Cultura & Società

San Benedetto del Tronto. Mostra di Maurizio Romani:

Personale di Maurizio Romani IL RESPIRO DEI FIORI”

Curatrice Rosalba Rossi

Testi      Rosalba Rossi

 

Domenica pomeriggio 3 Ottobre 2021

 

“al tempo stesso”

Che cos’è un’opera d’arte se non il complesso e delicato rapporto tra il proprio tempo e l’eterno?

Che cosa è un’opera d’arte? Se nessuno me lo chiede, lo so. Se lo voglio spiegare non lo so più.

È per questo che si moltiplicano le parole a investigare i contorni di un fiore posto come scienza fenomenologica delle apparenze e dello stesso apparire dei significati. Il colpo d’occhio si apposta

in cima all’albero tronco dell’opera “Bianchi confusi” di Maurizio Romani. Si può entrare nell’albero c’è la toppa di una chiave antica. Forse persa nella siepe folta di petali di rosa canina, o nei rovi e spini. Lui stesso, il maestro definisce, con linguaggio fantasioso e vagamente poetico, non privo di realismo, le cose che accadono per la prima volta,” bianchi confusi” nel respiro dei fiori il germogliare di un’idea fresca, la nascita di un nuovo amore.

C’erano le foglie dentellate, non si notano subito, devo ammettere. Sono tre piccole bollicine gassose del mondo, nei tre piccoli episodi minori che inchiodo il mio occhio perenne, per il momento credo che sia solo uno sguardo immenso per percepire quale momento di grazia porta la novità della bellezza. Una piccola esplosione di vitalità, è nelle dinamiche dei comuni mortali, mi spinge a spezzare la monotonia dei tempi morti, da un’opera all’altra, volta per volta, per non perdere il filo

tra “Rifrazioni verticali” e “Assonanza Interna” definisce la sua indispensabile montagna.

Il Maestro Romani mostra la struttura tipica del corpo che lancia fuori il cuore nel mondo con il delicatosilenzio della fede. Così si presenta pieno di enigmi nei momenti di grazia, uomo, uomo dietro i suoi pensieri chiama me stesso dentro le sue migliori sapienze. Divento tempo nello “Sfumato melanconico” e mi spinge a rinascere nella struttura della carezza che ne illumina un tot di misterioso giungere della bellezza.

Poi spingo i miei sentimenti davanti a “Rosa Alba” e v’ha maggior ragione nel corpo del sole dove il colore è tutto il possibile del tempo sacro. Non è il mondo, ma tutto lo porta dentro, dove il fiore non è né cosa né idea ma misura di sapienza acuta immaginativa del respiro. “Rosa Alba” è la rivoluzione del percorrere, è il processo di salto oltre,è il futuro che in “Apparenze” prende senso l’arrivo del viaggio. Proprio a partire dei primi amori, per esempio, in “Armonie” volta per volta mi piace gettare lo sguardo indagatore dentro il mare di foschia, nel quale ci invita a perdersi nel fondale della curiosità. Raramente e mai allo stesso modo, uso il puntiglio nel tentativo nobile di intercettare l’esteticità, iniziare il suo movimento. Maurizio emerge dal gruppo della comunità degli uomini e ne segnala un mio tempo dello Spirito comune, non solo il tempo, ma al “tempo tesso”

del “respiro dei fiori”.

Carlo Colombo Calabria 

 

 

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