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May , 2012
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Aprilia. L’opera di Guadagnuolo “I martiri della Giustizia” da Pianta a Falcone e Borsellino

Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO

L’opera di Guadagnuolo “I martiri della Giustizia” da Pianta a Falcone e Borsellino

«Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni

morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini»

Giovanni Falcone

«È normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che

sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare

dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di

andare avanti»

Paolo Borsellino

Sabato 26 maggio 2012, alle ore 18,00 presso la Biblioteca Comunale Sala Manzù Francesco Guadagnuolo presenta l’opera “I martiri della Giustizia - da Pianta a Falcone e Borsellino” (olio su tela 200×350 cm).

Dopo Roma, Aprilia si prepara al grande omaggio ai due magistrati Falcone e Borsellino, a vent’anni delle due stragi. E lo fa attraverso la grande opera del Maestro Guadagnuolo dedicata a tutti i magistrati che sono stati uccisi solo perché compivano il loro dovere. L’opera vuole anche essere un’opposizione a tutte le mafie e terrorismo e alle loro brutali inutili gesta.

Si presenta la grande tela in questo triste momento all’attacco alla Scuola Italiana, un omaggio alle giovani vittime dei drammatici fatti di Brindisi, in segno di partecipazione e di cordoglio.

“I martiri della Giustizia”, l’opera di Guadagnuolo comunica dunque la lotta dello Stato contro la mafia ed esprime un sentito ricordo dei magistrati siciliani. I nomi dei magistrati sono: Agostino Pianta (1969), Pietro Scaglione (1971), Cesare Terranova (1979), Gaetano Costa (1980), Giangiacomo Ciaccio-Montalto (1983), Rocco Chinnici (1983), Alberto Giacomelli (1988), Antonino Saetta (1988), Rosario Angelo Livatino (1990), Giovanni Falcone (1992), Paolo Borsellino (1992).

La grande tela interpreta un’azione pittorica che crea un’accentuata dinamica di attrazione per i forti contrasti cromatici, dove ‘scrittura e gestualità’ coabitano nella stessa “Mens” dell’artista. Una convulsione motoria del gesto che vuole significare vita e lotta per la vita.

La composizione di quest’opera è divisa in 12 riquadri che in realtà formano un tutt’uno dove sono inscritti i nomi degli 11 magistrati. I caratteri tipografici cubitali dei nomi inscritti (gli stessi che vengono usati dai quotidiani) diventano elementi visivi e comunicativi.

Sante Montanaro a proposito di quest’opera scrive: «Si tratta di un grande dipinto nel quale i personaggi rievocati s’intersecano con la scrittura. Infatti, tra le figure umane appena abbozzate, inserite in riquadri separati e immerse in un’atmosfera carica di tensione, resa attraverso accese tonalità cromatiche, spiccano a grandi caratteri di stampa da titoli di prima pagina i nomi di vittime della mafia, fra i quali Livatino, Falcone, Borsellino, Chinnici. Come sulla grande tavola di un cantastorie moderno, Guadagnuolo espone qui la tragica sagra determinata dalla violenza mafiosa».

In realtà, si potrebbe vedere nell’opera di Guadagnuolo l’allegoria di un viaggio la cui meta finale è di cercare di impedire altre stragi. Le paure dell’artista sono fondate perché derivano dagli eventi brutali che tanto hanno scosso l’opinione pubblica. Così l’artista si investe quasi del ruolo di oratore pubblico che dà voce ai timori individuali, creando un’immagine attraverso la quale possiamo veicolare le nostre esperienze di angoscia in una cultura satura di potenziale violenza spontanea.

Il grande dipinto è stato presentato su Rai Uno, nel 2000, durante la trasmissione “A sua immagine” in un programma dedicato al problema mafia, cui ha partecipato l’allora Presidente dell’Associazione Magistrati d’Italia Mario Cicala, il quale ha scritto all’artista: «A nome dell’Associazione Nazionale Magistrati e mio personale la ringrazio per la pregevole opera pittorica con cui ha ricordato i colleghi caduti nell’adempimento del dovere. Una copia di questo suo lavoro verrà inviato ai familiari dei caduti, ed anche a nome loro anticipatamente la ringrazio» (Roma, 11 aprile 2000).

Editoria. Intervista di Alessia Mocci a Maria Lucci ed al suo Anima Divelta, Rupe Mutevole

Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Intervista di Alessia Mocci a Maria Lucci ed al suo Anima Divelta, Rupe Mutevole

Anima Divelta”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta poetica di Maria Lucci. L’autrice, come racconta nell’intervista, scrive da quando aveva vent’anni e ritiene che sia la ferita della vita a provocare la scrittura; quando ci si sente tristi la penna è la medicina migliore. Il 24 maggio 2012 ci sarà la presentazione de “Anima Divelta” al centro culturale A.Fabrizi di Roma, occasione nella quale sarà presente l’autrice e si leggeranno alcune poesie tratte dalla raccolta.

Maria Lucci è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande per farsi conoscere meglio dai lettori. Buona lettura!

A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

Maria Lucci: Le prime poesie sono nate intorno ai vent’anni quando ho avvertito il bisogno  di scrivere. Oggi posso dire che era l’età in cui ho cominciato a sentire le prime ferite della vita e ad avere consapevolezza delle mie fragilità.  A scuola, comunque, amavo tantissimo i temi,  avevo sempre tanto da dire ed, ovviamente, italiano era la mia materia preferita! Ora sto terminando un breve romanzo, una piccola “recherche” nel mio passato perché non fugga…
A.M.: La tua raccolta ha un titolo particolare, vorresti spiegarci qualcosa a proposito?

Maria Lucci: In effetti la parola anima nell’immaginario suscita serenità, pace o, comunque, è legata ad un’idea di quiete, leggerezza, evanescenza. Io, invece, ho voluto accompagnarla con un aggettivo forte che ben rappresenta la mia inquietudine che trova, però, scioglimento proprio nella scrittura, la voce della mia anima.
A.M.: Quali sono le tematiche di “Anima Divelta”?

Maria Lucci: “Anima divelta” raccoglie sentimenti, emozioni, riflessioni, intuizioni, rivelazioni nate nei più disparati momenti della mia vita, tragici e definitivi come la morte dei miei genitori, appaganti come l’incontro con la culla della nostra civiltà ovvero la Grecia, nostalgici come il ricordo della mia infanzia in un paesino d’Abruzzo, visionari come i desideri…
A.M.: Descrivi con cinque aggettivi “Anima Divelta”.

Maria Lucci: “Anima divelta” è un libro profondo, domestico, spigoloso, accogliente, sorprendente perché i versi nascono da un approccio profondo e tormentato alla vita, eppure ci si può sentire a casa, perché ci si può ritrovare in qualche verso. La ricerca della parola, lo scavo, per dirla con Ungaretti, può rendere la lettura non facile ma l’evocazione, improvvisamente compresa, riconosciuta e condivisa,  può non far sentire il lettore straniero. Infine la varietà dei temi, seppure sul sentiero della nostalgia di un quid non sempre identificato, può sorprendere il lettore quando gira la pagina.

A.M.: Quale pensi sia il target di lettori che apprezzeranno la tua raccolta?

Maria Lucci: In genere, quando ho regalato poesie, nelle occasioni importanti della vita di chi le riceveva, sono state apprezzate indipendentemente dall’età. La poesia è nella vita.
A.M.: A chi dedichi “Anima Divelta”?

Maria Lucci: Ho dedicato la raccolta ai miei genitori perché non ci sono più e perché mi hanno lasciato in eredità valori profondi senza i quali non sarebbe nata la mia scrittura.
A.M.: Se potessi scegliere una città nella quale vivere per aver maggiore ispirazione, dove andresti?

Maria Lucci: L’ispirazione più grande me la dà il mare per l’orizzonte sconfinato e la novità che può portare, dunque sceglierei un’isola ma è la natura in generale ad ispirarmi, innanzitutto con il silenzio e poi con la sua potenzialità di vita.
A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Maria Lucci: Finora mi sono trovata bene, seguita, mi pongo però il problema della distribuzione del libro. Preciso: non mi interessa l’aspetto economico ma la possibilità che possa essere trovato facilmente.
A.M.: A breve ci sarà una presentazione di “Anima Divelta”, potresti raccontarci qualcosa?

Maria Lucci: La presentazione avverrà il 24 maggio al centro culturale A.Fabrizi a Roma. Sarà presente Paola Gaglianone di Unomattina, che si occupa di poesia nella trasmissione e con l’associazione Civita. Un attore  leggerà le mie  e quelle del libro di G.Angius e S.Denti “Incontro” che sarà presentato insieme al mio. U. Broccoli, probabilmente, terrà i saluti iniziali. So che Silvia Denti ha invitato anche A.Bevilacqua. Insomma una bella occasione per parlare di poesia, bellezza, arte che hanno per me un valore salvifico, è per questo che mi rincuora la presenza di tanti miei attuali ed ex alunni.
A.M.: Salutaci con una citazione

Maria Lucci: Diceva Montale che la scrittura nasce da una dis-armonia con il mondo. È vero ed aggiungo che vivere questa disarmonia rende la vita più autentica.

Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

(alessia.mocci@hotmail.it)

Fonte:

http://oubliettemagazine.com/2012/05/23/intervista-di-alessia-mocci-a-maria-lucci-ed-al-suo-anima-divelta-rupe-mutevole/

Editoria. Ninel Ivanovna Podgornaja, L’ATTIMO IRRIPETIBILE, Intrighi e misteri d’amore alla corte degli Zar. Edizioni Solfanelli

Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Ninel Ivanovna Podgornaja,
L’ATTIMO IRRIPETIBILE,
Intrighi e misteri d’amore alla corte degli Zar.
Edizioni Solfanelli

“L’attimo irripetibile” è un tuffo nell’oceano degli ultimi tre secoli; un volo che attraversa molti cieli d’Europa: dalla Russia ai Paesi Baltici, dalla Germania a spicchi d’Inghilterra e di Francia. Sfogliando le pagine del libro si sente l’impressionante rumore delle armate in cammino, delle lotte dei popoli per la libertà, si assiste agli inutili massacri delle rivoluzioni. Ma si ascoltano anche i passi delle danze, i minuetti e gli sfarzi delle corti imperiali e, in lontananza, le voci di poeti e romanzieri di una stagione letteraria unica e forse davvero “irripetibile”.
Con “L’attimo irripetibile” si conclude il trittico delle opere della scrittrice russa Ninel Podgornaja pubblicate e tradotte per la prima volta in italiano dalle edizioni Solfanelli. Si è trattato di un percorso letterario-biografico incominciato con “Mafalda di Savoia Assia”, proseguito poi con “Puskin e i Paesi Baltici” e che ora si completa con questa carrellata di profili storici femminili che hanno attraversato le intriganti, talvolta tormentate, vicende che facevano capolino tra le mura delle corti imperiali degli Zar di Russia.

Ninel Ivanovna Podgornaja è nata nel 1930 a Pavolge, vicino a Stalingrado. Nel 1955 si laurea in lingue straniere a Krasnodar e si specializza all’università di Mosca in lingue romanze. Sempre a Mosca lavora come corrispondente nel Ministero degli Affari Esteri. A Riga, in Lettonia, fonda il Museo Puskin e i Paesi Baltici di cui è stata direttrice e storica. Traduce autori italiani e pubblica in Russia opere a tema storico e poetico fra le quali: “I cavalieri dell’ordine di San Giorgio di primo e secondo grado”, “Per l’amore e per la patria: trecento biografie di donne insignite della Croce di Santa Caterina”, “Io vi ho amato: le Muse di Puskin” e, sempre su Puskin, l’interessante e approfondito studio sui rapporti intrattenuti dal Poeta con i Paesi Baltici: “Puskin e i Paesi Baltici” (Solfanelli, Chieti 2011). Nel 2004, dopo una persona le ricerca con la famiglia Assia-Savoia, edita a Riga la drammatica storia di “Mafalda di Savoia Assia. Facile essere una principessa…” (S
olfanelli, Chieti 2009).

Ninel Ivanovna Podgornaja
L’ATTIMO IRRIPETIBILE
Intrighi e misteri d’amore alla corte degli Zar
Traduzione di Alfredo Bertollo
e revisione letteraria di Pier Luigi Coda
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-7497-767-3]
Pagg. 144 + 8 ill. – ? 12,00

http://www.edizionisolfanelli.it/attimoirripetibile.htm

Teramo. Shakespeare rivelato

Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Shakespeare rivelato

Si terrà venerdì 25 c.m., alle ore 18, il nuovo incontro promosso dall’Ass.ne culturale “Gli Sbandati” in collaborazione con la Casa Editrice “Evoé” , presso la sede della stessa casa editrice in via A. De Jacobis, 3 (zona Gammarana). La serata, titolata “Shakespeare rivelato”, è realizzata nell’ambito di una rete di appuntamenti che ha già visto impegnati esperti del settore sui temi dell’antichità classica e del teatro del Novecento, e verterà attorno alla figura dell’illustre e misterioso drammaturgo inglese sul quale discuteranno Danila Casaccio e Dalila Curiazi. Renato Pisciella, attore della Compagnia “Gli Sbadati”, leggerà brani tratti dal terzo atto del Giulio Cesare mentre faranno da splendida cornice all’evento le opere del Mestro Romolo Bosi, secondo un costume che si è andato imponendo nelle precedenti serate che vuole impegnati accanto a relatori, attori e pittori di ampio riconoscimento. Seguirà buffet. Un modo diverso per trascorrere una serata in compagnia di una cultura varia, non pedante  e non rivolta esclusivamente ad un pubblico già preparato ai temi trattati.

La cittadinanza è invitata

Roseto. ho il piacere di invitarvi al laboratorio “Tra Terra e Cielo” che si terrà il 27 maggio a Roseto degli Abruzzi

Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Ciao a tutti/e,


ho il piacere di invitarvi al laboratorio “Tra Terra e Cielo” che si terrà il 27 maggio a Roseto degli Abruzzi

presso il Circolo Chaikhana
Via E. de Amicis, 13

“Tra Terra e Cielo” è un laboratorio che intende proporre alcune esperienze che provengono dalla cultura delle più antiche tradizioni appartenenti all’Oriente e all’Occidente,ma comprende un lavoro interiore ed esteriore sulla teoria degli opposti, al fine di creare un’unità armonica di colori, suoni, profumi; è molto importante che le persone realizzino una propria interiorità e creatività, che va senz’altro “solleticata” nel profondo. Ecco quindi l’importanza della meditazione, ma anche della consapevolezza corporea che realizza il contatto con la natura e con la Madre Terra.Il dono più grande che si possa fare al nostro Pianeta e a noi stessi è la sintonia con il nostro sentire e la piena realizzazione del nostro essere interiore. Specialmente in questi tempi siamo tutti chiamati a vivere in maniera molto consapevole, a capire come utilizziamo la nostra energia nel contesto in cui viviamo e con le persone con cui interagiamo. Per capire tutto ciò è necessario partire dalla base, dal nostro sentire e percepire il corpo..la mente…le emozioni..anche in maniera creativa e originale.
Durante l’incontro si sorseggeranno bevande tradizionali.
Si consiglia di indossare abbigliamento comodo, calzini e di portare plaid e/o un materassino da palestra.

Per iscrizioni, entro il 25 maggio, rivolgersi al Centro Chaikana (3930344170), oppure chiamare Smita (3496144907; 3290271927)


A cura di :
Marilena Pompa (Ma Sangit Smita) è insegnante di Reiki dal 2002 e di Cristalloterapia (seguendo i corsi di Fufi Sonnino, presso l’Accademia delle Scienze di Luce,Roma) ;ha approfondito il Master Reiki con le Tecniche di Advanced Reiki, Shanti Reiki e Le Tecniche originali Giapponesi insieme a Frank Arjava Petter,lo scopritore dei documenti sul Reiki e della stele funeraria di M. Usui in Giappone.
Ha condotto gruppi di Reiki e di Meditazione; ha frequentato i principali centri di Meditazione, in particolar modo quelli di Osho e di Yogananda, partecipando a gruppi di meditazione, esperienziali e seminari di: Rebirthing, Tai Chi, Qi Qong, Danze sacre di Gurdijeff; ha partecipato a seminari nazionali ed internazionali sul Calendario Maya e sullo Sciamanesimo . Ha partecipato a corsi sulla Comunicazione e sulla risoluzione dei conflitti interpersonali. Ha realizzato un Laboratorio di Ben-Essere che conduce da 5 anni con un centro diurno del Comune di Pescara insieme a numerosi ragazzi diversamente abili con diverse patologie. Si è diplomata presso I.I.F.A.B. di Roma(Istituto Nazionale di Formazione in Analisi Bioenergetica) come Conduttore di Gruppi (Classi) di Esercizi Bioenergetici e ha partecipato ai corsi di Biogarei (per condurre gruppi smile e movimento dolce per adulti e bambini); è insegnante e traduttrice di lingua Inglese; ha collaborato con l’Università di Teramo e con il Centro Provinciale per Immigrati di Pe ed insegna presso la scuola pubblica e privata.
Conduce gruppi di Bioenergetica e di Tecniche di Rilassamento e Benessere a Pescara e a Chieti.
Dal 2005 al 2009 è stata presidente e co-fondatrice dell’Associazione di Promozione sociale Terra Nuova, con la quale ha promosso convegni, corsi e laboratori per promuovere la cultura olistica e per migliorare la qualità della vita, tra i quali corsi di Feng Shui, Le danze Sacre di Gurdijeff con Shurta e La presentazione del Libro “La donna dalla coda d’argento” con lo scrittore Mamani. Ha inoltre sperimentato diversi tipi di alimentazione, tra i quali quella naturale e la macrobiotica.

Pescara, Libreria Feltrinelli, a cura del Festival del libro e cultura del territorio Antonio Tenisci, “Nuvole rosse sotto il mare” (Ed. Solfanelli)

Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Ap –  Presentazione

Pescara, Libreria Feltrinelli, a cura del Festival del libro e cultura del territorio
Antonio Tenisci, “Nuvole rosse sotto il mare” (Ed. Solfanelli)
PESCARA, 22 Maggio ’12 – Alla Libreria Feltrinelli di Pescara, alle ore 18,30 di domani,
Mercoledì 23 Maggio 2012, a cura di TRABOCCHI LIBRI & ROSE – Festival del libro e cultura del territorio, sarà presentato il romanzo di Antonio Lenisci, NUVOLE ROSSE SOTTO IL MARE (Edizioni Solfanelli).

Interverranno l’Autore, gli scrittori Arturo Bernava e Marco Tornar e l’editore Marco Solfanelli.

Ortona, inverno 1943.

Sullo sfondo di una città martoriata che urla il suo dolore ogni giorno più forte, l’amore tra due giovani riesce a tenere in vita le rispettive famiglie, alimentando così una speranza di libertà che sembra a tutti irrealizzabile. Intanto il destino gioca con gli eventi crudi della guerra, davanti al coraggio di un caporale canadese che spinge i suoi uomini a combattere in prima linea e all’inquietudine di un soldato tedesco che si scontra con le illusioni di gloria dei suoi camerati, smaniosi di ricacciare indietro l’avanzata delle truppe alleate.

Tra battaglie e macerie, le loro sorti si tesseranno con la storia, l’unica e sola che potrà, inevitabilmente,  scriverne l’epilogo. Ma la ferita ha lasciato il suo segno e non accenna ancora a rimarginarsi, forse perché a molti sconosciuta o peggio, dimenticata.

Antonio Tenisci

Nuvole rosse sotto il mare

Copertina di Vincenzo Bosica
Ezizioni Solfanelli

[ISBN-978-88-7497-761-1]
Pagg. 328 – € 22,00

Giulianova. Ultimo evento al Circolo virtuoso Il nome della Rosa Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a

Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Circolo virtuoso Il nome della Rosa
Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a

Info Line 338/9727534

Controlla tutte le news sul nostro sito
http://www.ilnomedellarosa.com/

Sempre sorriso
Chico, Lucrezia, Marisa, Paolo, Rosa & Roberto

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Avviso: giovedì 24 il Circolo resterà chiuso; ci vediamo venerdì e sabato per i saluti finali.

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Tempus fugit, ed anche la sesta (sì, avete letto bene, sesta) stagione di attività del Circolo si appresta a chiudere il sipario. E’ buona educazione salutarvi e ringraziarvi perché, seppur scontato, si deve ribadire che il successo (bhe sì, successo) del nostro Circolo è dovuto alla vostra attenzione, alla vostra partecipazione, al vostro affetto. Saluteremo questo anno, mutuando un verso di De Gregori, “col bicchiere tra le mani”. Se passate faremo “un brindisi tintinnante” (anche senza ghiaccio) a questo “viaggio davvero mondiale” senza, speriamo, fare la fine del Titanic! Venerdì brinderemo al successo in Coppa Italia del Napoli (sì, sono napoletano e brindo con voi!), mentre sabato, con il Combat reading (leggete di seguito) brinderemo alla chiusura del locale. Ci vediamo a luglio, come al solito, in piazza per “Versi verso il mare” edizione n° 5. Anche di questo leggerte più in basso. Che dirvi ancora? Grazie e ci vediamo venerdì e sabato per un abbraccio…reale.

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Sabato 26 maggio ORE 21,30
READING & CHIUSURA STAGIONE
2011/2012
“COMBAT READING – Terza edizione”
A cura di:
Paolo AGOPIAN
Noam ARP
Danilo DI FELICIANTONIO
Antonello RECANATINI
Marco MONACHESE

http://www.ilnomedellarosa.com/schedanews.php?id=787

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Venerdì 20 luglio 2012
POESIA
V^ EDIZIONE DI “VERSI VERSO IL MARE”
POETRY SLAM 2012: REGOLAMENTO

Il poetry slam riporta la poesia per le strade. Riporta il poeta in mezzo alla folla e la folla in mezzo alla poesia. Trasforma il pubblico di lettori in ascoltatori attivi,  e porta gli scrittori fuori dalle loro stanze, a gridare e condividere i loro versi nelle piazze…

http://www.ilnomedellarosa.com/schedanews.php?id=783

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Presentazione de Il Demonio di Sant’Andrea di Gaetano Allegra, 26 maggio 2012, Potenza

Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Presentazione de Il Demonio di Sant’Andrea di Gaetano Allegra, 26 maggio 2012, Potenza

Sarà il 26 maggio 2012 alle ore 21:00 la presentazione del romanzo storico “Il Demonio di Sant’Andrea” presso la libreria Ubik in via Pretoria 50 a Potenza.

“Il Demonio di Sant’Andrea” è stato pubblicato nell’aprile 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Letteratura di confine”. L’autore è Gaetano Allegra che sarà presente alla presentazione per illustrare il suo romanzo e le tematiche affrontate.

Opera prima del giovane Gaetano Allegra, ex giornalista e autore di testi televisivi. Un romanzo storico che Rita Borsellino ha definito “ricco di ideali nobili e cristallini”, tanto da decidere di dedicargli una prefazione scritta di proprio pugno.

Ambientato nella Basilicata del 1860, il romanzo è una storia di fantasia inscritta in un contesto più puramente storico, nel quale il brigantaggio lucano (Carmine Crocco in primis) è riportato con rara fedeltà e rarissima dovizia di particolari.

Un’Italia che nessun libro di storia ha mai descritto, raccontata tramite i diari di alcuni protagonisti del XIX secolo (lo stesso Crocco e il generale Borjes) e grazie alle cronache giornalistiche dell’epoca, cronache spesso sepolte, che parlavano di stragi e di eccidi tutt’ora inspiegabilmente omessi dai testi di studio. Una storia tutta lucana, che narra dell’orgoglio di questa terra fiera, nobile e meravigliosa, eppure calpestata nei secoli dagli stivali di popoli stranieri.

“Il Demonio di Sant’Andrea” è però soprattutto un romanzo, una favola tutta da leggere, un racconto avvincente che non si vuole porre come un documentario, ma semplicemente come una piccola storia di grandi uomini che, forse, possono essere esistiti davvero.

Evento su facebook:

http://www.facebook.com/events/296656713754329/

Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

(alessia.mocci@hotmail.it)

Fonte:

http://oubliettemagazine.com/2012/05/22/presentazione-de-il-demonio-di-santandrea-di-gaetano-allegra-26-maggio-2012-potenza/

Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia, La Scuola Editrice, Brescia

Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO

Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia (Editrice La Scuola-Brescia) per il pluralismo, le pluralità e la moltiplicazione delle alternative sociali come ricchezze che implicano nuove strategie educative.

Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia, La Scuola Editrice, Brescia

L’illustre Rivista Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia, realizzata da La Scuola Editrice di Brescia, propone unità didattiche multiculturali per costruire ponti di dialogo, reti di relazioni, varchi di speranza…

http://www.peacelink.it/pace/a/36296.html

http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437

Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia (Editrice La Scuola-Brescia) per il pluralismo, le pluralità e la moltiplicazione delle alternative sociali come ricchezze che implicano nuove strategie educative.

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L’UNITA’ MULTICULTURALE.

Per costruire ponti di dialogo, reti di relazioni, varchi di speranza…

di Laura Tussi, Istituto Comprensivo Tolstoj, Desio (Monza e Brianza)

http://www.youtube.com/lauratussi

Pluralismo, pluralità e moltiplicazione delle alternative sociali sono ricchezze che implicano nuove strategie educative, nell’apprendimento e nell’adattamento alle situazioni, per socializzare al plurale e accettare le commistioni culturali, al fine di apprendere e comunicare, per cambiare e porre in relazione i ruoli e le rappresentazioni dell’altro, per salvaguardare una coerenza e un’identità personale oltre gli schematismi latenti, verso i mutamenti del polimorfismo sociale e culturale, evitando di rinchiudersi in una struttura identitaria fissa e monolitica.

La nuova strategia educativa transita attraverso la riconversione della persona e delle strutture sociali, perché il vero sapere è ascoltare la propria coscienza e il pensiero altrui, nel ricevere l’altro e desiderare di trovare con gli altri le soluzioni ai problemi. L’approccio interculturale richiede uno slancio di decentramento dagli schemi abituali di rappresentazione e di distacco dalla contemporaneità, che rischia di assorbire e omologare il diverso nell’uniforme.

Risulta necessario l’impegno interculturale ed intergenerazionale nella ricerca delle memorie perdute, nel confronto tra la storia dei popoli che vivono sullo stesso territorio e che fanno riferimento a fonti, risorse e memorie differenti, nel riconoscere e valorizzare la storia dell’altro, nella scoperta dell’alterità come rapporto, nella realizzazione dei diritti umani e nella lotta contro tutte le forze di discriminazione, nell’unità nazionale, europea, globale, universale.

La differenza è un diritto.

Diritto alla genialità non come esaltazione, sregolatezza e frenesia nell’autocompiacimento, ma ricchezza di capacità e competenze nella valorizzazione, nel supporto e nell’aiuto di sè e degli altri, nella diversità come appartenenza al più ampio contesto umano, nelle somiglianze, nelle affinità, nell’universalità dei valori in cui l’interculturale diviene una componente intellettuale, un principio direttivo di conoscenze e comportamento, nell’orientare i percorsi, per costruire reti di incontro e dialogo, ponti di relazioni, nell’aprire varchi di significato e speranza e assumere le asperità dei conflitti nelle loro valenze positive.

Intercultura verso traguardi di reciproca comprensione e graduale interazione dove le esigenze di autonomia, i bisogni di relazione, ma anche disfunzioni, squilibri, interferenze, contrasti, vanno vissuti in dinamiche costruttive e interattive, verso obiettivi di comprensione con cui descrivere le culture degli altri, conoscendo i particolari, approfondendo le difficoltà del conoscersi, senza soffermarsi sull’eccentrico, sulla tautologia esperienziale, ma inserendo le informazioni nell’ordine cognitivo, nell’operare processi di movimento, cambiamento, pace, finalizzati a ristabilire il rapporto, la relazione, il confronto di esperienze, la collaborazione progettuale.

Certamente non è facile accogliere il nuovo, senza perdere il proprio passato e la propria identità, senza lasciarsi assorbire da scenari sperimentati da altri, in altri contesti, in altre storie, in una ristrutturazione di significati in cui la novità non è il cambiamento dell’identità, ma è la relazione, il rapporto, l’interscambio di contenuti e opinioni, nel passaggio da un’educazione etnocentrica ad un’apertura concettuale e di pensiero allocentrica, che permetta di prendere coscienza dell’alterità, nell’unità. Transizionalità significa uscire da sé per entrare nell’altro e comprenderne i miti, le idee che lo strutturano, in forme polimorfe di plasticità della persona che pone in contatto circuiti relazionali di umanesimo spirituale, per associare, per entrare in sintonia, per rendere liberi, per redimere da schiavitù sociali più o meno latenti e implicite, dove l’insegnante si trova al centro di tutte le problematiche educative nei rapporti con le pluralità degli studenti, dei genitori, con il contesto nazionale e, al contempo, con le società degli immigrati, in polimorfismi frammisti che si articolano in insiemi, sottoinsiemi, incoerenze, variazioni, discrepanze, domande contraddittorie e risposte incerte. La comprensione della realtà pluralista, della molteplicità è compito dell’educatore che deve sapere avanzare proposte progettuali, fare uscire dai ghetti delle preclusioni intellettuali, delle giustapposizioni, dal culto ostentato, anomalo, forzato e fittizio del diverso, per gestire e apprendere le appartenenze categoriali, al fine di valorizzare colui che apporta un senso di diversità, oltre l’omologazione del sociale, nell’appiattimento concettuale ed intellettuale, per aprire al movimento, al cambiamento, alla relazione, alla pace, oltre le crisi, le discrasie, i conflitti per restare uniti nelle diversità. La progettualità, la multidimensionalità, le dinamiche evolutive trovano la sintesi fra l’unità e il cambiamento rivoluzionario, dalla totalità che ingloba alla specificità che connota, nel risultato di interazioni diverse, molteplici che avvicinano e separano, alimentano le differenze e costruiscono ponti di legami e reti di relazioni, nell’aggregazione e interazione, oltre l’assimilazione e il conseguente annientamento identitario, dove il senso e il significato dell’essere e dell’esistere sono idee e concetti strutturali che permettono di apprezzare l’altro come affine, simile, prossimo, e non straniero, che sente l’esigenza della conferma del proprio ruolo da parte degli altri, aprendosi ai processi di interazione e rinnovamento. Nel discorso interculturale occorre evitare la celebrazione dell’identità, nella sua istituzionalizzazione fino a forme di feticismo che bloccano i potenziali attori di cambiamento, nel gioco perverso di una certa politica che riduce l’alterità a merce, a oggetto di piacere e di consumo e pone in rilievo l’altro esclusivamente per subdole esigenze economiche e manovre consumistiche, negando la dignità di colui che è portatore di diversità di opinione, sesso, razza, condizione sociale ed economica, appartenenza politica, etnica e religiosa.

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Postato da admin Il 23 maggio 2012 LASCIA UN COMMENTO
RICEVIAMO
Sabato 19 Maggio alle ore 21 al teatro Rossetti di Vasto ho trascorso una piacevole serata con lo spettacolo ” Tango Sin antes ni después” (Non è né prima né dopo
n dr), con la collaborazione dell’associazione R.A.T.I. Rete di Abruzzesi per il Talento e l’Innovazione.
Protagonisti il Duo Maclè, Pianoforte a quattro mani, i Ballerini Walter Cardozo e Margarita Klurfan, di Buenos Aires, Argentina e la voce recitante di Denio Derni.
Il Duo Maclè è composto da Sabrina Dente Nata a Busto Arsizio (VA) e Annamaria Garibaldi, che vive a Fossacesia CH.
Nel 2004 hanno creato questo legame.
Maclè è un termine proveniente dal francese antico.
Etimologicamente la parola deriva dal latino macula= macchia.
E’ un cristallo geminato a forma di stella.
Nome efficace che con le tante sfaccettature realizzate sul cristallo per creare la stella, descrive il carattere delle artiste.
Ragazze giovani, tecnicamente preparate, padrone dello strumento, il piano.
Professionalmente sicure, con un tocco di mano preciso, vellutato ma energico allo stesso tempo.
Propongono musica di tutti i generi, sia orecchiabile, ma anche classica dei maggiori autori.
Mi ha colpito al concerto il loro sorriso, l’espressione,il movimento del corpo e delle braccia a tempo con la musica che proponevano.
Una fusione che con gli anni creerà tanti successi.
Lo spettatore si immedesima, è attratto dalla armonia, ti coinvolgono, ti trasportano e quasi sei compromesso anche per la coppia di ballerini che ballano perfettamente e sensualmente il tango, con una completezza ed un contatto di veri professionisti.
La gamba di Margarita, nelle figure da fermo, sembrava un serpente che si arrotolava sulla gamba di Walter.
Nel tango l’ “otto”, tecnicamente è il passo più importante, è come il cuore del tango, lo fa la donna.
I ballerini hanno offerto al pubblico tutte le origini del ballo che sono una comunicazione tra i corpi ed emettono emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione.
La pronuncia, il timbro di voce, i commenti recitati da Denio Dermi hanno creato un clima perfetto dell’ambiente .
Scenico, seducente, il tango ballato senza musica, ma solo con la voce recitante di Denio Dermi di un brano…
Per creare meglio l’atmosfera , l’ambiente di Buenos Aires, avrei fatto un uso maggiore di parole spagnole o meglio Il lunfardo, adoperato nella città.
Il lunfardo è molto usuale ed è usato specialmente nelle canzoni del ballo tipico di questi città, il tango.

Luciano Pellegrini

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