Dal19 luglio al 10 agosto 2025 presso il prestigioso Pala Dean Martin di Montesilvano, l’Amministrazione comunale renderà omaggio ad uno dei più apprezzati pittori figurativi della nostra regione con una ricca mostra antologica ove verranno esposti dipinti, gessetti e grafiche del maestro che in oltre 50 anni di attività si è imposto a livello nazionale per la sua ricorrente tematica sulla donna. La mostra, curata dal critico Leo Strozzieri è documentata da un volume a colori ove è riportata un’ampia intervista all’artista che sin da adolescente ha coltivato la passione per il disegno e la pittura, imitando i grandi del passato, soprattutto i maestri dell’Impressionismo francese. Ben presto raggiunge la maturità artistica attraversando diverse fasi con una iniziale cromia quaresimale di altissima spiritualità.
Numerose le mostre collettive di prestigio a cui ha preso parte ed è stato invitato (tra queste diverse edizioni del Premio Sulmona) e le personali allestite sempre con enorme favore dei collezionisti: ricorrenti le sue presenze all’Expo Arte di Bari, all’Arte Fiera di Bologna, Padova Fiera, Ancona Arte. Merita una citazione l’antologica tenuta al Palazzetto dei Nobili dell’Aquila nel 2002. In qualità di grafico ha eseguito copertine per volumi e diverse lastre all’acquaforte che l’artista stampa personalmente nel suo studio. Nel 2009 il comune di Pennapiedimonte (CH) gli dedica una mostra omaggio di grafica nella quale erano presenti maestri storici del calibro di Veronesi, Brindisi, Dottori, Mastroianni, Tulli, Turcato. Sue opere sono state acquisite dalla Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima e dal Museo di Nocciano.
La concezione che l’artista ha della figura femminile è in perfetta sintonia con il Dolce stil novo e con quanto Dante seppe esprimere nella Divina Commedia, ovvero la donna portatrice di luce e scala che conduce alla spiritualità. Proprio per questo egli in occasione del settimo centenario della morte del sommo poeta è stato inserito con una sua opera nella grande mostra tenutasi a Villa dei Claricini in Friuli documentata da un volume della Mondadori. In qualità di grafico, Di Febo riesce a comunicare quella gioia di vivere propria di una visione filosofica basata sull’ottimismo e sull’apologia della natura.
Ad una precisa domanda sulla diatriba tra arte figurativa ed arte astratta e se non ritenga superata una ricerca come le sua incentrata solo sulla realtà che ci circonda, il maestro ha così risposto:Alcuni studiosi attenti delle mie opere hanno rilevato che in certi momenti io inserisco brandelli di astrattismo specie di carattere informale, come quando mi accingo a strutturare scenografie ove depositare le mie splendide e solari modelle. Non sono affatto sordo alle esperienze linguistiche che a partire dai primi del ‘900 si sono susseguite. Mi riferisco qui al Futurismo apologia del dinamismo o al Cubismo picassiano e persino a certe forme di stravaganza dadaista come quelle proposte da Duchamp, Piero Manzoni o Cattelan, per citare alcuni nomi universalmente noti. Più interessante per me l’arte concettuale che ha un filo diretto proprio con la logica Ad esempio apprezzo molto la detessitura di Salvatore Emblema che porta avanti il discorso spazialista di Lucio Fontana. Togliere fili dalla tela di juta per permettere alla luce di penetrare oltre la tela, è un colpo di genio autentico.




