Cultura & Società, In rilievo, Ricordi di guerra, Teramo e Provincia

Teramo. 25 aprile: il testo “La battaglia di Bosco Martese” letto dal Gen. (ris.) Pier Vittorio Romano. Video

LA BATTAGLIA DI BOSCO MARTESE

La prima Battaglia campale della Resistenza Italianacontro i nazisti si tenne, il 25 settembre 1943, a 40 km da Teramo in località “Bosco Martese” nel Comune di Rocca Santa Maria, a 1400 metri di altitudine.

I Carabinieri abruzzesi e quelli teramani in particolare scrissero una delle prime pagine della guerra partigiana in Italia e Teramo fornisce il primo esempio di insurrezione popolare.

Nel settembre del 1943 Teramo inizia la sua resistenza attiva. In particolare il 12 settembre a Piazza Garibaldi il popolo fa prigionieri i tedeschi di una intera colonna motorizzata in transito ed il 15 successivo, i patrioti, anche per evitare rappresaglie, raggiunsero la montagna di Bosco Martese. Qui, nel giro di pochi giorni si radunarono oltre 1500 uomini tra cittadini e militari uniti da un comune sentimento di antifascismo, coordinati dal Capitano dell’Arma dei CarabinieriEttore Bianco, già comandante della Compagnia Carabinieri di Teramo, che unitamente al Capitano di complemento Carlo Canger ed a numerosisottufficiali e carabinieri raggiunse, nella seconda metà del settembre del 1943, la località teatro dello scontro ove, con altri ufficiali dell’esercito, diede vita alla formazione partigiana “Bosco Martese”, della quale assunse il Comando.

Il 25 settembre 1943 i tedeschi, dopo aver localizzato la base operativa dei partigiani, con un battaglione di fanteria motorizzata appoggiato da mezzi corazzati, posto al comando del Maggiore Hartman, raggiungono le falde di Bosco Martese, ed attaccano la formazione partigiana. I patrioti reagiscono con estrema decisione tanto che i nazisti sono costretti a ritirarsi lasciando sul terreno 57 morti.

Il successo della battaglia, tuttavia, venne funestato da due episodi luttuosi, nello stesso giorno furono fucilati a Torricella 5 componenti di un avamposto partigiano ed il 26, a Valle Castellana, vennero fucilati tre Carabinieri e di un sergente degli Alpini.

Questi ultimi vennero catturati da una compagnia di S.S. nel corso di un rastrellamento nella frazione Pascellata ove, arrestarono il Brigadiere dei CarabinieriLeonida Barducci e i Carabinieri Cianciosi Angelo e Annechini Settimio, tutti in servizio presso la Stazione Carabinieri di Valle Castellana (ubicata nella Frazione Pascellata), i quali pur prestando un regolare servizio d’Istituto avevano preso parte attiva nella lotta clandestina distinguendosi in rischiose azioni di guerriglia. Nella circostanza venne arrestato anche e il Sergente degli AlpiniDonato Renzi di Valle Castellana che si trovava in quella località in licenza di convalescenza presso i propri familiari.

I tre militari dell’Arma e l’Alpino, sommariamente processati, furono fucilati dai nazisti in località Sella Ciarelli. Dopo l’esecuzione, il comandante nazista diede l’ordine che i cadaveri dei malcapitati non dovevano essere rimossi prima di 5 giorni, pena la fucilazione.

Dopo tali eventi il Capitano Bianco, anche per evitare ulteriori rappresaglie, d’accordo con altri ufficiali, mutò la formazione della banda in gruppi isolati di guerriglia che si sparsero nelle provincie di Teramo ed Ascoli. Per oltre 10 mesi il CapitanoBianco proseguì la lotta unitamente ai suoi uomini, molti dei quali carabinieri, e malgrado i massicci rastrellamenti effettuati dai tedeschi, che gli davano una caccia spietata, riuscì a compiere numerose azioni di sabotaggio ed attacchi ai reparti in transito, causando al nemico gravi perdite di uomini e mezzi. Egli verrà successivamente insignito di una medaglia d’argento e di una di bronzo al valor militare.

Ma oltre al ruolo del CapitanoBianco e la fucilazione dei tre Carabinieri vi è un altro episodio che vide protagonisti i militari dell’Arma di Valle Castellana. Infatti il 14 maggio del 1944, i tedeschi tornarono a Pascellata circondarono e penetrarono nella Stazione, catturando e malmenando il Vice BrigadiereFrancescoCardo ed il Carabiniere Ferdinando Roscioli, mentre altri militari si erano rifugiati presso l’abitazione del MarescialloPaolo LEONI, anch’esso poi catturato. Tutti i Carabinieri arrestati furono condotti nelle campagne di Fioli di Rocca Santa Maria per essere fucilati, ma poco prima dell’esecuzione il MarescialloLEONI, con grande forza d’animo e coraggio, riuscì ad evitare una seconda strage,assumendosi davanti al Comandante tedesco ogniresponsabilità peri suoi subalterni ed offrendo la propria vita purché fosse fatta salva quella dei suoi uomini. La proposta del MarescialloLEONIvenne respinta, ma talmente egli si adopero, anche con argomentazione di ordine morale e religioso, che alla fine ottenne per sé e per i suoi uomini la salvezza.

La notizia della Battaglia di Bosco Martese del 25 settembre1943venne diffusa da Radio Bari e da Radio Londra e segnò la storia come la prima Battaglia in campo aperto della Resistenza Italiana. Per tale evento il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel 2005, ha conferito la Medaglia d’Oro per la Resistenza al labaro della Provincia di Teramo.

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