Giulianova. 1944: Flaviano Pultrone, ucciso da un sodato della Wehrmacht

11 Maggio 2020 22:040 commentiViews: 10
Un civile dimenticato dalle istituzioni
Flaviano Pultrone 1887/1944
Ucciso da un soldato della Wehrmacht durante la ritirata
Nasce a Giulianova il 4 luglio 1887, alle ore 21:20, nella casa posta in Via per Mosciano al civico 29, dal 40enne Domenico (figlio di Gaetano e Caterina Elisabetta Maria Romagnoli, nato a Giulianova nel 1847 e morto ad Atri il 1 agosto 1923), proprietario agricolo e Teresa Castorani (figlia di Gennaro e Maria Papiri o Papirj Calzone, nata a Giulianova nel 1856 e morta a Castel Castagna il 30 dicembre 1915); il giorno successivo sarà il Sindaco, Francesco Ciafardoni, a registrare il nascituro alla presenza di due testimoni: il M° Luigi Leone, 38enne, professore di musica (papà del primo Senatore giuliese della Repubblica Italiana, Leo Leone) e Emidio Paolone, 34enne, possidente.
La famiglia era composta anche dai fratelli: Gaetano (1885/1917, morto nella 1°G.M.), Luigi (1890/1917, morto nella 1° G.M.), Alessandro, Splendora (sposata con Rastelli), Rosa (sposata con Ippoliti)
Il 20 aprile 1907 viene giudicato idoneo al servizio di leva nel distretto militare di Teramo e il 19 ottobre viene chiamato alle armi nel 56° Reggimento Fanteria – Brigata “Marche”. Il 9 settembre 1909 viene congedato nel deposito di Teramo del Reggimento Fanteria Genova e il 30 ottobre ottiene il visto per l’espatrio in America.
Il 12 novembre parte da Napoli con la nave Konig Albert (Costruita dalla A/G Vulcan Shipyard, a Stettino in Germania nel 1899, con una capienza di 2.175 passeggeri: 257 di prima classe, 119 in seconda, 1799 in terza. Di proprietà della compagnia tedesca “Lloyd”, fece servizio tra Bremerhaven e Yokohama e dopo il 1903, da Bremerhaven a New York; solo nel 1905 iniziò la tratta da Napoli a New York. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, fu requisita dallo stato italiano per poi essere ribattezzata “Ferdinando Palasciano” e nel 1926 fu radiata) ed arriva a New York il 25 novembre, qui verrà accolto da un parente, Marco Dimarzo o Di Marzio che gli troverà un lavoro in West Virginia, forse come minatore. Il 14 agosto 1911 viene dispensato dall’istruzione militare perché all’estero con regolare nulla osta. Il 31 luglio 1915, all’indomani dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, non si presenterà al distretto militare di Teramo e il 6 settembre viene dichiarato disertore. Il 31 dicembre verrà denunciato al Tribunale Militare di Ancona per diserzione e nel 1917 perderà due fratelli in guerra: il 21 agosto Luigi a Monte San Marco e il 28 agosto Gaetano Giovanni a quota 774 (Hoje). Finita l’avventura americana, torna in Italia e si sposa il 21 aprile 1924, a Castellalto (TE), con Angeladea Fidanza (6 giugno 1891/23 dicembre 1975), la coppia andrà a vivere sulla strada Nazionale per Teramo al civico 73 (oggi Via Mulino da Capo); dal matrimonio nascono 4 figli: Antonietta (1925/2002, sposerà Vincenzo Sechini o Sighini 1920/1999 (cugino carnale di mia nonna Barbara Cordone), la coppia avrà tre figli: Paolo, Marcelliano o Marcello e Silvia), Domenico (1927/2012), Zaccaria (1925/2017, tre figli: Flaviano, Stefania e Alfonso) e Luigi (1931/vivente). Il 20 aprile 1927, dal Tribunale Militare di Bari, arriverà la sentenza di proscioglimento per avvenuta amnistia.
La tragedia.
Il 12 giugno 1944, alle ore 20,00, durante la ritirata delle forze tedesche sulla dorsale adriatica, un soldato tedesco, nel tentativo di requisire il cavallo di Flaviano Pultrone, estrasse la sua pistola uccidendolo (altre fonti parlano di alcuni fendenti per finirlo o fucile) per essersi rifiutato di consegnare o negare di avere un cavallo. Moriva così Flaviano all’età di 57 anni, lasciando la moglie Angeladea Fidanza (53enne) e i 4 figli: Antonietta (19enne), Domenico (17enne), Zaccaria (15enne) e Luigi (13enne). Anche in altre masserie avvenne la stessa cosa, come nel caso di mio nonno Giovanni De Berardinis (località Campocelletti di Colleranesco) il quale consegno il cavallo, il calesse e il frustino per prenderli in giro. Il giorno successivo, nell’ufficio dello stato civile di Giulianova, si recherà per comunicare la morte di Pultrone, Fiorindo Badino, 51enne, bracciante agricolo; a redigere il verbale sarà l’impiegato comunale Tommaso Lattanzi, alla presenza di due testimoni: Marco Di Giallorenzo (figlio di Antonio), 44enne, proprietario agricolo e Carmine Palena (figlio di Nicola), 33enne, commerciante.
Purtroppo, nonostante il povero Flaviano Pultrone fosse una vittima civile di guerra, ucciso dai tedeschi, non è stato mai ricordato in una lapide, monumento, Via o parco, neanche con una onorificenza alla memoria. Dobbiamo ringraziare gli storici locali che, in più occasioni, hanno ricordato la triste vicende legata alla 2° Guerra Mondiale a Giulianova, tralasciando però l’aspetto umano e familiare. Per uno scherzo del destino, Pultrone, era uscito indenne dalla Prima Guerra Mondiale, ma poi era rimasto vittima nella Seconda Guerra Mondiale, probabilmente ucciso da un figlio di un combattente della Prima Guerra Mondiale.
La moglie e i 4 figli, chiusi nel loro dolore, non hanno mai preteso nulla e neanche espresso odio verso i tedeschi. Questo scritto vuole essere il degno riconoscimento alla sua memoria.
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