Spett.le Redazione,
Più il tempo passa e più mi convinco di come “Saturnino” sia stato un esponente davvero unico della sua (talentuosa) generazione di pittori; quella dei De Chirico e dei Guttuso, per intenderci. Oggi è purtroppo finito nel ripostiglio più buio, dimenticato fra le scope e gli spazzoloni. E la gente, per lo più, non sa nemmeno che lui sia esistito. Mi fa anche un po’ rabbia pensare come per alcuni suoi più fortunati colleghi, sempre costantemente sospinti da astuti mercanti o dalle segreterie di partito, passare ai posteri sia stato invece decisamente più agevole. Infinitamente più comodo che per mio padre.
Cerco di farmi animo, rammentando che al tanto amato Van Gogh toccò in sorte persino la gabbia dei conigli; e confido che i tempi lunghi dell’arte, sicuramente più attendibili degli effimeri nostri, potranno un giorno restituirgli la giustizia che merita.
Ringraziando Voi per la cortese attenzione, invio un cordiale saluto.
roberto franzini lupi



