UNICO Gran Sasso: 22 comuni per trasformare una visione in realtà

14 Giugno 2021 22:390 commentiViews: 3

 

 

Unico Gran Sasso nasce con numeri importanti: 22 Comuni del cratere sismico abruzzese 2016/2017, 3 Province, quasi 1.500 km² e una popolazione di oltre 90.000 abitanti, ma ancor di più nasce con una visione progettuale condivisa e di lungo periodo sinora mai adottata.

Il modello organizzativo

La rete UNICO Gran Sasso risponde alle esigenze delle aree interne attraverso l’Associazione Temporanea di Scopo come nuovo modello organizzativo a scala intercomunale. Uno spazio di confronto, conoscenza e valorizzazione che, attraverso l’assemblea dei sindaci, la cabina di regia, e il coordinamento di area vasta, migliora la governance del territorio e la sua visibilità.

I Comuni che costituiscono la Rete sono: Teramo, Barete, Crognaleto, Cagnano Amiterno, Campli, Campotosto, Capitignano, Castel Castagna, Castelli, Civitella del Tronto, Colledara, Cortino, Fano Adriano, Farindola, Isola del Gran Sasso, Montereale, Pietracamela, Pizzoli, Tossicia, Torricella Sicura, Rocca Santa Maria, e Valle Castellana. Il Comune di Crognaleto ha il ruolo di capofila. Il Comune di Teramo è il coordinatore di area vasta.

Organo decisionale di Unico è la cabina di regia presieduta dal Sindaco del Comune Capofila e costituita da cinque Sindaci in rappresentanza delle cinque Aree territoriali dell’ATS: l’Area Alto Vomano, l’Area Alto Aterno, l’Area Valle Siciliana, l’Area Monti Gemelli e l’Area Città Capoluogo.

Perché una rete

I territori di UNICO Gran Sasso sono per lo più terre montane, ricche di fascino e autenticità, ma anche quelle che più di altre subiscono spopolamento e rarefazione dei servizi, localismi e frammentazione degli interventi, bassa capacità di progettazione, risorse locali sottoutilizzate, scarsa accessibilità fisica e digitale del territorio, scarsa partecipazione da parte di cittadini e imprese. Il territorio del Gran Sasso d’Italia, infatti, pur se con elevate potenzialità di sviluppo, fa segnalare un’aridità di interventi, frammentati e scarsamente efficaci soprattutto in un’ottica di lungo periodo, anche a causa di una bassa capacità di progettazione e di coesione territoriale.

 

 

Un modello “Unico”: progettazione partecipata e visioni condivise

L’approccio dal basso, con il coinvolgimento delle comunità locali, degli attori istituzionali e degli operatori del settore sin dalle primissime azioni di animazione territoriale, stabilisce un patto sociale che rafforza identità, consapevolezza e coesione sociale.

La progettazione partecipata è un’assicurazione sull’effettiva rispondenza degli interventi ai bisogni reali dei territori perché riflette sulle esperienze (realizzate o in corso) per poi costruire visioni condivise e progettualità coerenti con le esigenze e le aspirazioni del territorio, e con il quadro di programmazione europeo/nazionale/regionale.

La visione condivisa di uno sviluppo con caratteristiche omogenee e si basa su dei paradigmi che guidano le attività della Rete e che costituiscono la base fertile su cui crescono le azioni:

  • Abbandonare la logica dell’aggregazione finalizzata solo all’intercettazione di risorse e finanziamenti senza aver maturato progetti consapevoli e credibili;
  • Comprendere le diverse componenti della competitività territoriale (economica, ambientale e sociale) e concentrarsi su due variabili: i servizi, determinanti per la qualità della vita e per l’attrattività, e il mercato, in funzione del quale vanno effettuate le scelte strategiche e l’organizzazione dell’offerta;
  • Ottenere e meritare il sostegno delle istituzioni chiave, con alleanze a geometria variabile a seconda delle tematiche e delle azioni;
  • Evitare duplicazioni e sovrapposizioni derivanti dai diversi percorsi in atto, agendo invece per sfruttare la complementarità e generare sinergie;
  • Sviluppare una dimensione internazionale riuscendo a passare dal locale al globale e viceversa, in un continuo processo di confronto e arricchimento.

Le risorse, gli ostacoli, le soluzioni

Per quanto riguarda il tema delle risorse economiche legate allo sviluppo dei territori, l’Europa offre ingenti finanziamenti (Quadro Finanziario Pluriennale 2021/2027 – fondi SIE + fondi diretti, Next Generation EU – PNRR e altri), che hanno però necessità di essere utilizzati da chi li conosce e li comprende per poter aspirare ad un riconoscimento. L’assistenza tecnica ai piccoli comuni diventa fondamentale per poter aspirare al successo attraverso progetti rilevanti, fattibili e sostenibili. Di fatto però proprio la progettazione diventa un ostacolo per i piccoli comuni che non possono assumersi impegni di spesa per comprare servizi di ingegneria, architettura e di europrogettazione. La soluzione rispetto a questa impasse è la costituzione di fondi rotativi pubblici per supportare la progettazione.

Altro nodo da sciogliere è quello legato alla necessità di cofinanziamento per i programmi a gestione diretta come LIFE, Europa Creativa, Horizon Europe che di fatto impedisce la partecipazione dei piccoli comuni privi di risorse. La soluzione potrebbe essere quella di un coordinamento regionale che possa incoraggiare la partecipazione dei piccoli comuni premiando i progetti vincenti attraverso la copertura delle quote di cofinanziamento richieste.

Le reti come UNICO possono e devono diventare un interlocultore importante nella gestione e implementazione dei progetti cofinanziati dai fondi europei, in particolare il PNRR. Per fare questo sarà utile anche prevedere tra i criteri dei bandi l’eleggibilità di soggetti come le ATS, non limitandosi a quelli previsti dal testo unico sugli enti locali.

Questi alcuni punti cardine, e altrettante soluzioni possibili, per fare di UNICO un interlocutore riconosciuto dalle istituzioni che occupi un posto nei tavoli di programmazione, segnando così il passo verso la trasformazione in realtà di quella visione di lungo periodo condivisa da territori e da generazioni.

 

UNICO Gran Sasso

Presidente –  Sindaco del Comune capofila Crognaleto Giuseppe D’Alonzo

Area Alto Vomano (Cortino, Crognaleto, Fano Adriano, Pietracamela)

Area Alto Aterno (Barete, Pizzoli, Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno e Campotosto)

Area Valle Siciliana (Colledara, Castel Castagna, Isola del Gran Sasso, Castelli, Tossicia e Farindola)

Area Monti Gemelli (Torricella Sicura, Rocca Santa Maria, Campli, Civitella del Tronto, Valle Castellana)

Area Città Capoluogo – Città di Teramo  – Coordinamento di Area Vasta  Gianguido D’Alberto

 

 

 

Giuseppe D’Alonzo Presidente Unico: “Per noi piccoli Comuni la strada della rinascita è difficile e tortuosa ma abbiamo capito che vinciamo la partita se uniamo le forze. La ricostruzione sta andando avanti sempre più veloce, ma è ora di attivare tutte le parti sociali perché questa ricostruzione fisica non avvenga in un territorio morto. Noi perdiamo tessuto sociale tutti i giorni, e quindi diviene prioritario attivare servizi, attenuare o azzerare il digital divide, ricostruire il tessuto sociale che è sempre più depauperato dallo spopolamento. Unico sarà pungolo per ogni istituzione per avere risposte, dovrà avere un suo ruolo nei tavoli di programmazione per dare risposte caleate realmente nei territori. Unico c’è, ed ha una condivisione di massa, è un pezzo D’Abruzzo che si unisce e che diventa modello da seguire anche da parte dei territori delle regioni confinanti.”

Gianguido D’Alberto coordinatore Area Vasta: “Unico nasce in un momento ottimale perché oggi abbiamo gli strumenti legislativi e possiamo finalmente affiancare alla ricostruzione fisica e materiale un progetto di valorizzazione e rilancio dei territori che, se dovesse mancare, rischieremmo di ricostruire territori che non esistono più. Oggi noi diveniamo un insieme di soggetti istituzionali che ci permette di dialogare in modo orizzontale con tutti i livelli Istituzionali. Teramo ha senso in questa rete proprio nasce anche e soprattutto per dare un supporto ai comuni di minori dimensioni e per dare aiuto ai territori di minori dimensioni, in un ruolo di equilibrio e traino.”

Paolo Esposito Direttore Generale dell’Agenzia di Coesione: “L’Abruzzo è nel mio cuore e questa iniziativa credo che vada nella giusta direzione per riuscire nella sfida di essere competitivi: è strategico individuare gli aspetti più attrattivi e performanti che fanno parte dei nostri territori e delle nostre tradizioni culturali, e focalizzarsi su quelli perché risultano vincenti.”

Giovanni Legnini Commissario straordinario alla ricostruzione 2016/2017: “Quella presentata oggi è una iniziativa unica nel panorama del cratere, che si colloca in un momento storico anch’esso unico che è quello del tentativo di reazione dei territori. Questa reazione sarà possibile se i 4 pilastri su cui si fonda sono adeguati: la legislazione, le risorse economiche, la filiera istituzionale concorde e la capacità attuativa. Se le prime tre ritengo siano tutte adeguate per affrontare la sfida, la mia preoccupazione è per la capacità attuativa dei territori, sprovvisti di competenze settoriali e risorse necessarie per ideare, progettare e rendere fruibili investimenti privati e pubblici. Per rafforzare la capacità attuativa è necessario un supporto tecnico valido, perché il rischio altrimenti è quello di non riuscire a cogliere una opportunità che questi territori hanno adesso, e non so se potrà esserci una prova d’appello.”

Umberto D’Annuntiis, Vicepresidente Regione Abruzzo: “Come ex sindaco per 10 anni mi sento molto vicino a questa rete di Comuni e credo che possa rappresentare una importante strumento per aiutare i territori a realizzare una progettazione finanziabile, attraverso progetti competitivi e cantierabili.”

On.le Luisa regimenti Europarlamentare: “La cooperazione tra territori e tra questi e le istituzioni è importante e vantaggiosa nell’ottica di una crescita di turismo e investimenti, per combattere lo spopolamento e creare percorsi di sviluppo locale che valorizzino il patrimonio culturale. Unico viaggia in questa direzione cercando il rilancio territoriale, contro spopolamento e depauperamento dei servizi.”

Tiziana Di Sante Presidente Fondazione Tercas: “Creare un ecosistema dei territori è possibile solo se alla base vi è una comunità viva e partecipante. Nulla si può di veramente grande e duraturo nel lungo periodo senza coinvolgere le radici di un luogo, e a queste radici si possono dare grandi ali. La programmazione dello sviluppo di un territorio e la sua economia non possono esimersi dal considerare l’economia relazionale delle comunità e in questo senso Fondazione Tercas che ha avviato una serie di progetti in tal senso, può aiutare Unico a far leva sulla cultura, facendola crescere e costruendo così il futuro.”

Antonella Ballone Presidente Cam Comm. L’Aquila – Teramo: “La Camera di Commercio, che mette in rete 155 aziende delle due province sa bene quanto sia fondamentale questo approccio sinegico, ed è per questo che tende la mano a Unico per mettere in evidenza le iniziative meritevoli e sostenere le imprese”.

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