COLLEDARA – Una serata dedicata alla cultura, alla memoria e all’identità del territorio per
ricordare Sandro Galantini, storico e giornalista tra le figure più autorevoli della vita culturale
teramana. È questo il significato della conviviale promossa dalla Delegazione di Teramo
dell’Accademia Italiana della Cucina, svoltasi venerdì 12 giugno presso il ristorante La Fornace di
Colledara.
L’iniziativa, coordinata dal delegato Claudio D’Archivio, ha visto la partecipazione del sindaco di
Fano Adriano Luigi Servi, che ha ricordato il legame di amicizia con Galantini, del giornalista
Enrico Di Carlo, che ne ha ripercorso l’eredità culturale e professionale, e della professoressa
Fiammetta Ricci, ordinaria di Filosofia Politica dell’Università di Teramo, intervenuta in occasione
della presentazione del volume Itinerari benedettini e romitaggi nell’area del Gran Sasso d’Italia di
Luciano Ricci.
Nel corso della serata D’Archivio ha ricordato Galantini «non solo per la sua grande cultura e
preparazione, ma soprattutto per le sue qualità umane. Prima ancora che uno studioso e un
intellettuale, è stato una persona di grande spessore, capace di lasciare un segno profondo in quanti
lo hanno conosciuto e apprezzato».
La conviviale si è inserita nel percorso di valorizzazione culturale che l’Accademia Italiana della
Cucina porta avanti sul territorio, promuovendo la conoscenza delle tradizioni, della storia e delle
radici delle comunità locali. Una serata partecipata e ricca di contenuti, nel segno del ricordo di una
figura che continua a rappresentare un importante punto di riferimento per la cultura teramana.





