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Dopo Celestino V, è di Francesco il dono più grande a L’Aquila. Il 28 agosto sarà il Papa ad aprire la Porta Santa di Collemaggio per la Perdonanza n. 728

L’Aquila, Santa Maria di Collemaggio FOTO ARCHIVIO

 

di Goffredo Palmerini

 

 

L’AQUILA – Avrebbe mai immaginato Pietro Angelerio, l’umile e tenace monaco benedettino poi eremita sui monti della Majella e del Morrone, eletto al soglio pontificio il 5 luglio 1294, che il primo Giubileo della cristianità da lui concesso in dono all’umanità quel 29 agosto a L’Aquila,dallaBasilica di Santa Maria di Collemaggiodove fu incoronato, che dopo 728 anni un suo successore, Papa Francesco, avrebbe aperto la Porta Santa per la Perdonanza che egli stesso aveva istituito?

 

E avrebbe mai potuto immaginare, egli Celestino V, diventato papa in un tempo tra i più tormentati della storia e con i vertici della Chiesa viziati da lotte intestine e dai guasti del potere temporale, mentre la cristianità era stata profeticamente richiamata alla povertà e all’umiltà da Francesco d’Assisi ed attendeva l’era dello Spirito Santo già vaticinata dall’abate calabreseGioacchino da Fiore, avrebbe dunque Celestino potuto immaginare che dopo sette secoli un suo successore,ponteficein un periodo della storia altrettanto tormentato, sarebbe venuto a L’Aquilaper rilanciare l’universale messaggio di perdono, di riconciliazione e di pace della sua Perdonanza?

 

E ancora, avrebbe mai potuto immaginare Celestino V che il suo gesto rivoluzionario delle dimissioni, con la rinuncia alla tiara resa a Napoli il 13 dicembre 1294 dopo appena quattro mesi di pontificato, gli avrebbe comportato ad opera del successore Bonifacio VIIItutte le conseguenze subìte e persino la restrizione nella cella di Fumone, fino alla morte il 19 maggio 1296, e per sette secoli una forma di imbarazzata “rimozione” del suo profetico pontificato, pur di fronte alla santità,accertata e riconosciuta per ben due volte in due distinti processi canonici, nel 1313 come confessore e nel 1668 come papa, avrebbe dunque potuto immaginare che quattro suoi grandi successori –Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco – avrebbero invece celebrato il coraggio eroico delle sue dimissionidal soglio di Pietro?

 

E Celestino avrebbe potuto lontanamente immaginare che Benedetto XVI, venuto a L’Aquila all’indomani del terribile sisma che aveva semidistrutto la città e la basilica di Collemaggio, il 28 aprile 2009 aperta la Porta Santa si sarebbe soffermato in raccoglimento proprio davanti all’urna che contiene le sue spogliedeponendovi sopra il pallio, un omaggio straordinario alla sua santità e all’eroismo delle sue dimissioni, come ancora una volta papa Ratzingerribadì con nettezza il 4 luglio 2010 in visita pastorale a Sulmona, poco prima che egli stesso, nel febbraio 2013, assumesse l’identica scelta di dimettersi?

 

E avrebbe mai Celestino potuto immaginare che nella Divina Commediaun verso del III canto dell’Inferno – «Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto»– l’avrebbe come una damnatio memoriaeper secoli perseguitato, mentre non è assolutamente dato per certo che il Sommo Poeta a Lui si riferisse, non potendo essere che proprio a Dante, massimo creatore della lingua italiana,sfuggisse la differenza tra i termini “rinuncia” e “rifiuto”? Quel rifiuto che invece il Cardinale Matteo Rosso Orsini, nel conclave del dicembre 1294, aveva espresso ai cardinaliper ben due volte dopo la sua elezione, spianando così la strada aBenedetto Caetani eletto papa il 24 dicembre con il nome di Bonifacio VIII.

 

E inoltre Celestino V avrebbe mai potuto immaginare che a riconoscere la sua eroica santità e il profondo valore spirituale insito nella sua Perdonanza – del perdono ricevuto e dato, della riconciliazione con Dio e con i fratelli, della pace tra popoli -, sarebbe stato anche un grande scrittore abruzzese, Ignazio Silone, “un cristiano senza chiesa” che a Lui avrebbe dedicato un’intensa opera letteraria e teatrale qual è “L’avventura di un povero cristiano”? E che valenti studiosi e storici del XX secolo – quali Raoul Manselli, Edith Pasztor, Peter Herde e tanti altri ancora – lo avrebbero finalmente sottratto da un superficiale quanto iniquo giudizio di uomo incolto e succubo, restituendogli la giusta dimensione nella storia della cristianità e nella spiritualità del suo tempo?

 

Ebbene, mentre queste paradossali e velleitarie domande richiamano alla mente la straordinaria esistenza di Pietro del Morrone, umile monaco e poi eremita che in appena qualche decennio era riuscito a costituire un ordine monastico secondo la regola di San Benedetto, a farlo riconoscere e poi persino a farlo confermare da Gregorio X nel secondo Concilio di Lione, dov’Egli s’era recato nel 1274 a perorarne la causa, quindi a diffonderlo con la realizzazione di numerosi monasteri e abbazie, riflettiamo su quali gesti profetici Egli compì per la cristianità, una voltadiventato papa Celestino V, per soli cinque mesi fino alle sue dimissioni: in primis l’istituzione della Perdonanza, il Giubileo di un giorno – dai Vespri del 28 agosto a quelli del 29, di ogni anno -, il primo della storia. E ci soffermiamo sull’emozione e sulla gioia con cuiL’Aquila si sta preparando all’eccezionale visita pastorale di Papa Francesco,che il 28 agosto verrà ad aprire la Porta Santa al mondo per la Perdonanza numero 728.

 

Il desiderio di veder aprire la Porta Santa dal Papa, lungamente coltivato dagli Aquilani che hanno il privilegio di custodire, attraverso la Municipalità, la Bolla della Perdonanza emessa da Celestino V il 29 settembre 1294, è stato sostenuto con l’accorto assiduo accompagnamento dell’istanza in Vaticano dalCardinaleArcivescovo Giuseppe Petrocchi. Ed ha trovato accoglienza in Papa Francesco, che il 4 giugno scorso ha dato conferma attraversola lettera ufficiale diramata dalla Sala Stampa Vaticana, con la quale è stato reso noto il programma dettagliato della visita pastorale, e con l’annuncio dato dallo stesso Card. Petrocchi. «Comunico, con immensa gioia, che il Santo Padre ha confermato la Sua Visita all’Aquila, il 28 agosto, in occasione della Celebrazione della Perdonanza. Questa scelta – ha annotato l’Arcivescovo Card. Petrocchirappresenta un gesto di predilezione verso la nostra Chiesa e la nostra Città, ancora più prezioso se si tiene conto dei Suoi pressanti impegni pastorali e di alcuni dolorosi problemi di salute. Dopo la istituzione della Perdonanza, decretata da Celestino V, Papa Francesco è il primo Pontefice che, dopo 728 anni, apre la Porta Santa. L’attesa fedele e tenace degli Aquilani, che si è prolungata nei secoli, approda felicemente al suo compimento. La presenza del successore di Pietro conferirà, a questo evento, una portata planetaria: la Porta Santa della Perdonanza verrà aperta non solo ai pellegrini che accorreranno numerosi, ma sarà spalancata sul mondo intero. Speriamo che tutti i Popoli, specie quelli lacerati da conflitti e da divisioni interne, possano varcarla, idealmente, e ritrovare le vie della solidarietà e pace. […] A nome della nostra gente – crocifissa da tre sismi devastanti e dalla calamità pandemica – esprimo un grazie, a cuore pieno, a Papa Francesco: che ancora una volta testimonia, nei nostri confronti, la compassione e la tenerezza di un Papa-Papà. […]».

 

Nel dettaglio questo il programma della visita pastorale. Papa Francesco arriverà il 28 agosto a L’Aquilain elicottero, atterrando alle 8:45 sul prato dello stadio Gran Sasso d’Italia. In auto il trasferimento a Piazza Duomo, dove sarà ad attenderlo l’Arcivescovo Card. Petrocchi, il Presidente della Regione Marco Marsilio, il Prefetto dell’Aquila Cinzia Torraco, il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Accompagnato dal Card. Petrocchi, il Papa entrerà in forma privata nella Cattedrale, massacrata dal sisma del 6 aprile 2009 e la cui ricostruzione dovrebbe finalmente partire tra alcune settimane. Alle 9:15, dal sagrato del Duomo il Santo Padre rivolgerà un saluto ai familiari delle 309 vittime del terremoto, alle autorità e ai cittadini presenti. Quindi, in papamobile, si trasferirà tra due ali di cittadini e fedeli alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Sul piazzale antistante la basilica ci sarà l’altare dove Papa Francesco, alle ore 10:00, presiederà la Celebrazione eucaristica, terrà l’Omelia e poi l’Angelus in mondovisione, cui seguirà il rito di apertura della Porta Santa. Alle 12:30 il Santo Padre si congederà e in auto raggiungerà lo stadio Gran Sasso dove l’attende l’elicottero per far rientro in Vaticano, con arrivo alle 13:15.La visita apostolica di Papa Francesco “rivoluzionerà” in parte i tempi e il protocollo dell’antico rituale del 28 agosto. Anzitutto i tempi, che vedono nella tradizione secolare l’apertura della Porta Santa dai vespri del 28 agosto a quelli del giorno successivo, festività di San Giovanni Battista. Intanto, questo il testo integrale della Bolla, nella traduzione dal latino fatta dallo storico Alessandro Clementi.

 

«Celestino Vescovo servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che prenderanno visione di questa lettera, salute e apostolica benedizione. Tra le feste solenni che ricordano i santi è da annoverare tra le più importanti quella di San Giovanni Battista in quanto questi, pur provenendo dal grembo di una madre sterile per vecchiezza, tuttavia fu ricolmo di virtù e fonte abbondante di sacri doni, fu voce degli Apostoli, avendo concluso il ciclo dei profeti, ed annunziò la presenza di Cristo in terra mediante l’annuncio del Verbo e miracolose indicazioni, annunziò quel Cristo che fu luce nella nebbia del mondo e delle tenebre dell’ignoranza che avvolgevano la terra, per cui per il Battista seguì il glorioso martirio, misteriosamente imposto dall’arbitrio di una donna impudica in virtù del compito affidatole. Noi, che nel giorno della decollazione di San Giovanni, nella chiesa benedettina di Santa Maria di Collemaggio in Aquila ricevemmo sul nostro capo la tiara, desideriamo che con ancor più venerazione tal Santo venga onorato mediante inni, canti religiosi e devote preghiere dei fedeli. Affinché, dunque, in questa chiesa la festività della decollazione di San Giovanni sia esaltata con segnalate cerimonie e sia celebrata con il concorso devoto del popolo di Dio, e tanto più devotamente e fervidamente lo sia quanto più in tale chiesa la supplice richiesta di coloro che cercano Dio troveranno tesori della Chiesa che risplendono dei doni spirituali che gioveranno nella futura vita, forti della misericordia di Dio onnipotente e dell’autorità dei suoi apostoli SS. Pietro e Paolo, in ogni ricorrenza annuale della festività assolviamo dalla colpa e dalla pena, conseguenti a tutti i loro peccati commessi sin dal Battesimo, quanti sinceramente pentiti e confessati saranno entrati nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio dai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività. Dato in Aquila, 29 settembre, nell’anno primo del nostro pontificato».

 

La Santa Sede ha già con apposita disposizione regolarizzato la deroga sull’ora di apertura della Porta Santa che dà inizio della Perdonanza, motivandola con l’eccezionale presenza del Papa. Mutano, per ragioni di sicurezza e logistiche, le modalità del rituale civile previsto negli antichi Statuti della città e rinverdito dal protocollo civico progettato da Errico Centofanti nel 1983, con la rivitalizzazione della Perdonanza voluta dal Sindaco Tullio de Rubeis. Secondo il protocollo civico alle ore 16:00 parte da Palazzo Margherita d’Austria,sede del Comune, il Corteo che accompagna la Bolla alla Basilica di Collemaggio. Alle 18:00, dopo la lettura della Bolla, inizia la Messa stazionale che precede l’apertura della Porta Santa. Quest’anno, invece, il Corteo della Bolla anziché il 28 partirà il 23 agosto, nella serata solitamente inaugurale che dà il via alle manifestazioni civili e religiose della Perdonanza, con l’arrivo delFuoco del Morronee l’accensione del tripode che resterà acceso fino al 29 agosto, la sera del rientro della Bolla nel palazzo municipale.

 

Intanto già in questi giorni la fiaccola con ilFuoco proveniente dall’eremo diSant’Onofrio al Morrone è in viaggio, partita il 16 agosto. Portata da squadre di tedofori, toccherà le località del percorso lungo la Valle Subequanache nel luglio del 1294 Pietro Angeleriofeceper recarsi a L’Aquila, dove egli volleassumere la tiara papale, nella chiesa di Santa Maria di Collemaggiodella sua Badia. Dopo l’elezione, avvenuta a Perugia il 5 luglio, Pietro aveva ricevuto nel suo eremo sul monte Morrone la visita dei messaggeridel Sacro Collegio dei cardinali – tra i quali Jacopo Stefaneschi, che fu cronista di quegli storicieventi -, che gli portavano notizia dell’elezione, finalmente approdata a buon esito dopo 27 mesi di inutili tentativi, seguiti alla morte di Niccolò IV.Dopo un tormentato travaglio nella preghiera l’accettazione da parte di Pietro e nei giorni seguenti la partenza per L’Aquila a dorso d’un asinello, secondo gli umili suoi voleri, scortato dal re Carlo II d’Angiò e da Carlo Martello, figlio e re d’Ungheria, eaccompagnatoda un corteo di popolo che andava man mano crescendo lungo il viaggio, data la fama di santità dell’anziano eremita del Morrone già ultraottantenne.

 

Quando Pietro Angelerio giunse a L’Aquila, ospitato nella Reggia Angioina, vide la città in grande fermento costruttivo. Ciascuno dei castelli fondatori – inizialmenteall’incirca una settantina, da quando nel 1254 lo svevo Corrado IV aveva autorizzato la nascita della nuova città – edificava al meglio la propria chiesa, la piazza e la fontana del quartiere sul sito assegnato secondo l’armonioso progetto di fondazione che avrebbe reso la città una vera meraviglia di bellezza. Pietro trovò tuttavia anche contese e faziose turbolenze tra alcuni castelli fondatori. Il suo intervento riportò serenità e pace tra le comunità in conflitto, come pure provvide a sistemare pendenze fiscali della città con il regno angioino, grazie al suo intervento su re Carlo II. Insomma, il suo grande carisma già dava frutti alla città che molto beneficiava della comunità benedettina di Collemaggio e della saggezza dei suoi abati. Ma questo era solo un assaggio del grande dono alla città che Pietro avrebbe riservato per il giorno della sua incoronazione, annunciando il giubileo gratuito e universaledella Perdonanza,che avrebbe poi regolato con la Bolla istitutiva un mese dopo.

 

Memorabile, secondo le cronache, l’evento dell’incoronazione di Celestino V. Sulla spianata davanti la chiesadi Collemaggio una folla immensa di duecentomila persone assistette al rito, come riporta il testimone e cronista Jacopo Stefaneschi nel suo Opus Metricum. Altre cronache affermano che anche Dante Alighieri fosse presente quel giorno, in un evento che la cristianità attendeva da tempo, con l’avvento di un Pastore angelico che riportasse l’Ecclesia carnalisdel potere temporale a Ecclesia spiritualis.Celestino V diede subito questa impronta negli atti, nei segni e nei gesti che, nell’umiltà evangelica, la sua autorevolezza di pontefice disponeva. L’Aquila, nei mesi della presenza papale in città, prima che il pontefice, la Curia e i cardinali raggiungessero il Maschio Angioino a Napoli, divenne quasi una capitale per l’attenzione che il mondo di allora le riservò, per il fiorire dei mercati, per il messaggio spirituale di perdono e di pace che da Collemaggio s’irradiava verso l’umanità del mondo allora conosciuto. La Perdonanza divenne così, come lo è stata per secoli fino ad oggi, l’evento spirituale e civile dominante nella storia civica dell’Aquila, determinandone positivamente le sorti e segnando la sua forte impronta nella comunità e nella memoria collettiva degli aquilani. La Municipalità aquilana è custode dell’insigne privilegio spirituale che Celestino le ha singolarmente affidato – caso davvero unico – consegnandogli la Bolla originale della Perdonanza, il cui possesso ininterrotto le ha consentito ogni anno di indire, con la Chiesa aquilana ed universale, l’annuale Giubileo celestiniano secondo gli antichi Statuti della città. Nulla poté Bonifacio VIII per l’annullamento della Perdonanza, proprio perché mai il Primo Magistrato (il sindaco di allora) gli restituì la Bolla, che invece custodì rigorosamente nei forzieri della Torre civica. Ben se ne dovette fare una ragione Bonifacio, che proprio dalla Perdonanza prese tuttavia spunto per istituire nel 1300il Grande Giubileo.

 

Celestino V e il suo universale messaggio di perdono, di pace e di misericordia ha attraversato sette secoli fino ai nostri giorni, ricevendo finalmente il suggello di quattro giganti della Chiesa, quali sono Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. Questa eccezionale edizione 728 della Perdonanza rimarrà per sempre nella storia della città. Ma rimarrà anche nella memoria del mondo per i valori universali di pace e di riconciliazione che il messaggio celestiniano reca con sé per gli uomini di ogni tempo. L’Aquila si sta preparando in queste settimane, anche di riflessione spirituale, al grande evento. La Chiesa aquilana, guidata con saggezza e carisma dal Cardinale Petrocchi, senza risparmio di energie staimpegnando l’intera comunità cristiana ad un appuntamento epocale che vuole, e può, essere un segno dei tempi nel drammatico periodo storico che il mondo sta vivendo. Tra pandemie, guerre, disastri ambientali, carestie, perniciosi cambiamenti climaticideterminati dall’inquinamento, si richiederebbero coscienze più accorte, politiche più attente alla custodia del Creato, governanti più aperti ed impegnati sui temi della Pace e della concordia tra i popoli. Che sia allora questa del 28 agosto anche un’occasione per la nostra Italia, perché politici e governanti dei valori della Perdonanza facciano tesoro, che altrettanto facciano le istituzioni d’Abruzzo. E soprattutto che il messaggio celestiniano, per la Municipalità e per ogni aquilano, non sia occasione per ritinteggiature esteriori e per vacui impegni di facciata, ma che diventi invece essenza vitale e quotidiana di rispetto reciproco, di dialogo costruttivo, di convivenza operosa, di ricerca del Bene comune.

 

La Municipalità e il Comitato Perdonanza, stannoa loro volta facendo la loro parte per questa edizione storica, che sarà – come è immaginabile – un’edizione di autentica svolta verso il futuro, sulla scorta della rilevante attenzione e del ritorno d’immagine che si riverbererà sul piano spiritualeecivile, come pure sul piano turistico e culturale. Sarà quindi richiesta una grande dose di saggezza amministrativa, di progettazione culturale, di pianificazione economica e turistica, nel medio e lungo periodo. Sarà bene, pertanto, lasciare da parte gli aiutanti di bottega ed affidarsi a qualificate e riconosciutecompetenze che possano assicurare orizzonti di grande respiro da perseguire, con un programma pluriennale di investimento. Che sia dunque un progetto di ampiorespiro che privilegi il valore religioso e spirituale, quello vero e duraturo, della Perdonanza. E che anche la programmazione culturale sia conformata, nei suoi contorni e nella sua essenza, a quei valori celestiniani di pace, riconciliazione, fraternità solidale, amicizia tra i popoli, apertura al dialogo interculturale e interreligioso, attraverso ogni mezzo del pensiero, delle arti, della cultura e dello spettacolo.Giova qui sottolineare l’opportunità d’aver confermato alla direzione artistica il M° Leonardo De Amicis, garanzia di qualità ed equilibrio nelle scelte del programma civile, contrassegnato da qualificate presenze di artisti.Sarebbe per chi scrive un esercizio poco agevole ridurre in sintesi l’interessante programma che accompagnerà questa edizione della Perdonanza. Chi lo voglia potrà farsene un’idea compiuta consultandolo dal link qui di seguito indicato.

 

https://perdonanza-celestiniana.it/wp-content/uploads/2022/08/programma-perdonanza-celestiniana-2022.pdf

 

Per concludere, la Perdonanza Celestiniana, questa secolare tradizione civile e spirituale dell’Aquila, è ormai entrata nel Patrimonio immateriale dell’Umanità, come deciso dall’Unesco nel 2019 a Bogotà. Dopo il grande dono di Celestino V, concesso il 29 agosto 1294 nel giorno della sua incoronazione, l’altro straordinario dono a L’Aquila è quello chePapa Francescofacon la sua visita pastorale il prossimo 28 agosto. Sarà il pontefice venuto dai confini del mondo a richiamare con la straordinaria semplicità dei suoi gesti e delle sue parole, che semprearrivano diritte al cuore,l’autenticità e la forza del messaggio evangelico per la Chiesa del terzo millennio e per l’umanità intera. Richiamerà il bisogno di chiedere il perdono a Dio per essere perdonati, a nostra volta di perdonare e riconciliarci con i fratelli, infine la bellezza della misericordia di Dio e della riconciliazione con il Creato, di cui dobbiamo avere cura e custodia.Sarà ricordata, questa Perdonanza n. 728, per i segni e l’impronta che certamentePapa Francesco lascerà in modo indelebile.

 




In migliaia ad Atri per il solenne rito dell’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria Assunta

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ATRI. Tanti fedeli hanno partecipato, ieri 14 agosto 2022, al suggestivo rito della Perdonanza Celestiniana con l’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria Assunta ad Atri. Un rito che si ripete dal 1295, la Porta si trova nella Cattedrale, sul lato meridionale, ed è il primo portale da sinistra, opera di Rainaldo d’Atri. L’apertura della Porta Santa è stata preceduta da un corteo storico in abiti d’epoca con sbandieratori e musici che dalle 17, partendo dal Teatro Comunale e attraversando le vie del centro storico per arrivare in piazza Duchi d’Acquaviva con le autorità civili e militari ha raggiunto piazza Duomo alle 18,10. Alle 18,30 è iniziata la solenne cerimonia religiosa presieduta dal vescovo di Teramo-Atri Monsignor Lorenzo Leuzzi assieme a tutto il capitolo religioso. La giornata si conclusa con il Concerto dell’Orchestra Popolare del Salterello, alle 21 in piazza Duchi d’Acquaviva e Fondaci Aperti a Capo d’Atri. La Porta Santa sarà chiusa il 22 agosto 2022, quando verrà ricollocato l’Ostacolo sulla Porta, i fedeli potranno confessarsi, comunicarsi e pregare per ricevere l’indulgenza.

Hanno preso parte al corteo il Gruppo Storico de Lo Certame di Popoli. Tra i gonfaloni che hanno sfilato, con i relativi rappresentanti istituzionali, quelli della: Provincia di Teramo. Presenti anche i gonfaloni di molti comuni come: L’Aquila, Teramo, Roseto degli Abruzzi, Silvi, Pineto, Morro D’Oro, Basciano, Castilenti, Montefino e Atri. Hanno preso parte al corteo anche il Lions Club Atri Terre del Cerrano, referenti dei Carabinieri Comando Provinciale di Teramo, della Stazione di Atri, il Commissariato di Polizia di Atri, la Proloco Hatria, la Croce Rossa e la Protezione Civile. A chiudere il corteo è stata la dama con il Battocchio (ovvero il martelletto), quest’anno ha ricoperto questo ruolo l’atriana Benedetta Magro. L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Atri, dalla Basilica Concattedrale Santa Maria Assunta e dalla Pro Loco Hatria in collaborazione con le forze dell’ordine, la Asl di Teramo, il gruppo scout Atri 1 e pattuglia Regione Protezione Civile Agesci, la Protezione Civile gruppo alpini Atri, la CRI gruppo di Atri, il coro G. D’Onofrio, l’associazione culturale Amici di Celestino, il Lions Club Atri Terre del Cerrano e i cittadini di Atri che hanno preso parte al corteo. I tedofori che hanno portato la fiaccola da L’Aquila ad Atri fanno parte delle associazioni sportive: ASD HAT Atri Polisportiva, ASD Podistica dell’Adriatico – Scerne, Podistica New Castle – Castelnuovo al Vomano.

 “Anche quest’anno numerosi fedeli hanno raggiunto la nostra città per l’apertura della Porta Santa – dichiara l’amministrazione comunale di Atri – un momento dal grande valore religioso e culturale. Atri è tra le sette località al mondo a godere di una Porta Santa e ne siamo orgogliosi come cittadini e come comunità. Ringraziamo il Vescovo Lorenzo Leuzzi per il Suo rinnovato legame con la comunità atriana e quanti si sono adoperati per la riuscita dell’iniziativa”.




Giulianova. Festa dell’ Assunta. Il Sindaco Jwan Costantini augura alla Città un sereno Ferragosto. Il Circolo Colibrì ringrazia i giuliesi dopo l’ Infiorata.

Il Sindaco Jwan Costantini, anche a nome dell’ Amministrazione comunale, augura ai cittadini e ai turisti un sereno Ferragosto. “Quest’anno – dice – voglio farlo con le immagini dell’ Infiorata realizzata ieri dal circolo Colibrì in piazza del Mare. E’ un modo, questo, non solo per sottolineare la bellezza del quadro realizzato, ma per esprimere a tutti, nel segno dell’ arte e dell’impegno sociale, l’ augurio di trascorrere una giornata di riposo, in serenità. Un pensiero particolare va a quanti, a Giulianova, si mettono in gioco per fini sociali e solidali, alle associazioni, una fra tutte, appunto, il Colibrì, che ha voluto donare alla città un’opera spettacolare, frutto della generosità e della passione di tanti”.
“L’ Infiorata – spiega Egidio Casati, responsabile dell’associazione – è un’iniziativa che rientra in un progetto di inclusione sociale che il circolo porta avanti da otto anni. Il risultato più evidente è il quadro realizzato, ma il più prezioso è la motivazione, il messaggio d’accoglienza e di superamento delle differenze che ogni volta, implicitamente, si concretizza”.
” Ringraziamo tutti – aggiunge il presidente del Colibrì Ambra Di Pietro – : i tantissimi che sono venuti a salutarci in piazza del Mare e anche chi, attraverso i social, ha espresso il suo apprezzamento. Ringraziamo i volontari che hanno lavorato senza sosta, gli sponsor, l’ Amministrazione comunale. Quella dell’ Infiorata sta diventando, a Giulianova, una tradizione. Contiamo di riproporla il prossimo anno, partecipando nel frattempo ai tanti appuntamenti organizzati, nei mesi, in Italia. Il quadro “Maria SS del Portosalvo” è stato una sorta di abbraccio del Colibrì alla città di Giulianova, il segno di una presenza, la pubblica manifestazione della volontà di proseguire nell’impegno solidale e umanitario, che è l’anima, la vera finalità, di questo circolo”.




Giulianova. Quasi terminato, dopo 15 ore di lavoro ininterrotto, il quadro dell’ Infiorata 2022 del Circolo Colibrì.

L’opera, che sarà benedetta nel corso della processione religiosa, quest’anno è dedicata a Maria SS. del Portosalvo e alla marineria giuliese. Diciotto volontari, guidati dalla maestra infioratrice Barbara Monaco, hanno lavorato tutta la notte, in piazza del Mare, per completare il quadro dell’ Infiorata del Lido organizzata dal Circolo Colibrì con il patrocinio del Comune di Giulianova. L’opera, alle 8 di questa mattina, era quasi terminata. Chini sulla pista di pattinaggio, gli infioratori stanno completando il quadro, dedicato a Maria SS. del Portosalvo e alla marineria giuliese. Nel corso della processione di questo pomeriggio, che porterà la statua della Madonna dalla chiesa di San Pietro Apostolo al molo nord, il quadro sarà benedetto. Migliaia di trucioli di abete, colorati secondo le tonalità occorrenti, compongono un’immagine di grandissimo effetto, emozionante. Stasera, alle 21, per tutti i bambini, si terrà inoltre lo spettacolo di narrazione animata “Il teatro dei racconti” . Continua con grande successo, infine, la pesca di beneficenza promossa per sostenere le attività benefiche del circolo.




Ferragosto di solidarietà all’Hotel Baltic di Giulianova

Anche quest’anno ospiti e amici dell’Hotel Baltic di Giulianova saranno coinvolti nell’Aquilonata di solidarietà, un classico degli appuntamenti estivi del Family hotels. E anche questa volta i fondi raccolti saranno destinati ad una realtà locale: la Caritas giuliese.

“Per la festa centrale dell’estate 2022 noi dell’hotel Baltic, confermiamo e rinnoviamo l’impegno ad affiancare progetti rivolti a sostenere situazioni di bisogno” dicono i titolari Massimo Grossi e Giorgio Violati: “Siamo felici di poter coinvolgere i nostri ospiti e, in questo caso, anche dei nostri abituali fornitori in eventi di solidarietà”.

Questa mattina durante la presentazione ufficiale dell’evento di ferragosto, sono intervenuti i responsabili della Caritas Leonardo Silvestris e Rolando accompagnati dal presidente del comitato del quartiere Annunziata, Sandro Brandimarte.

Con i fondi raccolti saranno acquistati omogeneizzati, pappe, biscotti e altri prodotti per piccoli. Ma non è finita qui: infatti tutto quello che si riuscirà ad acquistare verrà raddoppiato dall’azienda HIPP che affianca il Baltic nelle iniziative solidali.

Per partecipare basta acquistare il kit dell’Aquilonata, domani lunedì 15 agosto alle ore 16,30 davanti allo stabilimento la Rotonda a Giulianova nord.

E poi tutti insieme in riva al mare a costruire aquiloni per far volare la solidarietà.




Processione religiosa, questo pomeriggio, culmine dei festeggiamenti in onore della Madonna del Portosalvo. La statua portata in mare, poi la Messa sulla banchina. Partecipa, in rappresentanza della Città di Giulianova e dell’amministrazione comunale, il Sindaco Jwan Costantini.

 

Si è conclusa con la Messa sulla banchina di riva del porto, il programma relativo agli eventi religiosi, nell’ambito dei di festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Portosalvo. La ricorrenza, come ogni anno, è caduta nella seconda domenica di agosto.

Alle 16.30, l’inizio della processione che ha portato la statua della Madonna dalla chiesa di San Pietro Apostolo al molo nord, quindi in mare.

Ha guidato il corteo religioso, don Luca Torresi. Presenti il Sindaco Jwan Costantini e le massime autorità militari cittadine.

” Questa festa – ha sottolineato il sindaco – non appartiene solo alla parrocchia della Natività. In lei si riconosce l’intera città, la sua vocazione e tradizione marinara. Ogni anno la Festa avvicina i cittadini e le istituzioni ai lavoratori del porto, alle loro famiglie, in nome di una devozione mariana genuina, identitaria. Anche oggi, la Festa, in modo particolare la processione, ha ridestato in noi il ricordo di quanti hanno perso la vita in mare e di quelle persone, care alla città, che al porto e a questa ricorrenza erano particolarmente legati. Penso al parroco don Ennio Lucantoni, al suo entusiasmo, alla sua capacità di fare dei festeggiamenti un’occasione aggregante, socializzante, di nuova amicizia e generosità tra le persone. Penso agli indimenticati presidenti del Circolo Nautico Sergio Valente e Marco Ferrari, al giovane velista Andrea Patacca, a Renato Di Silvestro. Penso, anche e soprattutto, a Giulianova e ai giuliesi che, dopo due anni difficilissimi, desiderano tornare a vivere, ritrovandosi e ripartendo da  momenti come questi, di collaborazione e di incontro”.

 

 




Torna il Ferragosto atriano con musica, sfilata di carri, fondaci aperti e la fiera boaria

 

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ATRI. Sono numerose e varie le iniziative proposte per il Ferragosto ad Atri. La città ducale sarà colorata dal mattino con il tradizionale “Antico mercato di ferragosto” e nel pomeriggio, dalle 17, ci sarà l’attesa sfilata dei carri trainati da buoi a cura della Pro Loco Hatria, con il supporto dell’Amministrazione Comunale di Atri e della Fondazione Tercas e in serata, dopo la Processione di Santa Maria Assunta, alle 21, ci sarà la pizzica salentina in piazza Duchi.

Torna anche l’iniziativa Fondaci Aperti a Capo d’Atri con oltre 60 espositori, quattro punti ristorazione, tre punti musicali, con mostre, mercatini, enogastronomia e spettacoli all’aperto. Dal 13 al 19 agosto, inoltre, in programma anche la Fiera Boaria e la fattoria didattica sul Belvedere Vomano con la mostra di trattori d’epoca e la rievocazione della trebbiatura in programma il 14, 15, 17 e 18 agosto. Il 14 e il 16 agosto ci sarà anche il tour di Atri Autentica, alla scoperta del rione di Capo d’Atri. Sempre al Belvedere c’è la Bottega del Libro con l’esposizione di libri, nuove edizioni, volumi storici e libri del territorio.

In occasione di Atri a Tavola e del ferragosto atriano, dal 13 al 15 agosto, sarà istituito il servizio bus navetta gratuito dal piazzale dell’Ospedale all’ingresso della Villa Comunale con corse dalle 19 alle 00,30.

“Invitiamo tutti i cittadini e i turisti a partecipare numerosi a questi appuntamenti – dichiarano gli Amministratori comunali – che consentono di riscoprire antiche tradizioni e di conoscere la nostra città in una veste diversa. Un ringraziamento va alla Proloco Hatria per il lavoro svolto e a tutti i cittadini che hanno messo a disposizione i Fondaci a Capo d’Atri per le varie mostre e le esposizioni”.




Giulianova. Seconda Guerra Mondiale: i due americani e l’aviatore inglese ripescati davanti le acque di Giulianova tra il 1944 e il 1948.

Giovedì 11 agosto, a seguito dello scoprimento della rinnovata stele che ricorda i caduti del mare di Giulianova, realizzata dall’Ente Porto (grazie all’interessamento di Fabrizio Ferrante e Fabrizio Bonaduce, rispettivamente Presidente e Vice), non potevamo non ricordare anche la tragica fine di due aviatori americani e un inglese ritrovati dai nostri pescatori durante il loro lavoro tra il 1944 e il 1948, morti durante la campagna d’Italia 1943-1945 a seguito della Seconda Guerra Mondiale. Nella primavera del 1944, durante la fine dell’occupazione tedesca della nostra città ( verso la metà di giugno le truppe tedesche lasciarono la città), alcuni pescatori giuliesi avvistano il corpo di un aviatore inglese (senza piastrina) legato al suo paracadute e successivamente viene tumulato nella parte monumentale del cimitero giuliese (sud-est). Solo nell’estate del 1944, un ufficiale inglese e l’addetto comunale alla tumulazione, il corpo verrà riesumato e portato via. Il secondo corpo ritrovato. Dobbiamo aspettare il 17 giugno 1947 quando, il motopeschereccio “Maria Concetta” dell’armatore Vittorio Marà (figlio di Francesco Marà e Addolorata D’antonio, nato a Giulianova l’8 ottobre 1900 e sposato con Lucia Anna Emma D’Antonio il 23 giugno 1927), tra le reti, vengono trovati i resti dell’aviere Thomas L. Barr (in seguito insignito alla memoria dell’onorificenza “Purple Heart”). Grazie alla piastrina di riconoscimento n° 13179613 T 43 44 0, un ufficiale americano arriva a Giulianova per prelevare i resti il 1 luglio 1947 e portarlo al “World War II Sicily-Rome American Cemetery and Memorial” di Nettuno. Dal 15 luglio 1949, data dell’arrivo dei resti negli USA, il Caporale Thomas Linwood Barr, riposa nel “Maury Cemetery” di Richmond nello stato della Virginia. Dopo aver completato gli studi alla “John Marshall High School Corps of Cadets” di Richmond, verrà arruolato nella forza dell’aviazione americana come Gunner del “485th Bomb Group – 828th Squadron” e verrà abbattuto dalla contraerea italotedesca, mentre bombarda la città italiana di Pola (oggi città della Croazia) il 19 febbraio 1945 per facilitare l’avanzata dell’VIII Armata Britannica del Generale Montgomery sulla costa adriatica. L’anno dopo, il 13 febbraio 1948, sempre il motopeschereccio “Maria Concetta”, tra le reti, ripesca un altro corpo. I resti di un paracadute, due ossa e una piastrina di riconoscimento, porteranno ad individuare nel Sergente mitragliere dell’Esercito Americano, Lawrence F. Logan, deceduto l’11 novembre 1944 mentre tornava da una missione verso Linz in Austria e richiamata a causa delle cattive condizioni meteo. Il suo aereo, un B-24 Liberator, pilotato dal 1° Tenente Walter C. Martin Jr., a causa di un incidente dovuto alle condizioni meteorologiche o collisione tra le nuvole con un altro aereo americano, cade nelle acque del mare Adriatico. Lawrence F. Logan apparteneva alla “15th Army Air Force”, partecipando alle azioni di Guerra con il 460th Bomb Group – 763rd Bomb Squad. Dobbiamo aspettare il 27 febbraio del 1948 quando, su richiesta di un Capitano americano, viene riesumato e portato in un cimitero militare americano di Nettuno. Nel luglio del 1949, su richiesta della famiglia: James J. Logan (1895–1971) e Anna O’Connor Logan (1892–1973) di Jamaica Plain (Boston – MA) fanno di nuovo riesumare il corpo dal “World War II Sicily-Rome American Cemetery and Memorial” di Nettuno al “Forest Hills Cemetery” di Jamaica Plain dove oggi riposa. Gli altri membri dell’equipaggio, mai recuperati, erano: Emmett W Barger Jr, navigatore; Walter S. Burson, mitragliere; Guy Heberling Jr, artigliere; Lawrence F. Logan, mitragliere; Walter C. Martin Jr, pilota; Howard E. McCue; operatore radiofonico; George C. Nicoll, copilota; Howard C. Petterson, bombardiere; Eugene A. Pfohl, mitragliere e Dean C. Trippler, cannoniere. Per questi tre aviatori sarebbe bello ricordarli con una lapide davanti il porto di Giulianova per testimoniare anche quel periodo storico dove i nostri pescatori, già impegnati per fare le “navette” per i fuggiaschi (disertori, prigionieri, internati ed altri) che cercavano di raggiungere il sud Italia già liberato dalle truppe alleate dell’VIII armata inglese del Generale Bernard Law Montgomery, la V Armata del Generale Mark Wayne Clark e il II Corpo d’Armata Polacco del Generale del Generale  Władysław Albert Anders, recuperarono i poveri resti umani dando una degna sepoltura.

 

Walter De Berardinis

 




Giusy Ferreri live a Giulianova domenica 14 agosto, ore 22, Piazza del Mare

 




Tesori d’Abruzzo, il 13 agosto presentazione dello speciale dedicato a Rocca di Cambio

ROCCA DI CAMBIO (AQ) – Sabato 13 agosto, alle ore 21, nella suggestiva piazza Maggiore Lolli a Rocca di Cambio, verrà presentato lo speciale sulla cittadina, pubblicato nella rivista Tesori d’Abruzzo. L’evento, organizzato dal Comune e curato da De Siena Editore, illustrerà il lavoro giornalistico, dal titolo “Rocca Di Cambio, fascino antico e natura intatta”, con le immagini del fotografo Marcello De Luca e i testi della giornalista Chiara Di Giovannantonio.
Alla presentazione, moderata dal giornalista e consigliere regionale dell’Odg Abruzzo Daniele Imperiale, interverranno il senatore Nazario Pagano, il vice presidente vicario del Consiglio regionale Roberto Santangelo, l’assessore alle aree interne della Regione Guido Quintino Liris, il sindaco di Rocca di Cambio Gennaro Di Stefano, la storica dell’arte Antonella Lopardi, lo scrittore Ugo D’Elia e l’editore Paolo de Siena.
L’incontro sarà arricchito dalla lettura di brani inerenti alla città di Rocca di Cambio, a cura dell’attore Alessandro Scafati, e dalla proiezione delle immagini dedicate alla località, scattate dal fotografo Marcello De Luca. Oltre agli scatti e alle parole, la manifestazione sarà allietata dagli intermezzi musicali con Simona Colaprisca, accompagnata al pianoforte dal maestro Pino Di Florio.