Abruzzo, In rilievo

“Quota Mille” celebra la Settimana della Memoria con la puntata su Pietransieri

Pietransieri, 1359 metri sopra il livello del mare, frazione del comune di Roccaraso (Aq) situata poco al di fuori dell’area dei grandi Altopiani: oggi è un importante centro turistico che domina la valle del Sangro grazie anche alla presenza degli impianti da sci dell’Aremogna, delle splendide vedute e delle interessanti passeggiate.Il borgo sorse nel 975 d.C., e il nome Petra rivela la sua origine longobarda, mentre Ansieri era il nome probabilmente del fondatore; di quello che c’era purtroppo non è rimasto più nulla, perché il paese fu totalmente raso al suolo durante la seconda guerra mondiale, e il suo nome è oggi tragicamente legato a quegli eventi.

“Ma perché la furia della guerra si accanì proprio su questo piccolo paese, così lontano dai centri di potere? – si chiede lo scrittore Peppe Millanta che, insieme Sem Cipriani e le telecamere Rai, ha raggiunto questa frazione per una nuova puntata della rubrica a cura di Paolo Pacitti,“Quota Mille”, andata in onda proprio in occasione della “Settimana della Memoria”.

“Perché qui – risponde Millanta – nel ’43 decisero di trincerarsi i tedeschi per resistere agli attacchi alleati, sfruttando i confini naturali del territorio come le montagne e il vicino fiume Sangro. Istituirono perciò la Linea Gustav, che portò la guerra lì dove nessuno pensava che sarebbe mai arrivata. La guerra arrivò anche sulle montagne abruzzesi, e lasciò il suo segno. Pietransieri fu uno dei paesi più colpiti, ma fu capace di reinventarsi grazie al turismo. I tedeschi non si limitarono a distruggere il paese: Pietransieri infatti fu teatro dell’Eccidio di Limmari, uno dei più brutali del conflitto. In questo bosco nel ’43 furono uccisi 128 civili, di cui 60 donne, 34 bambini sotto i dieci anni e un bimbo di un mese. I tedeschi arrivarono qui già agli inizi di novembre, requisendo bestiame e alimenti, fino a quando non diedero l’ordine di evacuazione e minarono il paese, distruggendolo”.

“Alcuni abitanti però – prosegue Millanta – non vollero allontanarsi e si ritirarono qui, in queste masserie. La mattina del 21 novembre però, probabilmente per paura che potessero aiutare i partigiani, i tedeschi iniziarono a rastrellarli. Fu una carneficina. Gli abitanti furono fucilati e i loro corpi addirittura distrutti con granate. Ci fu una sola sopravvissuta, una bambina, che si nascose sotto il cadavere della madre”.

Oggi quei martiri riposano nel Sacrario, che viene raggiunto ogni anno da una processione notturna che attraversa il bosco di Limmari e ripercorre i luoghi della tragedia. Oggi Pietransieri è un luogo della memoria, insignito della medaglia d’oro al valore militare, dove è possibile toccare con mano l’orrore di uno dei periodi più difficili della storia moderna.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile saperne di più anche sulla puntata dedicata a Pietransieri.

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