Cultura & Società, In rilievo

Ad Atri torna Di Jorio d’Estate dedicato alle Periodiche napoletane –       16 agosto alle 21,15 al Teatro Comunale –

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ATRI. È in programma per il 16 agosto 2022 alle 21,15 nel Teatro Comunale di Atri l’iniziativa “Di Jorio d’Estate” con il soprano Annalisa D’Agosto e Vincenzo Zoppi al pianoforte con la partecipazione del Coro Antonio Di Jorio di Atri diretto dal Maestro Concezio Leonzi.  Il concerto, che si avvale del patrocinio del Comune di Atri ed è a ingresso libero, sarà dedicato alle “Periodiche napoletane” di Antonio Di Jorio.

L’Archivio Di Jorio di Atri, – dichiara il direttore Concezio Leonzi – inaugurato il 14 dicembre 1996, ha ormai compiuto un quarto di secolo. Da allora è impegnato a valorizzare e diffondere le musiche del più celebre e poliedrico compositore abruzzese del Novecento. Il concerto in programma in questo annuale omaggio estivo che la Città di Atri, l’Archivio Di Jorio e il Coro Di Jorio rendono alla sua figura, è dedicato alle cosiddette ‘periodiche’ napoletane, riunioni salottiere assai diffuse nella prima metà del secolo scorso, durante le quali la musica ovviamente assumeva un ruolo importante. Siamo nei primi anni del Novecento e Di Jorio (1890-1981) è un giovanotto fresco di studi, pronto ad affrontare la vita d’artista. Ma erano anni duri. Gli editori, sempre in accesa concorrenza tra loro e sempre a caccia di giovani compositori che uscivano dal Conservatorio San Pietro a Majella, speravano in una loro novità musicale, che deliziasse il pubblico e desse ossigeno alle loro casse. Di Jorio, artista raffinato ed elegante, era corteggiato dagli stessi editori per la straordinaria vena melodica, della quale correva voce sotto le vetrate della Galleria Umberto I, dove si decidevano i destini musicali delle giovani e vecchie leve della canzone e dello spettacolo a Napoli. Di Jorio, univa ai suoi primi successi “a stampa”, applauditi anche nelle feste di Piedigrotta, quelli più privati delle “periodiche”. Per quegli appuntamenti mondani creava canzoni e musiche di stile raffinato, per lo più pianistiche, in genere valzer lenti, mazurke o gavotte, che si distinguevano per inventiva e freschezza e che presto sconfinavano nei teatri di varietà: l’Eden, il Rossini, l’Alambra, l’Eldorado, la Sala Napoli, la Galleria Vittoria, la Fenice, il Teatro Umberto, il Partenope, fino al più raffinato Salone Margherita, fondato nel 1890, dove persino le maschere e i camerieri parlavano il francese, e nei Cafè-chantant, ritrovo di artisti, intellettuali e uomini politici: il centralissimo Gambrinus, caro a Tosti e D’Annunzio (seduti a un tavolo vi composero nel 1903 la celebre ‘A vucchella), i caffè Europa, Caflisch, Vacca, Turco, Croce di Savoia, Italia, Van Bol. In quei tempietti della cultura, della musica e della poesia, e nei salotti della bella società napoletana, Antonio Di Jorio trovava le gioie dei primi successi che lo ripagavano delle sofferenze dei duri anni di studio. Sarà questa anche la stagione delle sue prime operette, genere in cui Di Jorio toccò livelli altissimi. Alla canzone napoletana, Di Jorio continuerà a dedicarsi anche dopo il suo rientro in Abruzzo a termine della Grande Guerra, ma anche più avanti, durante il lungo periodo romagnolo, e fino agli anni della piena maturità.”.

 

Il programma prevede le musiche di Antonio Di Jorio con l’omonimo coro con i brani: Dindò, Venticelle d’Abruzze, Lu pazziarelle sfasciate (con Christian Astolfi solista), Ninna nanna, Vuccuccia d’ore (con Antonio Mazziotti solista) e Mare nostreAnnalisa D’Agosto e Vincenzo Zoppi proporranno: Pecchè ‘sta fantasia?, Si vo’ turnà, Tarantella Nova, Comme ‘a Luna, Mille di questi giorni (pianoforte solo), Voce da ‘o mare, Barcarola napulitana, Famme ricurdà, Mandolinata mia (pianoforte solo), No pe’ me.

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