L’imprenditore Marsicano Raffaele Venditti in prima linea per sostenere il ‘Centro di Accoglienza Padre Nostro’ fondato dal Beato Giuseppe Puglisi il 16 luglio 1991.

22 Giugno 2021 22:170 commentiViews: 6
Questa struttura – sin dal Martirio del suo fondatore, ucciso barbaramente dalla mafia il 15 settembre 1993 – ha basato il proprio metodo di lavoro ispirandosi ai principi e agli insegnamenti trasmessi da don Pino, il cui obiettivo, dal suo arrivo a Brancaccio, quello di operare in a sostegno delle fasce più deboli, in contesti di disagio, di degrado e di povertà, puntando la sua attenzione soprattutto alle famiglie e ai giovani del quartiere.
Al fine di fronteggiare fenomeni di disagio sociale come la devianza, l’emarginazione, la dispersione scolastica, che più da vicino riguardano i più giovani, il Centro di Accoglienza Padre Nostro ha ritenuto di vitale importanza, nel lavoro svolto in questi 28 anni, offrire loro opportunità di esperienza e conoscenza. A tal proposito, da diversi anni ormai, ha costituito il gruppo giovanile “I ragazzi del sogno del Beato Giuseppe Puglisi”, che vengono coinvolti in percorsi e attività di crescita formativa: incontri, seminari, campi scuola, viaggi d’istruzione, esperienze internazionali ecc. Il viaggio e la visita di realtà esterne al loro contesto di appartenenza, spesso fortemente condizionante e chiuso, rappresentano lo strumento per promuovere la motivazione alla conoscenza oltre che il concreto confronto con storie e persone sconosciute e l’apprendimento di contenuti fondamentali per lo sviluppo della loro coscienza civile.
A sostegno di questi percorsi, il Centro di Accoglienza Padre Nostro ha organizzato un viaggio dal 14 al 21 giugno per 35 ragazzi dai 10 ai 17 anni di età, accompagnati da 12 educatori.
Nel programma anche momenti dedicati alla scoperta dei prodotti della tradizione.

Raffaele Venditti ha così commentato la sua partecipazione all’iniziativa: “il sociale è nel DNA della nostra impresa, e ancor più in questa difficile fase post pandemica vogliamo dare un segno tangibile e un contributo fattivo”.
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