, ma gli unici toni alti ci sono stati da alcuni faziosi alla inaugurazione, non mi risultano ad oggi toni alti da parte di chi desidera la spiaggia, anzi sembra che siano state raccolte circa 1.300 firme di cittadini che chiedono il ripristino della spiaggia, mi sbaglio? Se non mi sbaglio perchè non si vuole tenere conto di questi cittadini? Capisco il Suo impegno perchè avendo da ricevere 60 persone al giorno, e dedicando loro anche solo 15 minuti cadauna ha un impegno di 15 ore giornaliere, devo farLe davvero i complimenti. Lei ha ancora ragione perchè nessun sensibile si è adoperato per questioni altrettanto importanti o ancora più importanti, Le dico questo perchè sono da più di 40 anni ininterrotti nel volontariato, ma il sentire di ognuno è estremamente personale, proprio, spesso poco comprensibile, ma posso assicurarLe che come il tessuto artigiano è il motore trainante della nostra economia è altrettanto vero che l’arcobaleno del volontariato è il motore trainante del nostro vivere civile a 360 gradi. Sono, poi, rimasto molto sorpreso nel sentire che il tutto è affidato ai comitati di quartiere, a meno che non sia il primo passo verso la vera democrazia dove il popolo decide cosa è bene per lui, se così è devo farLe i miei complimenti, vedrò di comunicarlo agli amici che si attrezzeranno per il prossimo PGT, sono certo che non è una decisione alla Erode perchè anche Lei sa bene cosa è poi accaduto. Mi scuso per il tempo che Le ho rubato e mi auguro che questa mia possa essere uno spunto di riflessione. Io attendo qualche giorno ancora prima di dare notizia del forfait della spiaggia ai miei amici, anche perchè sono molti ed alla loro amicizia ci tengo molto.
Distintamente saluto Lei e coloro che ci leggono in copia, con i migliori auguri di buon 25 aprile,
Pietro Attilii
Montone (TE)
Castegnato (BS)

Teramo. Lettera aperta del Presidente regionale di Arco consumatori Abruzzo

Postato da admin Il 12 aprile 2013 LASCIA UN COMMENTO

IL GIALLO TERCAS.

Lettera aperta del Presidente regionale di Arco consumatori Abruzzo

Teramo. E’ notoria la disavventura della TERCAS e la conseguente ispezione della Banca d’Italia;

Recentemente sono state diffuse le sanzioni comminate al Presidente e gli altri organi esecutivi e di controllo che ammonterebbero a circa 1 milione di euro. Ma ancora non si riesce a capire come un gruppo di professionisti, tra avvocati, commercialisti ed affermati professionisti, siano incappati in una vera trappola preparata a tavolino, facendo la figura dei polli. Non solo, ma se è vero che l’origine è un prestito fatto ad uno o più immobiliaristi laziali per alcune  decine di milioni la losca operazione  priva di opportune garanzie e comunque ritenute in seguito completamente inadeguate .

Nel  territorio teramano aleggia lo sconcerto. I teramani si pongono delle domande:

- La Fondazione Tercas attraverso la controllata Banca Tercas spa non avrebbe potuto  privilegiare attività imprenditoriali e non sul nostro territorio teramano ?

- Con le decine di milioni, devoluti in speculazioni fuori regione, non avrebbero dovuto soddisfare, in un momento così delicato della nostra economia, attraverso un prestito medio di 50.000 euro, alcune centinaia di attività tra artigiani e commercianti, con i quali avrebbero tirato un sospiro di sollievo ed impostato una diversa programmazione di rilancio della propria attività?

- Le centinaia operatori locali, titolari delle eventuale prestito, non avrebbero dato garanzie migliori da quelle prestate dagli operatori fuori regione?

- Chi tutelerà i piccoli sottoscrittori teramani delle azioni Tercas ?

- Che fine farà la nostra banca locale nata per lo sviluppo economico e culturale del nostro territorio?

- Chi tutelerà i dipendenti?

- Chi pagherà per queste scelte dissennate?

- Quale sarà la banca che la rileverà?

Per quanto riguarda la presenza del commissario della Banca d’Italia giova ricordare che la stessa è una società per azioni – anche se con uno statuto un po’ particolare riguardo ai diritti e al tipo di partecipazione dei soci.

Le quote sono di varie banche, in misura minore, di compagnie d’assicurazioni e dell’INPS.

L’Ufficio Studi di Mediobanca ha identificato il 90,17% della proprietà della Banca d’Italia.

Notare che tre banche da sole “controllano” la Banca d’Italia: IntesaSan Paolo IMI Capitalia.

I principali azionisti della Banca d’Italia (90,17%) sono:

-         Gruppo Intesa (26,81%)

-         Gruppo San Paolo IMI (17,44%)

-         Gruppo Capitalia (11,15%)

-         Gruppo Unicredito Italiano (10,97%)

-         Gruppo Assicurazioni Generali (6,33%)

-         INPS (5%)

-         Banca Carige (3,96%)

-         Banca Nazionale del Lavoro (2,83%)

-         Banca Monte dei Paschi di Siena (2,50%)

-         Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%)

- RAS-Riunione Adriatica di Sicurtà (1,33%)  ( Fonte: R & S (Ricerche & Studi) di Mediobanca, 2004)

In qualità di difensori dei consumatori , continua il teramano Franco De Angelis – presidente regionale di Arco consumatori Abruzzo Ci continuiamo a domandare:

- In bocca a quale banca finirà la Tercas?

- Se dovesse finire ad una delle tre banche principali, non ci sarebbe un grave conflitto di interessi?

- CHI CONTROLLA I CONTROLLORI ???

Franco De Angelis

Presidente Arco consumatori Teramo

Italia. L’URLO DEL CONTRIBUENTE: IN ITALIA DIFFICILE ANCHE PAGARE LE TASSE

Postato da admin Il 8 aprile 2013 LASCIA UN COMMENTO

IL FATTO

“In un momento in cui si parla quotidianamente di crisi economica, di evasione fiscale, della necessità per lo Stato di recuperare entrate e contributi il cittadino italiano deve subire anche il disagio di doversi arrampicare sugli specchi per poter versare quanto dovuto appunto allo Stato.

Dico questo in quanto stasera (4/04/2013)  ho perso due ore di tempo per non concludere nulla se non una grossa arrabbiatura ed una grande frustrazione, vi chiederete di cosa mi sto lamentando e quindi di seguito la risposta: l’INPS quest’anno non invia il CUD ai contribuenti e neanche il prospetto dei contributi da versare di cui la prima rata scade a breve, ebbene il sottoscritto, pur dotato di tutte le strumentazioni informatiche ed anche di sufficienti capacità operative non è riuscito con l’accesso al sito www.inps.it ed anche con l’assistenza del call center dedicato a scaricare questi documenti, figuriamoci in che condizione si trovano tutte quelle persone che ancora non sanno neanche accendere un computer e di tutti quelli che non lo possiedono nemmeno, si ritiene forse che la soluzione più semplice sia quella di rivolgersi ad un CAF?  A parte la spesa di € 3,50 non si è considerato la perdita di tempo, il disagio per le persone non autosufficienti (in particolare quelli che devono rivolgersi al servizio della Misericordia per ogni necessità che li costringe ad uscire di casa) , i tempi di percorrenza le code interminabili, le condizioni metereologiche avverse??.

A mio parere siamo difronte ad un accanimento nei confronti del cittadino che già è vessato da tante difficoltà quali: la precarietà del posto di lavoro, i sacrifici per arrivare alla fine del mese, le tasse impossibili, la paura di mettere al mondo dei Figli, il teatrino della politica, le beffe della comunità europea…e chi più ne ha più ne metta.

Sono certo che questo mi grido rimarrà un urlo nel deserto  e che non riceverò alcuna risposta, ma almeno ho scaricato un po’ di quella rabbia e di quella amarezza che per questa sera mi hanno riempito lo stomaco ancor prima di sedermi a tavola.”

Franco Vannucci

Via e.mail

Taglio degli stipendi d’oro.

Postato da admin Il 8 aprile 2013 LASCIA UN COMMENTO

Riceviamo e Pubblichiamo

Taglio degli stipendi d’oro.

Una proposta semplice, ma molto importante, alla nostra classe politica e di governo. In un momento di crisi economica e sociale, cosi drammatico, in cui sempre più cittadini sono senza un posto di lavoro, sono alla fame, non hanno più niente. Tagli agli stipendi d’oro e alle buone uscite milionarie, e ora di incominciare a mettere mano ai manager pubblici e privati, poi giornalisti, presentatori, conduttori di programmi TV, calciatori, allenatori, piloti di auto e moto da corsa e tante altre categorie di liberi professionisti privilegiate. Sarebbe ora che i loro stipendi d’oro siano resi pubblici sul web, in TV, sui giornali, fare in modo che tutti i cittadini sappiano quante caste esistono qua nella nostra bella Italia. Quei soldi ricuperati tagliando i loro stipendi, investirli nell’edilizia pubblica, mettere in sicurezza scuole, ospedali, edifici pubblici, costruzione di nuovi asili nido e miglioramento dei servizi socio sanitari aiuterebbero a creare tanti posti di lavoro. Poi in una situazione di crisi cosi drammatica del nostro paese, i sacrifici devono essere fatti in proporzione al reddito, chi ha di più deve dare di più. Poi basta corruzione, basta sprechi, basta stipendi d’oro.

Se le forze politiche e di governo, non hanno il coraggio o la voglia di farlo, sarebbe utile organizzare la raccolta di firme per indire un referendum, per tagliare le buone uscite milionarie e stipendi d’oro dei nostri manager pubblici e privati. Poi lasciatemelo dire, basta evasione fiscale, non è possibile continuare a vedere redditi annuali mediamente di istituti di bellezza 6.500 euro, negozi di abbigliamento 8.600 euro, autosaloni 14.800 euro, ristoranti 14.300 euro, gioiellieri 17.000 euro, e tanti altri autonomi, ma guarda ! guadagnano meno di un lavoratore dipendente, questi dati sono stati pubblicati riguardando l’anno 2010.

cari cittadini onesti, dobbiamo chiedere a gran voce legalità, moralità, trasparenza, onestà e ancora onestà e più coscienza civile e sociale. Quello che si recupera sull’evasione fiscale, dovrà andare sulla riduzione delle tasse in particolare ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno sempre pagato il dovuto.

Francesco Lena

Cenate Sopra (BG)

L’Aquila. “Lettera aperta” al Presidente del Senato della Repubblica

Postato da admin Il 7 aprile 2013 LASCIA UN COMMENTO

Mia Casa d’Abruzzo

Coordinamento regionale: 330.431480

Lettera aperta”

al Presidente del Senato della Repubblica

Ill.mo Sig. Presidente,

nella mia qualità di Coordinatore regionale del Mia Casa d’Abruzzo e di ex-Parlamentare, in occasione del quarto anniversario del terremoto e della Sua graditissima presenza a L’Aquila, Le chiedo, a nome delle famiglie ancora sfollate, di “promuovere” un Incontro di lavoro” con la Istituzioni pubbliche regionali e locali ed “soggetti attuatori” della ricostruzione e della messa in sicurezza antisismica degli alloggi e degli Edifici di Edilizia Residenziale Pubblica di proprietà dell’ATER e dei Comuni del cratere.

In questi 4 anni trascorsi dal 6 aprile 2009 è rimasta completamente ferma la ricostruzione “pesante” degli edifici inagibili classificati E, ricostruzione affidata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Commissario delegato e Presidente della Regione, al Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche ed agli enti locali e strumentali della Regione e dei Comuni.

Sulla base della Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3803 del 15 agosto 2009, i 150 milioni di euro valutati come spesa complessiva sono stati suddivisi e assegnati rispettivamente, 107 milioni di euro per gli interventi da effettuarsi sugli immobili di proprietà dell’ATER e 43 milioni di euro per gli interventi da porre in essere sugli immobili di proprietà dei Comuni del cratere e del Comune dell’Aquila in particolare.

Purtroppo, aldilà delle buone intenzioni dei soggetti attuatori della ricostruzione, l’ATER ha avviato soltanto 92 interventi per la riparazione e ricostruzione “leggera”, il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche e il Comune dell’Aquila sono sostanzialmente “fermi” nell’opera di ricostruzione “pesante”, e l‘intero patrimonio abitativo pubblico danneggiato dal terremoto presenta oggi una situazione “drammatica”.

In questi anni, a L’Aquila ed in Abruzzo, è stato fatto un grande sforzo per respingere i ripetuti tentativi di infiltrazione di alcune forme di criminalità politica, amministrativa e malavitosa e per respingere e prevenire corruzione, clientelismo e distorte e incontrollabili modalità di gestione del denaro pubblico, e lo dimostrano in modo inequivocabile le puntuali relazioni annuali della Magistratura ordinaria, Amministrativa e della Corte dei Conti sull’andamento della ricostrzione e le attività degli Enti pubblici, Società strumentali, partecipate e controllate, sottoposti al loro controllo.

In tale contesto, dispiace constatare che, pur in presenza di evidenti situazioni “anomale” di cattiva gestione, sperpero di denaro pubblico e facile corruzione, le massime Istituzioni della Regione Abruzzo, gli Enti Locali e le strutture della pubblica amministrazione non hanno dato un buon esempio, sul piano legislativo, nell’opera ricostruzione, di vigilanza e di lotta alla corruzione ed alla criminalità politica e amministrativa insediatasi sul nostro territorio e di cui sono state e sono piene le cronache giudiziarie, investigative e repressive.

Si è sviluppata e si consolida quotidianamente ciò di cui denunciavano già prima di “mani pulite” e purtroppo inascoltati, l’allora Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pescara Dott. Enrico Di Nicola, i Consiglieri regionali Prof. Sergio Turone e Marco Pannella, coraggiose Associazioni e singoli Cittadini come il sottoscritto, e cioè la presenza in Abruzzo, già “isola felice”, ed in particolare lungo la fascia costiera e nella Marsica, diuna illegalità diffusa a livello economico privato e amministrativo pubblico, con un enorme giro di affari, che coinvolge il settanta per cento dell’attività complessiva della Regione, mentre abbiamo assistito alla esplosione di scaldali che hanno decapitato i vertici politici ed amministrativi di Comuni e Regione, e che, senza drastiche iniziative di prevenzione e contrasto, sembra far presagire cose non buone per il futuro dell’Abruzzo e dell’Aquila.

In fiduciosa attesa di un cortese cenno di riscontro, Le porgo, anche a nome del Mia Casa d’Abruzzo, i più cordiali saluti e fervidi auguri di buon lavoro.

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

L’Aquila, 4.3.2013

Montagna: perché tanta differenza?

Postato da admin Il 7 aprile 2013 LASCIA UN COMMENTO

Montagna: perché tanta differenza?

Diversi di quelli che sono arrivati anche da lontano a visitare l’Italia hanno affermato che questo paese potrebbe avere le risorse per vivere bene anche di solo turismo e sono ben d’accordo con loro.

Basta pensare alle bellezze naturali di tante nostre regioni: delle Alpi, dell’Appennino, della Calabria, della Sardegna e aggiungere i tanti meravigliosi palazzi,chiese, musei e quant’altro di culturalmente ammirevole per rendersi conto della validità di tali risorse.

Non a caso l’Unesco ha dato tanti assenzi per fare emergere siti italiani tra i patrimoni dell’umanità e tra questi tra i più meritevoli  le Dolomiti.

Il nostro Gran Sasso comunque, a detta anche di chi lo ha visitato solo superficialmente, dovrebbe invidiare alle Dolomiti solo la loro maggiore vastità, anche se con un handicap concorrenziale di frequenze estive dalle pur magnifiche spiagge abruzzesi.

Corre quindi l’obbligo di evidenziare qualche sensata e razionale spiegazione per far capire il motivo per cui possa esserci tanta distanza tra le due conformazioni montuose e non certo per lo spazio troppo evidente e insignificante, ma bensì a carattere economico-culturale.

Da una parte uno sviluppo turistico da rendere prosperi e ben vivibili anche Paesi ad altezze molto elevate e dall’altra uno spopolamento  generalizzato e degradante dalla montagna verso il mare.

Sulle  Dolomiti si è saputo ben integrare tale sviluppo con uno scrupoloso rispetto per l’ambiente; dove sebbene tante piste sciistiche scorrono tra folti boschi, il disboscamento è stato ben superato da vero e proprio rimboscamento, e questo anche su territori ben governati da Parchi Nazionali, come quello dello Stelvio e quello delle Dolomiti Bellunesi.

In Abruzzo invece i Paesi al di sopra dei 700 m e sulle falde montane si trovano ormai pressoché in veloce estinzione e anche tutte quelle strutture turistiche provenienti da lontane sagge iniziative stanno precipitando in degrado.

I più resistenti operatori economici vengono a trovarsi con grande delusione dinanzi a una visuale fallimentare sempre più marcata.

Perché insomma da una parte tanta fioritura di aspettative e dall’altra il disastroso dramma della paura e della fuga per evitare la propria fine?

Il tutto per le antitesi divergenti: da una parte persone decisionali attive, comprensive e costruttive, dall’altra quelle stesse persone col potere, abuliche, incomprensibili    e distruttive.

Dopo i disastrosi esempi dovuti a quegli uomini che, meschinamente provvisti di visuali troppo corte, hanno procurato tanti guasti alla natura, i più capaci di comprendere hanno capito però che l’uomo, non solo può procedere ad un veloce sviluppo nel rispetto della natura, ma può farlo anche addirittura migliorandola.

Questa edificante comprensione purtroppo è ancora lontana dell’Abruzzo, dove si è voluto creare un grandissimo Parco Nazionale, non solo per la salvaguardia della natura, ma anche per lo sviluppo di quel suo prezioso territorio montano ben vocato al turismo e all’emersione economica.

I Parchi Nazionali derivano da una stessa legge costitutiva e con statuti ad essa connessi, e quindi con scopi e finalità pressoché  uguali: oltre a quello del rispetto per la natura, quello dello sviluppo socio-economico del territorio da governare. Dove però quelle stesse finalità sono state interpretate troppo diversamente i risultati sono stati non solo ben diversi, ma addirittura con effetti da antipodi.

Da una parte si è compreso il vero significato dell’ambientalismo con una difesa della flora e della fauna da renderla integrativa del miglior sviluppo economico e dove l’animale può armoniosamente convivere con l’uomo. In tal caso è possibile sentire sui bei prati montani i fischi delle marmotte, come pure avere la visione di camosci e stambecchi su dirupi da alpinismo.

Dall’altra, la completa incomprensione dello stesso significato di ambientalismo, ormai confuso con quel dannoso integralismo naturale ha portato solo rovine. Quali ad esempio l’impossibilità di convivenza tra uomo e animale da far propendere erroneamente verso l’animale; l’abbandono dei boschi divenuti ormai inestricabili e pericolosi invece che giulivamente percorribili da appassionati escursionisti a miglioramento della propria salubrità.

Dove quindi quei poteri decisionali avrebbero dovuto operare come al nord, magari anche solo a mezzo di facile lavoro copiativo, risultano ormai così deleteri fino a raggiungere finalità opposte e completa desertificazione di luoghi ammirevoli. Per altro con ingenti spese di denaro pubblico di cui meglio non toccare il tasto per non aggravare la già tanto precaria situazione.

Dott. Ferdinando Di Filippo

( esperto del Gran Sasso)

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