Cultura & Società, In rilievo, Libri in vetrina

Editoria. “Geopandemia, decifrare e rappresentare il caos”, ultima fatica di Salvatore Santangelo

In libreria, l’ultimo libro di Salvatore Santangelo dal titolo “Geopandemia, decifrare e rappresentare il caos”, edito da Castelvecchi Editore, nella collana Esc.

“Ci muoviamo – si legge nella quarta di copertina – in un territorio inesplorato, ma tutti abbiamo la percezione, più o meno chiara, che il Covid-19 è il cigno nero che metterà all’angolo quella che Ulrich Beck ha definito la ‘società del rischio’. Oltre alla convinzione che all’emergenza sanitaria, nei prossimi mesi, si unirà una recessione globale e una nuova definizione dei rapporti di forza a livello mondiale. La sfida geopandemica farà sì che nell’era della post-globalizzazione la conflittualità non si esprimerà solo nella vecchia dimensione spaziale/istituzionale , ma anche attraverso una verticalizzazione delle contrapposizioni all’interno di ogni singola realtà statuale”.

“Geopandemia” – pur nella sua sinteticità – delinea ben 4 traiettorie da seguire, per intuire, i contorni del mondo che verrà: 1) per affrontare le nuove sfide si dovrà attingere alla saggezza degli antichi, nel cui orizzonte esistenziale era sempre presente la dimensione “tragica”  della storia; 2) la fiducia tra cittadini e istituzioni (e la capacità stessa di generare fiducia) sarà un asset strategico; 3) si assisterà a un rinnovato protagonismo dello Stato in campo economico e a una crescita delle sue articolazione e degli apparati burocratici; 4) la competizione tra le potenze si misura e si misurerà sempre più sulla qualità del capitale umano, in questo senso la sfida è sulle biotecnologie, sui calcolatori quantistici, sull’intelligenza artificiale e sulla capacità di collezionare e analizzare dosi sempre più massicce di dati.

Santangelo (1976) giornalista professionista e docente universitario. Esperto di politica internazionale e di storia del Novecento, studia la dimensione mitica nell’attualità occupandosi di “geosofia”, quella che John K. Wright ha definito come l’esplorazione «dei mondi che si trovano nella mente degli uomini». Tra le sue pubblicazioni: Frammenti di un mondo globale (2005), Le lance spezzate (2007), GeRussia (2016) e Babel (2018). Ha fatto parte del gruppo di lavoro dell’Università di Teramo che ha supportato – nel biennio 2016/2018 – la regione Abruzzo nella stesura del suo nuovo piano di Comunicazione di Crisi.  Ha firmato reportage dai Balcani (1999), dall’Ulster (2000 e 2002), dalla Libia (2012), da Israele (2013 e 2015) e dalla Siria (2017).

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