Controguerra, 30 Marzo, Cantina Lidia e Amato, Contoguerra.
Oltre cento tra ristoratori e operatori del settore Horeca hanno partecipato al meeting “Abruzzo
Wine & Food Vision”, promosso dalla cantina Lidia & Amato di Controguerra. L’evento ha visto la
presenza di autorevoli relatori del mondo della ristorazione e del marketing, ponendo l’accento su
quanto il legame con il territorio e la qualità rappresentino leve fondamentali per affrontare le sfide
del momento storico. Il convegno – patrocinato dalla Provincia di Teramo – si è aperto con il
saluto del sindaco di Controguerra, Franco Carletta, che ha ribadito la centralità dell’agricoltura
per i territori delle colline teramane. A seguire, l’intervento di Gianni Senisi (miglior sommelier
d’Italia per Identità Golose e BIWA), che ha sottolineato il ruolo chiave del sommelier come
narratore delle piccole realtà vitivinicole, attraverso un linguaggio accessibile e vicino ai
consumatori.
Storytelling e importanza dei social network sono stati al centro dell’intervento di Romano
Vallese, fondatore dell’Agenzia di Marketing e Pubblicità Meccanismi di Roseto, premiata da Il
Sole 24 Ore come Leader della crescita. Non inseguire trend effimeri finalizzati esclusivamente alle
visualizzazioni, ma costruire un valore autentico intorno al saper fare: questa la sfida futura per gli
operatori della comunicazione. L’intervento dello chef stellato Davide Pezzuto (ristorante
D.one) ha evidenziato la distinzione tra il ruolo dell’imprenditore e quello dello chef, sottolineando
la necessità di un attento controllo di gestione come elemento imprescindibile per la sostenibilità
economica della ristorazione.A chiudere il convegno, i saluti istituzionali del Prefetto Fabrizio Stelo
e dell’Onorevole Giulio Sottanelli.
“Siamo molto soddisfatti della riuscita dell’iniziativa” – spiega Nico Di Florio, titolare della cantina
Lidia & Amato – “Ringraziamo i partecipanti, le Istituzioni e la stampa che hanno accolto il nostro
invito. La nostra è una cantina storica che prosegue la tradizione della famiglia Tavoletti, da nove
generazioni custode di queste colline. Il vino è condivisione e territorialità, e questo evento ne è
stata la dimostrazione.”





