Ruzzo Reti, atto di indirizzo dei Sindaci dopo un ampio dibattito: “Confermare l’affidamento in house alla scadenza della concessione”. All’assemblea partecipa anche l’Ersi.

 

Teramo 3 febbraio 2022. L’Assemblea dei Sindaci dell’ambito provinciale del servizio idrico, presieduto dal presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura, dopo tre ore di interventi, ha votato all’unanimità dei presenti un documento di indirizzo (vedi integrale allegato) rivolto all’Ersi, organismo di controllo delle società che gestiscono i sette ambiti abruzzesi del servizio idrico, che esprime la volontà di confermare: “alla scadenza naturale, l’affidamento in house del servizio idrico integrato dell’ambito teramano alla Società pubblica Ruzzo Reti S.p.A”. Pur con numerosi distinguo i Sindaci non vogliono mettere in discussione l’affidamento in house alla Ruzzo Reti di cui sono soci. L’Assemblea è stata convocata su sollecitazione dell’Ersi che ha chiesto di esprimere un parere in vista della scadenza della convenzione – il 25 luglio del 2023 – precisando che l’avvio della procedura per l’individuazione di un nuovo soggetto deve iniziare diciotto mesi. Non solo. L’Ersi, nelle note ufficiali fatte pervenire, sottolinea che la decisione della Ruzzo Reti di far ricorso al Tar contro il parere analogo dell’organismo di controllo “rischia di minare il rapporto di fiducia che deve sussistere fra concedente e concessionario per il permanere dell’affidamento”.

 

Il voto, quindi, arriva al termine di un ampio confronto che ha visto anche gli interventi del presidente dell’Ersi, Nunzio Merolli e del direttore del servizio del controllo analogo Corrado Rossi. Secondo l’Ersi ci sarebbero motivi per dubitare della tenuta dell’equilibrio economico finanziario della gestione, elemento questo che potrebbe mettere in discussione la concessione.  Questa mattina non si è entrati nel dettaglio delle contestazioni emersi però durante l’Assemblea: riguarderebbero i costi di gestione e in particolare di interinali – molti di lungo corso –  di consulenze e forniture. “Nessuno vuole eludere gli argomenti – ha dichiarato in uno dei passaggi il presidente Diego Di Bonaventura – ma qui siamo stati chiamati ad esprimere un parere sulla procedura da adottare per l’affidamento del servizio: e qui non possono esserci dubbi. Noi vogliamo che il servizio resti in house alla Ruzzo Reti, società che appartiene a noi sindaci così come le reti di distribuzione”. Altre possibilità previste dalla legge sono una gara pubblica, quindi aperta anche ai privati, l’accorpamento ad altri consorzi o la creazione di un gestore unico abruzzese. A complicare la vicenda il fatto che l’unico gestore pubblico in scadenza è la Ruzzo Reti, per gli altri bisognerà arrivare oltre il 2030. Qualsiasi soluzione diversamente dall’affidamento in house riguarderebbe, quindi, unicamente il territorio teramano con la sua acqua, le sue sorgenti e la sua società.

Il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto: “Noi vogliamo che rimanga alla Ruzzo reti – ha detto -per questo vogliamo fare chiarezza. Per motivare l’affidamento in house dobbiamo correggere quello che non va, la legge ci chiede delle cose, e noi dobbiamo esercitare il nostro ruolo di soci per allontare il rischio di perdere l’affidamento. L’Ersi ci pone delle questioni, dobbiamo affrontare questa discussione”. Il sindaco di Campli Federico Agostinelli: “Ci sono i luoghi deputati per farlo, all’ultima Assemblea della Ruzzo Reti eravamo in pochissimi e molti sono andati via prima del voto. Io mi auguro, invece, che questo confronto si faccia e che il dialogo sia possibile perché la posta in gioco è alta”. Per Iwan Costantini sindaco di Giulianova: “Non bisogna divagare, noi dobbiamo difendere la nostra società perché siamo qui siamo qui per decidere la procedura di affidamento del servizio. Poi, ci sono le questioni attinenti agli equilibri economici, alle tariffe: vorrei far presente che il nostro acquedotto e il servizio reso devono fare i conti con una morfologia del territorio, e quindi dei costi, completamente diversa rispetto ad altre aree della regione e che diamo l’acqua a tutti quando ce n’è bisogno. Di gestione dobbiamo parlare insieme alla Ruzzo Reti”. Mario Nugnes sindaco di Roseto degli Abruzzi: “Contesto la politicizzazione della gestione del Ruzzo. L’ho sempre detto. Quando si parla di beni pubblici vorrei rifuggire dalla politica con p minuscola. Il luogo per un confronto è quello dell’assemblea del bilancio del Ruzzo ma possiamo anche aprire un tavolo di lavoro su questo tipo di governance che voi avete scelto, io non c’ero. Possiamo avviare un confronto serio, costruttivo,  riappropriamoci di questi spazi di decisione”. Il sindaco di Sant’Egidio, Elicio Romandini: “E’ giusto che ci sia un controllo siamo tutti dalla stessa parte ma nelle leggi che regolano la gestione dei servizi pubblici ci sono numerose incongruenze: il servizio pubblico ha dei costi ma porta il servizio dove il privato non potrebbe proprio per gli equilibri economico finanziari; con la gara per il gas, in questo caso a privati, siamo in regime di proroga da vent’anni”.

Il sindaco di Penna Sant’Andrea,  Severino Serrani: “L’Ersi ha già tutti i documenti che continua a chiedere. Io vedo la ripresa Ruzzo che sta rientrando con i debiti dei Comuni, sta pagando i fornitori, c’è un aumento del 60 % degli investimenti, 3 milioni di debiti recuperati”; per Mauro Scarpantonio, consigliere provinciale della Casa dei Comuni: “Ersi Comuni e Ruzzo dovrebbero parlare tutti lo stesso linguaggio perchè gli equilibri economici e finanziari della società ricadono su tutti noi anche come responsabilità. Ben vengano quindi i controlli dell’Ersi”. La sindaca di Castel Castagna, Rosanna De Antoniis: “Si gira attorno ai problemi senza affrontarli, l’Ersi stigmatizza le azioni di difesa del Ruzzo che invece sono un percorso sancito dal diritto, un giudice terzo ci dirà chi ha ragione. Io, a differenza di altri, ho sempre partecipato alle Assemblee della Ruzzo, ed è quello il luogo dove affrontare le questioni relative alla gestione”.

Di Bonaventura, chiosando:Rispetto al passato, come hanno testimoniato anche qui da tanti di vio, i servizi sono nettamente migliorati, così come gli investimenti e la messa in sicurezza delle reti –ha ricordato – noi Sindaci abbiamo chiesto anni fa un cambio di passo, chi governava allora ci ha chiamato ad una santa allenza per cambiare. Abbiamo messo un manager, abbiamo un Piano di risanamento: non possiamo dimenticare che partivamo da oltre 110 milioni di debiti. Ersi ci ha investito di questioni che riguardano la gestione e certamente dobbiamo affrontarli ma con la presenza della Ruzzo Reti”.