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“In Ricordo”: a Treviso il Giorno della Memoria omaggia gli IMI. La storia di Elio Materassi negli scatti di Yuri Materassi

“In Ricordo”: a Treviso il Giorno della Memoria omaggia gli IMI. La storia di Elio Materassi negli scatti di Yuri Materassi

 

 

TREVISO – In occasione del Giorno della Memoria 2026, lo scenario culturale di Treviso ospita un progetto che unisce rigore storico e ricerca fotografica contemporanea. Sabato 24 gennaio, alle ore 18:00, presso lo Spazio Insolito (Via Inferiore 53A), inaugura la mostra “In Ricordo”, dedicata alla figura di Elio Materassi, Internato Militare Italiano (IMI).

La mostra, curata dall’associazione Centro Studi & Ricerche “Elio Materassi e Anadage Zerbini”, riporta l’attenzione su una pagina della nostra storia nazionale che per decenni è rimasta in ombra: quella degli oltre 650.000 militari italiani che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con il nazifascismo. Privati dello status di prigionieri di guerra e trasformati in “Internati”, furono destinati al lavoro coatto nei lager del Terzo Reich. Elio Materassi fu uno di loro, e la sua testimonianza diventa qui il simbolo di una “resistenza senza armi” fatta di dignità e sofferenza.

Non si tratta di una semplice esposizione documentaria. L’obiettivo di Yuri Materassi compie un’operazione di scavo emotivo. Attraverso un linguaggio fotografico che privilegia il dettaglio e l’atmosfera, l’artista non si limita a documentare il passato, ma cerca di catturarne l’eredità nel presente. Gli scatti creano un ponte visivo tra la memoria biografica di Elio e lo sguardo di chi, oggi, è chiamato a non dimenticare.

Durante la serata inaugurale verrà presentato il volume “Parola e Immagine” edito da Tracciati Editore. Il catalogo non è solo un supporto alla mostra, ma un’opera autonoma che approfondisce il dialogo tra i documenti d’epoca (le “parole” della memoria) e la reinterpretazione fotografica (le “immagini”). Un binomio necessario per restituire tridimensionalità a una vicenda umana e collettiva così complessa.

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