3
September , 2010
Friday

GiulianovaNews

"Giulianova News Notizie. www.giulianovanews.it Il primo giornale online sulla Città di Giulianova. Diretto da Walter De Berardinis"

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A PESCASSEROLI “SETTEMBRE ANDIAMO” ALLA IX EDIZIONE L’evento il 4 settembre al via con Antonio Bini che presenta il film “Uomini e lupi”, di G. De Santis.

Postato da admin Il 3 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO

Gentile direttore, se può essere d’interesse, ecco una nota sulla IX edizione di “Settembre andiamo”, in programma a Pescasseroli (L’Aquila) dal 4 all’11 settembre sullevie della transumanza. S’inaugura con la proiezione del film “Uomini e lupi” di Giuseppe De Santis, capolavoro del Neorealismo, girato in Abruzzo nel 1956, tra Scanno e Pescasseroli. Verrà presentato da Antonio Bini, che due anni fa rievocò sulla rivista D’Abruzzo quegli anni ed i luoghi che De Santis utilizzò nel film. Nella nota anche qualche accenno al Neorealismo ed al suo ruolo nella storia del cinema italiano, alla biografia di De Santis che ne fu uno dei maggiori esponenti, e infine una sintesi dei più noti film girati in Abruzzo. Si allega il poster dell’evento inaugurale ed una foto di scena del film, di cui viene annotata in basso la didascalia. Con viva cordialità Goffredo Palmerini

foto (tratta da D’Abruzzo n. 81/2008):

da sinistra: Giovanni Matta (Pasqualino), Guido Calì (Nazzareno), Silvana Mangano (Teresa) ed Euro Teodori (Amerigo) .

A PESCASSEROLI “SETTEMBRE ANDIAMO” ALLA IX EDIZIONE

L’evento il 4 settembre al via con Antonio Bini che presenta il film “Uomini e lupi”, di G. De Santis.

di Goffredo Palmerini

L’AQUILA – Anche quest’anno ritorna, dal 4 all’11 settembre, la IX edizione della manifestazione di turismo sportivo “Settembre andiamo, è tempo di migrare”, organizzata dall’Unione Sportiva Acli lungo le vie verdi della transumanza e, in particolare, del Regio Tratturo che da Pescasseroli scende a Lucera, nel Tavoliere. L’itinerario, in sette tappe, attraversa le province dell’Aquila, Isernia, Campobasso, Benevento, Avellino e Foggia, per un totale di 170 chilometri, che i partecipanti percorreranno in bicicletta o a cavallo. Con questa iniziativa si vuole far conoscere e valorizzare i beni ambientali, paesaggistici e archeologici che l’antica civiltà della transumanza ha generato nei secoli, soprattutto in Abruzzo, Molise, Campania e Puglia. Una particolare attenzione sarà posta per riscoprire la cultura e le tradizioni delle comunità incontrate durante il percorso. L’iniziativa, quest’anno, è promossa all’insegna della solidarietà verso le popolazioni aquilane colpite dal sisma del 6 aprile 2009 e del rilancio delle attività di sport ecologico e di turismo responsabile nelle località ricadenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che, a causa del terremoto, sono state alquanto disertate dai turisti.

La manifestazione s’inaugura sabato 4 settembre, alle 10, presso il Cinema “Rinascimento” di Scanno, alla presenza del sindaco di Pescasseroli, Nunzio Finamore, dell’assessore al Turismo, Ernesto Paolo Alba, e del presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Giuseppe Rossi, con la proiezione del film “Uomini e lupi”, di Giuseppe De Santis. Lo presenterà Antonio Bini, infaticabile operatore culturale, che nel 2008 pubblicò per la rivista D’ABRUZZO (n. 81/2008) una ricerca sul film, girato nel 1956 interamente in Abruzzo, tra Scanno e Pescasseroli. Particolarmente attesa è la presenza dell’attore Euro Teodori, che nel film recitò la parte del giovane Amerigo. “Si tratta di un ritorno a Pescasseroli dopo oltre cinquant’anni; un ritorno che mi emoziona profondamente, essendo rimasto sempre legato al film ed ai luoghi in cui fu girato”, ha dichiarato l’attore. Al termine della proiezione è prevista una comunicazione sul percorso, per favorire il riconoscimento da parte dell’UNESCO della civiltà della transumanza. Seguirà una visita ai luoghi in cui il film fu girato. Nella mattinata e nel primo pomeriggio arriveranno da varie parte d’Italia i cavalieri (una quarantina) che seguiranno l’itinerario sulle tracce dell’antico tratturo.

La proiezione del film, che viene opportunamente contestualizzata nella manifestazione, merita qualche breve riflessione, considerato il lungo tempo trascorso da quando furono fatte le riprese. In Abruzzo “Uomini e lupi” sembra essere stato dimenticato, eppure gli esterni furono interamente girati nella regione, appunto tra Scanno e Pescasseroli, e alcune scene anche a Roccaraso. Ma sopra tutto all’Abruzzo si riferisce l’intera storia, incentrata sui “lupari”, ossia i cacciatori di lupi oggi figure ormai scomparse, inseriti nello scenario del mondo pastorale di allora, peraltro con un cast di grande spessore. L’Archivio di Rai Uno ha definito il film “dramma intenso e selvaggio ambientato tra le montagne abruzzesi e interpretato da un gruppo di attori di rilievo, fra cui spiccano il giovane Yves Montand e l’affascinante Silvana Mangano”. In occasione del cinquantesimo anniversario dell’uscita nelle sale cinematografiche (2007), Uomini e lupi” è stato ricordato dallo storico Museo Nazionale della Montagna di Torino – sorto alla fine dell’800, parallelamente al CAI – che ha dedicato al film due settimane di programmazione, e dalla Fondazione DiversoInverso, presso il teatro “Pagani” di Monterubbiano, nelle Marche. In precedenza è stato proiettato in rassegne cinematografiche a Tolosa, La Rochelle e Boston. Il film uscì anche in Francia, Germania, USA e Messico.

Il film si inserisce nel Neorealimo, straordinaria stagione del cinema italiano, alla quale Giuseppe De Santis, indimenticato regista di “Riso Amaro” (1949), contribuirà attraverso un’analisi rigorosa delle forze sociali, con una presa diretta della realtà umana, coinvolgendo spesso nelle riprese gente del luogo, come avvenne anche nel caso di “Uomini e lupi”, con contadini e pastori di Scanno e Pescasseroli. “Uomini e lupi” è stato giustamente definito un film fuori dal tempo. L’ambiente aspro e difficile di un povero paese della montagna abruzzese, ribattezzato Vischio, la neve e l’ansia della popolazione per la presenza dei lupi, che costituivano un pericolo per le greggi, rappresentano il contesto in cui era collocata la figura del luparo, anch’egli affamato come i lupi che cacciava, attratto dalle taglie poste su ogni capo ucciso. La lavorazione del film risentì delle eccezionali condizioni atmosferiche di quell’inverno, nel 1956, ancor oggi ricordato per le eccezionali nevicate, che rese più difficoltose e complicate molte scene.

L’impostazione che Giuseppe De Santis intendeva conferire al film risentì dei contrasti emersi tra il regista e la produzione italo-francese, la quale impose un taglio di circa diciotto minuti, per conferire al film il dinamismo proprio di una pellicola d’azione, tipo western, secondo una logica di taglio squisitamente commerciale. La Titanus operò i tagli che riteneva necessari e De Santis prese le distanze dall’opera, abbandonando la fase del montaggio della pellicola e denunciando sui giornali che non si considerava l’autore del film. Queste vicende, seguite dalla stampa nazionale, ne ritardarono l’uscita nelle sale cinematografiche. La prima proiezione pubblica avvenne a Roma il 2 febbraio 1957. Pur con le tutte vicende che lo condizionarono, il film rimane un capolavoro del cinema italiano e un irripetibile documento sulle sofferte condizioni di vita della nostra gente e sui paesaggi della nostra montagna, che s’inserisce ancor oggi nel secolare immaginario selvaggio e aspro, ma al tempo stesso umano, dell’Abruzzo e della sua gente.

Giuseppe De Santis nasce nel 1917 a Fondi.  Negli anni Trenta, studente iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Roma, presto abbandona gli studi per seguire la sua vocazione cinematografica, dapprima dal 1940 collaborando – con Carlo Lizzani, Gianni Puccini e Antonio Pietrangeli – al quindicinale “Cinema”, contribuendo – come ha scritto Gianni Rondolino in Storia del Cinema, UTET – a farne una “rivista che durante il fascismo riuscì a svolgere, tra le righe, un’opposizione sempre più chiara e significativa alla politica culturale del regime” e nel dopoguerra a rinnovare la cinematografia italiana. Diplomatosi brillantemente nel 1941 presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, frequenta altri giovani fuoriusciti dal fascismo sociale di Giuseppe Bottai (Giaime Pintor, Mario Alicata, Antonello Trombadori e Pietro Ingrao) per entrare nell’antifascismo ed approdare al comunismo. Dopo alcune collaborazioni importanti accanto a registi di valore – come Luchino Visconti in Ossessione (di cui scrisse la sceneggiatura) e Roberto Rossellini in Desiderio - nel 1948 realizza il primo lungometraggio Caccia tragica, dove sia i temi sociali delle lotte contadine che il ritmo del dramma popolare, dà l’avvio al Neorealismo.

Con il successivo film Riso amaro – una storia sulla dura condizione delle mondine, in cui s’intrecciano analisi politica, lotta di classe e vicende private dei protagonisti – De Santis raggiunge maturità e successo, tanto che ottiene, insieme al co-autore Carlo Lizzani, la nomination per l’Oscar come miglior soggetto. Ancora con tematiche sociali, sullo sfondo dei conflitti in una società contadina ancora primitiva, ambienta nel suo paese natale Non c’è pace tra gli ulivi (1950). Seguono Roma ore 11 (1952), ispirato a un fatto di cronaca, e Un marito per Anna Zaccheo (1953), ambientato in una Napoli popolare. Con Giorni d’amore (1954), vincitore del Nastro d’Argento,  e Uomini e lupi (1956) torna ai suoi temi più congeniali. Con La strada lunga un anno (1958), candidato al premio Oscar come miglior film straniero e vincitore del Golden Globe, inizia la sua crisi di regista, tanto che i suoi tre ultimi film – La garçonnière (1960), Italiani brava gente (1964) e Un apprezzato professionista di sicuro avvenire (1972) – non sono minimamente paragonabili ai lavori precedenti. Nel 1995, alla Mostra del Cinema di Venezia, gli viene conferito il Leone d’Oro alla carriera. Giuseppe De Santis muore a Roma nel 1997.

Scrive Gian Piero Brunetta in Cent’anni di cinema italiano, Laterza: “Dei registi del dopoguerra [Giuseppe De Santis] è uno di quelli che sente, come una passione totalizzante, il proprio investimento ideologico, che usa in maniera sperimentale la macchina da presa e si assume grandi rischi ad ogni nuovo film. Regista più dotato di respiro e vocazione al grande racconto epicizzante, De Santis è però anche attento alle vicende individuali, al senso di disperazione e solitudine dei singoli. Fa propria la lezione del cinema sovietico, preoccupato di rispettare i dettami del realismo socialista senza comprimere la propria naturale vocazione narrativa. (…) Tra tutti  i personaggi che possiamo idealmente far rientrare nella colonia dei padri fondatori del nuovo cinema del dopoguerra, per ragioni diverse e mai chiarite fino in fondo, con un’azione centripeta e schiacciante, il sistema produttivo, quello critico e il pubblico, ne decretano l’espulsione senza offrirgli alcuna possibilità di rientrare, condannando la sua forte e generosa voce al silenzio progressivo e all’afasia”.

Forse, al riguardo, la causa è rinvenibile in quanto scrive Massimo Moscati, in Breve storia del cinema (Bompiani): “Giuseppe De Santis assume una posizione radicale: il Neorealismo è nato con l’anno zero, con la Resistenza. Opinione che colloca il movimento in un solco ideologico spesso occultato negli anni successivi. Queste le caratteristiche del neorealismo secondo De Santis: “L’analisi e l’esaltazione del mondo degli umili, dei poveri, gli stessi che hanno fatto la Resistenza in Italia e hanno inferto l’ultimo colpo al fascismo; senza la caduta del fascismo, senza la Resistenza, il Neorealismo non poteva nascere”. Inconfutabilmente De Santis, uno dei registi più dimenticati del Neorealismo, forse per la sua veemente politicizzazione, ricorda quanto sia importante la prospettiva storica, indissociabile dall’impulso creativo del movimento”. Concludendo, per l’Abruzzo resta la soddisfazione d’aver fornito al padre del Neorealismo il contesto ideale,  ambientale e sociale, per girare “Uomini e lupi”, uno dei suoi film capolavoro, ancor oggi icastico documento delle condizioni estreme in cui versava la nostra gente di montagna e dei passi da gigante fatti dalla nostra regione, nei decenni successivi, per affrancarsi dalla povertà e dal sottosviluppo.

Infine, solo un accenno a molti altri registi che hanno scelto l’Abruzzo per ambientare e girare i loro film. Per brevità, cito solo i più noti e famosi: Ai piedi della montagna di Peter Del Monte (2002), Amici miei atto II di Mario Monicelli (1982), Autostop rosso sangue di Pasquale Festa Campanile (1970), Lo chiamavano Trinità di E.B. Clucher (1970), Fontamara di Carlo Lizzani (1980), Francesco di Liliana Cavani (1989), Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini (1976), Il nome della rosa di Jean Jacqes Annaud (1986), Il posto dell’anima di Riccardo Milani (2002), Il sole anche di notte di Paolo e Vittorio Taviani (1990), Il viaggio della sposa di Sergio Rubini (1997), King David di Bruce Beresford (1985), L’Angelo e il Cacciatore di Giancarlo Planta (2003), L’armata ritorna di Giancarlo Tovoli (1983), L’Orizzonte degli Eventi di Daniele Vicari (2004), Lady Hawke di Richard Donner (1985), La guerra degli Antò di Riccardo Milani (1999), La strada di Federico Fellini (1954), Liberi di Gianluca Tavarelli (2003), Milarepa di Liliana Cavani (1974), Pane e Tulipani di Silvio Soldini (2003), Parenti serpenti di Mario Monicelli (1993), Serafino di Pietro Germi (1968), Straziami, ma di baci saziami di Dino Risi (1968), Una pura formalità di Giuseppe Tornatore (1993), Via Paradiso di Luciano Odorisio (1988), Yado di Richard Fleischer (1985), Così è la vita di Aldo, Giovanni e Giacomo (1998). Questa sintesi delle pellicole girate sul territorio abruzzese vuole solo segnalare la forte prelazione dell’industria cinematografica mondiale per l’Abruzzo, specie interno e montano, dove trova paesaggi ed ambienti naturali e selvaggi, borghi e luoghi di grande suggestione, che fanno della regione un ideale set dove girare il grande cinema.

UOMINI E LUPI (1957)

Interpreti: Silvana Mangano (Teresa), Yves Montand (Ricuccio), Pedro Armendariz (Giovanni), Irene Cefaro (Bianca), Guido Celano (don Pietro), Euro Teodori (Amerigo), Giulio Calì (Nazareno), Giovanni Matta (Pasqualino). Regista: Giuseppe De Santis; Soggetto: Giuseppe De Santis, Tonino Guerra, Elio Petri;  Fotografia: Piero Portalupi; Musiche, Mario Nascimbene; Titanus-Trionfalcine.



Abruzzo. DAL VENEZUELA VACANZE-STUDIO IN ABRUZZO PER 10 GIOVANI BELLEZZE DI DISCENDENZA ABRUZZESE

Postato da admin Il 3 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO
Gentile direttore,
se può essere d’interesse, giro volentieri questa nota della collega Germana Pieri (L’ITALO, Maracaibo) sull’imminente viaggio-studio in Abruzzo di un gruppo di giovani venezuelane di discendenza abruzzese, organizzato con il sostegno del Consiglio Regionale d’Abruzzo.
Con viva cordialità
Goffredo Palmerini

DAL VENEZUELA VACANZE-STUDIO IN ABRUZZO PER 10 GIOVANI BELLEZZE DI DISCENDENZA ABRUZZESE

Sono le partecipanti al Primo concorso “Miss Abruzzo in Venezuela”, nel novembre 2009

Domenica 5 settembre parte per l’Italia, direzione Abruzzo, volo diretto Alitalia, il gruppo di dieci giovani bellezze che hanno partecipato all’elezione di Miss Abruzzo in Venezuela 2009, organizzato lo scorso novembre presso il Centro Italo-Venezuelano di Caracas dalla Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Venezuela, in occasione della Prima Settimana Abruzzese. Una manifestazione di grande successo che si ripeterá anche quest’anno nella Cittá di San Cristobal, dal 24 al 27 novembre prossimi.

Per la Prima Settimana Abruzzese ci fu la visita ufficiale del Presidente del Consiglio Regionale, dr. Nazario Pagano, e di una distinta delegazione al seguito. La Settimana Abruzzese aveva come obiettivo principale incontri con i corregionali e importanti appuntamenti istituzionali con rappresentanti del Governo venezuelano, grazie anche alla prestigiosa collaborazione dell’Ambasciata d’Italia in Caracas.

Proprio durante l’evento di Miss Abruzzo, il Presidente Pagano aveva promesso alle giovani – tutte universitarie con brillanti risultati negli studi e impegnate nelle Associazioni - una vacanza-studio per migliorare l’italiano e per conoscere la storia, gli usi e costumi della terra dei loro genitori. Ora la promessa è diventata realtá. In un comunicato inviato al Presidente della Federazione, il Presidente Pagano, facendo onore al suo impegno, si dichiarava disponibile ad offrire, a nome del Consiglio Regionale, una vacanza-studio della durata di due settimane a tutte e dieci le giovani, in rappresentanza delle dieci Associazioni appartenenti alla Federazione. Un evento importante che dimostra l’interesse del Presidente Pagano verso i corregionalli all’estero e che risveglia l’affetto delle nuove generazioni verso la propria terra d’origine.

Determinante l’intervento ed il coordinamento del giovane Consigliere del Cram Johnny Margiotta, che insieme al dinamico dirigente della Segretaria della Presidenza del Consiglio Regionale, dr. Guido D’Urbano, hanno curato nei minimi dettagli l’organizzazione dell’evento. Il Consiglio Regionale ospiterà le ragazze presso le strutture d’un rinomato albergo di Montesilvano e metterà a loro disposizione sin dall’arrivo a Fiumicino un pullmino per i trasporti durante la durata dello stage. Il giovane Margiotta accompagnerà le ragazze nelle due settimane che si apprestano a vivere con questa nuova ed istruttiva esperienza in Abruzzo.

Lo stage prevede corsi di lingua italiana e abruzzesistica. Il gruppo sarà ricevuto in Consiglio Regionale; visiterà l’Aquila, ancora affascinante per i suoi monumenti pur se gravemente feriti dal terremoto e non mancheranno visite guidate ai luoghi più interessanti della regione ed ai paesi di origine dei loro progenitori. Per alcune di loro, si tratterà di un’esperienza indimenticabile, non avendo mai avuto l’opportunità di visitare l’Abruzzo. Per tutte sarà un’occasione straordinaria per ‘vivere’ l’Abruzzo odierno ed allacciare ancor più legami con la propria Regione.

La Federazione delle Associazioni Abruzzesi esprime viva soddisfazione e riconoscenza al Presidente Pagano per questa sua manifestazione di affetto verso i corregionali in Venezuela, contribuendo così a coltivare nelle nuove generazioni il sentimento di appartenenza alla propria terra d’origine.

Germana Pieri - L’ITALO, Maracaibo, Venezuela

Montorio al Vomano. IAN PAICE storico batterista dei Deep Purple al “Montorio in Festival”

Postato da admin Il 2 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO

IAN PAICE storico batterista dei Deep Purple al “Montorio in Festival”

Domenica 5 settembre

Sono sei i gruppi finalisti della terza edizione del concorso “Montorio in Festival”, in programma a Montorio al Vomano (Te) nello scenografico sito della Fonte Vecchia. La manifestazione canora, promossa dall’Associazione Magna Corda che elabora e promuove progetti per la formazione permanente del pubblico tramite la fruizione e produzione di cultura, si rivolge ai gruppi musicali meno conosciuti che troppo spesso non trovano spazio nei circuiti dediti alla musica dal vivo ma che producono e crescono in maniera autonoma e distaccata dalla realtà locale.

Al concorso aperto a tutte le band emergenti, unico requisito quello di avere almeno due brani originali su un totale di tre pezzi da presentare, hanno partecipato ben quindici gruppi. Quest’anno la gara prevede due categorie distinte su base anagrafica: OVER 21 e UNDER 21. Al primo classificato, per ogni categoria, verrà data la possibilità di registrare un cd audio presso la CINIK Records srl di Roma. Inoltre sono previsti altri premi per i secondi e terzi classificati, nonché premi speciali della giuria.

Domenica 5 settembre, serata finale del concorso, è prevista la partecipazione come presidente onorario di giuria dello storico batterista dei Deep Purple, IAN PAICE, che terrà nel  pomeriggio una clinic (lezione – seminario) e, successivamente alla proclamazione dei vincitori del concorso, si esibirà in un concerto, spostato per questioni logistiche e di spazio in largo Tom Di Paolontonio, accompagnato da una band di artisti locali. La band, i Big Deep Stone, sarà capitanata dal bassista Marco Di Natale; con lui sul palco il chitarrista Ricky Portera, già noto con gli Stadio e Lucio Dalla, l’hammond di Fabrizio Ginoble, il chitarrista Cristiano Vetuschi e la voce di Adamo Troiani.

Eventuali informazioni sul sito web dell’associazione <www.magnacorda.it>.

Contatti: email <magnacorda@gmail.com>, skype magnacorda, o telefono 345.5783479.

Tocco in estate, domani si conclude il cartellone di eventi

Postato da admin Il 2 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO

Tocco in estate, domani si conclude il cartellone di eventi

Si conclude domani venerdì 3 settembre con la tappa toccolana del “Landscapes Tour” l’edizione 2010 di “Tocco in estate”. L’appuntamento musicale con “MadCap and the bloody frog”, alias Enrico Bottiglione e Nadia Miriello, è alle 21,30  nel centro storico in via Filomusi.

Il chitarrista e compositore pescarese Enrico Bottiglione “MadCap” proporrà una selezione dei brani contenuti nell’album “Landscapes” (Paesaggi), uscito il 21 marzo scorso, alcuni sui cavalli di battaglia e qualche composizione inedita. Suona in “finger style”, tecnica del “pizzicare con le dita” le corde, approfondita sotto l’egida di maestri quali Pierre Bensusan e Paolo Giordano.

Lo accompagneranno nell’esecuzione oltre 200 fotografie della giornalista teatina Nadia Miriello “The Bloody Frog”: sua la proiezione “My colored micro-macro landscapes” che porta gli spettatori in un colorato viaggio immaginario tra natura, luoghi vicini e lontani, culture altre, arte e musica.

L’ingresso è libero. In caso di pioggia l’appuntamento si terrà all’interno del Teatro Michetti.

Per saperne di più:

http://madcapandthebloodyfrog.blogspot.com/

Silvi. BANDO DI CONCORSO PER LA V RASSEGNA TEATRALE PREMIO KURSAAL

Postato da admin Il 2 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO

BANDO DI CONCORSO

PER LA V RASSEGNA TEATRALE PREMIO KURSAAL

Tutte le compagnie abruzzesi possono partecipare. Iscrizioni fino al 7 settembre

SILVI – L’amministrazione comunale di Silvi ha indetto il nuovo bando di concorso per la partecipazione alla Rassegna di Teatro Dialettale – “Città di Silvi Premio Kursaal”, giunta alla quinta edizione, indirizzata ad associazioni e compagnie teatrali. “Dopo il grande successo delle prime quattro edizioni Silvi continua a volgere la sua attenzione sulla cultura teatrale e dialettale” è il commento dell’assessore alla cultura Luciana Di Marco. L’ultima edizione fu segnata dalla partecipazione del primo cittadino di Silvi, Gaetano Vallescura, alla rappresentazione “La Matresse”, in concorso al Premio Kursaal, che in seguito ha seguito anche un piccolo tour regionale segnato da un buon successo. Il concorso per la rassegna teatrale di Silvi è aperto alla partecipazione di gruppi teatrali non professionisti operanti nel territorio abruzzese. I testi (ogni compagnia può iscrivere più di un opera) possono essere in lingua italiana e o in abruzzese. Quelli in abruzzese dovranno essere rappresentati in maniera comprensibile, pur mantenendo la cadenza dialettale. Non sono ammessi i monologhi, i collage, gli spettacoli mimici, i musical. La domanda di partecipazione  va recapitata a mano, a mezzo servizio postale o corriere e dovrà pervenire all’Ufficio protocollo del Comune,  entro e non oltre il 7 settembre 2010 salvo eventuale proroga che verrà comunicata sul sito internet www.comune.silvi.te.it del Comune di Silvi, Servizio Cultura, in Via Garibaldi  n. 16. Saranno ammesse alla rassegna dodici compagnie scelte fra le iscritte e ognuna sarà compensata di un importo di mille euro. Sono previsti 6 premi che verranno assegnati a fine rassegna da una giuria esperta.

ABRUZZO. Al via la XVI mostra-concorso di pittura, scultura e fotografia “Augusto Rocchi” L’11 e il 12 settembre saranno proclamati i vincitori scelti tra i circa 100 partecipanti.

Postato da admin Il 2 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO

Al via la XVI mostra-concorso di pittura, scultura e fotografia “Augusto Rocchi”

L’11 e il 12 settembre saranno proclamati i vincitori scelti tra i circa 100 partecipanti.

Sarà visitabile fino al 12 settembre presso la casa natale di Gabriele d’Annunzio la XVI Mostra d’arte organizzata dall’Intercral Abruzzo e dedicata alla memoria di Augusto Rocchi, che quest’anno è intitolata «L’arte nella casa di Gabriele d’Annunzio».

Alla mostra-concorso inaugurata ieri, primo settembre, hanno partecipato circa 100 associati all’Intercral provenienti da tutto l’Abruzzo, per un totale di oltre 130 opere divise tra pittura, fotografia e, per la prima volta, scultura. Circa trenta quadri, realizzati prevalentemente ad olio e in tecnica mista, ed oltre 100 foto concorreranno quest’anno alle due sezioni storiche del concorso, mentre 7 sono le opere, in rame, legno e terracotta, ad aver onorato la prima edizione della sezione scultura, annoverando nomi come Ernesto David, le sorelle Assunta e Novelia Marinozzi, Mario Scarano e Sebastiano Nervegna.

«Abbiamo consigliato a chi ha presentato opere realizzate per l’occasione di concentrarsi su tematiche dannunziani o pescaresi – spiega il pittore Angelo Verratti, curatore della mostra – Il risultato è andato oltre le aspettative, sia nella quantità sia nella qualità: abbiamo paesaggi adriatici, scorci dannunziani come l’eremo di San Vito e un profilo del Vate, così come immagini del Ponte del Mare di Pescara. Ma non mancano paesaggi dell’entroterra, come una prospettiva di Santo Stefano di Sessanio».

«Questa iniziativa è ormai un appuntamento fisso e immancabile con i nostri associati, a testimonianza della fervida attività associativa che caratterizza l’Intercral Abruzzo», è il commento del presidente Davide Pace.

La mostra è visitabile ogni giorno gratuitamente dalle 9 alle 13 e dalle17 alle 22.

I vincitori della sezione fotografia saranno proclamati l’11 settembre alle 19 e i vincitori delle sezioni pittura e scultura saranno il 12. Le votazioni saranno effettuate da una giuria tecnica e da una giuria popolare.

Teramo. Si comunica che gli esami di ammissione per l’anno accademico 2010/11, relativi ai nuovi corsi di Formazione di Base o pre-accademica, al Diploma ordinamentale di I livello e al Diploma sperimentale di II livello, avranno inizio a partire dal giorno 11 ottobre 2010.

Postato da admin Il 2 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO
Si comunica che gli esami di ammissione per l’anno accademico 2010/11, relativi ai nuovi corsi di Formazione di Base o pre-accademica, al Diploma ordinamentale di I livello e al Diploma sperimentale di II livello, avranno inizio a partire dal giorno 11 ottobre 2010.
I relativi calendari saranno pubblicati entro il giorno 20 settembre.
Per ulteriori informazioni è possibile chiamare l’Ufficio di Segreteria dell’Istituto tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12 o consultare il sito internet www.istitutobraga.it.
Le informazioni dettagliate sull’articolazione dei nuovi corsi di Base sono consultabili all’indirizzo http://www.istitutobraga.it/CorsiDiBase/Progetto.htm

Il Direttore M° Antonio Castagna

Giulianova. Le news di Annarita Petrino

Postato da admin Il 2 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO

Messaggio del 2 settembre 2010 ( Mirjana )

Cari figli, sono accanto a voi perché desidero aiutarvi a superare le prove che questo tempo di purificazione mette davanti a voi. Figli miei, una di esse è il non perdonare e il non chiedere perdono. Ogni peccato offende l’amore e vi allontana da esso – l’amore è mio Figlio! Perciò, figli miei, se desiderate camminare con me verso la pace dell’amore di Dio, dovete imparare a perdonare ed a chiedere perdono. Vi ringrazio.

Carissimi, trovo questi consigli che la Madonna ci ha dato oggi “energicamente” materni. Con parole molto semplici ci spiega che, essendo Gesù l’amore stesso, ogni più piccola azione che ci allontana dall’amore, che lo nega, lo ferisce, lo calpesta, al tempo stesso ci allontana, nega, ferisce e calpesta lo stesso Gesù. Il perdono è forse l’atto d’amore che richiede più coraggio e più dimenticanza di se stessi, del proprio orgoglio, per questo è un’azione molto difficile. Eppure, dobbiamo provarci. È proprio come dice la Madonna, dobbiamo imparare a perdonare, perché non è una cosa innata o facile. La dobbiamo imparare e la dobbiamo imparare da Lei. Quanto al chiedere perdono, penso sia doveroso non solo nei confronti delle persone ma di Dio stesso. Il sacramento della confessione è bellissimo, ma anche questo molto difficile da apprezzare in tutta la sua potenza.

Ave Maria

Nel caso non foste interessati più a ricevere queste informazioni, inviate una mail in risposta a questa con scritto CANCELLAMI. Grazie

Annarita Petrino
www.mooncity.it

“Allora ho voluto far abitare la mia anima in Cielo, perché guardasse le cose della terra solo da lontano.”
Teresa di Lisieux

“Ti stimo collaboratrice di Dio stesso e sostegno delle membra vacillanti del suo ineffabile corpo”
Santa Chiara D’Assisi


Pronto, Marte?… Chiama terra!… Intervista “fantasmica” con lo scienziato Gaetano Di Achille

Postato da admin Il 2 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO

Chieti, 2 Settembre ‘10, Gio , S. Stefano - Anno XXXI n. 339 – www.abruzzopress.infoabruzzopress@yahoo.it – Tr. n. 1/81


Agenzia ABRUZZOpress >>> InterNational


Servizio Stampa - CF 93030590694 – Tel. 0871 63210 – Fax 0871 404798 – Cell. 333. 2577547 - Dir. Resp. Marino Solfanelli


ApFantasy



Pronto, Marte?… Chiama terra!…

Intervista “fantasmica” con lo scienziato Gaetano Di Achille

di Lino Manocchia e Ludovico Raimondi

Il 14 ottobre del 2024, sei astronauti lasceranno l’International Space Station per intraprendere un volo di 120 giorni che li condurrà sul misterioso pianeta Marte. All’arrivo avverrà un “rendez vous” con un “cargo modul” che trasporta il “living  quarter” degli astronauti, e quindi atterreranno su  Marte. Questo se il  gigantesco progetto della NASA-ESA (European Space Agency diverrà una realtà vittoriosa dell’uomo,  tutt’ora  preso nella morsa dei  dubbi e delle incertezze.

Ai giornalisti abruzzesi Lino Manocchia e Ludovico Raimondi è sorta l’idea di una “Intervista spaziale fantasmica” con l’illustre e giovane scienziato – loro corregionale di Montorio al Vomano, Teramo – Dott. Gaetano Di Achille (foto), profondo studioso, con altri colleghi, del pianeta Marte, supponendo che l’intervistato si trovi sul  luogo, dopo aver condotto  in precedenza importanti ricerche nell’Università del Colorado.


…”Pronto?… TERRA chiama MARTE ”

Ben trovato dottor Gaetano Di Achille, ci scusiamo per il disturbo che apportiamo alle sue impor-tanti ricerche. Vorremmo rivolgerle alcune domande, forse le più astruse. Possiamo?

Lei ha compiuto senza dubbio il viaggio più lungo della sua vita. Stanco?

«Abbastanza direi, questi sei mesi mi sono sembrati infiniti… In genere mi diverto molto in viaggio, distratto dal paesaggio circostante ma questa volta dagli oblò non si vedeva granché: ogni tanto i lontani Giove e Saturno, ogni tanto il pallino blu della nostra Terra ed un po’ più spesso qualche roccia vagante (piccole meteore ed asteroidi), per fortuna lontane abbastanza da evitare collisioni.»


L’atmosfera di Marte assale spesso la noia?

«Beh, quando finiamo le nostre analisi geologiche all’aperto e rientriamo alla base non c’è molto da fare, ma siamo anche molto stanchi e quindi dopo una cena veloce ed aver comunicato un po’ con la Terra ci ritiriamo nei nostri alloggi a riposare per il giorno successivo.»

Cosa la colpisce maggiormente del Pianeta rosso?

«Il silenzio e la solitudine. E’ proprio come lo immaginavo. Tranne qualche folata di vento ogni tanto, tutto tace. Ci siamo solo noi ad interrompere la monotonia marziana con i nostri strumenti e i rumori.»

È stato accertato che l’uomo non potrebbe sopravvive su Marte?


«Certamente, non possiamo stare all’aperto senza tuta e bombole. Dobbiamo indossare delle tute speciali, pesantissime tra l’altro, ed usare bombole d’ossigeno che ricarichiamo ogni sera alla base. L’atmosfera di Marte non ha ossigeno a sufficienza per noi umani e fa molto freddo, quindi abbiamo bisogno della tuta riscaldata e delle bombole. Le batterie della tuta le ricarichiamo con le cellule fotovoltaiche integrate nella tuta mentre l’ossigeno lo ricarichiamo la sera alla base ricavandolo dal ghiaccio che si trova a poche decine di metri di profondità sotto la nostra base.»

Lei è proprio convinto che non si incontrerebbero esseri eterei sul misterioso pianeta che sta tutt’ora studiando?

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ABRUZZOpress – N. 339 del 2 settembre ’10 Pag 2

«Sicurissimo. Solo quei simpaticoni dei miei colleghi ogni tanto si nascondono dietro massi travestendosi con delle lenzuola verdi e le antenne in testa per farmi degli scherzi.»

Spera o teme che su Marte si possa trovare anche il petrolio?

«Sarebbe un’eventualità da temere, visto quello che facciamo sulla Terra per accaparrarci il petrolio (inquinamento, guerre, etc. etc.). Ma per fortuna non c’è da temere. Qui su Marte non c’è alcun interesse economico, l’unica cosa che ci spinge a studiarlo è la conoscenza.»

A fine giugno sono stati avvistati oggetti misteriosi nel nostro cielo, crede che i “marziani” non scendano perché sanno già di che pasta sono gli umani?

«Ah ah! bella questa! Ripeto che marziani non ce ne sono. O forse avete ragione voi: si nascondono da noi perché ci hanno osservato abbastanza per decidere di starsene alla larga.»

In base alla sua ricerca, è possibile ipotizzare che su Marte vi sia stata una civiltà, più o meno avanzata sul modello della Terra?

«Eravamo gia certi di questo, prima di arrivare qui, in base a decenni di studi da remoto: non ci sono mai stati organismi di forma complessa e quindi civiltà su Marte. Solo forme di vita semplici a livello di micro-organismi che ci sono tutt’ora e che riusciamo a vedere solo con i nostri microscopi.»

Durante questo Suo… ”soggiorno” spaziale  ha scoperto un angolo dell’immen-so  Pianeta che Le ricorda il GranSasso?


«Non direi, la nostra Terra è davvero speciale: il verde, il blu, il bianco delle nuvole. Marte comunque, sebbene io preferisca il nostro pianeta, è davvero esotico, tutto rosso e secco. E poi ci sono tantissimi vulcani tra cui il più grande conosciuto del sistema solare: il Mons Olympus.»

Essere un ricercatore emigrante fa rabbia o senso di rivincita?


«Direi nessuna delle due cose. Fa parte del percorso di un ricercatore di visitare vari laboratori e strutture di ricerca in giro per il mondo. Altrimenti non sarei finito fino qui su Marte a fare le mie indagini.»

La  fede in Dio prescinde dalla Scienza o viceversa?

«Penso che la fede sia incompatibile con la scienza. La fede presuppone di credere senza porsi alcuna domanda, ma fidarsi appunto a priori. La scienza invece è l’esatto contrario: non dà nulla per scontato. La scienza ha lo scopo di porsi sempre nuove domande e capire i fenomeni, studiarli, capirne le cause, verificare le teorie e i risultati e che questi siano ripetibili.»

Se dovesse identificare Marte in un personaggio odierno, in chi lo identificherebbe?

«Preferisco non rispondere a questa domanda.»

La soddisfazione per la Sua scoperta e l’inevitabile orgoglio per la fama che ne è conseguita in che misura possono essere paragonati alla gioia di avere Margherita, la sua bellissima bambina?


«Neanche lontanamente è pensabile un paragone. La nascita di Margherita è stata senz’altro la gioia più grande della mia vita. Vederla crescere ogni giorno, poi, seppure attraverso le immagini in questo periodo di lontananza, rende tutto più speciale. Mi manca tanto quassù, in queste lande desolate. Non vedo l’ora che arrivi il cargo che ci riporterà sulla Terra per poterla abbracciare e darle tanti bacetti.»

Il collegamento con Di Achille è scaduto. Grazie e arrivederci.

Si torna alla realtà. Presto ci ritroveremo a gustare un buon bicchiere di puro abruzzese  insieme allo  scienziato, il quale in autunno si porterà ad Amsterdam onde proseguire i lavori e gli studi su Marte.


Prima di allora Di Achille conta di godersi le calde giornate estive alle falde del Gran Sasso, lontano dal  “tran tran” della metropoli, insieme alla gentile consorte e alla diletta Margherita la quale, chissà, un giorno dirà alle amiche: ”Anche mio padre scienziato atterrò su Marte… e tornò a casa…”.

Lino Manocchia e Ludovico Raimondi (Foto NASA)

New York: Londra: Milano:

Lino Manocchia, Linoman98@aol.com Emiliana Marcuccilli, emilianamarcuccilli@libero.it Alessandra Nigro alessandra.nigro@gmail.com

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San Benedetto del Tronto (AP). Selezionati i finalisti del 1°Festival italiano dei Quotidiani On Line Locali

Postato da admin Il 2 settembre 2010 LASCIA UN COMMENTO

Selezionati i finalisti del 1°Festival italiano dei Quotidiani On Line Locali

SAN BENEDETTO – Il direttore artistico Giannetto Rosetti (Presidente dell’Ordine dei giornalisti Regione Marche) ed il suo staff hanno terminato di selezionare i quotidiani on-line iscritti al QOLLfestival edizione 2010, il 1°Festival italiano dei Quotidiani On Line Locali, e i finalisti sono stati finalmente decisi.

È stato un lavoro difficile, considerando l’ottimo livello dei partecipanti e la rispondenza che tutti i quotidiani on-line visionati hanno dimostrato nell’ottemperare alla funzione di informare i cittadini del proprio territorio di riferimento nel migliore dei modi.

Come già era avvenuto per l’invio della richiesta di partecipazione è stato il Sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari (nella foto), a spedire ai concorrenti la e-mail con la quale sono stati informati del loro accesso alle fasi finali del QOLLfestival.

«L’elenco dei giornali selezionati – dice Luigi Cava, presidente dell’associazione I.P.I. organizzatrice dell’evento – è possibile consultarlo sul sito www.qollfestival.it. Saranno rappresentate dodici regioni italiane, dalla Val D’Aosta alla Sicilia l’Italia dei quotidiani on line locali si incontrerà per mostrare la voce dei propri territori. Definirei encomiabile il lavoro svolto dal direttore artistico e dal suo staff composto dal tecnico informatico Stefano Virgulti, dal coordinatore Alessandro Civardi e dalla giornalista Silvia Del Gran Mastro, per il lavoro certosino svolto con cura ed attenzione nella valutazione».

Ricordiamo che la due giorni del festival, che si svolgerà il 7 e 8 ottobre 2010 a San Benedetto del Tronto è aperta a tutti, le testate finaliste saranno ospiti dell’organizzazione ma «noi invitiamo a partecipare chiunque ne abbia voglia – dice il presidente dell’IIRIS Camillo Di Monte – perché sarà un momento importante per l’approfondimento di quella informazione online che ormai da qualche anno sta prepotentemente imponendosi all’attenzione del cittadino. Ci ha fatto enorme piacere apprendere che alcune testate si sono organizzate per essere presenti a prescindere dalla possibilità di essere premiate».

San Benedetto del Tronto, 2 settembre 2010

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