Cultura & Società, In rilievo

Teramo. Il Gran Fuoco di Aligi Sassu – Ceramiche dalla Donazione coniugi Alfredo e Teresita Paglione a Castelli

Tipo di evento: Esposizione di ceramiche insieme ad alcune sculture di Aligi Sassu (complessivi 40 piatti e multipli, oltre 3 sculture).
Luogo: Sala Ipogea, Teramo
Durata dell’esposizione: dal 26 Novembre 2022 al 15 Dicembre 2022
Inaugurazione: Sabato 26 Novembre alle ore 17:30
Tema della mostra:
L’esposizione proporne una collezione di ceramiche di Aligi Sassu dalla Donazione coniugi Alfredo e Teresita Paglione a Castelli.
Il legame fra il mecenate Alfredo Paglione e la terra d’Abruzzo è ormai diventato indissolubile, tante sono la sue donazioni a enti pubblici e tanti sono i luoghi dove sono stati fondati musei con le sue collezioni, il tutto frutto della sua generosità, passione e amore per la terra natale.
È del 2008 la donazione a Castelli di una importante collezione di ceramiche di Aligi Sassu, che purtroppo sono rimaste esposte solo per poco tempo nel locale Museo della Ceramica e cioè fino al 06 aprile 2009, giorno del terremoto de L’Aquila che apportò danni irreparabili e ancora non sanati
al Museo. Dopo qualche anno, una parte delle ceramiche grazie a un accordo fra Alfredo Paglione, il sindaco di Castelli e il sindaco di Atessa hanno trovato ospitalità nel Museo di Atessa dedicato al maestro Aligi Sassu.
Accordo che testimonia come la collaborazione fra amministrazioni lungimiranti possa portare alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio culturale presente nella nostra terra.
Oggi la organizzazione della mostra delle ceramiche di Aligi Sassu vuole continuare a seguire questo fil rouge con un’azione coordinata fra Enti e privati, Museo di Atessa, Museo di Castelli, Alfredo Paglione, Città di Teramo e le nostre Associazioni, Il Poliorama e il Club Rotary Teramo Est e Comitato Organizzatore Mostre Antiche e Contemporanee. Oltre al contributo dell’Associazione Endeca Agitatore Culturale della dott. Rosalba Rossi (curatrice dell’evento) e dell’arch. Franco Mercuri.
Saranno in mostra a Teramo circa 50 preziose ceramiche. Che verranno esposte presso la sala Ipogea del Comune di Teramo.
Il rapporto di Aligi Sassu con l’arte ceramica inizia a metà del Novecento ad Albisola, una delle Città della Ceramica che per prima aveva iniziato un proficuo scambio di tra artisti e ceramica.
Sassu era approdato in terra ligure alla fine degli anni trenta del Novecento, invitato a fare esperienza pressa la bottega di famiglia di Tullio Mazzotti. In questa, il giovane Aligi ebbe l’occasione di manifestare il suo precoce genio tanto da avere la possibilità di partecipare alla Biennale di Venezia con il gruppo dei Futuristi e fare esperienza nel gruppo di “Corrente” di Milano.
La città ligure gli diede, inoltre, l’opportunità di conoscere artisti dello spessore di Fontana, Broggini, Nino Strada, Arturo Martini che lo aiutarono a crescere dal punto di vista culturale e a conoscere le complesse fasi tecniche dell’arte ceramica.
Queste frequentazioni avrebbero formato e modellato la capacità di Sassu nell’infondere alla ceramica una interpretazione dinamica, liberandola dai canoni estetici tradizionali.
In mostra a Teramo portiamo uno spaccato della maestria di Aligi Sassu.
Ancora una volta le nostre associazioni vogliono contribuire alla conoscenza di un’arte, quella ceramologica che parte, ma non finisce, a Castelli, con le miriadi di staccettature che essa permette, da quella della conoscenza storica, a quella della presentazione dei principali artisti, a quella dell’alto artigianato. Azione divulgativa che in questi anni abbiamo affrontato insieme al Comitato
Organizzatore Mostre Antiche e Contemporanee.
La mostra sarà a cura di Rosalba Rossi, con testi critici della stessa Rosalba Rossi, Paola Di Felice e Chiara Di Carlo ed il poeta Gianni Marcantoni
Curatrice: Rosalba Rossi e Progetto grafico: Franco Mercuri
La mostra verrà allestita all’interno della Sala Ipogea di Piazza Garibaldi, con le opere collocate all’interno delle teche/vetrine della Pinacoteca Civica di Teramo che, per l’occasione, saranno trasferite presso la Sala Ipogea nella giornata del 23 Novembre 2022 e ricollocate nella loro sede originaria al termine dell’esposizione.
Gli orari di apertura della mostra saranno i seguenti: dal Martedì alla Domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dal Giovedì alla Domenica, dalle 16:00 alle ore 20:00
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“Il Gran Fuoco di Aligi Sassu, dalla collezione Teresita ed Alfredo Paglione” 26.11.2022 Sala Ipogea Teramo
E’ con immensa gratitudine ed orgoglio, uniti ad un insito atteggiamento esegetico, che mi sono avvicinata al Gran Fuoco di Aligi Sassu, la mostra di ceramiche della collezione Alfredo e Teresita Paglione alla Sala Ipogea di Teramo, la sentita iniziativa che delinea e rafforza i legami tra il Mecenate Alfredo Paglione, e la Terra di Abruzzo, tante e copiose sono e continuano le sue donazioni ad Enti pubblici e la creazione di Musei. Un legame intessuto, come una tela fitta di luminosi fili intrecciati, il cui minimo comune denominatore e’ vivere e trasmettere l’Arte sentendola come Bene Fondamentale e comune, direi una vocazione condivisa ed in tal senso il pensiero va al Mecenate Alfredo Paglione, faro illuminante, alla tenacia forte e gentile del Dr Siriano Cordoni, il cui incipit, va sottolineato, attraverso propulsivi e singoli intenti con  azioni congiunte, e’ sempre teso a creare ponti. In una stretta sinergia e dialogo con i luoghi già esistenti, Alfredo Paglione ha acceso fuochi, luoghi di bellezza e conoscenza, tracciando del suo amatissimo Abruzzo un ideale itinerario che collega più punti, destinato ai suoi conterranei ed ai viaggiatori che vogliano percorrerlo ed attraversarlo nelle sue ricchezze, non solo naturali e paesaggistiche.

Risale infatti al 2008 la sua Donazione a Castelli, di 206 opere in ceramica di uno dei più insigni artisti del ‘900, Aligi Sassu, rimaste esposte sino al 6 Aprile 2009, data del terremoto dell’ Aquila, a seguito del quale nel 2013, grazie ad un felice accordo tra Alfredo Paglione, il sindaco di Castelli ed il sindaco di Atessa, le medesime ceramiche trovarono ospitalita’ nel Museo di Atessa, guidato dalla infaticabile prof Adele Cicchitti, dedicato anch’esso tutto al Maestro Aligi Sassu, realizzando così un vero compendio di arte contemporanea di grande suggestione, arricchito  delle opere ceramiche, di cui una selezione oggi in esposizione qui a Teramo, grazie alla  lungimirante condivisione di tutta l’ Amministrazione.
Il Fuoco che rappresenta la Forza profonda che permette l’unione dei contrari e l’ascensione alla sublimazione, e’ il motore della rigenerazione della materia con lo spirito, il fuoco interiore nell’uomo. Fuoco appunto come Fos (scritto in greco) ossia Luce, le stesse luci che Alfredo Paglione ha acceso attraverso le oltre 2000 donazioni alla sua Terra natia. Come egli ama ricordare Aligi Sassu, di cui è stato gallerista, oltre che cognato, era letteralmente innamorato di questa terra ed in particolare del piccolo borgo di Castelli, dove la pregiata arte ceramologica secolare, lo rimandava alle memorie ancestrali del suo  apprendistato, alla fine del 1930, quando approdo’ nella città ligure di Albisola e  lo scultore Agenore Fabbri, lo ammoniva : “Tu vuoi far tutto”! , quasi stizzito della poliedricita’ fortunosa dell’artista, per essersi appunto accostato anche alla scultura ed alla ceramica, con Tullio Mazzotti, Lucio Fontana, in quelle  botteghe fumose dei vasai e tornianti del paese ligure , dove con una ricerca continua ed un fare forsennato, anche lui aveva contribuito all’ingresso, dopo la seconda guerra mondiale, del Futurismo e dell’Art Deco’, facendo esplodere la grande stagione dell ‘informale,  tracciando  un momento storico inimitabile, divenendo infatti  Albisola un punto di riferimento internazionale dell’ arte ceramica.
L’artista plasma la materia e la trasforma da forme archetipe in contorni ora leggeri, ora in giochi intriganti di masse piene e vuote. I cavalli impressi nella ceramica si rincorrono in un dispiegarsi di volumi e cromatismi che rivelano gli impulsi psichici più profondi.
Keramos, l’arte primigenia dell’uomo, nata per esprimere un’ esigenza religiosa ed una dimensione domestica, si pone su un piano di sperimentazione tecnico ed estetica, come primo gradino verso la civiltà, che per Sassu sono orientate verso la materia come spirito conoscitivo. Essa è metafora della trasformazione dell’essere dal basso verso l’alto,della terra,l’argilla, attraverso l’acqua e l’aria per sopravvivere al Fuoco. La ceramica cosi non realizza solo la conclusione dell’opera, ma fornisce a lui l’identità di Homo Faber e della Tecne’, come base per arrivare al mondo delle idee, in cui l’oggetto da contenitore diventa contenuto.
L’arte alchemica e’ il vero Opus della ceramica perché Arte che trasforma gli elementi Vitali :Aria Acqua Terra e Fuoco, con l’intento di trasformare la materia prima della esperienza in conoscenza. Lo stesso Jung ne traccio’ un parallelismo tra procedimento alchemico e percorso per la conoscenza del sé. Questa arte trasmutativa diviene panacea che libera dalle tenebre dell’ignoranza ed impone all’artista un’ ottica di rinnovamento, tesa a nuove ricerche e sperimentazioni, entrando in una dinamica spirituale e trascendentale di stretta relazione tra alchimia ed espressività artistica.
Mi soffermo a riflettere che, in fondo, tra le due opposte visioni sulla natura dell’essere: il “Niente cambia” di Parmenide ed il ” Tutto cambia” di Eraclito, che nel caso nostro specifico della ceramica, non sono affatto in antitesi, l’arte ceramologica, pur nelle continue evoluzioni della ricerca umana, ancora oggi non può fare a meno dell’Argilla, del Fuoco, così come la Bellezza, l’Amore per l’Arte e dunque per la Conoscenza, hanno ugual bisogno di visioni, azioni, di Fuochi, come quelli di Alfredo Paglione, di quel mecenatismo concreto appassionato, di quelli di lungimiranti amministrazioni, di felici  collaborazioni e sinergie, ma altrettanto di quei imprescindibili piccoli fuochi accesi, continuamente, anche nel silenzio di ciascuno di noi,  “forti e gentili” uniti nella potenza del patrimonio culturale italiano, Abruzzese e nel caso specifico di Castelli, che nelle opere esposte di Sassu trovano un comune legame artistico
La singolarità del fenomeno Castelli, negli estremi opposti e nella sua alchemica funzione, sta nella dicotomia tra la sua secolare notorietà per essere stata ai vertici della produžione ceramica, con una committenza straordinaria delle corti italiane ed europee e, nel contempo,la sua realtà di piccolo, assolutamente autosufficiente paese nascosto tra i monti della Catena del Gran Sassu, lontano dai grandi Centri. Questo immenso e pregiato patrimonio culturale di cui oggi siamo testimoni e responsabili,  merita e deve essere sostenuto e nutrito di linfa vitale, dipanando ed allungando quel filo d’oro che non va reciso. Ecco per cui oltre a ringraziare tutti coloro, preziosi,che hanno reso possibile la concretizzazione di questa mostra e che, a seguire, citerò ad uno ad uno,
desidero concludere con “Discrepanza” la  Poesia dedicata appositamente dal giovane Giovanni Marcantoni, poeta insignito del più alto riconoscimento in Poetry, la rosa dei maggiori poeti del nostro 900, in ragione di quel monito per cui Arte c’è quando Mestiere e Poesia si abbracciano. La poesia impenna la lingua e la rigenera, tanto quanto il fuoco l’argilla, soprattutto quando diviene rito collettivo di chi proferisce e di chi ascolta e ci rimette vicini ed in comune risonanza e se Platone esclude i poeti dal governo delle città, li vuole come preziosi e graditi ospiti perché la poesia è una magnifica forma di lotta politica e le nostre parole dobbiamo impedire che vengano svuotate
mortificante nella lingua, separandoci in una comunità sempre più virtuale.
“Discrepanza” sintetizza in versi crudi e dolenti la traformazione, come nella poetica di Sassu, cosi nella lacerazione della terra, dilaniata dal terremoto, per divenire momento risvegliante e rifondante una lingua ad alta velocità, rapida, che si adatta a questo presente ed al futuro siderale, spaziale che non invecchia, anzi è spiazzante, una rivoluzione percettiva, che risuoni come nella ceramica, in una apparente semplicità, ma in un cambiamento potente. Una miriade di fili di azioni condivise, per un territorio, la cui vocazione al Bello è documentata da secoli di storia e che solo uniti possono preservare dal tempo e dall’oblio queste miniature di Eternita’, ricordandoci che il Futuro ha un cuore antico.
“Discrepanza”
Spirito senza identità alcuna
Sopravvivi più a lungo
Di una pietra cullata
Senza piedi hai camminato
Per sollevare me, e ti ho aspettato
Con tutto quello che non avevi
Meglio e’ stato seppellire
Il mio bagaglio senza impressione
Non rimaneva niente sul fondo.
C’erano soltanto cavalli imbizzarriti
Sul nostro campo,
Il loro manto era nero, i muscoli rigidi
Tu vivevi per un nonnulla
Io non avevo di che’ vivermi.
Gianni Marcantoni
Ringrazio per la loro risonanza ed appassionata fede in questa tessitura:
Il dott Siriano Cordoni
la prof. Adele Cicchitti
la prof. Paola Di Felice
l’arch Domenico Onori
la dott.sa Gioia Porrini
la prof. Anna Pia D’Intino
la prof. Simonetta Simonetti
la dott.sa Chiara Di Carlo
arch Franco Mercuri
la dott. Francesca Amadio
Le istituzioni tutte, gli Enti
Città di Teramo, il sindaco, l’assessore alla Cultura, Musei Civici, Associazione Poliorama, Club Rotary Teramo est, Comitato Organizzatore Mostre Antiche e Contemporanee.
Città di Atessa, il Sindaco, l’assessore alla cultura, Museo di Atessa
Città di Castello, Sindaco, ass alla cultura Museo di Castelli.
Le eccellenze italiane dei due partners che rendono possibile la conviviale a seguire
 Forno Sammarco Antonio Cera
Cantina Bossanova.
Grazie di cuore a ciascun sguardo e  presenza.
Rosalba Rossi
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