Giulianova. Pietro Quaranta, l’artigliere Medaglia d’Argento al Valor Militare

17 Maggio 2020 10:190 commentiViews: 6
di Walter De Berardinis
Nasce a Giulianova il 22 novembre 1894, alle ore 5:15, nella casa posta in Via per Mosciano al civico 30, da Giuseppe, 33enne, agricoltore (Mosciano, 1858 / Mosciano, 1923) e Maria Diana Domenica. Dopo 4 giorni verrà registrato all’anagrafe dall’Assessore anziano, Apollo Caravelli e dai due testimoni: dal 42enne Emidio Paolone e dal 49enne Raffaele Del Nunzio, entrambi proprietari. La famiglia era composta anche da: Sabatino (Mosciano 1887), Annantonia (Mosciano, 1888 / Roseto degli Abruzzi, 1976), Domenico (Mosciano, 1890), Sabatino (Giulianova, 1892 / Mosciano, 1966 – sposato con Adele Iobbi), Maria Felice (Giulianova 1897 / Sant’Omero, 1990 – sposata con Michele Rastelli), Filomena (Giulianova, 1900 / Mosciano 1968 – sposata con Sabatini Paradisi). La famiglia, nel primo decennio del 1900, si trasferisce a Montone di Mosciano Sant’Angelo.
Il 17 luglio 1914 viene giudicato idoneo al servizio di leva dal distretto militare di Teramo e il 7 settembre viene chiamato alle armi. Il 26 settembre entra nel Reggimento Artiglieria a Cavallo e il 5 giugno giunge in prima linea. Il 19 aprile 1916 viene trasferito nel deposito della scuola di tiro bombardieri di Susegana. Infatti, agli inizi del 1916, il governo diede ordine di istituire dei reparti bombardieri all’interno dell’artiglieria. Pietro fu uno dei 170.000 soldati addestrati con il 13° gruppo bombardieri aggregati al 30° Reggimento Artiglieria da Campagna Territoriale da 8 batterie; ed ognuna composta da 12 bocche di fuoco e cavalli per il trasporto. Nella 9° battaglia dell’Isonzo (31 ottobre-4 novembre 1916), Pietro Quaranta, rimarrà gravemente ferito nel primo giorno della battaglia, il 31 ottobre a Oppacchiasella (oggi Opachiasella, Slovenia), paese sloveno sul Carso. Purtroppo, il 3 novembre 1916, alle ore 3:00, per le gravi lesioni riportate moriva nell’ospedale da campo n° 60 (100 posti letto) – della 6ª Compagnia di Sanità di Bologna – 11° Corpo d’Armata. Aveva 21 anni. Sarà il giovane Tenente d’amministrazione dello stesso ospedale da campo, Giuseppe Accorinti, a trascrivere l’atto di morte: morto in seguito a peritonite da ferita d’artiglieria all’addome e ferite multiple alla testa, torace e piedi. L’atto fu controfirmato dall’ufficiale medico, Arangino; i soldati, Domenico Russo e Giacomo Bertolini. Fu sepolto a Gradisca con il numero di tomba 442, dopo la guerra fu riesumato per collocare le spoglie a Redipuglia tomba 30544, fila-gradone 16.
La Medaglia d’Argento al Valor Militare:
Gli alti comandi, visto il valore e l’ardimento dimostrato, gli conferirono la Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: Quaranta Pietro, da Giulianova (Teramo), soldato raggruppamento bombardieri, gruppo, batteria, n° 34747 matricola – Non essendo nella sua qualità di attendente obbligato ai servizi di batteria, si offriva spontaneamente ad uscire in ricognizione per constatare i danni prodotti dalle nostre bombarde. In altre circostanze, offertosi pure volontariamente al servizio di un pezzo, veniva mortalmente ferito, e mentre lo trasportavano al posto di medicazione si rammaricava di non poter più prestare l’opera sua alla batteria. – Oppacchiasella, 31 ottobre 1916.
Curiosità
Nel 2017, in sala Buozzi, fu presentato il progetto per il monumento all’artigliere.
Mentre nel 2019, a cura dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia – sezione Giulianova-Teramo, sono stati ottenuti dei fondi per finanziare la realizzazione del monumento all’artigliere: «Realizzazione del Monumento ai Caduti di tutte le Guerre e Missioni Militari e, in particolare, all’Artigliere Pietro Quaranta M.A.V.M. nativo di Giulianova». Base attrezzata per il contenimento di un Obice da 100 mm della Prima Guerra Mondiale; di una lapide commemorativa riportante la motivazione della concessione della M.A.V.M.; del pennone per l’alzabandiera, il tutto opportunamente recintato con granate e catene: 15.950€;
Il suo nominativo compare nell’Albo d’Oro nazionale dei militari italiani caduti nella Grande Guerra, sulla lapide dei caduti del Duomo di San Flaviano, sulla lapide di Mosciano e nel libro di Francesco Manocchia “I Salmi della Patria”.
4 le medaglie alla memoria del soldato giuliese: d’Argento al Valor Militare, Guerra italo-austriaca 1915-1918 o “coniata nel bronzo nemico” e relativa barretta con due anni di guerra, 1915/1916; A ricordo della Guerra Europea o Interalleata della Vittoria e la Commemorativa a ricordo dell’unità d’Italia 1848-1918.
L’Associazione Artiglieri d’Italia cerca eventuali discendenti di Pietro Quaranta
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