Di Walter De Berardinis*
Mosciano Sant’Angelo. Sabatino Faraone nasce a Mosciano Sant’Angelo il 27 febbraio 1891 da Gaetano e Clementina Toscani (figlio della mia pro-zia). Il 29 marzo 1911 viene giudicato idoneo al servizio di leva nel distretto militare di Teramo con le seguenti caratteristiche: alto 1,62 e 0,84 di torace; capelli castani e lisci; occhi grigi e colorito roseo; sentatura sana e senza segni particolari sul corpo; di professione contadino sa leggere e scrivere. Intanto, il 29 settembre 1911, scoppia la guerra Italo-Turca per i possedimenti coloniali in Libia (Tripolitania e della Cirenaica). Il 20 ottobre 1911 viene chiamato alle armi e giunge al distretto di reclutamento di Teramo del 61° reggimento fanteria brigata “Sicilia” il 23 novembre e il 27 aprile 1912 viene trasferito al 93° reggimento brigata “Messina” con sede ad Ancona. Il 1 aprile 1912 parte in guerra per la Tripolitiana e Cirenaica imbarcandosi a Napoli e il 26 ottobre, dopo pochi giorni dal trattato di pace tra l’Italia e l’Impero ottomano, ritorna in Italia per malattia sbarcando a Catania e il 7 gennaio 1913 inquadrato nel 61° reggimento fanteria brigata “Sicilia”. Il 30 novembre viene nominato Caporale e il 3 dicembre viene congedato con onore. Intanto il 28 giugno 1914, l’erede al trono dell’Impero Astro-ungarico, Francesco Ferdinando d’Asburgo e sua moglie Sofia, vengono uccisi dal nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip. Il 15 luglio 1914 viene richiamato alle armi e il 19 luglio entra nel deposito del 12° reggimento fanteria brigata “Casale” a Cesena. Intanto, il 28 luglio, scoppia la Prima Guerra Mondiale in Europa con la dichiarazione di guerra dell’Impero Austro-Ungarico al Regno di Serbia. Il 7 agosto entra nel 91° reggimento fanteria brigata “Basilicata” di Torino. Il 24 novembre viene congedato. Il 24 maggio 1915, con il regio decreto di mobilitazione nazionale del 22, anche l’Italia entra in guerra contro l’Impero Austro-Ungarico. Il 23 maggio entra nel deposito del 123° reggimento fanteria brigata “Chieti” e il 6 giugno arriva in prima linea dove viene aggregato alla 1270° compagnia mitraglieri. Parte della 31° divisione, si disloca tra San Martino della Battaglia, Rovizza e Pozzolengo, per esercitazione. Passati alla 19° divisione hanno il battesimo di fuoco a Folignano. I mesi successivi, nonostante le grosse perdite, tengono il terreno fino alla fine dell’estate per poi riposarsi. Ad ottobre rientra in linea a Polazzo ed subisce ulteriori perdite. A novembre tornano a Campolongo per riorganizzare la brigata. All’inizio del 1916 e fino alla battaglia di Gorizia tengono la linea nella zona di Redipuglia. La primavera sarà un continuo ribaltamento del fronte per entrambi gli schieramenti. Nel pieno dell’estate arriva la conquista di Doberdò. L’anno si chiude con una serie di pesanti perdite e lo spostamento verso Vobarno. Nel 1917, a causa delle abbondanti nevicate, bisognerà aspettare la primavera per tornare di nuovo operativi sul fronte. Probabilmente, nel tenere la posizione di Pozza Giumela e contrattaccare quota 1.707 di Cima Palone, Sabatino Faraone viene ferito e il 22 agosto finisce in un ospedale da campo. Successivamente viene portato in un ospedale sanatoriale il 19 ottobre per le cure del caso. Il 18 novembre viene inviato al deposito mitraglieri Fiat di Brescia. Dal 24 ottobre al 12 novembre, data della disfatta di Caporetto, è lontano dal fronte. Il 16 gennaio 1918 viene inviato al deposito al 1736° compagnia mitraglieri e il 20 marzo al 42° reggimento fanteria brigata “Modena” a Genova ed aggregato al 1534° compagnia mitraglieri. Il 28 agosto 1919, dopo 4 anni di guerra, riceve 300 lire e posto in congedo presso il distretto militare di Teramo. Con Regio Decreto del 28 giugno 1923, il Ministero della Guerra, concesse la Croce di Guerra al Valor Militare, istituita con Regio decreto n. 195 del 1922, a Sabatino Faraone con la seguente motivazione: caporale maggiore del 235° reggimento fanteria, numero di matricola militare 26745. Coadiuvava efficacemente il proprio ufficiale, dando ardimento e fermezza. – Selo (Carso), 19-22 agosto 1917. (data del suo ferimento). Gli furono concesse tre medaglie: la medaglia commemorativa della guerra Italo-Austriaca 1915-1918 o coniata nel bronzo nemico; la medaglia della vittoria commemorativa della grande guerra per la civiltà o interalleata della vittoria; la medaglia commemorativa a ricorso dell’unità d’Italia e il riconoscimento delle campagne di guerra: 1915, 1916 e 1917.
Dopo la guerra Sabatino (31enne, possidente) si sposò con Filomena Cardinali (29enne, di Mosciano Sant’angelo, figlia di Settimio e Elisabetta Cardelli) il 20 aprile 1922 a Mosciano Sant’Angelo. I testimoni del lieto evento furono: Alessandro Toscani, 38enne, benestante e Francesco Falgioni, 30enne , benestante. Dal matrimonio arrivarono due figli: Gaetano e Irene. Gaetano continuò l’azienda agricola di famiglia che oggi viene gestita dal figlio Gabriele e dal nipote Gaetano, quest’ultimo insieme alla moglie Giada hanno decidono di costruire il loro futuro nell’agricoltura biologica con il progetto “Amoenus Bottega Agricola” e Irene Faraone, moglie dell’albergatore Michele Casaccia fondatore del famoso Hotel Cristallo di Giulianova. Colgo l’occasione di ricordare che proprio Irene e Michele presero come cuoco nel primo locale da loro gestito che era il Kursaal lido mio zio materno Emilio Toscani e la sua aiutante Liberata Gattoni, originaria di Francavilla al Mare (CH), anche lei collaboratrice della famiglia Casaccia e sfollata a Giulianova prima della strage nazista di Santa Cecilia a Francavilla al Mare dove fu ucciso anche suo nonno. La famiglia di mia zia acquisita era arrivata a Giulianova con mezzi di fortuna (su consiglio del Podestà perché ricercati dai tedeschi) alla fine del dicembre 1943 a seguito di un fatto di sangue avvenuto nella loro residenza di campagna: la sedicenne Carmela Gattone, sorella di mia zia, subì un tentativo di stupro da parte di un militare tedesco (secondo le cronache dell’epoca in preda ai fumi dell’alcool) e successivamente ucciso dal padre della stessa (Ulrich Klawunn, questo il nome del caporale paracadutista accoltellato secondo alcuni storici locali). La risposta non si fece attendere dai tedeschi che per rappresaglia uccisero 20 persone tra civili e militari nel triste “Eccidio di (contrada) Santa Cecilia del 30 dicembre 1943 e successivamente anche Nicola Valentini, 79 anni, nato a Francavilla al Mare il 28 marzo 1864, nonno materno di mia zia. Tra le vittime anche Sebastiano Germano, nonno del collega della Rai Nino Germano. L’ Amministrazione comunale di Francavilla al Mare, guidata dalla Sindaca Luisa Russo, in occasione dell’80° anniversario della strage (1943-2023), il 30 dicembre 2023 ha deciso di dedicare una Piazza in memoria dei 20 caduti.
Walter De Berardinis









