Giulio Casaccia, il fante morto nelle Trincee di Zendri (TN).

25 Maggio 2020 17:200 commentiViews: 3
Nasce a Giulianova il 27 giugno 1880, alle ore 10:15, nella casa posta in Via del Crocifisso (tra Via Amendola e Via Cavoni), da Nicola e Assunta Coticchia. Il 1 luglio sarà il Sindaco, l’Ing. Gaetano De Maulo, a registrare il bambino alla presenza di due testimoni: Antonio De Angelis, 71enne, barbiere e Antonio Cosenza, 29enne, cantoniere.
Nel 1901 viene chiamato a visita di leva dal distretto militare di Teramo, ma per debole costituzione sarà dichiarato rivedibile per l’anno successivo per la classe 1881. Il 3 luglio 1902, dopo accurata visita, verrà giudicato idoneo al servizio: il torace da 0,79 passa a 0,83. Il 23 marzo viene chiamato alle armi e il 2 aprile giunge al deposito dell’81° Reggimento Fanteria – Brigata “Torino”. Il 14 settembre, grazie alla circolare 134 del 1903, viene congedato con 6 mesi di anticipo. Il 27 giugno 1906 chiede e ottiene il passaporto per l’America, ma per una serie di motivi ritarderà di molto la partenza. Il 12 agosto 1910 viene chiamato per istruzione militare e termina il 31 agosto. Prima di partire per l’America si sposa a Mosciano Sant’Angelo con Giulia Nepa.
Il 6 settembre 1912, dal porto di Napoli, parte per l’America con altri giuliesi: Luigi Ruggiero, 20enne; Augusto Iena, 18enne e Nicola Verdecchia, il 20 settembre sbarcano a New York dove vengono accolti da Francesco Di Remigio.
Nel 1913 viene richiamato per istruzione militare, ma essendo all’estero sarà dispensato dal presentarsi al distretto militare. Nel 1914 rientra in patria.
La doppia tragedia in casa Casaccia.
Il 9 maggio 1915, alle ore 20,30, nella sua casa in Via del Crocefisso, muore la moglie all’età di 30 anni, Giulia Nepa, dopo aver partorito Assunta. Giulia era originaria di Mosciano Sant’Angelo, figlia di Arcangelo e Maria Tribuiani. Il mese successivo, il 9 giugno, alle 10, moriva anche la piccola Assunta di un solo mese di vita. Il 23 ottobre, il giorno prima di essere richiamato in guerra, si risposa a Tortoreto con Splendora Fortuna e il giorno dopo parte. Il 27 novembre giunge nel deposito (L’Aquila per l’Abruzzo) dell’86° Reggimento Fanteria – Brigata “Verona” e il 24 gennaio 1916 arriva al fronte in Albania. Dal 18 al 26 febbraio, Impegnati nella difesa di Durazzo, riprendono l’attacco solo il 13 marzo partendo dalla Val Dukati, occupando quota 1669 del Monte Krasa e le trincee dei monti Maya, Laps, e Kundrenica. Agli inizi di maggio, la Brigata, rientra in Italia con destinazione Brescia e la prima linea in Vallarsa, in trentino.
La morte
Il 9 giugno 1916, nelle trincee di Zendri, moriva in combattimento per colpo da arma da fuoco, all’età di 35 anni, il fante Giulio Casaccia della 4° compagnia dell’86° Reggimento Fanteria – Brigata “Verona”. A redigere il verbale di morte sarà: il Sottotenente, Pietro Aielli; il fante, Pietro Bartolotta; il Capitano, Angelo Vellini e il Sottotenente comandante di reparto, Martullo. Il verbale ufficiale arriverà a Giulianova il 25 aprile 1917.
Il suo nominativo compare nell’Albo d’Oro nazionale dei militari italiani caduti nella Grande Guerra, sulla lapide dei caduti del Duomo di San Flaviano e nel libro di Francesco Manocchia “I Salmi della Patria”.
3 le medaglie alla memoria del soldato giuliese: Guerra italo-austriaca 1915-1918 o “coniata nel bronzo nemico” e relativa barretta per ogni anno di guerra; A ricordo della Guerra Europea o Interalleata della Vittoria e la Commemorativa a ricordo dell’unità d’Italia 1848-1918 #primaguerramondiale #giulianova #rovereto #trento #vallarsa #trinceedizendri
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