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Editoria. Riflessioni sul racconto “Sottosopra Racconti intimi”  di Maria Teresa Di Leo, pp. 104, Porto Seguro, 2022 di Gianluigi Chiaserotti

 

Sottosopra Racconti Intimi” sono riflessioni pressocché giornaliere o di certi periodi della docente aquilana Maria Teresa Di Leo.

Sono raccontati, attraverso riflessioni e pensieri, il duro periodo del “lockdown” che ci ha accompagnato dal 9 marzo al 18 maggio 2020, quindi la guerra che purtroppo caratterizza questo 2022 dal febbraio scorso.

Come è giustamente riportato nella quarta di copertina «Sottosopra si riassume tra pagine di diario, pensieri, preoccupazioni e dubbi di una dall’anima sensibile ed empatica […]».

Il filo conduttore si articola poi, con vera originalità, in svariati quadri, che potrebbero tranquillamente essere ciascuno una narrazione a sé stante.

Sono impressioni e pensieri molto sentiti, molto vissuti, ricchi di particolari, di stili e scelte di vita, che permettono al lettore di essere partecipe alle ansie ed alle aspettative della Di Leo.

In uno stile limpido, curato e molto fluido, Maria Teresa Di Leo ci accompagna nella tristezza del “lockdown”, delle morti negli ospedali, ma quasi non facendoci pesare ciò, ma riuscendo a trasmettere quella speranza che, con il mese di maggio 2020, ciascuno di noi si era auspicato (purtroppo non è stato così. Una seconda ondata ha nuovamente distrutto il nostro Paese prima dell’arrivo del agognato vaccino).

Sono altresì delle impressioni di vita vissuta che si leggono tutte di un fiato ove, tra le sue righe, si trovano amore, passione, dolore, amicizia (ma quella vera), speranza, e quindi, senza dubbio, gioia.

Ma dopo la pandemia si giunge al capitolo “E se scoppiasse la guerra?” ed è storia purtroppo recente, che Maria Teresa Di Leo critica ed analizza al meglio, con lo sfondo e la paura di una III Guerra Mondiale sicuramente atomica.

E’ un presunto conflitto mondiale «[…] che è storico, psichico, sentimentale e politico.», come limpidamente e chiaramente riportato sempre nella quarta di copertina.

Comunque ringraziamo la De Leo per aver avuto il coraggio di porre per iscritto la sua vita, le sue impressioni, le sue speranze di moglie, madre ed ottima docente.

Ed è sicuramente l’inizio di una proficua carriera di scrittrice, di narratrice e di vera osservatrice della nostra Società.

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