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“Il mondo che va”, fresco di stampa il nuovo libro di Goffredo Palmerini. Sarà presentato a L’Aquila il 13 dicembre all’Auditorium ANCE (Via De Gasperi), con il Coro della Portella

5 dicembre 2022

 

 

 

L’AQUILA – Fresco di stampa”Il mondo che va“, dodicesimo libro di Goffredo Palmerinipubblicato daOne Group Edizioni. Il volume sarà presentato in prima assoluta a L’Aquilail 13 dicembre,ore 17:30, presso l’Auditorium ANCE (Viale De Gasperi), per gentile concessione dell’Associazione provinciale Costruttori Edili. Interverranno, oltre all’Autore, Giovanna Chiarilli, giornalista e scrittrice, già autrice per la Rai, Mario Narducci, giornalista e scrittore, Francesca Pompa, presidente One Group.Modererà gli interventi la giornalista Michela Santoro. La presentazione sarà preceduta da un breve concerto del Coro della Portella, diretto dal maestro Vincenzo Vivio, una esibizione augurale per l’imminente Natale nel 40° anniversario del prestigioso gruppo corale aquilano. Il volume reca la Prefazione di Patrizia Tocci.

 

“[…] Sono davvero grato a Mario e a Patrizia – scrive Goffredo Palmerini nella Nota introduttiva – per aver rilevato nel volume quella continuità di filo rosso che lo riconnette alle storie raccontate nei libri precedenti, quasi un sottile invisibile ordito di sentimenti vissuti, valori etici, antiche tradizioni, culture condivise, affinità elettive e relazioni umane che alimentano il senso profondo di una comunità, che sia aquilana o più latamente italiana, dentro e fuori i confini. Trovo le loro parole, di Mario e Patrizia, davvero intense, incisive. Perfino commoventi. “[…] Un’annotazione sul titolo che Francesca Pompa ha scelto per questo volume “Il mondo che va”. In estrema sintesi esprime il cuore del libro, l’ottimismo dei giorni e degli anni che abbiamo davanti, il desiderio – e la responsabilità – di portare ciascuno il proprio contributo per renderli migliori, la consapevolezza che la qualità del futuro risiede anche nelle nostre mani. Ciò che ci aspetta non è un destino inamovibile, ma è ciò che noi stessi contribuiamo a realizzare, con le azioni e i valori umani ed etici che ispirano la nostra vita. E’ quel richiamo all’amore verso i fratelli, specie i più derelitti e gli ultimi, che Papa Francesco costantemente ci ricorda. Proprio al Santo Padre è dedicato questo libro, per averci egli dato una gioia grande venendo a L’Aquila per la Perdonanza, il 28 agosto scorso, ad aprire la Porta Santa dopo 728 anni da quando Papa Celestino V la istituì. Un dono che Francesco ha voluto rendere ancora più splendente, concedendo un anno straordinario di grazia all’antico giubileo celestiniano per chiunque visiti la Basilica di Santa Maria di Collemaggio fino al 28 agosto 2023. “[…]”

 

Il mondo­che va– annotaFrancesca Pompa in quarta di copertina-, un esercizio di delicati equilibri tra il narrante e la vita intorno che diventa racconto nell’accogliere ora questa, ora quell’altra storia. Ora un luogo lontano, ora il territorio di prossimità. Mille voci e altrettanti volti entrano a popolare il puzzle dei tanti argomenti trattati che dilatano gli orizzonti e offrono scenari che aprono cuore e mente, fatti di avventura, meraviglia e tradizioni. Goffredo Palmerini è un cesellatore pieno di acume che con occhi attenti osserva anche il più piccolo particolare di quel “mondo che va” al di là di tutto e nonostante tutto. È la forza trainante che va a doppia distanza “l’Italia di qua” e “l’Italia di là”, oltre confine. In questo girovagare si snodano incontri, incroci, avvenimenti e vicende accompagnate da frammenti di vita collettiva. “Le storie possono aiutarci a capire e a dire chi siamo”, ha scritto Papa Francesco nella giornata mondiale della comunicazione sociale. Senza essere catturati dalla trappola delle spiegazioni, l’arte giornalistica del raccontare aiuta a elaborare, a comprendere e a interpretare il continuo divenire dei nostri giorni. Questo libro è una “casa ospitale”: fa posto a tutte le generazioni, intreccia voci e avvenimenti tra passato e futuro, tra storie di rinascita e di speranza.” Con il consenso dell’editore, qui di seguito si propone la Prefazione di Patrizia Tocci, docente e scrittrice finissima.

 

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PREFAZIONE

di

Patrizia Tocci

 

Goffredo Palmerini fa sempre un passo indietro, quando scrive. Un po’ come quando lo incontri che, prima ti guarda sorridendo e poi ti abbraccia: e in quel sorriso c’è già tutto il “personaggio”. Perché Goffredo è un personaggio antipersonaggio e tutta la sua opera intera lo dimostra. È capace di far parlare gli altri, nei suoi testi, mettendosi da un lato e raccontando, come una voce fuori campo in un bel servizio giornalistico che ti resta a lungo nella memoria. Palmerini fa questo e non solo questo. Lo ha fatto in modo eccellente nei libri precedenti, raccontando ed intercettando le storie di emigrazione degli italiani nel mondo e finendo per diventare un vero ambasciatore dell’Italia fuori d’Italia; raccogliendo testimonianze di avvenimenti culturali locali o internazionali, e momenti importanti per una comunità; tessendo e ritessendo fili tra memorie lontane e realtà contemporanee.

 

Un mosaico di voci, appunto (bel titolo del penultimo libro, pubblicato nel sempre con edizioni One Group). Siamo di fronte ad uno stile conciso, una scrittura corretta, elegante, lineare; “lo bello stilo che ci ha fatto onore” percorre tutti questi vari brani del libro, diversi per argomento ma legati da un filo rosso spesso e robusto. Molti fili si intrecciano con quelli dei numerosi altri libri che Goffredo ha dato alle stampe negli anni e che hanno avuto sempre ottima accoglienza. Questo nuovo volume “Il mondo che va” contiene un diario di lettura a cuore aperto: preziose schede letterarie a cui Palmerini aggiunge sempre un guizzo personale, dovuto spesso alla conoscenza diretta dell’autore o dell’autrice, alle frequentazioni della sua vita di amministratore pubblico ma anche di uomo di lettere, appassionato e vivace lettore di tanti amici ed amiche che hanno frequentato la poesia e la letteratura.

 

A questa lunga conoscenza e frequentazione con l’autore, a questa bella stima ed amicizia reciproca, mi piace aggiungere una perla, come a una bella collana: il ricordo personale che riguarda l’esordio, del mio primo libro: Un paese ci vuole, pubblicato per le Edizioni Japadre, nel lontano 1990. Lo presentai per la prima volta sotto le ali di Goffredo e GiosafatCapulli, nella pro loco di Onna (L’Aquila). E fu un momento molto bello. Quante cose sono accadute da allora, quanta vita e quanti libri, quanti incontri, quante storie per entrambi. Eppure quel filo di amicizia non si è mai spezzato ed eccomi qui a leggere il suo lavoro, a cercare di accompagnarlo con rispetto, svelandone qualità e quantità peculiari.

 

Il volume ci suggerisce la dimensione pregnante di una vita spesa ad ascoltare gli altri, a leggerli, ad incontrarli per lasciare il segno di questo passaggio proprio in mezzo alle pagine. A volte con una dolcissima forma di pietà per gli amici che non ci sono più; a volte con ethos civile per qualche momento di bellezza, a volte con vicinanza emotiva per qualche premio ricevuto per gli amici: l’autore infatti parla sempre poco di sé, dei suoi premi, delle sue belle e internazionali affermazioni. La stessa delicatezza la avvertiamo nel momento più rivelatore e più caro del libro: la pubblicazione integrale di un piccolo manoscritto, un quaderno del padre Vinicio Palmerini, internato militare in un lager presso Lipsia, durante la seconda guerra mondiale: il documento è venuto alla luce dopo il terremoto del 2009 che ha segnato per molti di noi uno spartiacque doloroso. L’autore riporta fedelmente le parole del padre scritte a matita; ci fornisce informazioni sul periodo, sulle circostanze ma senza mai esagerare.

 

C’è pudicizia, delicatezza, timidezza nel presentare queste pagine così vicine alla propria vita; nello stesso tempo c’è tanta fiducia nel lettore da affidarci questa testimonianza così come è, nella sua schiettezza disarmante, dolorosamente bella e cara. Non nego che a questo punto mi sono commossa, anche io. In effetti quelle parole vergate a matita, nate da una storia con la s minuscola che però si innesta perfettamente nella grande Storia, hanno il sapore schietto della testimonianza, di vita vera e vissuta; ci introducono a una delle tante molle segrete di questo libro: il dovere della testimonianza. Ancora una volta la scrittura si trasforma in cronaca emotiva, partecipata: ci riporta a una idea di comunità religiosa e civile che sottende tutto, un grande affresco in cui si mescolano vite e partecipazione per i premi degli altri, dolorosi sentimenti di scomparsa degli amici, la città dell’Aquila con la sua antica Perdonanza, ormai dichiarata patrimonio dell’Unesco. Non a caso il libro è dedicato a Papa Francesco che ha recentemente visitato la città dell’Aquila in piena Perdonanza, lasciando una scia emotiva fortissima e regalando alla città una Perdonanza straordinaria che avrà la durata di un anno.

 

Sfilano, come in una galleria, i ritratti degli amici, le partecipazioni ai tanti premi letterari che continuano ad avere Goffredo tra i nomi eccellenti dei giurati; le riflessioni sui libri appena pubblicati, analisi, ricordi, osservazioni. C’è anche una specie di diario personale, a cuore aperto, in cui Palmerini ricorda amici scomparsi da poco e affida alla pagina e alla scrittura il compito di eternare questi ritratti: aggiunge sempre un dettaglio, una parola, una circostanza, un’espressione sentita per l’amico scomparso che ci fa sentire la vicinanza emotiva, la partecipazione, la tenerezza amicale.

 

La fede, la solidarietà, l’amicizia sono i valori portanti di questo ultimo libro ma appartengono a tutta l’opera di Goffredo Palmerini: un’etica sociale che trova nella gentilezza e nella reciprocità del riconoscersi la sua radice più lontana. Tutto è degno di storia, da questo punto di vista; anzi, forse, le vite dei singoli riverberano in modo più chiaro mutamenti, rivoluzioni, cambiamenti e motivazioni. E la Storia rimane impigliata in questi bei ritratti che Palmerini tratteggia con mano ferma e penna veloce. Nella sua lunga carriera Goffredo ha scritto tanto, collezionato tanti premi: in contatto con tanta stampa oltreoceano, fa rimbalzare notizie per tante comunità che tessono fili e che continuano a sentirsi, ritrovarsi nei suoi resoconti. Quando Goffredo leggerà la mia prefazione avrà un sorriso imbarazzato e timido sul volto, un gesto senza parole come a schermirsi: “sei stata troppo buona, Patrizia”. No, non sono stata troppo buona: avrei dovuto ancora elencare le tante iniziative, le tante situazioni e le tante presenze brillanti di cui si occupa il volume: tanti fatti che purtroppo potrei soltanto, e a torto, riassumere.

 

Questo libro, “Il mondo che va”, resta nel suo insieme un bel “documento umano” senza orpelli e mirabolanti aggiunte, fedele agli avvenimenti e alle persone che descrive: da bravo giornalista qual è, Goffredo Palmerini ci prende per mano e ci trascina in uno zibaldone, per varietà di temi, tenuto insieme da una idea di fondo che è ancora quella della fiducia nell’uomo, nella fede dei valori schietti e nella gentilezza. A questo “documento”, a questo libro si volgerà, per il piacere di leggere e di documentarsi, chi vorrà avere conto di questi ultimi anni, difficili e duri, in cui spesso la scrittura è stata conforto e barra dritta per navigazione in acque molto incerte.

 

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Patrizia Tocci è nata nel 1959 a Verrecchie (AQ). Laureata in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, insegna materie letterarie a Pescara. Studiosa di Eugenio Montale, di Laudomia Bonanni e più in generale del Novecento, i suoi articoli e saggi sono stati pubblicati su numerosi periodici e riviste specializzate. E’ stata presidente dell’Associazione Internazionale di Cultura “Laudomia Bonanni” (sezione “L’Imputata”, L’Aquila). Su Laudomia Bonanni ha scritto numerosi articoli e realizzato nel 2007 il video “Come se il fiore nascesse dalla pietra”. Ha esordito con una raccolta di prose e poesie,Un paese ci vuole(Japadre, L’Aquila 1990); poi, una silloge poetica, Pietra serena(Tabula fati, Chieti 2000); ha pubblicato inoltre La città che voleva volare (Tabula fati, Chieti 2010), libro di racconti interamente dedicato alla città dell’Aquila. Ha curato e pubblicato I gigli della memoria, narrazione collettiva (Tabula fati, Solfanelli 2012. Il libro contiene una postfazione dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz. La prima sezione è costituita da 55 testimonianze sulla notte del terremoto che ha colpito L’Aquila e i paesi limitrofi. Nel 2010, il compositore romano Matteo D’Amico ha composto “6 aprile 2009, una musica per ricordare” su testi di Patrizia e di Thomas Pistoia, scritti all’indomani del terribile sisma che ha colpito l’Aquila e i piccoli centri del cratere. Ha condotto la rubrica “Password” sull’emittente televisiva Tv Uno Donna. Collabora con il quotidiano abruzzese regionale IL CENTRO, con varie rubriche settimanali: Alfabeto dedicata a Dante Alighieri; Carboncino,La Valigia di cartone, Diacromie.

 

Ha pubblicato il romanzo Nero è il cuore del papavero, con la prefazione di Paolo Rumiz (Tabula fati, Chieti 2017: dedicato al padre che non c’è più ma che continua a vivere nei pensieri e nella scrittura della figlia, tra le luci, gli odori e i profumi di una civiltà contadina che ormai sta scomparendo; un colloquio tra generazioni in cui molti potranno riconoscersi. Con questo libro la scrittrice ha vinto il Premio nazionale di Narrativa “Vittoriano Esposito” come migliore autrice abruzzese; è stata finalista al premio Abruzzese per l’editoria nel 2017; finalista nel concorso festival Controsenso e ha vinto il primo premio nel concorso nazionale “Quel libro nel cassetto”. E’ stata finalista con Menzione speciale per il racconto “Gli Sperduti” al FLA di Pescara 2020. Per laPoesia ha vinto il Premio Marianna Florenzi, per una lettera d’Amore, con la giuria presieduta da Cesare Garboli; il Premio Tagliacozzo e il Premio Libero de Libero. Molti i testi pubblicati in varie antologie: Speciale donna, Racconti dell’Abruzzo e del Molise, Raccontami l’Abruzzo, i Mille Abruzzi, Quando i sogni muoiono all’alba (Tabula fati), I diari della bicicletta (Tabula fati); L’Ammidia a cura di David Ferrante (Tabula fati); Cronache di un tempo senza tempo a cura di Silva GanzittiSavonitto (Tabula fati); la Gioconda dei poeti, a cura di Dante Marianacci (Edizioni Di Felice). Nel 2019 ha pubblicatoCarboncini, sguardi e parole(Tabula fati), con introduzione a cura di Giovanni D’Alessandro. Nel 2021 ha dato alle stampe Alfabeti: le parole di Dante, (Tabula fati). Per questo libro interamente dedicato a Dante e che propone una rilettura originale ed appassionata della Commedia, ha vinto nel 2020 il Premio Internazionale Città del Galateo “A. de Ferrariis”per la saggistica ed è stata finalista al premio per l’Editoria abruzzese. Attualmente collabora con Dj Brahms, per un progetto poetico musicale DIACROMIE che vedrà luce a breve.

 




San Benedetto del Tronto. Arte: “I Disastri della Guerra ” di Francisco Goya, a cura di Rosalba Rossi. Inaugurazione sabato, 10 dicembre, ore 17.30, Palazzina Azzurra. Evento in ricordo del gallerista Alfredo Paglione

Seneca affermava che non esistono parole per descrivere i grandi dolori, in questo caso però  abbiamo la possibilità di osservarli n diretta, attraverso gli sguardi di Francisco Lucientes Goya, che ci restituiscono la sua percezione della violenza, della guerra, dell’incertezza della condizione umana, attraverso il linguaggio universale dell’arte. Le 40 incisioni, per la prima volta in mostra nelle Marche, a La Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, offerte in prestito dal Museo Universitario di Chieti, che ha ricevuto la preziosa collezione dalla Fondazione Immagine Arte e Scienza di Alfredo e Teresita Paglione, danno testimonianza a questa iniziativa, a cui il Mecenate teneva moltissimo, nata sotto altri auspici. Nelle lunghe conversazioni con rinnovato, instancabile entusiasmo, mi incitava a creare ponti tra luoghi e persone per la diffusione della Bellezza,  motore di grandi ideali, contro la bruttezza annientatrice della dignità umana . Mai avrei potuto immaginare che lunedì 28.11, quando aveva voluto impaziente vedere il catalogo della recente mostra sull’arte ceramica di Sassu , alla Sala Ipogea di Teramo, sarebbe stato il nostro ultimo saluto.

Mentre lo sfogliava appagato e felice, per il successo ottenuto, attendevo quella nota critica, immancabile quasi, da esigente  perfezionista quale era, invece mi aveva sorpreso, dicendomi, per la prima volta in tutti questi anni, che non aveva proprio nulla da correggere. Chissà perché le sue parole non mi sortivano nessuna soddisfazione, un sottile insinuante presagio avanzava. Allora, abbiamo scherzato, gli ho detto che un errore doveva pur trovarlo, perché lui era il mio Maestro ed ancora molto aveva da insegnarmi.
Alfredo Paglione, il pastore che ha scalato il grattacielo, così  lo definì Enzo Fabiani, e’ stato tante cose insieme, ha avuto una vita avventurosa, piena di sfide, appassionata, coraggiosa, ha ricevuto onorificenze, riconoscimenti prestigiosi. Impresario teatrale, gallerista in tutto il mondo, mecenate nella sua amata terra, oltre 2000 le opere donate e non solo in Abruzzo, anche nelle Marche, nel Museo della S. Casa di Loreto, 33 dipinti “La Bellezza della Croce” , di 14 artisti del XXsec,  ma soprattutto è stato un Faro, una Luce, per tutti coloro che ne hanno condiviso la ricerca, la tensione, la sete di più ampi orizzonti e la forza propulsiva al Bene. Il senso della sua Attenzione ed Azione l’ha rivolta ai giovani, il vero filo conduttore del suo Amore  per nutrirli di quei Valori Universali, per lui imprescindibili.
Lunedi aveva trascritto uno ad uno nella sua  rubrica, ciascun nome della bellissima squadra, senza la quale  questa mostra non si sarebbe realizzata. Aveva per ciascuno voluto notizie ed informazioni, aveva già iniziato a scrivere la sua dedica personalizzata,  sul libro di cui li avrebbe omaggiati, per poi invitatarli nella sua bellissima Casa Museo, a Giulianova.
Dovevamo rivederci sabato 3 dicembre  con Gianni Marcantoni, il poeta che tanto aveva apprezzato, Simonetta Simonetti, la storica dell’arte, porto sicuro, guida anch’ella amorevole di tanti giovani studenti, con la quale attendeva di  confrontarsi ed Agnese Monaldi, la grecista, come la chiamava lui, di cui così  aveva amato l’intervento per la mostra Xlorisonia di Maurizio Romani. All’improvviso, invece, il Faro si è spento, frantumato ed ora rimetto in sesto i pezzi della Stella cometa della sua e della mia esistenza, della Bellezza, della Conoscenza e della verità. Mi ha insegnato tanto, è stato un esempio, un padre tenero seppur rigoroso, di innata delicatezza e sensibilità, profondamente  rispettoso dell’ universo femminile, a cui riconosceva una indiscussa  “superiorita” di animo e di sentire, affermando che nessuna guerra ci sarebbe mai stata se la società fosse stata ispirata a principi matriarcali.

Nel suo cammino etico, attraverso l’estetica, di lui, da subito, mi aveva sempre colpito il grande rispetto e venerazione per la figura dell’artista, che considerava un tramite tra l’umano ed il divino, dentro ciascuno di noi. Mi ripeteva, mentre lavoravamo nel suo studio, che senza Arte non si può vivere, che la vita per questo era Bella, perché  l’artista da colore e forma al mistero della vita. Non ha mai smesso di cercare il dialogo, creare legami di amicizia, non solo con le più grandi personalità del mondo letterario, artistico, poetico musicale, ma dando  soprattutto fiducia ai giovani, a quelle figure agli inizi della loro carriera, oggi note, favorendo incontri ed incontro tra le arti, promuovendo sino alla fine iniziative e musei. Passato e futuro, tradizione e modernità, ispirazione e mestiere, realtà e fantasia, materia e spirito, queste dualita’ le ha sempre vissute come una dimensione imprescindibile nella sua  vita e nell operare artistico, convinto che solo quando i due poli si incontrano si determina il capolavoro che sfida il Tempo. Consapevole che una società senza memoria produce l’effimero, la deride, la abbandona ed il brutto regna sovrano. Questa mostra è dedicata a lui che ha sino alla fine seminato la Bellezza che non sfiorisce e testimonia la bruttezza della Guerra a noi vicina, di tutte le guerre,  l’ assenza di Pace e Giustizia, attraverso un pittore visionario e fustigatore dei mali del mondo, quale è Goya. Invitandoci a che al fallimento delle idee, si può e si deve opporre la Bellezza Autentica. Il grande Maestro spagnolo esplora, con una analisi spietata ed assolutamente innovativa dell’ uomo e della società, il sottile confine tra la ragione e l’istinto, nelle paure primordiali dell ‘inconscio, affermando una prima incursione dell’ arte moderna in visioni e scene aberranti. Queste incisioni sono piene di crudeltà, violenze, ingiustizie, di cui tutti gli uomini sono vittime, permeate di amarezza,  evidenziano. come il conflitto faccia venir fuori il peggio della natura umana e conseguenze devastanti. Per la prima volta rileviamo aspetti mai messi in risalto prima, come ad esempio le miserie della prostituzione. Quando nel saggio epistolare  “Tre ghinee”, Virginia Woolf si trova di fronte alle immagini della guerra di’ Spagna non si chiede chi ne sia l’autore, ma cosa si deve fare per prevenire la guerra. Un ideale dialogo, quanto mai attuale, pur nella distanza di secoli, tra il pittore e la scrittrice,nel segno di radici di una forma mentis alternativa a quella dominante. La guerra è una follia degli uomini, estranea alla storia delle donne ed uscire dalla logica patriarcale significa togliere ossigeno allo spirito che conduce alla guerra,in nome dell’ordine dell’amore e della cura che genera la vita. Sono onorata di dedicare questa mostra ad Alfredo Paglione, nel segno sempre della continuità della sua opera, ringraziando per la sua presenza la nipote Silvia Paglione.
Grata a tutti coloro che l’hanno resa possibile:
Marino Capretti, storico dell’arte,
Franco Mercuri arch, progetto grafico,
Cristina Perozzi, avv.docente di diritto internazionale umanitario e dei conflitti armati,
Il soprano Giuseppina Piunti, insignita del premio Truentum 2022, per la sua partecipazione straordinaria come attrice,
Gianni Marcantoni, poeta,
Matteo Caviglioni, stilista e docente,
Chiara Di Carlo, dottoranda in storia dell’arte,
Vittoria Campanelli, studentessa liceo classico G. Leopardi Sbt,
Sindaco Antonio Spazzafumo,
Assessore alla cultura Lina Lazzari,
Presidente Fondazione Immagine Luciano Di Tizio,
Direttore Museo Universitario di Chieti Luigi Capasso.
Prof. Simonetta Simonetti
Dott. Francesca Amadio
Il quartetto dei Virtuosi di Kiev.
ROSALBA ROSSI




Teverola (Caserta) – Premio speciale per divulgazione poetica all’editrice e poetessa aquilana Alessandra Prospero.

Un premio speciale per la divulgazione poetica è stato conferito alla editrice e poetessa aquilana Alessandra Prospero in occasione della cerimonia di premiazione del VI Premio Internazionale di Poesia ” I Versi non scritti” organizzato dall’associazione “Si Teverola Odv” in collaborazione con l’associazione “Migr-Azioni”.

Il Premio Speciale “I Versi non scritti”, sostenuto moralmente da Regione Campania, Provincia di Caserta, Comune di Teverola e Istituto Comprensivo Statale “G. Ungaretti” – Teverola, è assegnato a persone che si siano particolarmente distinte nel mondo del sociale, della cultura, della scienza, dello spettacolo, della ricerca, dello sport, dell’impegno esistenziale.

Di seguito la motivazione espressa per il conferimento del premio:

“Poetessa, giornalista, scrittrice, editore, Alessandra Prospero è una testimonianza del notevole e vivace fermento quotidiano esistente, dove adoperarsi a favore della cultura non è mai cosa semplice. Nel 2016 ha fondato, in collaborazione con lo scrittore Valter Marcone, la Compagnia dei Poeti dell’Aquila che si occupa di divulgazione poetica tramite pubblicazioni e spettacoli itineranti. Il suo amore per la lettura e la scrittura si è coraggiosamente tramutato nella sua vocazione: nel 2018, infatti, ha fondato la casa editrice Daimon Edizioni. Un plauso va a questo grande esempio di donna che ha saputo unire nella sua lunga esperienza una raffinata genialità artistica e una spiccata capacità imprenditoriale, testimoniando in maniera esemplare un tratto profondo della creatività e della laboriosità.” 

Riconoscimento importante, dunque, per l’impegno e l’attività in toto dell’editrice aquilana, la quale, nella stessa cerimonia, svoltasi sabato 3 dicembre alle ore 18 nella Sala consiliare del Comune di Teverola, ha ottenuto anche una menzione di merito per il racconto “Nomen omen”, liberamente ispirato alla figura di Armida Miserere.




L’8 dicembre a Fano Adriano presentazione del volume Qui in Abruzzo e video promozionale.

FANO ADRIANO – Il prossimo 8 dicembre, alle ore 18.30 nella Sala polifunzionale di Fano Adriano si terrà la presentazione del volume Qui in Abruzzo di Roberta Di Pascasio (autrice dei testi) e di Giancarlo Malandra (autore delle foto), pubblicato da De Siena editore con Prefazione di Emma Pomilio e una Nota a firma di Donatella Di Pietrantonio.

Dopo i saluti del sindaco Luigi Servi, moderati dal giornalista Sandro Galantini interverranno Umberto De Annuntiis, sottosegretario alla Presidenza della Regione, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente del Consiglio generale della Fondazione UniVerde, Tommaso Navarra, presidente del Parco Gran Sasso e Monti della Laga, Simona Cardinali, consigliere della Regione Abruzzo, Paolo de Siena, editore, e i due autori Giancarlo Malandra e Roberta Di Pascasio.

Qui in Abruzzo, volume di grande formato con traduzione in inglese, racconta trentadue località abruzzesi celebrando il patrimonio storico-artistico, paesaggistico e antropologico della regione. La presentazione prevede anche la proiezione di un suggestivo video, sempre realizzato dall’editore De Siena.

«Il volume Qui in Abruzzo, attraverso gli spazi, le architetture, la natura e, discreta ma significativa, la presenza umana», dichiara l’editore Paolo de Siena, «è la testimonianza della palpitante bellezza di trentadue luoghi della nostra regione. Una pubblicazione, questa, che è al tempo stesso atto di amore e di consapevole appartenenza nel cerchio di un sempre rinnovato stupore».

«Come ogni anno l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione», dichiara il sindaco di Fano Adriano Luigi Servi, «nella nostra Comunità, oltre alla ricorrenza religiosa, è il giorno della riapertura del presepio permanente. Quest’anno, insieme con l’accensione delle luminarie, avremo la presentazione del libro “Qui in Abruzzo” e la proiezione del video promozionale, ambedue con inclusione di Fano Adriano. L’evento si inserisce tra le tante manifestazioni, iniziando dal Premio nazionale di giornalismo “Giuseppe Zilli”, tese a valorizzare il nostro patrimonio storico, artistico ed ambientale con l’auspicio che Fano Adriano possa fare il suo ingresso nei “Borghi più belli d’Italia”».




Venerdì 16 dicembre tombolata per bambini all’Annunziata

 

GIULIANOVA – Venerdì 16 dicembre alle 20.30 alla Sala Polivalente in via Dei Pioppi all’Annunziata si svolgerà una tombolata per bambini con tanti premi organizzata dalla Verena Eventi in collaborazione con il Comitato di Quartiere e patrocinata dal Comune di Giulianova.

Inoltre, l’artista e scultore Roberto Di Giammatteo, dopo l’airone e la farfalla, effettuerà una nuova scultura in legno marino al Parco dell’Annunziata.

Nei prossimi giorni, in accordo con l’amministrazione comunale che si farà carico delle spese, verranno sostituiti al parco alcuni alberi che non hanno attecchito.

Il Comitato di Quartiere Annunziata ricorda che in questo mese finirà il proprio mandato ed augura a tutti gli abitanti del quartiere le più felici festività natalizie.




  LA FESTA DELL’IMMACOLATA TRA LA MAGIA DEL BORGO E L’ACCENSIONE DELL’ALBERO

 

 

Roseto degli Abruzzi, 06 dicembre 2022 – “A Natale puoi…”, recita il ritornello di un celebre spot pubblicitario, e non c’è dubbio che creando la giusta atmosfera tutto sembra essere possibile, anche immaginare Roseto come Godric’s Hollow, il villaggio magico di una saga cinematografica di successo. L’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, tradizionalmente dedicato dalle famiglie all’allestimento dell’albero e del presepe, a Roseto ci sarà l’imbarazzo della scelta, con gli appuntamenti che si susseguiranno per l’intera giornata.

 

In un periodo in cui si avverte un gran bisogno di ritrovare pace e serenità abbiamo scelto di “accendere la fantasia” – dice il Sindaco, Mario Nugnese per farlo abbiamo coinvolto tutti, dalle associazioni ai commercianti. Grazie al lavoro e alla collaborazione di tutti siamo riusciti a proporre un programma che, spero, ci consentirà di vivere il Natale con attenzione e con gioia, ma con il giusto spirito, anche pensando a ciò che questa festività rappresenta per i bambini”.

 

La magia sarà di scena nel Borgo Incantato di Montepagano, dove le famiglie si riverseranno per ammirare la scacchiera giornate nella piazza centrale, o per ascoltare il “cappello parlante”, assistere a lezioni di “falconeria” e frequentare la scuola di magia per ottenere l’ambito diploma di mago. Molti degli eventi sono già sold-out, ma nel borgo di Montepagano le alternative fino a domenica 11 dicembre non mancano, come il “Magic Tour” che permetterà di visitare la bottega delle bacchette magiche.

 

Il “Borgo Incantato” aprirà i battenti giovedì mattina con l’inaugurazione prevista per le ore 8,30 mentre a Roseto il primo momento, solenne, è previsto per le ore 10 nella chiesa del Sacro Cuore per la Celebrazione della solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, cui parteciperanno il Sindaco e tutta l’amministrazione, che riceveranno dal parroco, Padre Igor Manzillo le rose bianche benedette. Il pomeriggio sarà dedicato principalmente allo svelamento dei presepi artistici e al rituale dell’accensione dell’albero di Natale.

 

Alle 15.30, nella preziosa cornice della Villa Comunale, verrà svelato un magico presepe dello storico artista rosetano Giorgio Poliandri, creatore di miniature dalle sembianze talmente reali capaci di incantare grandi e piccini; contemporaneamente a Montepagano ci sarà inaugurazione dei presepi artistici con un omaggio alla tradizione degli zampognari. Dalle ore 16 diventerà protagonista la centralissima piazza della Libertà, alla stazione, dove arriverà un ospite d’eccezione, un Babbo Natale “inedito” e accompagnato da quattro “Babbine”, e insieme saluteranno grandi e piccini intrattenendoli con sorprendenti magie, con il coinvolgimento delle attività commerciali.

 

Alle ore 17.30, nella stessa piazza, il momento più atteso dell’accensione dell’albero di Natale e del grande arco, con l’accompagnamento del coro “Piccoli Cantori di Rosburgo” dell’Istituto Comprensivo Roseto 1, diretti dalla maestra Francesca Formichella e, a seguire, l’esibizione di una giovane cantante che eseguirà brani natalizi. “Abbiamo immaginato questo Natale come un viaggio all’interno della meraviglia – dichiara l’Assessore Lorena Mastrilliper il quale non è richiesto un bagaglio pesante bensì, come in quella canzoncina che accompagnava le favole sonore, “Non serve l’ombrello, il cappottino rosso e la cartella bella per venir con me… Basta un po’ di fantasia e di bontà …”.




Mostra dei Presepi, Casa di babbo Natale, pista su ghiaccio, concerti e mercatini caratterizzano il calendario di eventi natalizi di Pineto

 

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PINETO. Anche per il 2022 il calendario degli appuntamenti per il periodo natalizio a Pineto si presenta ricco di iniziative che spaziano dal teatro alle mostre, a numerosi concerti in teatro e ai mercatini per chiudere con la storica Fiera di Sant’Agnese, l’8 gennaio, a cura dell’Associazione Pinetese Commercianti. Ad aprire il calendario, caratterizzato da oltre 20 eventi con molte proposte arrivate dalle associazioni e dalle realtà del territorio, il 2 dicembre è stata l’iniziativa Pino d’Oro (a cura dell’Associazione Pinetese Artigiani e Commercianti), il 4 nel Teatro Polifunzionale c’è stato lo spettacolo per famiglie Bianca come la neve prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo e da Terrateatro. Nella stessa giornata, alle 17, nella casetta al parco di Scerne c’è stato “Quando piove canto più forte” di Paolo Fiorucci, il libraio di notte. L’8 dicembre sarà inaugurata la prima mostra dei presepi al piano terra di Villa Filiani a cura dell’Associazione “Amici del Presepio” allestita fino al 6 gennaio 2023, grazie alla collaborazione dell’associazione Commercianti e Artigiani Pinetese. Ci saranno anche opere di presepisti noti a livello nazionale come il maestro Antonio Pigozzi. L’ingresso è libero con apertura dalle 15 alle 19 nei giorni feriali, i festivi e il sabato e la domenica dalle 9,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 19. Sabato 10 in centro ci sarà l’apertura della pista su ghiaccio “Pineto on ice” a cura di Summersmile e Antares. Domenica 11 alle 16 nella Chiesa di San Silvestro a Mutignano è in programma il Concerto di Natale con la Fanfara dei Carabinieri in occasione della riconsegna delle opere di Andrea De Litio. Il 12 e il 13 alle 21,15 al Teatro Polifunzionale doppio appuntamento con la musica diretta da Angelo Valori: il 12 i sarà l’Italian Contemporary Orchestra in “Hits and Strings”, il 13 “Angelo Valori&Medit Voices” in “A Merry Funk Christmas”. Il 17 dicembre sarà inaugurata a Villa Filiani la casa di Babbo Natale con Le vie dell’Arte aperta dal venerdì alla domenica dalle 17,30 alle 19. Il 26 alle 18 ci sarà il concerto Natale in Jazz con il coro polifonico Ars Vocalis e il M° Carmine Leonzi al Teatro Polifunzionale. Il 27 alle 16 e alle 21, sempre in Teatro, ci sarà anche il Natale Ucraino con l’associazione “Il centro culturale dell’Ucraina”. Il giorno successivo in Teatro alle 16,30 ci sarà il concerto degli allievi dell’Accademia musicale di Spoltore e della scuola di musica Groove Studios di Pescara e Pineto “Piccole stelle brillano” e alle 21 Live Christimas con la direzione artistica di Pina Perinetti e Massimo Di Rocco e la conduzione di Alessia Fabrizio. Il 29 alle 21 negli stessi spazi ci sarà lo spettacolo teatrale “Vite mandì sta canne, canne mandì sta vite” della Compagnia Teatrale Atriana a cura della Pro Loco di Pineto. Il 30 sarà proiettato in teatro il film “In viaggio con Jacqueline” nell’ambito di Bibliocine. Il 6 gennaio le Vie dell’Arte riproporranno nel giardino di Villa Filiani l’amata iniziativa “E se tornassero le befane” e alle 18 della stessa giornata, in Teatro, ci sarà lo spettacolo per bambini “Mulan e il drago” a cura del Teatro dei Colori.

 

Tra gli altri appuntamenti: il 17 dicembre alle 16 ci sarà una tombolata nella casetta del parco di Scerne con Scerne Lab e alle 17,30 in Teatro l’iniziativa Natale di Pace organizzata da Its San Giuseppe. Il 18 il Comitato Genitori Scerne organizza un mercatino di Natale in Piazza D’Annuntiis e alle 17,30 ci sarà un Concerto di Natale in teatro a cura della Make Music, Music Art e Suono, dal titolo: “Un Natale con Elmer” – favola musicata con i bambini del corso Musica per crescere 6/7 anni. La stessa realtà il 23 proporrà in teatro alle 20,30 un Concerto di Natale sui Beatles. Il 20 il nido per l’infanzia Pollicino propone in teatro alle 18,30 “Un Natale Spettacolare”. Il 21 Sylvia Pagni proporrà “Natale… è con noi” con l’Accademia dello spettacolo S.L.M. alle 21 al teatro. Il 22 prevista la presentazione del libro “En – I fili del destino” di Aura Di Febo alle 18 a Villa Filiani nella Sala Corneli, mentre alle 20,30 in Teatro l’Associazione Il Cigno propone uno spettacolo di danza e alle 21 a Villa Filiani ci sarà la presentazione del progetto delle Ciclovie del Cerrano “Bike xmas”. Il 26 nella Chiesa di Sant’Agnese alle 21 ci sarà “Natale è tre forme d’arte: musica, poesia e pittura si incontrano” a cura di Elisa D’Angelo. Il 27 alle 18 nella Sala Corneli di Villa Filiani saranno presentati i libri di Alessio Bronico (Splendora) e di Kristine Maria Rapino (Fichi di marzo). Per la sera del 31 dicembre il centro anziani Il Fiordaliso organizza un veglione. Il 3 gennaio l’associazione Gioia organizza “Alla ricerca del miracolo della notte di Capodanno” iniziativa dedicata agli ucraini ospiti a Pineto. Il 7 gennaio ci sarà la proiezione del film della Walt Disney “Luca” nell’ambito di Bibliocine.

 

Abbiamo proposto anche quest’anno – commenta il Sindaco del Comune di Pineto, Robert Verrocchioun programma ricco e vario nel quale cerchiamo di rispondere alle esigenze di tutte fasce di pubblico, con particolare attenzione ai più piccoli, con spettacoli teatrali, la casa di Babbo Natale e le Befane. Torna la pista su ghiaccio e non mancheranno i concerti di Natale oltre a iniziative importanti con la comunità ucraina nostra ospite. Ringrazio a nome di tutta l’amministrazione comunale tutte le associazioni coinvolte per il prezioso attivismo. Siamo certi che gli appuntamenti proposti saranno graditi dai cittadini e saranno in grado di attrarre anche molte persone dai comuni limitrofi”.




Ospite a ROMA per “Più libri, più liberi 2022” l’autore abruzzese Beniamino Cardines CANDIDATO AUTORE dell’ANNO 2022-2023 Letteratura per nuovi lettori nextgen

 

Lo scrittore e giornalista abruzzese Beniamino Cardines torna a far parlare dei suoi libri che in pochi anni hanno conquistato il cuore dei giovani lettori. Mercoledì 7 dicembre sarà ospite a Roma della prestigiosa rassegna “Più libri, più liberi 2022” a La Nuvola di Fuksas. Due presentazioni con firma copie al Padiglione P11 della LFA Publisher Italia-Spagna, la mattina dalle 11 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 17 e incontro con l’autore e “Le avventure di Plastica 1 e 2”.

A pochi giorni dal rientro dal Salone Internazionale del Libro di Torino 2022, l’editore Lello Lucignano della casa editrice LFA Publisher di Napoli (NO EAP) ha annunciato la candidatura di Beniamino Cardines a finalista “Autore dell’Anno per il 2022 e 2023”, per l’impegno costante dimostrato nel corso del tempo nella divulgazione dei suoi libri rivolti alle nuove generazioni.

Forte del doppio successo de “Le avventure di Plastica 1/L’inizio delle cose” e “Le avventure di plastica 2/Cose molto pericolose” (LFA Publisher), già vincitore del Premio Letterario Nazionale “Luigi D’Amico 2019” per la Letteratura Ragazzi e di altri premi letterari. Con “Le avventure di Plastica 2/cose molto pericolose” affronta l’attualità dei cambiamenti climatici e la coscienza ecologica, visti dall’ottica degli adolescenti.

 

Beniamino Cardines, scrittore: “Sono molto felice di tutto ciò che sta accadendo grazie e attorno ai miei libri. E sono ancora più felice di questa candidatura a sorpresa che il mio editore Lello Lucignano ha voluto annunciare a seguito di tanto impegno e di numerosi laboratori e progetti legati alle avventure di Plastica. Sono consapevole che c’è moltissimo da fare soprattutto con le nextgen, promuovere valori, dialogo, confronto. Narrare è come accendere fari su angoli bui dell’esistenza. Mi servo dei libri per provare a dire qualcosa e dirlo forte, anche divertendo. La mia letteratura è presa di coscienza, scrivo per i ragazzi e per gli adulti con la stessa passione e lo stesso entusiasmo. Ognuno di noi può fare qualcosa, deve. Se vogliamo davvero un mondo migliore tutto deve partire da ogni singolo cittadino. ”

 

Lello Lucignano, editore LFA Publisher: “Plastica è uno dei progetti più belli e importanti che abbiamo sviluppato in questi ultimi anni, ne siamo entusiasti. Ha un messaggio fortissimo, è una presa di coscienza generazionale. Abbiamo capito da subito che davanti a noi c’era un talento letterario fuori schema e ci siamo trovati tutti d’accordo a voler investire sul manoscritto che avevamo letto e che era piaciuto a tutto il gruppo di lavoro della Casa Editrice. Beniamino è un autore pieno di passione, di energia, di creatività. Il suo libro Plastica 1 è uscito a luglio del 2019, a novembre un premio importantissimo. Poi ha fatto seguito Plastica 2, e numerosi progetti realizzati con presentazioni, festival, scuole, incontri, laboratori, eventi di ecologia tutto racchiuso nei Plastic Tour. Aspettiamo Plastica 3 che sarà pieno di invenzioni e di personaggi incredibili che noi per primi abbiamo imparato ad amare.”

 




GiocaCultura a Giulianova si veste del calore del Natale. Sabato e domenica prossimi, laboratori di archeologia con i Saturnalia e di musica con le filastrocche di Rodari.

Prenderà il via il prossimo fine settimana la nuova programmazione di “GiocaCultura Natale”, la tradizionale serie di appuntamenti in chiave natalizia dedicata a bambini e ragazzi, organizzata dai Musei civici e dalla Biblioteca Civica “Vincenzo Bindi” di Giulianova. Fino al 7 gennaio infatti, saranno di nuovo le operatrici del servizio educativo museale a guidare i giovani cittadini in esperienze culturali attraverso la creatività e il gioco, dalle letterine pop -up alla musica con le melodie natalizie, dalle radici romane del Natale all’arrivo della Befana con l’argilla. Si parte sabato 10 dicembre alle 16.30 con “Io, Saturnalia. Il Natale dei Romani” a cura di Andrea Mazzarulli. Partendo dalla celebrazione dei Saturnalia, la festa in onore del dio Saturno celebrata dai cittadini romani attorno al solstizio d’Inverno, si ripercorreranno le tradizioni antiche e lo scambio di doni, tra cui i “sigilla”, statuine di argilla da cui derivano quelle del presepe odierno. I bambini, dopo la visita al museo archeologico Torrione “La Rocca” e una breve spiegazione sul mestiere dell’archeologo, si cimenteranno nella realizzazione di una statuetta da portare a casa. Domenica 11 dicembre invece, sempre alle 16.30, sarà la volta di “Natale in musica con Rodari”. Guidati da Simona Cinciripini, i bambini si divertiranno a fare propria, con varie modalità, la “Filastrocca del Natale” di Gianni Rodari. Dopo un gioco sulla “body percussion” per presentarsi, la filastrocca diventerà protagonista. Ne ascolteranno la versione musicale ed infine costruiranno con materiali di recupero delle maracas a tema natalizio per poterla “musicare” al meglio. Per informazioni sui costi ed effettuare le prenotazioni obbligatorie, è possibile chiamare il numero 0858021290 o scrivere a museicivici@comune.giulianova.te.it Si ricorda inoltre che la Pinacoteca civica “Vincenzo Bindi” è aperta alla visita il sabato, la domenica e i festivi, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 20. Tutti gli aggiornamenti sugli appuntamenti di GiocaCultura Natale e non solo, sono disponibili sulla pagina Facebook ed Instagram del Polo Museale Civico di Giulianova e sui siti web pinacotecabindi.it e visitgiulianova.com.




GIULIANOVA – Domani, mercoledì 7 dicembre, alle ore 16 al Kursaal lo storico Sandro Galantini terrà una lezione sulla presenza marchigiana a Giulianova dal ‘400 sino alla metà dell’Ottocento.

La lezione, organizzata nell’ambito dell’anno accademico 2022-23 dell’Università della terza età e del tempo libero di Giulianova, evidenzierà la costante presenza marchigiana sin dal ripopolamento voluto da Giulio Antonio Acquaviva a seguito della edificazione nel 1470 della nuova città. Gli Acquaviva peraltro manterranno  saldi legami con la località marchigiana di Ripatransone mentre è noto come il duca Andrea Matteo sin dal 1519 ebbe come suo tipografo di fiducia il corinaldese Antonio Frezza. Sarà però nel corso del ‘700 che la presenza marchigiana avrà modo di rinvigorirsi. Altre immigrazioni renderanno Giulianova a metà Ottocento un centro a forte presenza di marchigiani, con numerosissime famiglie provenienti dai territori d’oltre Tronto per gran parte dedite all’attività marinara.