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Pescara. Francesco Feola presenta “La casa di Làgosta”, dialoga con l’autore: Carlo Cetteo Cipriani e Gianni Oliva, giovedì 7 luglio ore 18,30

LA CASA DI LAGOSTA. Un libro che ci coinvolge un po’ alla volta, ed alla fine mette l’animo in pace per una lunga storia risolta, ma che lascia un sottile senso di vuoto della mancanza del seguito.
Nell’Adriatico, da una parte le isole dalmate, dall’altra il monastero cistercense di S. Giovanni in Venere. Cos’hanno in comune, a distanza di 7 secoli ? Cosa lega Francesco, un dalmata italiano costretto dal regime di Tito ad abbandonare la donna e i luoghi della sua giovinezza ed un giovane monaco che nel 1316 parte da San Giovanni su una caracca per finire naufrago e poi alla corte d’un Re serbo ? Francesco dopo molti anni sente il bisogno di tornare da Pescara alla sua isola, Làgosta, per cercare la memoria della vita misteriosa del padre, morto da tempo, nella casa avìta dove troverà il legame che unisce le due coste, con colpi di scena intriganti.

Sullo sfondo azzurro e luminoso delle isole croate, si svolge la vicenda di Francesco, un dalmata italiano costretto dal regime di Tito ad abbandonare i luoghi della sua giovinezza.

Dopo molti anni, quando gli echi della guerra civile jugoslava non si erano ancora spenti, il protagonista torna alla sua casa natale sull’isola di Làgosta, che porta anche tracce inaspettate di un passato a lui nascosto. La volontà è quella di andare sulle orme del padre morto, figura misteriosa di intellettuale, ma la ricerca lo porterà in ambiti nuovi e sconosciuti. L’incontro con Dunja, la donna ritrovata della sua giovinezza, darà nuovo impulso alle ricerche.

Con un salto temporale di molti secoli, il lettore è proiettato in un’altra dimensione che lo conduce nello scenario mistico di un’abbazia medievale, quella di San Giovanni in Venere in Abruzzo, da cui muove un altro viaggio avventuroso, quello di Michele, monaco cistercense, verso Ragusa di Dalmazia.

 

Due epoche, due terre, due viaggi si snodano e si riannodano in un continuo alternarsi tra arte, storia e rotte marine di un Adriatico che separa e congiunge due sponde i cui legami si perdono nella notte dei tempi.

 

(Premessa di Gianni Oliva)