Giulianova. Esce il prossimo 20 novembre, “Fiori nell’armadio”, l’opera prima della giovane poetessa genovese Sara Caprioni. “C’è un armadio – dalla quarta di copertina – dentro ogni stanza della mente, dove si nascondono le paure, i ricordi, i corpi che non riconosciamo più. In Fiori nell’armadio, Sara Caprioni li apre uno a uno, lasciando che il dolore respiri e che la parola diventi cura. Queste poesie raccontano la metamorfosi: dal silenzio alla voce, dalla ferita alla consapevolezza, dal peso del passato al desiderio di rinascita. La lingua è cruda e fragile, sincera e carnale, e intreccia l’adolescenza, la perdita e la ricerca di sé in un dialogo costante con il tempo e con l’amore”. La giovanissima Sara Caprioni, classe 2005, vive a Genova ma si divide tra l’Abruzzo, la terra natia del papà e la Calabria dove è originaria la mamma. “L’arte – ci racconta – è sempre stata un tema fondamentale, da esplorare con curiosità e consapevolezza: mi ha insegnato che non c’è forma di potere maggiore dell’espressione di sé e, in particolare, delle proprie vulnerabilità. In quest’ottica – prosegue Sara – uno dei miei più grandi sogni da bambina era recitare, mezzo d’eccellenza attraverso cui esprimere un’emozione, uno stato d’animo o, più semplicemente, un’anima stessa. Ho perseguito questa mia passione quasi per tutta la vita, nonostante abbia iniziato a studiare più seriamente solo al liceo, frequentando corsi di formazione appositi. Purtroppo ho dovuto abbandonare questa strada a 18 anni a causa di alcuni problemi di salute. Chiunque mi conosca bene sa del mio rapporto con il teatro, eppure nessuno, almeno fino a poche settimane fa, sapeva delle mie poesie”. Infatti, parlando con il papà, abbiamo scoperto che effettivamente non sapeva nulla di questi doti straordinarie della figlia tanto da rimanere lui stesso stupito.
“Ho scritto la mia prima poesia a Marzo del 2019 – ci racconta Sara – frequentavo l’ultimo anno delle medie ed ero piuttosto spaventata dal futuro incerto che mi aspettava: avendo frequentato la stessa scuola paritaria per materna, elementari e medie, mi terrorizzava l’idea di abbandonare quella realtà che risultava così familiare e confortevole. Ricordo quel periodo come se fossi stata chiusa in una bolla di plastica, una di quelle che si trovano sospese sull’acqua nei parchi acquatici, in cui il rumore circostante è ovattato e la vista è offuscata dalla plastica sporca che, nel mentre, strozza ogni tipo di circolazione di ossigeno. Ho ritrovato, tra i banchi di scuola, una consolazione nella lettura dei grandi poeti dell’Età Contemporanea che, anche con poche e semplici parole, riuscivano a comunicare così tanto di loro stessi anche ad una ragazzina nata 200 anni dopo. Ho ritrovato, in quelle parole, il coraggio di dare luce alla propria voce e di valorizzare qualsiasi emozioni si provi, senza considerarla sbagliata o deviante. Ho provato a mettermi in gioco, e penso di aver scoperto tanto di me stessa in questi anni grazie alla poesia, sia attraverso i versi scritti ma, soprattutto, osservando l’evoluzione della mia scrittura. Ora come ora, se mi guardo indietro vedo collegamenti ovunque, tra gli interessi che mi hanno portata ad essere chi sono oggi. Dietro il fascino per l’arte come mezzo di espressione, c’è sempre stato un forte interesse nei confronti dell’umano e della sfera emotiva e mentale. Ad oggi studio Scienze e Tecniche Psicologiche all’Università di Genova e sto pubblicando per la prima volta un libro in cui ho raccolto alcune delle poesie che ho scritto in questi anni. Non ho idea di cosa ha in serbo per me il futuro – conclude una emozionatissima Sara – ma di una cosa sono certa: quella bolla sospesa sull’acqua l’ho lasciata ai parchi acquatici”. Noi possiamo solo augurare alla “nostra” Sara, visto le su origini abruzzesi, migliori fortune per un avvenire che sia solo radioso come le sono le sue poesie. Che sia veramente la sua rinascita interiore. In una società sempre più liquida e apatica, avere una ragazza come Sara ci fa ben sperare. “Ad maiora” Sara.
Sara Caprioni, FIORI NELL’ARMADIO, Edizioni La Gru, pp. 136, ISBN: 9788899909512
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