Memorie di un topo di fogna Lui è una penna geniale, raffinata, garbata con amici e avversari politici. I suoi scritti si trasformano in ascendenze magiche in grado di stabilire autentici contatti tra passato e presente. Ogni lettore, sfogliando le pagine dei suoi testi è catapultato tra ricordi e quotidiano. Ma a chi mi riferisco? A Tonino Filomena autore di testi come “Il canto della nostalgia; Nel Ventre della balena bianca, La bellezza dell’animo etc etc”. Il suo ultimo lavoro è Memorie di un topo di Fogna. Un fantastico romanzo permeato di sentimento e passione. Una lunga metafora di 178 pagine in grado di stravolgere, impressionare ammutolire i lettori. Ma di che sto parlando? Di un topo che improvvisamente appare in uno specchio di casa. Tonino incredulo osserva l’immagine dello specchio. Il topo con occhiali e barba folta, lo fissa e chiede di ascoltarlo, L’autore acconsente. Il topo inizia il suo racconto parlando con grande nostalgia del suo ieri del suo Comune di residenza Topuggio (Maruggio) delle Teste Rosse (comunisti) Garofali Rossi(socialisti) e della Balena bianca (democristiani). Il romanzo prosegue tra memorie condivise, un tempo silenziate e veri colpi di scena. Il topo racconta di buona e cattiva politica. Per concludere un romanzo-metafora geniale, acuto, ironico e senza precedenti editoriali. Tonino è un vero intellettuale, ma questo è già noto a tutti. Il topo rammenta all’autore che in realtà a turno siamo stati tutti come lui. Nel senso che come Teseo nel labirinto anche noi ci siamo avventurati nella caccia del cattivo Minotauro, ma al termine del mitologico viaggio raggiunto il limite del labirinto ci siamo resi conto d’essere noi stessi l’animale da catturare. Grazie Tonino Filomena e buona lettura a tutti.
Giovanni Lafirenze





