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Una grande prima serata per “SquiLibri”; empzione sul palco per lo Strega Tour

 

 

Una prima serata dai grandi numeri quella di ieri in occasione dell’inaugurazione della prima edizione del Festival “SquiLibri – Festival delle Narrazioni” (24 -26 giugno) a Francavilla al Mare: un ampio spazio dedicato alla cultura in varie forme, ai grandi nomi della letteratura, allo street food, alla Fiera del Libro dell’Editoria indipendente oltre che ad un ritrovo di confronto sociale di grande spessore.

 

Un’ottima intuizione quella dello scrittore abruzzese Peppe Millanta, Direttore artistico del Festival che ha anche accolto lo Strega Tour con i sette finalisti del Premio Strega presenti sul palco di Francavilla al Mare in occasione dell’unica data abruzzese  prima della finale che si terrà a Roma il 7 luglio. Ecco i finalisti: Mario Desiati ‘Spatriati'(Einaudi), Claudio Piersanti ‘Quel maledetto Vronskij’ (Rizzoli)
Marco Amerighi ‘Randagi'(Bollati Boringhieri), Veronica Raimo ‘Niente di vero'(Einaudi), Fabio Bacà,’Nova’ (Adelphi), Alessandra Carati, ‘E poi saremo salvi’ (Mondadori), Veronica Galletta, ‘Nina sull’argine’ (minimum fax).

 

A fare gli onori di cara, al fianco di Millanta, il sindaco del Comune di Francavilla Luisa Russo, e l’Assessore alla Cultura Cristina Rapino: il Festival organizzato dal Comune di Francavilla e dalla Scuola Macondo di Pescara ha già, in questa prima serata, dato grandi soddisfazioni. A rendere omaggio ai finalisti sul palco di SquiLibri, anche l’Assessore alla Cultura per la Regione Abruzzo Daniele D’Amario che ha creduto in questa iniziativa e l’ha sostenuta sin dall’inizio.

 

“Per noi è un onore ospitare a Francavilla al Mare l’unica data abruzzese del Premio Strega – spiega Millanta – ma non solo, anche tutti gli altri ospiti, testimoni, ognuno con la propria sensibilità di quegli ‘squilibri’ che sono alla base della filosofia del Festival: gli ‘squilibri’, che attraversano il nostro presente, tentano di intuire in che direzione si muoverà il nostro domani. Nel ringraziare quanti hanno appoggiato e creduto in questo Festival auguro anche buona fortuna ai finalisti del prestigioso Premio”.

 

Tra tutti gli ospiti attesi per la serata conclusiva del festival anche Pierdante Piccioni autore di “Meno dodici” che ha ispirato Doc, Maura Chiulli, Paolo Fiorucci Alessandro Scafi, Andrès Montero, Michela Marzano.




Luca Serianni a San Benedetto del Tronto, presentato il libro “Parola di Dante”

Luca Serianni a San Benedetto del Tronto, presentato il libro “Parola di Dante”

di Manuela Valleriani

 

Si è svoltain una calda seratadi inizio estate, presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (AP), la presentazione del libro “Parola di Dante”, scritto dal noto linguista e filologo Luca Serianni e pubblicato da Il Mulino edizioni. L’incontro, moderato dai docenti Michele Ortore e Adriana Paoletti, è stato organizzato dalla libreria Nave Cervo e ha visto anche la partecipazione di Lina Lazzari, Assessore alla Cultura del Comune di San Benedetto del Tronto.

Il 2021 è stato l’anno delle celebrazioni dantesche dovute alsettecentenario della scomparsa dell’Alighieri, e tante sono state le pubblicazioni, anche da parte dei cosiddetti ‘addetti ai lavori’, fiorite per rendere omaggio al Sommo poeta e al suo celebre capolavoro, la “Divina Commedia”. Un’opera, scrive il prof. Serianni nell’introduzione al suo saggio, che “non ha mai cessato di rappresentare un serbatoio linguistico dal quale i letterati hanno attinto”, e che nel tempo ha notevolmente alimentato il vocabolario fondamentale del nostro italiano. L’eredità linguistica che Dante ci ha lasciato è fatta di parole ed espressioni dalla storia diversa: Luca Serianni, professore emerito di Storia della lingua italiana all’Università “La Sapienza” di Roma, Accademico della Crusca e dell’Accademia Nazionale dei Lincei, vicepresidente dal 2010 della Società Dante Alighieri, ne ripercorre in questo volume alcuni “assaggi”,guidando sapientemente i lettori – anche non specialisti -ad accostarsi al lessico del genio dantesco e ad un’opera, come la Commedia, che non rappresenta soltanto un esempio insuperato di creazione poetica, ma una fonte viva di lingua e di stile.

Un primo interrogativo posto dallo studioso è: in che misura la lingua usata nella Commedia corrisponde a quella usata davvero da Dante? Il problema nasce dal fattoche non abbiamo autografi danteschi; in compenso c’è una ricca tradizione manoscritta – i manoscritti esistenti sono più di 800 -che si è sviluppata molto precocemente proprio per effetto del grande successo avuto dal celebre capolavoro, senza contare poi il fenomeno della contaminazione da parte dei copisti, che mescolavano rami diversi della tradizione con la memoria personale, spesso labile e imprecisa.

Rispetto all’italiano contemporaneo, la continuità linguistica con il vocabolario dantesco è a volte reale e a volte no: alcune parole usate da Dante resistono infatti nella nostra lingua fino ad oggi, a volte cambiando completamente, a volte solo in parte, il significato. Altre volte è stato Dante stesso a coniare nuove parole, o ad usarle per primo in italiano. Il libro di Serianni ripercorre direzioni ed esempi in questo senso: scopriamo allora che la parola “affetto”, nell’accezione di “inclinazione sentimentale che spinge ad amare e a volere il bene di qualcuno o qualcosa”, è utilizzata con questo stesso significato da Dante nel canto II del Purgatorio, in occasione dell’incontro di Dante personaggio con Casella, ma in un passo del Paradiso (canto XXVI) il poeta utilizza la parola “affetto” con il significato di “passione”, “impulso,” per rappresentare l’ardore di carità dei beati. Anche l’ “affetto” di cui si parla nel celebre canto V dell’Inferno, riguardoalla vicenda di Paolo e Francesca, indica un desiderio, dunque non corrisponde in modo puntuale al significato che questa parola ha nell’italiano contemporaneo. Lo stesso dicasi per “amore” e “amare”, che Dante utilizza sì nel senso di attrazione fisica e sentimentale verso un’altra persona, come lo intendiamo oggi (ad esempio quando parla dell’amore coniugale tra Ulisse e Penelope), ma anche per indicare il sentimento verso un amico – laddove noi parleremmo invece di un “voler bene” e non di “amare” – quando Dante incontra Carlo Martello nel Paradiso: “Assai m’amasti/ e avesti ben onde”(canto VIII, v. 55).Serianni ha sottolineato, inoltre, durante l’incontro pubblico dell’altra sera, che l’uso dantesco della parola “amare” per indicare rapporti di amicizia è perdurato a lungo nella tradizione letteraria, almeno fino all’Ottocento, dato che lo ritroviamo in una lettera scritta da Leopardi al suo amico letterato Pietro Giordani.

Suggestivo e ricco di numerosi spunti di riflessione linguistica e sociale, in relazione anche al contesto culturale del Trecento, è il capitolo dedicato dallo studioso romano alle “parole assenti” dalla Commedia, come ad esempio “bambino”: le forme ricorrenti in Dante sono “fanciullo”, oppure “fantino” e “fantolino”; così come “ragazzo” all’epoca di Dante voleva dire solo “mozzo di stalle, garzone”. Nel capitolo dedicato alle “parole stravolte” Serianni si sofferma invece sull’inevitabile alterazione, dovuta sempre alla grande fortuna e popolarità della Commedia, dei significati originali del lessico dantesco, attraverso la banalizzazione di un concetto, con la conseguente modifica del dettato originale; spesso, tra l’altro, la ripresa di un verso dantesco ha assunto una connotazione ironica, come nel caso dell’espressione “bel Paese”.

Significative sono poi, per quantità e qualità, le parole a cui Dante per la prima volta dà cittadinanza in italiano, dal momento che la poesia della Commediaè l’esempio di una lingua enciclopedica in grado di rappresentare tutte le sfumature del reale: rientrano in questo campo i latinismi, ovvero gli adattamenti in volgare di parole circolanti nei libri scritti in latino, dall’età classica in poi, che Dante usa per variare la stessa nozione, riservando la forma più aulica alla cantica che più abbonda di forme latineggianti, il Paradiso.

Gli ultimi capitoli del saggio di Luca Serianni sono infine dedicati alla disamina del plurilinguismo e del pluristilismo dantesco, che si nutre di “inclusività” di narrazione e contesti, di “plurivocità”, intesa come compresenza di voci diverse, e di “mimeticità”, che consiste nella riproduzione del discorso altrui: una curiosità rivelataci dall’analisi del prof. Serianniè che nella Commedia il parlato dei personaggi sfiora il 60% totale dei versi.

 

Tanti i docenti presenti a San Benedetto del Tronto per questa preziosa occasione di incontro; tante quindi, anche le domande riguardanti lo studio di Dante a scuola e il rapporto con la tradizione, la difficoltà di proporre ai giovani un testo così complesso come la “Divina Commedia” e di trasmettereal meglio l’esperienza del capolavoro dantesco, con il suo carattere di irripetibilità.“L’opera di Dante”, ha affermato Luca Serianni, “è un contenitore di sentimenti: i classici continuano a parlare nel tempo, dunque parlano ai contemporanei, ma per insegnare bene è importante che ciò che si insegni abbia una ricaduta sul reale”. Per quanto riguarda l’aspetto linguistico, ha conclusolo studioso,“un suggerimento potrebbe essere quello di attualizzare i termini danteschi, altrimenti la comunicazione resta inerte; è utile quindi fare paragoni con l’italiano di oggi, tenendo presente però che non si può insegnare tutto, e che alcuni commenti non servono”. Parola di Dante.




CONCERTO DI SOLIDARIETÀ DEL TRIO “PIANISTE ALL’OPERA” ORGANIZZATO DAL LIONS CLUB “I MARRUCINI”

EPSON MFP image

Chieti – Domenica 26 giugno, alle 18. 30, l’Auditorium “Le Crocelle” ospiterà il concerto di solidarietà TRIO “Pianiste all’Opera”, esibizione di pianoforte a sei mani in “La Trilogia popolare di Giuseppe Verdi – Fuoco e gelosia, passione e inganno, sentimento e intrigo”. L’evento è stato organizzato e fortemente voluto dalla nostra Officer Lions Clubs International Foundation, la signora Ettyna Dedeo.

Il concerto sarà tenuto da Rossella Masciarelli, Michela De Amicis e Erika Vicari, tre pianiste di fama internazionale, che hanno calcato i palcoscenici di tutto il mondo incantato il pubblico con la maestria unica del gioco di mani a sei. Il trio “Pianiste all’Opera” si è costituito nel 1996, amalgamando le esperienze artistiche delle tre musiciste. La particolarità della formazione (tre pianiste su un solo pianoforte) e del repertorio accomunano al virtuosismo tecnico sfumature tipiche della tessitura orchestrale. Il loro repertorio comprende musiche originali per pianoforte a sei mani, risalenti alla metà dell’Ottocento, composte da Angelo Panzini e Giusto Dacci sui temi delle più belle opere di Giuseppe Verdi e spazia inoltre a brani di Rossini, Bizet, Liszt, Gounod, Puccini e altri rielaborati dal Trio stesso. Il Trio, regolarmente invitato a tenere concerti per importanti Festival e Istituzioni musicali, ha tenuto oltre 500 concerti in Italia e all’estero.

La raccolta fondi, a contributo volontario, sarà destinata ad interventi laddove si verifichino disastri ambientali, come alluvioni, incendi e terremoti.

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Lions Clubs International è l’organizzazione di club di assistenza più grande del mondo, con 1,4 milioni soci in oltre 47.000 club sparsi in tutto il mondo e con progetti comunitari in oltre 208 Paesi e aree geografiche. Fondata nel 1917, l’associazione è conosciuta principalmente per la lotta alla cecità, ma si dedica anche al volontariato sostenendo diversi progetti comunitari, tra cui protezione dell’ambiente, lotta alla fame e assistenza agli anziani e ai disabili.




1° Gran Premio Città di Sant’Egidio alla Vibrata – 19° Memorial “Abramo Guercioni” – tutto pronto per il 19° raduno Ferrari in Val Vibrata – 25 e 26 giugno 2022

Sabato 25 giugno, alle ore 15,30, con il raduno in Piazza Europa a Sant’Egidio alla Vibrata e le iscrizioni ufficiali, inizierà il 19° Memorial “Abramo Guercioni” – 1° Gran Premio Città di Sant’Egidio alla Vibrata – organizzato dalla Scuderia Ferrari Club Villa Rosa di Martinsicuro, guidati dal presidente Dino Natali. Alle 17,30 partenza con percorso di regolarità lungo la Val Vibrata; 20,30 ritrovo presso il ristorante Dejavu e successiva premiazione degli equipaggi Ferrari con il miglior punteggio; 23,30 rientro degli equipaggi nei punti di pernotto. Il giorno successivo, Domenica 26 giugno, ritrovo e timbro-presenza presso il Bar Canarino di Villa Rosa; 10,30 partenza del secondo percorso di regolarità fino alla Cantina di Colonnella, passando per il lungomare di Tortoreto; 13,00 pranzo dal ristorante Vana Vana di Villa Rosa e premiazione del secondo percorso di regolarità e classifica finale con la consegna dei trofei da parte delle autorità cittadine. Secondo le previsioni degli organizzatori gli equipaggi iscritti dovrebbero raggiungere le 30 unità, provenienti dalle regioni Abruzzo e Marche, ed altri club dal Lazio. I volontari della Protezione Civile “Gran Sasso d’Italia”di Sant’Egidio alla Vibrata, guidati dal suo presidente, Fabrizio Roccetti, garantirà il regolare svolgimento della manifestazione garantendo la sicurezza durante la manifestazione.




È  iniziato a Roseto il corso gratuito di difesa personale ” Io mi difendo”

Organizzato dall’Associazione “Il Guscio” contro la violenza di genere, e fortemente voluto e promosso dalla presidente Andreina Moretti che dice “Non aspiriamo a diventare dei rambo, ma ad avere la consapevolezza del nostro corpo e delle nostre potenzialita”. Il corso si avvale dell’ affiancamento dalla psicologa Fabiola Barnabei che cura la parte psicologica con i suoi interventi, e prevede anche il coinvolgimento di un avvocato per la parte legale. I maestri Giancarlo Di Marcantonio e Raffaella Nanni, della “Asd Dojo Karate Dance” oltre ad essere esperti e preparati, sono sensibili al tema della violenza, e alle 10 lezioni pattuite, aggiungeranno degli incontri di recupero e approfondimento.




EDITORIA. L’Associazione Teramo Nostra e Artemia Nova Editrice presentano in libro: Prescelto e Prediletto osservazioni analitiche all’ombra del materno di Marcello Farina

domenica 26 giugno 2022 – ore 20,30
TERAMO
Chiostro Madonna delle Grazie
Nel secondo appuntamento di “Autori nel chiostro”, si presenta il libro di Marcello Farina intitolato
“Prescelto e Prediletto – osservazioni analitiche all’ombra del materno”. L’evento organizzato da Teramo
Nostra e Artemia Nova Editrice si tiene nel Chiostro Madonna delle Grazie, domenica 26 giugno 2022 alle
ore 20,30.
Modera e presenta l’incontro: Sara Palladini
Interventi : Leandro Di Donato e Raffaella Di Dregorio
Il libro analizza la differenziazione, all’ombra dell’archetipo materno, dei figli nell’inconscio dei
genitori e della madre in particolare. L’analisi fenomenologica di queste dinamiche ha reso
possibile una definizione interpretativa a due “copioni” psicologici, due modi distinti di essere
figli: prediletto e prescelto. Mentre il figlio prescelto ubbidisce a ciò che la madre chiede, il
figlio prediletto è giustificato dalla madre.
Marcello Farina, psicoanalista di scuola junghiana, si è formato al GAPA (Gruppo Autonomo di Psicologia Analitica) di Roma.
Indirizzato alla Psicologia Archetipa di J.Hillman, per lo studio delle immagini primarie psichiche, attualmente si occupa di tematiche
inerenti all’influenza della Madre archetipa sulla madre reale nel rapporto con i figli e alla tipologia del Puer.
”Prescelto e prediletto” è il secondo libro di una trilogia sul materno inaugurata da “Vorrei Amarvi” pubblicato nel 2018 con
Artemia Nova Editrice.




Presentato questa mattina nella Pinacoteca civica, a palazzo Bindi, il programma delle iniziative e dei servizi estivi  promossi e organizzati dal Polo Museale Civico e dalla Biblioteca.

 

Tour guidati, incontri letterari, laboratori per bambini. Nel programmazione dei servizi e degli eventi stilato dall’ Assessorato alla Cultura e dalla direzione del Polo museale e della Biblioteca civica, c’è molto, per tutti, e molto altro ancora arriverà.
Tutto ciò che è stato messo in campo  è stato illustrato, questa mattina, a palazzo Bindi, dall’assessore Paolo Giorgini e dal direttore dei Musei e della Biblioteca Sirio Maria Pomante.
In arrivo, si è detto subito,  l’ “Hospitality Card”, una tessera che consentirà ai turisti che ne siano in possesso di poter accedere gratuitamente ai musei cittadini e di utilizzare il bus navetta. Tutti i martedì e i giovedì sarà possibile andare “Alla scoperta del Centro storico di Giulianova”. Il tour,  dal costo di 15 euro,  comprende la visita guidata a piedi nel centro storico della città, il biglietto per il Polo Museale, la visita della Pinacoteca Bindi ed una degustazione di tipicità gastronomiche in piazza Buozzi.  “Giulianova sotto le stelle tra arte e storia” prevede invece un giro su autobus aperto che toccherà i musei civici, in particolare la Pinacoteca.  Dal Primo luglio, ogni  mercoledì e venerdì, si partirà da piazza Dalmazia e piazza del Mare. Tutti i sabati, invece, si andrà in e-bike, con la bici elettrica, “tra natura, storia ed arte”, da Giulianova a Roseto,  attraversando il borgo di Montepagano, la riserva naturale del Borsacchio ed altri principali luoghi di interesse storico e culturale. Anche in questo caso sono compresi, oltre al noleggio della bici elettrica e alle dotazioni di sicurezza, l’ausilio di una guida, il biglietto del Polo Museale e la degustazione.
Ricco il programma degli incontri letterari. Oltre alla rassegna dei “Giovedì in terrazza”, che si inaugura stasera e  si concluderà il 14 luglio,  è prevista una fitta serie di presentazioni di volumi. La prima,  lunedì 27 giugno, accenderà i riflettori su “Una vita vissuta tra l’incudine della DC e il martello dei “compagni” carrieristi” di Pasquale Limoncelli,  edito da Associazione Casa della Cultura “Carlo Levi”. Martedì 19 luglio sarà invece la volta di Ornella Albanese e del suo nuovo romanzo “Il Falconiere dei re” (Mondadori).
Rimarrà aperta fino al 31 luglio, inoltre, la mostra personale dell’artista mosaicista Bruno Zenobio, nel chiostro di palazzo Ciafardoni in corso Garibaldi.
I laboratori per bambini, nella veste estiva di “GiocaCultura Summer Camp”,  diventeranno appuntamenti fissi per l’intero mese di luglio. Si tratta,  nello specifico,  di quattro giorni settimanali dedicati ad attività educative su archeologia, scultura, pittura, musica lettura e tanto altro.
Il Punto Informazioni e la biglietteria, in piazza Buozzi, resteranno aperti  dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 22 ; sabato e domenica con orario 10-12.30 / 17-22.
La Pinacoteca civica “V. Bindi”, in corso Garibaldi 14, è visitabile  dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 22; sabato e domenica con orario 10 -12.30 / 17-22.30.
La sala civica di scultura “Pagliaccetti” in piazza della Libertà, e il Museo civico archeologico “Torrione La Rocca” in via del Popolo, aperti dal martedì alla domenica, dalle 21 alle 23.
Tutti i dettagli ed ulteriori informazioni sono reperibili sul portale web visitgiulianova.com; www.pinacotecabindi.it, nonché al numero 085 8021290 o scrivendo a museicivici@comune.te.it




L’Aquila. E’ uscito in libreria il secondo volume della pubblicazione Luoghi e genti d’Abruzzo: cultura e tradizioni scorrendo il calendario, di De Siena Editore, a cura di Maria Giulia Picchione, Antonella Lopardi e Alessandra Mancinelli

È uscito in libreria il secondo volume della pubblicazione Luoghi e genti d’Abruzzo: cultura e tradizioni scorrendo il calendario, di De Siena Editore, a cura di Maria Giulia Picchione, Antonella Lopardi e Alessandra Mancinelli, dedicato alle principali manifestazioni, civili e religiose, proposte in ordine cronologico, che si svolgono nei vari luoghi della regione nel semestre primavera-estate.

L’opera editoriale è stata ideata e realizzata dalla Soprintendenza Belle arti e Paesaggio dell’Abruzzo, oggi riformata nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo e per le province di Chieti e Pescara, guidate dall’arch. Cristina Collettini. Pubblicata grazie al prezioso contributo economico dell’Ance L’Aquila, l’opera si compone di due libri organizzati, anche per ragioni legate al turismo regionale, in semestri: il 1°, che ha ricevuto il “Premio Italive 2017” per il contributo dato  alla valorizzazione del territorio regionale abruzzese, è riferito al semestre autunno-inverno; il 2°, appena pubblicato, è dedicato al semestre primavera-estate.

 

Si tratta di uno studio sistematico condotto per l’intero territorio dell’Abruzzo sulle feste, civili e religiose – proposte seguendo il ritmo del calendario popolare, secondo lo scorrere delle stagioni e dei rituali a esse connessi – e sulla stretta interrelazione  tra gli aspetti del territorio e quelli etnoantropologici legati alle ricorrenze, alle processioni, ai riti sacri che si intrecciano con la natura dei luoghi e con la geografia dei contesti, proponendosi non solo di stimolare le comunità, attraverso la loro partecipazione attiva, alla conservazione delle tradizioni e della loro memoria collettiva ma anche di contribuire all’educazione alla tutela dei luoghi fisici connessi a tale memoria, con i risvolti etici, sociali ed economici delle varie realtà territoriali.

In linea con gli obiettivi e le finalità della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio immateriale – adottata dall’UNESCO il 17 ottobre 2003 e ratificata dall’Italia il 27 settembre 2007- e in piena assonanza con i principi e le finalità della Convenzione di Faro, sul valore che il patrimonio culturale riveste per la società – adottata dal Consiglio d’Europa il 27 0ttobre 2005 e ratificata in Italia con la legge 133 del 1° ottobre 2020 – la realizzazione dell’opera editoriale si propone quale strumento di conoscenza e divulgazione del ricchissimo patrimonio culturale regionale, con l’obiettivo di “promuovere l’educazione alla protezione dei luoghi, degli spazi naturali, dei luoghi della memoria, la cui esistenza e salvaguardia è necessaria ai fini dell’espressione del patrimonio culturale immateriale”.

 

La cultura tradizionale abruzzese, fatta di borghi che, a fronte del dramma dell’abbandono, della crisi del modello economico del passato e del progressivo degrado, possono segnare un momento di riscatto grazie proprio alla ricchezza delle loro diversità e peculiarità, viene proposta nella pubblicazione scorrendo i giorni del calendario popolare.

 

Si tratta di una modalità che consente di ‘raccontare’ il vasto patrimonio culturale di una regione che ha le sue eccellenze nella costellazione di luoghi fisici, naturali e antropizzati, e nella relativa cultura immateriale generata nel corso di secoli con usanze, credenze, tradizioni, feste, rituali.

 

Emerge così un quadro ricco e articolato di luoghi e saperi cui è necessario, ora più che mai, restituire dignità, sia perché non venga cancellata una cultura millenaria, sia per consentire alle generazioni future di non smarrire la propria identità a favore di una genesi che si vuole sempre più legare all’oggi.

 

E lo strumento della festa, evento che racchiude in sé la somma di culture diverse ma complementari – artistiche, religiose, antropologiche, gastronomiche – consente di leggere con chiarezza la straordinaria originalità e ricchezza dei paesaggi antropici o naturali della tradizione, permettendo a ognuno, questo è l’auspicio, di recuperare la propria, fondante, identità culturale.




GIULIANOVA. PROGRAMMA “GIOVEDI’ IN TERRAZZA 2022”

– 23 giugno, ore 21.15: FONTI PER LO STUDIO DEL BRIGANTAGGIO MERIDIONALE (SECOLI XVIII-XIX). Alla scoperta del fenomeno con la curatrice del volume, edito da Ricerche&Redazioni, Francesca Fausta Gallo, preside e ordinario di Storia Moderna della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo, e con gli autori Ottavio Di Stanislao, direttore dell’Archivio di Stato di Teramo, e Angelo Rinaldi, Dottorando in Storia dell’Europa dal Medioevo all’età contemporanea presso l’Università di Teramo. – 30 giugno, ore 21.15: LE OPERE DI VENANZO CROCETTI A ROMA. Sull’itinerario delle opere romane del grande maestro giuliese del Novecento con l’autrice del libro, edito da Ricerche&Redazioni, Cecilia Paolini, storica dell’arte e docente dell’Università di Teramo, e con Carla Ortolani, presidente della Fondazione “Venanzo Crocetti”. Al termine visita delle sculture di Venanzo Crocetti nel Duomo di San Flaviano. – 7 luglio, ore 21.15: LUOGHI E GENTI D’ABRUZZO: CULTURA E TRADIZIONI SCORRENDO IL CALENDARIO. La potenza dei simboli e del patrimonio immateriale dell’identità degli Abruzzi riconosciuto attraverso il secondo volume della raccolta edita da De Siena, con le curatrici Maria Giulia Picchione, già Soprintendente d’Abruzzo, Antonella Lopardi e Alessandra Mancinelli, funzionari della Soprintendenza ABAP di L’Aquila e Teramo, con Alessandra Gasparroni, antropologa e docente, e Vincenzo Battista, giornalista ed etnografo. – 14 luglio, ore 21.15: «FORSE CHE SI` FORSE CHE NO» IN MUSICA: FROTTOLE E REMINISCENZE. ANTICO E MODERNO IN GABRIELE D’ANNUNZIO. Paola Besutti, musicologa, docente e presidente del DAMS dell’Università di Teramo, e il maestro Piergiorgio Del Nunzio, docente presso il Conservatorio di Fermo, ci condurranno in un viaggio tra letteratura e canto dal Rinascimento estense all’opera del Vate. Interventi musicali a cura del soprano Flavia Lapasta. In caso di maltempo gli appuntamenti si svolgeranno nella Sala comunale “Bruno Buozzi”, piazza Buozzi (dietro Palazzo Bindi)




Al mosaicista Bruno Zenobio il premio “Rosetano dell’Anno 2022”

 

È stata una serata veramente straordinaria, con la presenza di oltre cinquecento persone, un vero record. Si può sintetizzare così l’evento legato alla cena di beneficenza e al premio “Rosetano dell’anno 2022” di venerdì scorso presso l’Hotel Bellavista, promossa dalle associazioni Abruzzo Amore e Cerchi Concentrici Promotor, dall’Istituto d’Istruzione Superiore Moretti di Roseto, dall’Asd Pattinaggio Roseto e dalla rivista culturale Chorus. La presenza di così tante persone, la grande disponibilità di oltre trenta sponsor hanno reso possibile una donazione di ben 11.200 euro, che sono stati ripartiti equamente tra il “Banco Alimentare” di Roseto e l’associazione “Dalla Mia Parte”, che si occupa di assistenza ai disabili. Tra i presenti, c’erano diverse autorità istituzionali e militari locali.

Il tanto atteso premio “Rosetano dell’Anno 2022 è andato all’artista Bruno Zenobio, tra le massime espressioni a livello nazionale dell’antica arte musiva. Atriano di nascita ma da cinquant’anni residente a Roseto, Zenobio ha ricevuto premi a livello internazionale ed ha realizzato la più grande composizione d’Abruzzo nella chiesa del S. Cuore di Roseto, di oltre 650 mq. Le sue opere fanno bella mostra un po’ in tutto il mondo e accolgono il viaggiatore che atterra all’aeroporto internazionale di Pescara. A premiarlo sono state Liliana Di Tecco di Abruzzo Amore e la dirigente scolastica Daniela Maranella, dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Moretti” di Roseto