Cultura & Società, Giulianova, In rilievo, Tipi giuliesi

Giulianova. In morte del maestro Gigino Falconi.

Giulianova, 25 gennaio 2026. Sembra incredibile come la vita ti riserva delle sorprese e coincidenze fuori dal comune. Il Maestro, Gigino Falconi, ha lasciato il pennello ritirandosi nell’altra dimensione. Volutamente non scrivo che è morto, ma solo che il maestro è passato alla vita eterna. Una freddissima mattina, era il 14 gennaio 2022, se ne andava per sempre anche un suo caro amico: il professore Giuseppe Lisciani, per gli amici di sempre Peppino. Due amici che hanno lasciato la vita terrena nello stesso mese di gennaio, mese considerato dall’adagio popolare il mese più duro, freddo, ma anche quello dell’inizio per affrontare nuove sfide che il nuovo anno comporta. Ero presente e collaborai alla mostra “Arte e Industria Abbracci” del 23 settembre 2016 a Sant’Atto, nell’ultimo sito produttivo della Liscianigiochi di Teramo. Quell’opera pittorica, molto impegnativa per lui e di dimensioni davvero ragguardevoli, fu un successo di pubblico e di critica. Era composta di otto grandi soggetti: scene che hanno ciascuna la loro autonomia e che, al tempo  stesso, rappresentavano, insieme, un intero ciclo pittorico, raccolto sotto il segno dell’amore e con il titolo di «Abbracci». Il risultato finale  fu un polittico sui generis, a forma di ottagono, che misurava oltre tre metri di lato e circa quattro di apotema. Quella sera era presente un altro illustre, il prof. Francesco Tentarelli, docente e critico d’arte, anche lui scomparso il 7 gennaio 2018. Che strana coincidenza, di nuovo questo “maledetto” mese. Gigino, l’estate scorsa, durante una premiazione al Kursaal, scherzava sulla morte con quella autoironia che certo non gli mancava: “voglio tornare a riposare nella mia Nerito di Crognaleto”. L’ultima volta che sono stato nel suo studio di Montone, sapendo della mia passione per il collezionismo cartaceo, mi donò i suoi cataloghi perché sapeva che lì avrei custoditi gelosamente. Tua figlia Caterina Falconi e il tuo amico Peppino, nelle due lettere pubblicate nel catalogo della mostra “Abbracci”, edito da Staurus nell’ottobre 2016, esprimevano parole di amore e stima che solo loro due potevano incarnare nei tuoi confronti. Peppino ti voleva bene maestro, visto che concluse la “Lettera ad una amico”, scritta esattamente 10 anni prima della tua dipartita (2016-2026) con la locuzione latina “cura ut vales” –  “Fa’ in modo di star bene!”. Buon viaggio maestro. Un forte abbraccio alla tua famiglia.

Walter De Berardinis

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