Giulianova. Il cinematografo in città, storie e curiosità.

15 Maggio 2020 19:530 commentiViews: 13

GIULIANOVA. FRAMMENTI DI STORIA DAGLI ARCHIVI – 60.

di Sandro Galantini*

Grazie al libro Teramo e il cinematografo di

Elso Simone Serpentini

, sappiamo che i giuliesi furono, dopo gli abitanti del capoluogo di provincia, i primi a godere del cinema. Fu peraltro un teramano, Giustino Bonolis, a dare vita a Giulianova, nei locali di Pasquale Beccaceci alla “Marina”, al primo cinema cittadino: il “Vita”. Era la fine di agosto del 1909 ed agli spettatori, tra i quali numerosi bagnanti di Teramo, grazie ad un’ottima macchina di proiezione di marca Pathé, ogni sera venivano proposte pellicole scelte e variegate. L’anno dopo, a luglio, furono invece due commercianti locali, Attilio Buoni e Raffaele De Santis, ad installare sempre alla “Marina”, in un locale «ben areato», un cinematografo Edison. Si trattava, nell’uno e nell’altro caso, di iniziative estemporanee, chiaramente legate alla stagione balneare.

C’era però chi stava accarezzando l’idea di realizzare in città un cinema permanente.
A farsene carico fu il dinamico albergatore Luigi Federici, che commissionò il relativo progetto al celebre architetto romano Antonio Petrignani. Il progetto, approntato nel 1910, prevedeva un edificio a due piani deliziosamente liberty, da adibire a cinema-teatro, purtroppo mai realizzato a causa della mancanza di fondi.
Giulianova avrebbe avuto il suo cinema stabile solo nel 1922. A realizzarlo, ospitato in un immobile al lato sud di piazza Vittorio Emanuele, l’attuale della Libertà, sarà il commerciante Michele Di Pietro. Il Cinema-teatro “Gaetano Braga”, così si chiamava, sarà per molti anni l’unico operante in città. Gestito anni dopo da Giuseppe Rossi e Ripa Scipione Di Teodoro, nel “Braga”, oltre alle consuete proiezioni, verranno organizzate anche manifestazioni di intrattenimento e musicali. Proprio la collaudata coppia Rossi-Di Teodoro nell’inoltrata primavera del 1929 prendeva l’iniziativa di attivare un cinematografo all’aperto. La richiesta contemplava il posizionamento del proiettore nel secondo cortile interno della scuola “Pagliaccetti”, l’attuale “De Amicis”, per un periodo complessivo di 70 giorni. Un’idea che evidentemente piacque molto al commissario prefettizio Sebastiano Pergameno il quale senza difficoltà, dopo quello da parte del Patronato scolastico, il 19 giugno concedeva anche il
suo placet rendendo così possibile dare al progetto concreta attuazione.
Un vero punto si svolta si ebbe negli anni Trenta. Venuto meno il progetto di un Politeama da ubicare nell’immobile Cichetti, ex sede della Dogana regia, sul lato nord di piazza del Littorio, ora Buozzi, nell’estate del 1935 si inaugurava invece su una porzione dell’ex palazzo ducale, al lato sud della stessa piazza, il cinema “Moderno” di Giuseppe Sabatini e Mario Orsini. Quest’ultimo, in particolare, aveva messo a disposizione parte dell’immobile di sua proprietà dove, sulla base dei calcoli per la parte in cemento armato eseguiti da Ernesto Pelagalli, il geometra Costanzo Testoni aveva quindi ricavato l’impianto «ultramoderno», secondo la definizione datane all’epoca.
Nel luglio 1936, come già illustrato da

Ottavio Di Stanislao

, si ristrutturava anche, sostituendo la galleria in legno con altra in cemento armato, l’ormai datato cinema-teatro “Braga” di cui Alessandro De Annibalis aveva approntato il 23 luglio il relativo progetto su incarico degli impresari Francesco Ettorre e Ripa Di Teodoro.

Il cinema, sinora privilegio esclusivo di Giulianova Alta, nel 1937 faceva il suo esordio al Lido dove pure aveva preso le sue prime mosse . Si trattava dell’ “Ideal” di Maria Calisti, nata ad Arquata del Tronto nel 1879 e moglie di Antonio Tritapepe, cinema sorto in tempi brevissimi sulla centralissima piazza Principi di Piemonte, oggi Fosse Ardeatine, su progetto del solito Alessandro De Annibalis che cinque anni prima aveva oltretutto approntato il disegno della vicina villa di famiglia.
L’”Ideal” apriva i suoi battenti il 28 agosto appunto del 1937, con la rappresentazione di Vigilia d’Armi.
Una scelta assai felice considerando che il film francese, diretto dal regista Marcel L’Herbier, aveva conquistato il primo premio alla biennale di Venezia del 1936 peraltro facendo conseguire alla protagonista Annabella, pseudonimo di Suzanne Georgette Charpentier, la vittoria nella sezione per la migliore attrice.
L’ultimo cinema a vedere la luce fu, sempre la Lido, l’Arena “Braga”, realizzato dalla famiglia Ettorre. Un impianto all’aperto posizionato alle spalle del Kursaal ed aperto nel 1940.
*Storico e Giornalista
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