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LA POESIA DI GIOVANNA CARBONE

LA POESIA DI GIOVANNA CARBONE

GIOVANNA CARBONE

Edito per conto dell’editore abruzzese Teaternum, è uscito in questi giorni un elegante volume, vero e proprio gioiello che sarebbe bene indicare come libro d’artista viste le suggestive illustrazioni pittoriche e grafiche, della pittrice friulana Giovanna Carbone, assai nota in Abruzzo per aver eseguito durante la pandemia opere a quattro mani con il critico d’arte Leo Strozzieri. Proprio lui insieme alla figlia storica dell’arte Chiara hanno progettato l’elegante pubblicazione impreziosita da una lucida e dotta prefazioni di un famoso ed apprezzato scrittore sempre della nostra regione, ovvero Dante Mariacacci. Sappiamo che Carbone è ritenuta dalla critica l’artista italiana più significativa nell’uso della tecnica del collage, ma ora si scopre essere eccellente scrittrice con liriche di straordinaria sensibilità. In pratica si tratta di componimenti ove l’interazione pittura-poesia secondo il detto dell’Ars poetica di Orazio Ut pictura poesis. è quantomai esplicita. Versi, i suoi, che sarebbero stati apprezzati da Giuseppe Antonio Borgese passato alla storia per aver coniato il termine Crepuscolarismo riferito ad una lirica opposta al dannunzianesimo imperante proprio nei primi anni del ‘900 sotto la regia del cosiddetto poeta-vate. Poesia delle piccole cose la sua, scenari di penombra, quotidianità che solo uno spirito elevato riesce a percepire in una sorta di atmosfera morandiana per la quale essenziale diviene la polvere del tempo che si deposita su oggetti comuni come possono essere le bottiglie. Se chiedessimo a Giovanna cos’è per lei la poesia, avremmo questa risposta “Briciole di carta/ per spazi interiori/ destinate all’eterno.” Da evidenziare che l’elegantissima pubblicazione è arricchita da tavole pittoriche della stessa autrice, nonché da opere grafiche appositamente eseguite dello scultore Paolo Marazzi noto per l’ opus sectile ovvero le sue policromatiche tarsie e da anarchici scherzi grafici di anamnesi futurista del suddetto critico Leo Strozzieri.

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