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Editoria. L’ultima fatica editoriale di Lorena Marcelli “La collina dei girasoli”

 

È un ulteriore romanzo della feconda scrittrice, poetessa, anche pittrice abruzzese, Lorena Marcelli.

di Gianluigi Chiaserotti

Marcelli Lorena

È scritto nella quarta di copertina: «Topazio, Perla, Giada e Ambra sono sorelle diverse e divise: ognuna porta dentro la propria ferita, ereditata dalla perdita del padre orafo e da una madre distante. I loro nomi – preziosi come pietre – diventano simbolo dei mondi divergenti in cui vivono. Solo due di esse, Giada e la più giovane Ambra, trovano rifugio nell’abbraccio sincero della zia Elia, che li accoglie ogni estate nelle colline d’Abruzzo.».

Tutto il romanzo è appunto l’analisi anche introspettiva dei caratteri di queste quattro sorelle che portano i nomi di pietre preziose, ma ognuna ha un carattere suo, particolare. Dove purtroppo emergono invidie e cattiverie, proprio per questa assenza sistematica e cronica della madre.

La Marcelli ci fa vivere, ed al meglio, la vita amata da Ambra, quindi anche da Giada, nelle verdi colline di Notaresco in provincia di Teramo con questa mitica zia Elia, sorella del padre, che le accoglie ogni estate nella sua casa di campagna.

Qui vivono con i nonni contadini, persone sagge, ma semplici che lasciano un segno nella vita delle ragazze.

Sicuramente la più appassionata di questi unici momenti è Ambra, la più piccola, che proprio nel corso di una festa patronale troverà l’amore: Killian, uno scrittore irlandese, venuto appositamente in Abruzzo per conoscerla in quanto aveva, e molto apprezzato, i suoi lavori orafi esposti in tutto il mondo.

Eppoi emerge in tutto il racconto, scritto in uno stile molto curato, l’amore, la stima di Ambra nei confronti della zia Elia, sua madre putativa, che lei ricambierà sempre, e bene.

Come in tutti i romanzi c’è sempre qualcosa di autobiografico.

Infatti emerge l’amore della scrittrice per la verde Irlanda (Ambra andrà vivere colà col suo compagno Killian).

Ma perché questo amore della Marcelli verso l’Irlanda? Perché sicuramente paragonail verde di quella nazione europea, propriocol verde del suo Abruzzo.

E questo romanzo, scritto molti anni fa, ma pubblicato solamente nel corso del corrente anno, per alcuni aspetti, cioè il cercare di ricostruire la propria vita in modo che il bello ed il sublime emergano, riporta ad un altro romanzo dell’Autrice, che ho qui recensito il 5 luglio scorso, “Kintsugi”, cioè l’antica arte giapponese di creare nuova bellezza da porcellane ridotte in cocci.

E la vita di Ambra (donna comunque molto appassionata, e bene, anche dei piaceri della vita che cura con attenzione), con la morte della zia Elia, era un po’ distrutta, ma grazie all’incontro con Killian ed il ritorno tra le colline di girasoli, fu ricostruita.

Ed è proprio qui, nel verde Abruzzo, che Ambra riscopre sé stessa, tra luci dorate, campi di girasoli appunto e la semplicità di una vita autentica. Quell’esperienza sarà il ponte per costruire un percorso nuovo: allontanarsi dalle ombre familiari, abbracciare l’amore e ritrovare il coraggio di sperare.

La collina dei girasoli” è un racconto della delicatezza, della forza anche di cercar di ritrovare legami con l’infanzia e l’adolescenza.

È il racconto delle radici riscoperte e della capacità di rinascere.

È senza dubbio la celebrazione della speranza che deve sempre sbocciare e dove meno te l’aspetti.

E con la sua profondità, Lorena Marcelli vi è riuscita benissimo a farci provare tutto ciò.

 

La collina dei girasoli” (pagg. 184, Amazon, giugno 2025)di Lorena Marcelli.

 

 

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